Premessa

La triade “Vivere in Olanda” è alla sua seconda puntata. Oggi parliamo di mercato del lavoro.

(Premessa alla premessa: scrivere un articolo del genere è un po’ come votarsi al suicidio, in parte perché riassumere la situazione è davvero complesso, in parte perché fuori da questo post potreste trovare pareri discordanti, derivanti dall’esperienza personale.

Il fatto che io sia donna, di anta anni (per la precisione 44 per la fine del 2017) ed emigrata di nuova generazione mi consente di aprire una finestra su un aspetto di questo paese che altrimenti non viene visto. Ma siccome abbiamo detto che tutto parte sempre da un filtro personale, per essere completa e oggettiva ho raccolto dati, articoli, tabelle, e testimonianze di conoscenti e amici sia italiani che olandesi, sia uomini che donne, sia giovani che no, della vecchia ondata – gli emigrati – e della nuova ondata – gli expat. Premessa finita.)

Sui gruppi Facebook di italiani in Olanda vengono pubblicati quotidianamente messaggi di persone di ogni età che chiedono dove e come trovare una stanza, oltre ad un lavoro, un ufficio comunale, un medico, e altre cose. Non tutti si trovano fuori Olanda: alcuni sono già qui, altri devono arrivare per forza, perché magari hanno un impegno universitario, o sono al seguito di qualcuno.

Se è vero che per alcuni argomenti basterebbe informarsi su Google, è anche vero che la situazione lavoro non è correttamente inquadrata e, per certi aspetti, è pure sopravvalutata.

In generale, la leggenda vuole che in Olanda le cose funzionino in questo modo: “veni, vidi, vici.”

Siccome ‘sta roba è alquanto irreale in questo paese, e poi la ha pure detta uno che non è finito tanto bene, ho pensato di usufruire dello spazio su Donne Che Emigrano all’Estero non per raccontarvi le storie personali di me in Olanda e del mio punto di vista che a volte vi fa ridere e a volte vi fa arrabbiare, ma per dirvi ciò che ho imparato finora e che c’è da sapere per vivere qui.

Ho pensato di fare tutto questo in tre articoli, per i tre argomenti più richiesti (e più fraintesi) della storia dei trasferimenti in questa nazione: trovare la casa – trovare il lavoro – trovare il medico, ovvero il sistema sanitario.

Gli argomenti fanno comunque capo al punto più frainteso di tutti: questa non è l’Olanda. Questi sono i Paesi Bassi. L’Olanda è solo il nome di due delle province, che sono come una regione, per capirci, come se vi dicessi la Calabria (o il Veneto, l’Emilia, fate voi. Tra l’altro, di calabresi qui è pieno).

Le informazioni che troverete in questi tre articoli saranno il più possibile concrete e semplici e sono il frutto di ricerche personali, esperienze dirette di altri italiani che vivono in Olanda da molto più tempo di me (vale a dire dai 2 ai 40 anni), domande fatte ad amici e conoscenti olandesi, medici, due fisioterapisti, un avvocato, un commercialista e un agente immobiliare. Roba pratica, insomma, niente bibbia del saccentone.

Sperando di potervi essere di aiuto nella realizzazione del vostro sogno, se il sogno è vivere in Olanda, tenete presente che da queste parti è dura, a volte durissima. Ma il paese perfetto non esiste. Quindi evviva l’Olanda e proseguiamo.

Trovare lavoro

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 “Ciao, ho 20 anni e sto pensando di venire in Olanda a fine studi. Cosa mi consigliate?”

Di impararti l’inglese o di mettere in conto almeno un corso intensivo per quando arrivi.

È impensabile venire a cercare lavoro solo con l’italiano.

Potrai trovare chi dice il contrario, ma 1) mente, 2) ha fumato un sacco e non sapeva nemmeno lui che lingua parlava durante i colloqui, 2) è arrivato anni fa. Tu stai arrivando ora, nel 2017, le cose sono cambiate e la competizione è tanta.

Cosa puoi fare: cucine di ristoranti italiani se non sai nemmeno l’inglese; se invece lo sai, cucine in generale, oppure negozi ad Amsterdam, hotels, fattorino, call center. Vai in giro a consegnare a mano il cv e a presentarti dovunque vedi cartelli per offerte di lavoro. In ogni caso, procurati il BSN.

