Sono a Toronto – Canada -da esattamente un mese e mi sembra giusto raccontare un po’ di come stanno andando le cose.

ines canada - ho il mondo in mano

ines canada – ho il mondo in mano

Sono arrivata qua col Working Holiday Visa, un visto che viene rilasciato solo a 1000 italiani ogni anno e che ci permette di poter lavorare per 6 mesi in Canada. Sono arrivata con una valigia piena di maglioni di lana che mi hanno dato mia cugina e una mia amica, perché non ero esattamente preparata per questa nuova tappa della mia vita.
Quando ho lasciato Auckland per andare a Ibiza, ho lasciato in custodia presso amici la mia valigia coi vestiti invernali. Il piano iniziale era fare l’estate a Ibiza, per poi tornare in Oceania, per frequentare una scuola di cucina in Australia e rimaner li a tempo indeterminato (recuperando la valigia ad Auckland ). Ma come diceva Giorgia “le cose non vanno mai come credi“… sono riuscita a ottenere il visto per il Canada ed ora eccomi qua.
Ho lasciato uno zaino anche a Ibiza, pensando di tornare la prossima estate, ma ancora una volta ci sono buone possibilità di rimandare il ritiro bagagli in quanto si sta già parlando di estensione visto grazie a un’offerta di lavoro in Canada.

Sono arrivata qua di domenica e il lunedì ero già a lavorare.

Tutti a chiedermi ogni giorno come mi trovo e se il Canada mi piace.

Come fai a capire un paese in un giorno, una settimana o un mese? Come fai a capire se ti piace, se vorresti vivere li a lungo termine? Io SPERAVO di poter aver più tempo per decidere e invece da subito mi sono ritrovata addosso questa pressione, perché per fare i documenti per rimanere ci vogliono molti mesi e devono essere pronti prima della scadenza del mio visto attuale.
Uno dei motivi per cui avevo lasciato la Nuova Zelanda è stato il non voler più essere legata a un datore di lavoro con il visto. Cosa faccio ora, mi rimetto nella stessa situazione? Con un lavoro che faccio solo da qualche settimana poi, come faccio a sapere se mi piace o no? Avrei in mente anche altri piani, la voglia di non fermarmi ancora, ma prima o poi dovrò pur farlo, nello specifico in un paese che mi garantisca una vita dignitosa. So che c’è gente che pagherebbe oro per rimanere in Canada (o anche solo entrarci, perché non è facile ) so che mi stanno offrendo un’ottima opportunità, ma sarà quello che voglio io?

ines canada

ines canada

Ancora non ho visto né il vero freddo né la neve. Voglio vivere in un paese con inverni rigidi?
Sicuramente voglio vivere in un paese in cui si guadagnano soldi e non noccioline (anche perchè lo stato italiano mi sta ancora dissanguando con le tasse sugli immobili). Sto guadagnando esattamente il doppio rispetto a quello che prendevo a Ibiza, un po di meno rispetto a quello che prendevo ad Auckland, ma il costo della vita sembra anche leggermente inferiore qua in Canada.

Per ora ho deciso di accettare l’offerta, dare una chance a questo Paese perchè, come ho detto all’inizio, non puoi capire le cose in qualche mese. Se tutti vogliono venire in Canada ed è così difficile entrare oltre che rimanere, deve esserci un motivo e la mia missione sarà scoprirlo! Se ad un certo punto mi renderò conto di aver fatto la scelta sbagliata, valigia, aereo e via!

Chiedetemi come va con l’inglese. ..

Ormai sono 3 anni che lo parlo, però a volte la gente fa fatica a capirmi. Un po’ per l’accento, un po’ perchè il kiwi english e il canadian english sono leggermente diversi e mi ritrovo a usare parole che qua non conoscono. “Say it again” è la frase che sento più spesso ogni giorno. Dopo due o tre volte che dico una parola senza risultati positivi, mi lancio nello spelling e se azzecco lo spelling è fatta! Se anche lo spelling e’ sbagliato, provo a rifarlo cambiando le vocali e il risultato è che oltre a farmi capire, imparo anche a scrivere correttamente una nuova parola! Tutto questo e’ stancante a volte, lo ammetto, ma allo stesso tempo è divertente.

E chiedetemi come va con gli italiani!

