Caro lettore,

bentornato al nostro appuntamento del mese.

Oggi affrontiamo un argomento molto spinoso: la scelta del paese in cui andare a vivere.

Stai pensando di espatriare ma ancora non sai dove? Io potrei esserti utile.

Detesti i climi caldi, ami il freddo e non disdegni la neve? Seguimi, sei sulla buona strada.

Sei affascinato dalla disciplina e sei maniaco dell’organizzazione? Fuochino, resta su questa pagina.

Ti piacciono il burro, le mandorle e non hai niente in contrario alla monarchia costituzionale? Fuoco, sembri fatto (scusa la scelta del verbo) per la nazione dalla quale sto scrivendo io.

Scopri se è davvero così con questo test!

Come si gioca

Ci sono 17 domande, semplici e veloci.

Le risposte possibili sono: no.

Non fermarti a ragionare, scegli a istinto. Mi raccomando! È importante per la buona riuscita del test. Solo così saprai se fare un biglietto di sola andata, o prenotare al contrario un’offerta lungo weekend su Groupon.

Come calcolare il punteggio

Ogni sì vale 1 punto.

Da 1 a 4 punti – Complimenti, sei sulla buona strada per diventare vero olandese!

Da 5 a 8 punti – Forse riuscirai a vivere qui, ma dovrai studiare parecchio

Da 9 a 12 a punti – In Olanda c’è un permesso di residenza temporaneo che dura 4 mesi, prova con questo prima di dire a tutti che ti trasferisci

Da 13 a 16 punti – Prendi in considerazione Ibiza

Se totalizzi 0 – Sei sicuro di non essere già olandese?

Se totalizzi 17 – Perché hai fatto il test? Sul serio. La parte introduttiva doveva già averti fermato.

NB. Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale ed è il frutto della mia esperienza diretta. Mi scuso in anticipo con la mia amica Wendy, che parla italiano e sarà in grado di capire questo articolo, ma per fortuna è anche tanto tanto ironica. Mi scuso in anticipo anche con gli abitanti e gli expat di Ibiza se si sentiranno offesi: mi serviva una destinazione che suonasse immediatamente opposta all’Olanda e mi siete venuti in mente voi. Mi scuso infine con tutti i futuri scontenti del risultato: se volete protestare, ricordate che i test non hanno validità scientifica ma sono divertenti da fare.

Postate pure i vostri risultati nei commenti.

Pronti? Procediamo!

Test: sei fatto per l’Olanda?

Paola-Ragnoli-vivere-Olanda-Amsterdam

Domanda numero 1: Sei permaloso?

Davvero: non ci venire qui se sei permaloso. Gli olandesi sono noti per essere diretti. Sono così schietti e sinceri che possono dirti in faccia quello che pensano senza filtri, salvo poi aggiungere “scusa, sai, sono olandese”. Non conoscono tutti quei convenevoli introduttivi e formali che facciamo noi ‘ciao caro/a’, ‘oggi sei splendido/a’, ‘ci vediamo per un caffè’, ‘ma certo che puoi contare su di me’. Non ti baciano appena ti conoscono, non ti aprono subito la porta di casa e men che meno quella del cuore. Se non possono, ti dicono no, diretto, pulito. Diciamo che è difficile fraintendersi, da queste parti.

Domanda numero 2: Usi l’auto anche per andare al bar?

L’unica cosa simile alle quattro ruote in questa nazione è il temporary shop che hanno aperto alla stazione della mia città, Utrecht, dedicato alla Formula 1. Ci sono delle belle ruote grandi, i videogiochi per fare finta di correre, le divise per sentirsi veri piloti. In Olanda le macchine sono brutte e cattive, puzzano, inquinano e vanno combattute. Una buona alternativa è la macchina elettrica, ci sono punti di ricarica in varie parti delle città. Non vuoi separarti dalla tua auto? Pagherai una mazzolata di tasse.

Domanda numero 3: Sei convinto di essere bravo in inglese perché avevi buoni voti alle medie e in vacanza all’estero non hai problemi?