“Ciao a tutti, ho 30 anni e sto pensando di trasferirmi in Olanda. Ho già esperienze/competenze/altre enze. Sono venuto qui in vacanza. Suggerimenti?”

Metti in conto che le tue enze potrebbero non bastare. Nella fascia dei 30, sei potenzialmente vecchio anche qui.

Potrai trovare chi dice il contrario, ma 1) vive ad Amsterdam, 2) ha imparato un po’ di olandese, 3) è arrivato alla tua età ma tanto tempo fa, 4) svolge uno dei mestieri privilegiati. Tu stai arrivando ora, nel 2017, le cose sono cambiate, la competizione è tanta e in questo Stato c’è una tabella governativa che regola ufficialmente gli stipendi dai 15 ai 22 anni. Cosa significa questo? Che se un ruolo può essere ricoperto da un ventenne, difficilmente sarai assunto tu, che di anni ne hai dieci di più.

Cosa puoi fare: ci sono diversi spiragli per i trentenni con qualche enza alle spalle. Con l’inglese puoi cercare per negozi, logistica, magazzini, customer service, segreterie e stage in uffici internazionali. Una buona enza da sfruttare sono gli studi specifici di settore. In ogni caso, procurati il BSN.

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Uno schema di come funziona la retribuzione per fasce d’età. Fonte: Government.nl

“Buongiorno a tutti, sono negli anta e vengo in Olanda, per diverse ragioni che non ha senso elencare perché l’autrice di questo articolo sta parlando di altro. L’esperienza è implicita, perché se ho passato gli anta è chiaro che ce l’ho. Grazie a tutti in anticipo per l’aiuto che vorrete darmi.”

Questa è difficile.

Quando passi gli anta e ti ritrovi in Olanda, non è come essere su un materasso di marshmallows. I motivi? Sempre gli stessi: la questione della tabella governativa e la padronanza della lingua locale – che da nongiovane si fa più pressante.

Intendiamoci: si può fare. Ma bisogna mettere in conto che potresti dover attendere molti mesi, prima di trovare lavoro. (Ecco perché, nell’articolo 1, si diceva di partire con un bel gruzzolo da parte.)

Potrai trovare chi dice il contrario, ma 1) è uomo, 2) lavora in uno dei settori privilegiati, 3) lavora in una multinazionale, 4) è qui da anni. Tu stai arrivando ora, nel 2017, le cose sono cambiate, la competizione è tanta e gli annunci di lavoro dicono “Siamo un’azienda giovane con personale giovane”.

Cosa puoi fare: metti a fuoco le tue capacità e qualità, e rispondi solo agli annunci per i quali hai i requisiti, perché ricorda che tu dovresti fare la differenza. Sei avvantaggiato se lavori in ambito scientifico/tecnico o se sei specializzato in qualcosa che non richieda la conoscenza approfondita del territorio olandese. In ogni caso, procurati il BSN.

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“Salve, vorrei aprire una mia attività in Olanda. Da dove comincio?”

Dal commercialista.

Tenendo presente che non tutti vogliono clienti non parlanti olandese, e che altri potrebbero dirti di no semplicemente perché hanno già abbastanza lavoro e non vogliono ammazzarsi di fatica aggiungendo pure te. Sì: qui ci sono commercialisti italiani e commercialisti olandesi parlanti italiano.

Sfatiamo anche il mito che con 100 euro ti fai la dichiarazione dei redditi. Il costo orario del commercialista può partire da €50 ma, se consideri che bisogna fare una sorta di dichiarazione ogni 3 mesi + una dichiarazione annuale, il tutto in olandese, e collegandosi al sito ufficiale, in olandese, e tu comunque avrai delle domande che andranno conteggiate come tempo che il professionista ha speso per te, ecco lì che il costo non è più 100 euro. Almeno fino a che non avrai imparato un po’ di olandese e potrai farti le cose da solo. Il mio consiglio è trovare un commercialista e farsi fare un preventivo per interventi a chiamata e uno per forfait annuale: ti renderai conto da solo di cosa conviene.

Ciò detto, il meccanismo dell’attività in proprio è più snello che in Italia, per esempio nello scegliere il settore merceologico, o nello scrivere le fatture; anche alcune attività sono più facili da avviare. Potrai trovare il sostegno necessario in Camera di Commercio (o dal famoso commercialista), l’appuntamento si prende – indovina? – online.

