Vivo in Castiglia La Mancha a sud est della Spagna, la terra che tutti identificano come terra del Quijote. Quest’anno ricorre l’anniversario della morte di Cervantes (400 anni!) e tutti consigliano di leggerlo: lo farò anche io. Il mio compagno Tomás me ne ha regalato una edizione nuova e rivisitata con un linguaggio molto moderno e mi rimprovera di non averlo ancora letto.

Il  costo della vita è abbastanza contenuto, sicuramente e’ diverso rispetto alle  grandi città come Barcellona o Madrid, ma qui si vive bene.

C’è un’attiva vita culturale che, a parte d’estate, offre sempre qualcosa. In paese moltissime persone suonano uno strumento musicale e ci sono addirittura due bande cittadine.

Vivo  in una cittadina molto piccola ma a venti  minuti di auto c’è la capitale della  provincia, Albacete, che offre moltissimo dal punto di vista culturale e commerciale.

A volte ci sono ancora cose che mi sembrano “strane” ma lentamente mi ci sto abituando. Quello che ancora mi sembra bizzarro  è prendere café con leche per colazione accompagnato da pane tostato con pomodoro, olio e sale!

Non mi piace per esempio che la gente butti le cose per terra, tovagliolini e cáscaras de pipas (le bucce dei semi di girasole) nei bar. Io metto tutto nel piattino o cerco un cestino. Ma qui per tradizione  è normale non farlo e oggi riesco a  non guardare più le persone come fossero bambini maleducati.

Inoltre mi fa ridere che a distanza di un anno sia arrivata anche qua la moda dei risvoltini!

Mi piace fare la spesa al supermercato perché è un dizionario per immagini impressionante. Ogni volta che ci vado imparo qualche parola nuova e Tomás mi rimprovera per passarci troppo tempo.

La sera si sentono i cassonetti delle immondizie chiudersi in continuazione e ci sono persone che vanno a rovistarci dentro: mi hanno spiegato che in genere le persone che lo fanno sono gitanos, gli zingari, che comunque qui vivono in pianta stabile e non come nomadi, ma per loro è un’ abitudine andare a cercare cose che altri hanno buttato.

Nonostante gli abitanti di La Roda siano mediterranei come gli italiani qui  non è facile fare amicizia o hacer migas: sono un po’ chiusi ma quando ti conoscono e si aprono diventano molto gentili e amabili.

Si mangia tanto pesce, molto di più che in Italia, pur essendo entrambe penisole. Al super o nei menù dei ristoranti c’è sempre pesce e anche nelle tapas!  Ma mi mancano alcuni dei miei piatti preferiti: le sarde in saor e il baccalà mantecato oltre naturalmente al tiramisù. Loro ci provano a farlo ma non c’è nulla da fare: non gli riesce e nascondono tutto sotto uno spessissimo strato di cacao che ti si appiccica sulla lingua e sul palato! Qui  a La Roda ci sono dei dolcetti tipici molto famosi e la gente che passa in autostrada a volte fa una deviazione per comprarne una paio di scatole: i Miguelitos!

Si fatica a trovare alcune verdure, il finocchio per esempio, ma le banane delle Canarie sono buonissime: mi sto ancora chiedendo perché in Italia io abbia sempre visto banane del centro America nonostante le Canarie siano geograficamente molto più vicine e le banane molto più buone!

Per concludere l’angolo culinario (avrete capito che mi piace molto mangiare!) parlo della pizza: il pomodoro è fritto, non a crudo e ci mettono talmente tanti ingredienti, spesso incongruenti tra loro, che fatico a chiamarla pizza e quando torno in Italia praticamente mangio sempre quella e anche il mio compagno che ora qui la mangia con meno frequenza dato che ha provato la VERA pizza!

La mia colazione preferita è diventata café con leche y churros che mi piace moltissimo e con cui una volta ho fatto indigestione. Essendo golosa me lo concedo solo una volta al mese.

Infine la siesta: è un’abitudine come pettinarsi la mattina, tutti lo fanno, specialmente la domenica e se si può anche durante la settimana! Sonnellino ristoratore quando dura 20 minuti e abbiocco potente quando può durare anche due ore…tutto dipende da quando si è andati a letto la sera o la mattina precedente!

Mi mancano le mie amiche, alcune delle quali sono colleghe di lavoro. Mi manca prendere il caffè/tè con loro e fare quattro ciacoe!

Come ho già detto mi mancano alcune cose, la più importante è la mia famiglia: i miei genitori, i miei fratelli e i miei nipoti. Ogni volta che ritorno in Spagna mi scappa qualche lacrima. In tempi di Skype e whatsapp la vicinanza fisica è ciò che più mi manca.

In conclusione, escludendo  il calore infernale che fa d’estate non si può dire che qui si viva male, anzi…

1 commento
  1. Caterina
    Caterina dice:

    Hahaha! Tomate frito: aiuto! Colazione con pan con tomate, strano pure per me, soprattutto quando ci aggiungono il fuet, il salamino! Mi aggrego ai Tours nei supermercati, li adoro e sono sei veri e propri musei culturali!
    Per quanto riguarda il finocchio, io a volte ho addirittura dovuto spiegare a fruttivendoli di cosa si tratta, dato che mi proponevano il finocchietto come spezia. Sempre detto che un italiano che cerca lavoro in Spagna potrebbe dedicarsi alla loro coltivazione: un mercato tuttora vergine! 🙂 Un abbraccio da Barcellona e mucha suerte! Caterina

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