Scordatelo. Scordati di trovare un lavoro in questa nazione senza una lingua del posto. Gli olandesi sono praticamente bilingue inglesi (lo sanno non bene: di più, cavolate se ti dicono che non è vero). Questo succede principalmente perché la loro tv trasmette tutto in lingua originale con i sottotitoli. Magari una volta scrivo un articolo su questa storia del lavoro, per ora ti basti sapere che l’inglese è indispensabile per mangiare, e utile per lavorare ma solo alle seguenti condizioni: 1) sei giovane e in età da stage, 2) lavori per un’azienda internazionale, 3) sei fichissimo e hai delle competenze da paura che nessun olandese ha dimostrato di possedere.

Domanda numero 4: Sei lento e guardi il paesaggio quando cammini?

In una sola frase: le bici ti stirano, se non apri gli occhi e non muovi il culetto di corsa. Altro che Pantani, gli olandish in bici sono dei maghi. Fanno cose che nemmeno i giocolieri al Cirque du Soleil o Ambra Orfei ai bei tempi della sua giovinezza. Guidano letteralmente senza mani, mentre le tengono incrociate dietro la schiena, si grattano, scrivono messaggi al telefono, tengono la mano del fidanzato sulla bici accanto, tengono una seconda bici. Fanno tutto questo a sufficienti chilometri l’ora da farti muovere i capelli al loro passaggio e a pochi millimetri dal tuo corpo da farti sentire un brivido di spostamento, mentre ti tagliano la strada, passano con il rosso e fanno lo slalom, sempre senza casco. Non devi temere le macchine, qui, e nemmeno i motorini: devi temere le biciclette.

Domanda numero 5: Sei incallito evasore fiscale?

Questo è lo Stato del terzo occhio, del grande fratello e di qualunque altra entità che ti guarda dall’alto. Qui non c’è nulla che non sia schedato e registrato. Impossibile evadere le tasse, non fare una fattura o pagare a nero. Cioè, lo puoi pure fare, figuriamoci, ma è facile che prima o poi ti becchino. Inoltre, chi viene dall’Italia trova il paradiso sotto tanti aspetti: a fronte di un pagamento allo Stato, hai dei servizi in cambio. Quindi alla fine ti senti quasi in colpa a non pagare. Lo so, sei sconvolto. Ti lascio qualche secondo per riprenderti.

Domanda numero 6: Detesti fare la raccolta differenziata?

Come sopra. Lo ripeto. Questo è lo Stato che ti guarda dall’alto. Non ci provare a non differenziare, non mi stupirei se ci fosse un addetto comunale all’apertura dei sacchi di immondizia e un giorno ti arrivasse una lettera a casa.

Domanda numero 7: Hai uno spiccato senso estetico e ti senti Valentino?

Portati una bella scorta di guardaroba da casa. Qui non è così inusuale vedere abbinamenti di colore, stoffe e disegni in contrasto l’uno con l’altro. Penserai che questa affermazione sia diretta conseguenza dell’essere nati e cresciuti in un paese come l’Italia, snobbino e portavoce della moda a livello internazionale. Ma chi mi conosce lo sa: io me ne frego da sempre delle mode. Ciò di cui parlo è gente con camicia a quadri sotto giacca a pois, scarpa marrone con calze rosa, completo verde con texture di renne natalizie, calzini con le palme su ciabatte da piscina, scarpa estiva a punta aperta su collants color carne.

Domanda numero 8: Indossi una taglia S (per le donne) / una taglia M (per gli uomini)?

Idem come la risposta alla domanda numero 7: portati una scorta di vestiti e mutande da casa. Gli olandesi sono giganti, rispetto a noi. Qui la mutanda più piccola ti cala al polpaccio.

Domanda numero 9: Ami la montagna?