“Uellà, stavo pensando di venire in Olanda. C’è spazio per uno che fa il mio mestiere?”

Qual è il tuo mestiere?

Gli olandesi sono imprenditori, commercianti, colonizzatori, accrescitori di idee non necessariamente loro ma che sanno potenziare, e soprattutto sono fai-da-te. Non saprei se per questioni di tirchieria o per passione smodata per il bricolage. Fatto sta che, se sei idraulico oppure imbianchino, è probabile che morirai di fame.

Qui comunque ci sono professioni che chi viene dalle grandi città italiane ha dimenticato, una su tutte lo spazzacamino. Poi ci sono lavori inflazionatissimi ma che vanno sempre, come: il venditore di bici usate, il proprietario di ristorante italiano, il dentista. Questa cosa dei dentisti mi ha lasciata perplessa: uno studio ogni 500 metri. La spiegazione che mi sono data è che mangiano troppi zuccheri. A parte le deduzioni personali, in Olanda c’è sempre molto spazio per l’area tecnico-scientifica e, da donna, suggerisco anche estetica e cosmesi.

Cosa puoi fare: una ricerca approfondita sul tuo settore, prima di gettarti a capofitto. Se non sei capace, paga qualcuno per farla al posto tuo. Un investimento di denaro prima è sempre meglio di uno spreco totale poi. In ogni caso, procurati il BSN.

Il mito dello stipendio

Pussa via al mito dei mega stipendi in Olanda.

Di norma, accedi a mestieri davvero ben pagati se fai carriera in certi settori e parli olandese.

Per tutti gli altri, ecco un po’ di info base su stipendi, bonus e figli (salto a piedi uniti la parte di calcoli fiscali, tasse, detrazioni, 30% ruling, perché non è proprio questa la sede per approfondire materie del genere):

  1. La tredicesima in busta paga è un’opzione.
  2. I mezzi pubblici per raggiungere il posto di lavoro sono spesso a carico dell’azienda.
  3. L’assicurazione sanitaria nel contratto è più rara di quel che raccontano; non sai cos’è l’assicurazione sanitaria? Leggi l’articolo 3 di prossima uscita ‘Trovare il medico’.
  4. I genitori possono chiedere un giorno a settimana di congedo, lavorando dunque 4 giorni invece di 5; il venerdì è richiestissimo, c’è la fila per averlo; le madri a volte riducono i giorni di lavoro a 3 e non è detto che questa sia una buona notizia.
  5. Il CV deve essere fatto ad hoc, non ti presentare con il cosiddetto formato europeo.
  6. Il lavoro in inglese non si cerca solo ad Amsterdam, si può cercare anche a Den Haag (L’Aia), a Rotterdam e, parzialmente, a Utrecht.
  7. Pare che tra i mestieri più pagati in Olanda ci siano i medici, gli avvocati, i responsabili di risorse umane e i detectives. Futuri Tom Ponzi: fate un salto qui.
  8. Tutto ciò non giustifica l’articolo dell’Huffington Post che ci rifilano ogni due mesi.
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Una tabella riassuntiva di come erano gli stipendi per settore fino al 2012. Fonte: Agenzia Adams Recruitment

“Uomo vs. Donna”

Non so come dirlo, quindi lo dico e basta.

Hai presente quella storia che in Italia le donne sono pagate meno degli uomini e siamo un paese sottosviluppato che non ci considera? Ecco, l’Olanda sta messa peggio. Non lo dico io, che sono donna e anta. Lo dicono tutti. Ma chi sono questi ‘tutti’, esattamente?

Sono le expat. Le olandesi che sono uscite dal mercato del lavoro perché hanno fatto figli o perché hanno seguito il marito in una trasferta e ora non riescono a rientrare. Eurostat. La Rotterdam School of Management. Il Global Gender Gap Report. Il World Economic Forum. Statistic Netherlands.

Le donne guadagnano meno degli uomini, raggiungono meno posizioni manageriali e hanno meno possibilità di essere scelte a parità di curriculum con un uomo. La disparità di stipendio è del 30% circa ed aumenta con l’aumentare dell’età.

