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Il mio volontariato al canile di Harlem

Eccomi. Finalmente dopo mesi di orientamento, riunioni e training, sono ufficialmente una dog companion volunteer del canile di Harlem, New York City.
Non ci sono parole per descrivere la gioia di essere entrata a far parte di questo magnifico team che si dedica con amore, passione e professionalità non solo ai cani, ma anche ai gatti, ai conigli e a tutti gli animali bisognosi – una volta hanno ospitato anche una giraffa scappata dallo zoo del Bronx!

Parlando di volontariato, sembra quasi scontato che ti accettino, e invece non è proprio così. Dopo la giornata di orientamento, nella quale hanno presentato in tutto e per tutto la loro associazione, ho dovuto registrarmi di nuovo per un’altra giornata di orientamento, questa volta in loco. Durante queste due ore al canile, che in inglese chiamano shelter [rifiugio] e che mi sembra un appellativo più adatto, ci hanno mostrato le varie stanze dove sono gli animali, le procedure di accoglienza, le procedure igienico-sanitarie, ci hanno presentato i veterinari, gli amministrativi, gli altri volontari, ci hanno mostrato la stanza dei giochi, quella delle lavatrici/asciugatrici che sono in funzione notte e giorno per assicurare che tutto sia sempre pulito (giochi, copertine, teli, guinzagli…) ed infine, ci hanno portato nella stanza dei volontari. Lì abbiamo fatto un corso con tanto di dispensa, sul comportamento dei cani – per chi si sarebbe occupato di loro – e dei gatti – idem.
Finito il corso, siamo stati sottoposti ad una piccola intervista per assicurarsi che fossimo davvero intenzionati a prenderci questo incarico, e sopratutto che le nostre ideologie combaciassero con quelle del rifiugio (mi riferisco alla sterilizzazione ed all’eutanasia, che loro attuano solamente in caso di malattia incurabile o comportamento pericoloso e ingestibile).

agnese-volunteerDue giorni dopo mi è arrivata la mail di conferma, avrei dovuto aspettare il mio kit del volontario che comprende una bellissima maglietta, un badge, una password, un tesserino di riconoscimento ed il mio guinzaglio personale, e poi finalmente mi sarei potuta registrare tramite il sito per fare il mio primo turno!

Il loro team è fantastico, c’è una collaborazione sorprendente: ci sono i veterinari, i volontari di livello 1 e 2 (si diventa livello 2 dopo 50 ore di esperienza e quindi si può avere a che fare anche con i cani malati o problematici), i supervisori, gli amministrativi, i consiglieri (coloro che, nel giorno delle adozioni, aiutano la famiglia a scegliere quale animale prendere) ed i trainer, ovvero personale qualificato che studia ogni singolo animale che arriva al rifiugio e crea una scheda che servirà poi ai volontari ed ai consiglieri.

Le gabbie sono davvero grandi, ogni cane ha la sua cuccia con la sua copertina, i suoi giochi, le sue ciotole con acqua sempre fresca e croccantini a seconda di taglia e razza. Non c’è mai cattivo odore perché l’equipe delle pulizie è sempre presente. La stanza dei gatti è addirittura rilassante, le loro gabbiette sono a due piani, così possono arrampicarsi e infilarsi nei tunnel che gli piacciono tanto. Anche loro hanno acqua, cibo e giochini a disposizione. I conigli invece hanno delle gabbie normali, con fieno, acqua e qualcuno che a turno li libera nel recinto e li coccola.

In quanto volontaria per i cani, il mio compito è portarli fuori, al parco che si trova vicino al rifugio. Ogni cane tutte le mattine gioca in gruppo con gli altri nel patio della struttura, sotto la supervisione dei trainer. Inoltre escono tre volte al giorno individualmente insieme a noi volontari.

Io non ho un percorso tipo, lo adatto a seconda del mio compagno di passeggiata. Ci sono dei cani che amano giocare nell’erba, allora di solito porto un gioco con me e li faccio sfogare, altri magari più vecchiotti che camminano lentamente e apprezzano un momento di riposo sulla panchina con coccole annesse, altri ancora che tirano come dannati e allora cerco di far diventare la passeggiata “educativa”.

agnese-jolie

La mia Jolie ed io, coinquiline dall’ottobre 2006, quando l’ho trovata che vagava per le vie del centro di Roma.

Amo da sempre i cani, ne ho uno a casa e mi sa che presto diventeranno due! Se potessi li prenderei tutti, ma una cosa che ho notato con estremo piacere è che gli ospiti del rifugio non rimangono ospiti per molto tempo. Durante la giornata delle adozioni ci sono sempre molte persone che si aggirano curiose tra le gabbie cercando di capire chi di loro portare a casa.
Ci sono anche delle giornate dedicate all’adozione che hanno luogo nelle piazze dei vari borough newyorchesi, e noi volontari siamo chiamati a dare una mano per gestire il tutto.
Un altro pogramma che adoro è il fosterage, ovvero l’affido temporaneo: possiamo portarci a casa uno di loro per un tot di tempo, e non vi nascondo che molte delle adozioni definitive sono nate da questa occasione.

Cliccando qui potete vedere il profilo Instagram dell’associazione.

Se vivete nella zona di New York e dintorni e volete fare un gesto d’amore adottando, o diventando volontari, potete contattarmi tramite la pagina di Donne che Emigrano all’Estero.

È un’esperienza che vi cambierà la vita in positivo, promesso.

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5 commenti
  1. Chiara
    Chiara dice:

    Buonasera,
    Volevo avere delle informazioni riguardo il canile/rifugio di Harlem. Sono un amante degli animali e faccio volontariato presso due canili di Roma.
    Grazie in anticipo buonaserata

    Rispondi

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