Non c’è la montagna nei Paesi Bassi. Hanno una cosa che chiamano mare, nella quale noi europei del sud non siamo capaci di immergerci per via dei pinguini che ci salutano dalla costa (non è vero, non ci sono ma per noi fa freddo e ci convinciamo di vederli). Hanno anche delle cose che chiamano beach clubs: spiaggette con pozzette dotate di bar, ristorante e disco-ye-ye in stile costa adriatica. Ma la montagna proprio no, non esiste. Però hanno uno sfacelo di pianura. Evvai di passeggiate.

Domanda numero 10: Hai difficoltà ad essere puntuale?

Questa non è l’Italia, gente, e non è nemmeno la Spagna che “no pasa nada, che fretta c’è”. Qui prendi appuntamento per tutto e la puntualità è DNA. Sono andata a una riunione che cominciava alle 10 e, alle 10:05, la tipa che presiedeva ha detto “bene, cominciamo, noi siamo olandesi e per i nostri gusti siamo già in ritardo”. Sono andata al Comune prenotando online e mi hanno ricevuta allo scoccare del minuto stabilito; la volta successiva mia figlia è voluta venire con me solo per provare l’ebbrezza della novità. Ho preso appuntamento alla Camera di Commercio e sono entrata con 20 minuti di anticipo. E poi gli autobus: tutte le fermate hanno tabelle con gli orari; a volte i bus passano con 1 minuto di anticipo e sono problemi anche questi. A volte, la palina sclera e i bus passano in ritardo, ma per ora il massimo che ho personalmente sperimentato sono 10 minuti. (Yes, certo che ci sono casi di blocchi, guasti e sospensioni ma niente di drammatico e insopportabile). Infine, i treni: per aneddoti a riguardo, cliccare qui.

Domanda numero 11: Sei geloso della tua privacy?

Se l’olandese si sente abbastanza in confidenza, ti farà qualche domanda diretta sulla tua vita. Non si sta impicciando, semplicemente chiede perché non c’è niente di male: se vuoi rispondi, altrimenti dici no. Ciò che dirai, in compenso, non sarà oggetto di conversazione con altri amici, conoscenti e colleghi di lavoro. C’è di più: qui le tende sono aperte. Yes, hai capito bene: sempre aperte. Mangi a tende aperte, ricevi ospiti a tende aperte, guardi la tv a tende aperte. Se vuoi fare altro a tende aperte, sta a te e al tuo buon gusto (le pareti in Olanda, comunque, sono molto sottili), ma ricorda quanto ti dico: non chiudere le tende del salotto fino a dopo cena, altrimenti si dirà di te che hai qualcosa da nascondere.

Domanda numero 12: Sei polemico?

Ammettilo. L’italiano è polemico per natura, ce lo abbiamo nel DNA. Dobbiamo fare un bel lavoro su noi stessi per imparare a mitigare questo lato del carattere. Qui invece la polemica non è una dote diffusa. Parte di ciò dipende dall’attitudine: gli olandesi sono molto più english, non danno in escandescenze, non vanno in ansia, non urlano, vanno in burnout ma lo fanno con classe, e son lì a trovare accordi a velocità record. Sì, certo che ci sono le eccezioni, perché ci sono ovunque in tutto il mondo, ma di base son più tranqui – e questo lo dico per quegli italiani che son già lì (vi vedo) pronti a commentare “ma che stai dicendo, non è così, ti sei fatta un’idea sbagliata” (lo vedete? Siete polemici). Eccovi l’aneddoto sulla povertà di polemica che vige in Hollandia. Scena-tipo di meeting olandese: riunione di condominio. Siamo in 18 case, moltiplicate le teste pensanti presenti. Durata totale della riunione: 4 ore. I primi 30 minuti vengono passati a introdurre la sottoscritta neo-arrivata, fare il riassunto del bilancio, discutere la divisione dei compiti per l’anno a venire, “qualcuno ha qualcosa da aggiungere?” “Siamo tutti d’accordo?”, tutti d’accordo. Le successive 3 ore e mezza vengono passate a mangiare e bere. Si sono anche scusati per avermi offerto del vino con il tappo a vite.

Domanda numero 13: Sei lagnoso?