Potrai trovare chi dice il contrario, ma 1) è uomo, 2) è arrivato qui tanti anni fa, quando la competizione era minore, 3) è convinto che le donne abbiano raggiunto la parità e subito dopo chiede alla femmina a che ora è pronta la cena.

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Le differenze uomo-donna spiegate in un grafico. Fonte: Eurostat

“Per lavorare in Olanda basta l’inglese”

Immagina di essere in un normale ufficio, in Italia. Arriva uno straniero e chiede di fare un colloquio. Non parla italiano. Scommetto quel che vuoi che la tua azienda non lo assume. La motivazione è semplice: come fa a rapportarsi con te e con i tuoi colleghi ogni giorno, se non capisce la lingua?

Ora, immagina la stessa scena, ma in fabbrica. Dove ci sono solventi chimici, prodotti infiammabili e altre cose di cui sarebbe il caso che ti leggessi le etichette. Cosa fai, senza la lingua del posto? Aspetti che il tuo collega si fermi a spiegarti perché stai per morire durante un’improvvisa catastrofe in cui un olandese sta gracchiando all’altoparlante che devi scappare?

Fabbriche, uffici, negozi, bar, vita quotidiana a lungo andare richiedono la lingua del posto. Possono fare eccezione posizioni di rilievo in settori con alta specializzazione e in multinazionali, esattamente come può accadere in Italia, ma questa non è la norma.

Ed è davvero curioso pretendere di trovare lavoro in Olanda senza l’olandese. Si può chiedere di lavorare solo con l’inglese, non si può pensare che sia scontato farlo, e non ci si può stupire se il lavoro non si trova. A molti olandesi rode eccome non poter parlare nella loro lingua, così come roderebbe a chiunque voglia un semplice caffè e non può dirlo al barista. Imparare cosa significa “koffie, graag” è una norma elementare di conoscenza linguistica per una persona che lavora in un bar, e un segno di rispetto verso il popolo al quale stiamo chiedendo una possibilità per lavorare.

Giuro, io quando sento uno che mi dice che l’olandese non serve per lavorare lo rispedirei a casa sul primo aereo, possibilmente Ryan Air che si è messa pure a cancellare voli, tanto per aumentare il disagio.

Non so se ho reso l’idea.

In ogni caso, procurati il BSN.

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“In ogni caso, procurati il BSN”

Hai letto questa frase ovunque, immagino che ti aspetterai un chiarimento. È nell’articolo numero 1, “Trovare casa”. Se ancora non l’hai letto, vai e torna perché senza BSN non puoi lavorare seriamente.

 

Riassumendo

Ecco un bignami necessario per trovare lavoro in Olanda. Lascio anche un piccolo elenco di siti utili e un mini glossario.

Bignamino:

Il lavoro non si cerca da un’altra nazione, si cerca direttamente qui.

C’è molta offerta, che senza la lingua olandese si riduce drasticamente.

Ho.re.ca. e negozi sono sempre in cerca, a tre condizioni (non a due di queste, a tutte e tre): devi essere in un punto super turistico, devi sapere bene l’inglese, devi essere giovane.

La richiesta è tanta, la competizione pure e i candidati con BSN e alloggio già presenti. In una frase, tutti sono utili e nessuno è indispensabile. Quindi, prima di partire, fatti una domanda: perché qualcuno dovrebbe assumere proprio te?

Studia l’inglese prima di arrivare.

Fai un corso di olandese se vuoi restare.

Conoscere ottantamila lingue potrebbe non servire a niente.

Ti servirà un alloggio con registrazione entro 4 mesi.

Stai pronto a pulire i bagni, qui è facile lasciare il passato nell’oblio.

Crea una rete di conoscenze locali.

Smetti di ancorarti a stratagemmi per guadagnare di più come il mitico 30% ruling prima ancora di essere qui, è già tanto se trovi subito un lavoro e un alloggio.

Il sistema olandese riesce ad essere semplice e incasinato nello stesso tempo. Se non hai un’azienda alle spalle che ti sponsorizza e supporta, non esitare a chiedere aiuto a commercialisti locali o alla sede del Patronato Acli in Olanda.

Esiste un Patronato Acli in Olanda, per davvero! Ha gli uffici a Utrecht.

