Vivere questo tempo

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Ho letto un brano bellissimo di Besse Anderson Stanley, che mi ha inspirata in questo periodo della mia vita a Mauritius. Diceva:

“Ha avuto successo colui che ha vissuto bene,

ha riso spesso e amato molto;

chi si e’ guadagnato il rispetto di persone intelligenti e l’amore dei bambini piccoli;

chi ha trovato il suo posto e ha portato a termine il suo compito;

chi ha lasciato il mondo meglio di come l’ha trovato, grazie a un papavero coltivato, a una poesia perfetta o a un’anima salvata;

chi ha saputo apprezzare la bellezza della Terra e non ha mai mancato occasione di esprimerla;

chi ha cercato sempre il meglio negli altri e ha dato loro il meglio di se’;

colui la cui vita e’ stata una fonte di ispirazione, il cui ricordo è una benedizione”.

Credo che sia questo quello a cui io aspiro oggi, e quel che significa per me vivere adesso il mio presente e il mio trasferimento, dopo i primi tempi vissuti tra il sentirmi sempre in vacanza a la sensazione razionale di isolamento che quest’isola mi trasmetteva in molti modi.

Prima fra tutti, la posizione geografica, l’essere davvero troppo lontana da tutto. Non esistono infatti compagnie lowcost che ti facciano raggiungere il resto del mondo facilmente e in economia, come siamo abituti afare ormai in Europa e nel resto del mondo.

Quando nei miei momenti di malinconia avrei voluto scappare, prendere un volo anche per un weekend per andare a trovare la mia amica del cuore o per salutare i miei genitori, mia sorella, a non poterlo fare mi sembrava di impazzire. Mi sentivo in prigione.

Poi, con il passare dei mesi, ho capito che la chiave di lettura giusta era sfruttare questo tempo, qui, per provare ad essere una migliore versione di me stessa; o semplicemente per cercare di superare i miei limiti, imparando dalla sofferenza a gioire di più di quello che si ha, ed a condividere ogni momento con chi si ama.

Gioire delle piccole cose ogni giorno, anche di un temporale in una giornata di sole.

Godere di quella luce meravigliosa che filtra attraverso gli alberi quando in macchina attraverso il bosco per andare  a fare la spesa.

Camminare al mattino presto, dopo aver lasciato i figli a scuola, su una spiaggia deserta nel silenzio, accompagnata dal suono del mare e degli uccelli – quale migliore poesia?

Cucinare per i tuoi nuovi amici che sono un pezzo della tua nuova vita, oppure per la tua famiglia, qualcosa che lasci il segno delle tue origini e delle tue tradizioni.

Aiutare tutte le volte che posso chi qui ha davvero bisogno o semplicemente un’amico che è in difficolta perché, come me, ha tutta la famiglia lontana, diventando la sua famiglia.

Gironzolare nei meravigliosi mercati che ti riempiono con i loro colori e sorrisi la giornata.

Sensibilizzare la gente del posto ad avere maggiore rispetto per questa piccola isola in cui la plastica viene lasciata in giro con noncuranza e per ignoranza, raccogliendone sempre durante le mia passeggiate e cercando di parlare con la gente che non capisce perché io lo faccia, ma che osserva e magari un giorno farà suo quel gesto.

Avere maggiore attenzione verso le cose.

Avere tempo da regalare ai miei figli, più di quanto ne avessi in passato.

E adesso che il tempo non mi manca, ho scoperto quanto la solitudine possa diventare uno stimolo a fare meglio per sé e per chi ti sta accanto.

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2 commenti
  1. Laura
    Laura dice:

    Geograficamente non lontano da te, anche io ho avuto di questi momenti. Purtroppo a volte inquinati dalla consapevolezza che non saranno i miei gesti a cambiare le cose. Forse, avessi avuto il mare, amerei di più questo posto anch’io.

    Rispondi
    • Danila
      Danila dice:

      Ciao Laura dove vivi tu? Capisco a cosa ti riferisci quando si pensa che non serva a niente anche a me capita spesso ma credo sia il messaggio migliore per le nuove generazioni e primi fra tutti i miei figli .. Sono loro che mi spingono a continuare a cercare un esempio migliore da seguire! Un abbraccio w il mare tutta la vita!

      Rispondi

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