La lagna è da lasciare a casa e basta, anche perché lo sai già che andrai incontro a una nazione che non è il clone dell’Italia nonostante l’incredibile numero di italiani presenti, non c’è lo stesso clima, non c’è lo stesso cibo, non c’è lo stesso mare, quindi non rompere. Così è.

Domanda numero 14: Sei allergico al paracetamolo?

Oh oh. Qui curano tutto con il paracetamolo. Puoi pure non finire il test e scegliere un altro articolo da leggere. (Prima o poi facciamo un approfondimento sulla sanità olandese, promesso).

Domanda numero 15: Ti ripugna il colore arancione?

Arancione è il colore rappresentativo della nazione. Devo aggiungere altro? Ah sì: il 27 aprile è la festa del Re; tutte le città si addobbano e organizzano parate, concerti, mercatini; tutti i cittadini scendono nelle piazze, per un intero giorno; tutti i negozi vendono gadgets e abbigliamento per l’occasione. Il colore della festa è l’arancione.

Domanda numero 16 – per gli uomini: Ti piace che la tua donna viva in tacchi?

Ridicolo e tendenzialmente ai limiti dell’impossibile, per diverse ragioni. La pavimentazione può cambiare ma soprattutto il meteo può cambiare. Anzi, cambierà sicuramente nell’arco della stessa giornata. A meno che la tua lei non sia una sub o una sirenetta e dunque non abbia problemi a galleggiare con i piedi nell’acqua, andrà in giro con calzature comode, fregandosene allegramente del tuo bisogno macho di vederla in tacchi a spillo. In più: ricordi la domanda sulla macchina? Qui si cammina e si cammina. Nessuna donna è così masochista da restare in equilibrio su uno spillo di 12 cm facendo avanti e indietro solo per sedurti. Postilla doverosa: le olandesi sanno andare in tacchi anche in condizioni estreme. Ma anche loro possiedono ballerine e scarpe improbabili. Non pensare di scamparla prendendo una donna locale.

Domanda numero 16 – per le donne: Trovi tremende le scarpe maschili a punta?

Frequenta gli uomini solo d’estate, o cerca ragazzi (ma attenta, sotto i 18 c’è comunque l’arresto). Molti olandesi che vogliono essere eleganti si mettono le scarpe a punta come quelle che in Italia avevamo di moda tantissimissimi anni fa. È sintomo di gran figaggine, qui. Si trovano prevalentemente di colore marrone chiaro, ma non è raro vederne versioni con colori accesi, oppure blu pacato ma con lacci colorati. I maschi adulti in scarpa da ginnastica sono in rapporto di 1:10. Alternativa: attendi la stagione delle infradito, tanto per loro arriva presto.

Domanda 17: Ti sfugge il motivo per cui ho usato proprio quel verbo lì, nel titolo di questo articolo?

Davvero? Davvero davvero? Se la risposta è ancora sì, forse abbiamo il posto compatibile con te: Singapore.

Afar-Ling-Vueling

12 commenti
  1. Antonella
    Antonella dice:

    Ecco dove dovevo andare a vivere! Passa a pennello su di me la descrizione del tipico olandese. Probabilmente in una vita passata sono nata lì!
    Antonella

    Rispondi
  2. Anna
    Anna dice:

    Ahahahah fantastisch! Ho totalizzato 5 punti, ma vivo a Rotterdam con un olandese (che ripudia le scarpe a punta quanto me) quindi meno 1 totale 4! La sofferenza più grande è sicuramente la mancanza delle montagne, insieme a quella del senso estetico. Ma basta pianificare purificanti e regolari rientri in terra natia, a rifarsi l’occhio!

    Rispondi
  3. Margherita
    Margherita dice:

    😂😂😂meravigliosa. Ho smesso di contare perché il punteggio era troppo alto.. ma ho continuato a ridere… basta?
    L’Irlanda a paragone è un paradiso. L’ho sempre detto ci manca solo
    Il sole caldo☀️.
    Sempre bello leggerti. 😎

    Rispondi

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