Sul territorio ci sono professionisti, anche italiani, che possono aiutarti e guidarti nelle tue scelte di vita: studio del mercato per aprire la tua attività, stesura professionale del curriculum, avvocati, commercialisti, coaches per expat, counsellors di supporto, insegnanti di olandese. I gruppi Facebook possono dare una mano ma i suoi iscritti non hanno la funzione del gruppo alcolisti anonimi quindi scorri i post, cerca le precedenti risposte e contatta degli specialisti, se occorre.

Fumare non ti aiuterà ad avere un lavoro, in certe aziende fanno i test antidroga.

Ci sono persone provenienti da 180 nazioni, di ogni età e ogni condizione, e qualche olandese comincia ad averne le scatole piene.

Magari ci sono altre nazioni che per te vanno meglio. Pensaci.

Un lavoro è dignità, qualunque esso sia, a meno che non stai scippando una vecchietta, fregando il prossimo o uccidendo una persona. Un lavoro consente di vivere. Non dovrebbe consentire di sopravvivere, ma a volte accade anche questo, e allora ricordiamoci che un lavoro è dignità, qualunque esso sia.

In ogni caso, procurati il BSN.

Alcuni siti per ricerca lavoro:

Adams Recruitment https://www.adamsrecruitment.com/

LinkedIn https://www.linkedin.com/jobs/

Poliedro http://www.poliedro.nl/it/

Randstad Multilingual https://www.randstad.nl/werkgevers/onze-hr-diensten/tijdelijk-personeel/multilingual-recruitment-services

Tempo-Team https://www.tempo-team.nl/

Alcuni siti informativi in tono con l’ambiente:

Dati su stipendi e redditi: Gemiddeld Inkomen

Statistiche uomo/donna 1: Eurostat

Statistiche uomo/donna 2: Rotterdam School of Management

Statistiche uomo/donna 3: Global Gender Gap Report 2016 Olanda

Mini-glossario:

Bruto: stipendio lordo

HBO, WO, MBO, HAVO, VMBO, VWO: sigle che identificano il livello di istruzione olandese, richiesto negli annunci di lavoro. Spiegazioni su Wikipedia

Kamer Van Koophandel: Camera di Commercio

Medewerker: Collaboratore

Netto: stipendio netto

Tijdelijk: a tempo determinato

Vaste baan: lavoro fisso

 

Le curiosità finali

Siamo tutti una “manica di tossici” se alle domande di aiuto sui gruppi Facebook non rispondiamo come la gente si aspetta – così ci dicono.

Io lavoro in proprio con partita iva olandese. Mi occupo di comunicazione da 20 anni. Nel frattempo sto studiando la lingua olandese e grazie a quel minimo che ho acquisito lavoro anche in un negozio. Ho diversi sogni nel cassetto nonostante i miei anta, uno dei quali è aprire un mio ristorante in un futuro non precisato, ma non posso provare a fare la cuoca per via della tabella governativa.

I ristoranti italiani sono gestiti in buona parte da non italiani.

Qui ci sono sedi di multinazionali pazzesche, perfette per fare stage e pompare il curriculum: Nike, Spotify, Ikea, Huawei, Canon, Shell, Unilever, ING, Booking, Netflix, tanto per citarne alcune.

Se non hai più 20 anni e decidi di tua spontanea volontà di venire qui, ti auguro di essere un fottuto genio in quello che fai.

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Ci leggiamo all’articolo 3, in uscita il prossimo mese: “il sistema sanitario”.

Nel frattempo, non esitare a scrivere nei commenti, se hai domande.

Buon lavoro nella ricerca di un lavoro!

4 commenti
  1. Fabiana
    Fabiana dice:

    Concordo su tutto o quasi… da donna 43enne confermo la differenza di stipendi o tra uomini e donne. Secondo me con solo inglese e italiano non si trova facilmente. Nemmeno nelle multinazionali internazionali. Servono almeno 3 o 4 lingue più una base olandese. Molti olandesi parlano francese e tedesco più l’inglese…noi per esempio stiamo cercando una figura professionale per l’ufficio commerciale con turco arabo e francese ( oltre all’inglese).anche se sono arrivata 17 anni fa possok coknfermare che ora è molto difficile trovare lavoro. Però ci sono molte agenzie specializzate nei vari settori e qui lavorano bene. In bocca al lupo per i tuoi sogni!

    Rispondi

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