Seychelles

Io vivo a sud dell’Equatore, tra il settimo ed il terzo parallelo.

Vivo su un’Isola, una piccola e granitica terra emersa dall’Oceano Indiano che fino a pochi anni fa neppure google maps riusciva ad intercettare.

Eppure quest’ isola ospita duemila abitanti, una piccola pista di atterraggio, alberghi, ristoranti e villaggi.

Più di ogni altra cosa ospita però una natura ancora indomita che esercita un forte richiamo per chi desidera sperimentare un’esistenza ai confini del mondo.

La natura primordiale rappresenta la vera ricchezza di questa isola e delle altre 114 che compongono l’arcipelago delle Seychelles.

“Che ci faccio qui?”, vi domanderete.

Lavoro. Fungo da interfaccia tra la realtà locale ed i turisti che calpestano l’isola durante i loro fugaci giorni di vacanza.

Sono qui dal 2007 e durante il mio soggiorno ho incontrato migliaia di persone, udito lingue e voci da tutto il mondo, visto facce di ogni genere e risolto problemi di ogni sorta.

A fare i turisti oggi ci vuole un gran coraggio.

Bisogna andare su internet per trovare il volo al prezzo più stracciato, l’alloggio più economico, il sistema più efficace per estorcere una bottiglia d’acqua gratuita all’albergatore di turno.

E a lavorare con i turisti ci vuole un gran fegato.

Oramai li riconosco al volo: quello che si lamenta della posizione dell’alloggio, quello che arriva sconvolto alla reception denunciando la presenza di un ragno in camera, immemore del fatto che la sua stanza è immersa in una foresta tropicale, e quello, invece, dalla faccia felice come fosse un bambino che è appena salito su una giostra.

Già, perché fortunatamente capitano anche turisti felici.

Li vedi il mattino presto con pinne e boccagli che si avviano verso la laguna, intimamente speranzosi di incontrare una tartaruga di mare, incontro che rappresenta la loro suprema aspirazione.

Se la incontrano – e capita quasi sempre perché la laguna è ricchissima di pesci, coralli e tartarughe appunto – tornano eccitatissimi con miriadi di fotografie scattate sott’acqua dove, nella maggioranza dei casi, non si vede niente se non dei punti scuri, una mano, un quarto di pinna e poi finalmente qualche scatto dove appare la sagoma sfocata di una tartaruga di mare.

Nonostante lo scarso bottino al ritorno dal safari fotografico subacqueo, sono esultanti.

C’è chi invece viene alle Seychelles ed in mare non si immerge neppure una volta. Una turista una volta mi disse che aveva paura dei pesci e dunque il bagno lo faceva solo in piscina.

Non voglio disquisire sulle paure che ognuno di noi prova nei confronti di certi esseri viventi, ma ci sono domande che è impossibile non porsi.

Per esempio: perché scegliere un’isola, perché sceglierla all’equatore, perché proprio dove c’è una barriera corallina variegata se si ha paura dell’incontro con i pesci?

La barriera corallina è uno spettacolo. E chi viene qui lo sa bene perché nelle agenzie di viaggio e su internet , quando si parla di questo luogo, si elogia subito la sua laguna antistante.

E poi oggi non è facile trovare delle barriere coralline belle ed accessibili direttamente da riva perché il corallo necessita di parametri precisi per poter prosperare: una certa temperatura dell’acqua, l’esposizione corretta alla luce del sole ed una giusta profondità del mare.

Qui da me, per una fortunata coincidenza di fattori, tutti questi requisiti sono soddisfatti e la vita degli organismi marini è oltremodo prospera.

Fuori dall’acqua invece, a pochi metri dalla riva, comincia subito la foresta equatoriale: fitta, verdissima e popolata da uccelli, insetti, piccoli roditori e testuggini giganti.

La notte si è immersi nel silenzio totale: niente auto, niente discoteche, nessuna persona che sorseggia bibite gelate nei caffè dei lungomare.

Non esiste niente di quanto citato dove vivo io. Esiste però la notte con i suoi suoni, incessanti richiami tra varie specie di uccelli che si svegliano al sorgere della luna.

Io vivo qui, immersa tra il verde della foresta ed il blu del mare.

Spendo la mia vita facendo felici gli altri, i turisti, spiegando loro ciò che ho appreso di questo luogo ed incitandoli a sperimentare, a guardare e ad imparare.

Senza paura, con molto rispetto e con una maschera da snorkeling sempre a portata di mano.

concorso-letterario

Concorso Letterario per Racconti a tema Expat “Le paure ed il coraggio delle Donne” aperto fino al 31 luglio 2017.

5 commenti
  1. Patrizia
    Patrizia dice:

    Vorrei farti una domanda pratica: com’e’ la situazione alle seychelles riguardo il pericolo dengue?? Volevo venirci con tre bimbi piccoli ma poi abbiamo rinunciato xke’ sul sito farnesina mettevano questo rischio in primo piano e non me la sono sentita x i bambini…. grazie se mi risponderai…. patrizia

    Rispondi
    • Katia
      Katia dice:

      Ciao Patrizia, da quando sono arrivata, nel 2007, c’è sempre stata la chikungunya, che è una febbre simile alla Dengue ma meno seria. Le Seychelles sono uno dei paesi più sicuri al mondo, anche in termini sanitari! Vieni con serenità 🙂

      Rispondi
  2. David
    David dice:

    Ciao katia mi chiamo rosi, avrei il piacere se mi è possibile di farti qualche domanda su un eventuale trasferimento alle Seychelles, cosa che ho provato qualche anno fa ma che sono rimasta scottata per colpa dei soliti italiani pronti a derubare il prossimo. Possiamo scriverci anche in privato se vuoi, la mia email è davidc78@libero.it è quella di mio marito. Grazie anticipatamente

    Rispondi

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