Vi ricordate che io sono quella ossessionata dalla lingua e dall’integrazione? Quella che voleva stare sempre alla larga dagli italiani e ha sempre fallito miserabilmente nell’intento? Ebbene, udite udite, questa volta sto vivendo una -quasi- full immersion anglofone!
Nel mio lavoro principale tutti i miei colleghi sono canadesi, a parte due irlandesi. Il mio capo ha avuto due mogli italiane e per un anno ha vissuto in Italia, ha provato invano a parlare in italiano con me, pensava di poter far un po’ di pratica, ma io mi rifiuto categoricamente di assecondarlo e gli rispondo sempre in inglese.
Nel secondo lavoro la situazione invece è più interessante. Ho un po’ di colleghi canadesi e un po’ sudamericani, così parlo sia inglese che spagnolo. Un cuoco è italiano, un manager è italiano dell’Etiopia (lui è il più forte di tutti! Che imita Mussolini, canta le canzoni della guerra e si fa le battute da solo sull’essere nero) e la ciliegina sulla torta è lo chef, un calabro-canadese nato e cresciuto in Canada, che parla in dialetto calabrese, perchè quella è la lingua che ha imparato in casa crescendo.

Parliamo di quello che negli ultimi anni è sempre stato un tasto dolente per me… la casa!

Ad Auckland ho abitato in 9 posti diversi nel giro di due anni. Un totale disastro tra appartamenti che cadevano a pezzi, coinquilini strani, potenziali coinquilini che non mi volevano perchè ero o troppo vecchia o troppo straniera o con turni troppo diversi dai loro. Però c’era abbondanza di appartamenti in qualsiasi zona.

Arrivata qua mi sono ritrovata davanti il problema fondamentale che, nella zona in cui cercavo casa, non c’era nulla di disponibile per le mie tasche. Ho letto di persone che si sono ritrovate a dover andare ad abitare fuori Toronto perchè non trovavano nulla di accessibile. E vi assicuro che anche solo un quartiere di Toronto è enorme, pensate a che distanze mi sto riferendo quando parlo di uscire dalla città (soprattutto senza macchina).
Ci ho messo 3 settimane prima di trovare delle stanze disponibili, la prima che ho visto era in un shitty hole con un ragazzino russo e un uomo di 50 e passa anni, nazionalità ignota, senza denti e senza lavoro. La padrona di casa era in ritardo e mi hanno lasciata da sola in cucina ad aspettarla. Volevo scappare, ma mi è sembrato più da maleducati che lasciare lì da sola una persona, quindi sono rimasta giusto per vedere la stanza e dire “no grazie” alla proprietaria.
ines canadaLa seconda casa che ho visto era non arredata, ma molto bella. Pavimenti nuovi che mi hanno fatto innamorare, stanze ampie, la finestra della sala enorme, profumo di vernice fresca, appartamento appena ristrutturato, a 10 minuti a piedi dal mio main job e 20 dal part time. I coinquilini: una ragazza indiana senza accento e un ragazzo canadese, entrambi studenti. Ho detto di si immediatamente e loro mi hanno detto che mi avrebbero fatto sapere qualcosa il giorno dopo. Hanno scelto me!
Abito qua da una settimana, mi sono comprata un letto a due piazze (era da quasi un anno che dormivo in lettini del cavolo!), piano piano stiamo aggiungendo una sedia alla volta e sto arredando la mia stanza con scatole di cartone che diventeranno dei bellissimi comodini e tavolini dopo delle sessioni intensive di decoupage. Questa e’ sicuramente la casa più bella in cui abbia mai abitato in vita mia!

La mia vita sociale in questo mese è cambiata, ora abito in un quartiere abbastanza vivo, i miei colleghi sono anche i miei vicini di casa, i miei coinquilini sono persone socievoli, aperti a feste in casa, i vicini sono molto gentili e ci stanno aiutando con l’arredamento. La mia vita si è rivoluzionata, ma anche quella delle persone che mi circondano, perchè sto portando ventate di novità e voglia di fare. Ora sto organizzando cena e pranzo di natale a casa nostra, con un po’ di gente del lavoro e un po’ di randagi presi qua e la, per passare le feste insieme. Abbiamo in programma di condividere cibo, fare sessioni di beer pong e altri giochi alcolici e il secret santa, lo scambio di regali.

Ho due lavori, uno in pizzeria, il lavoro che so fare, e uno in un ristorante, il lavoro che sto imparando. Faccio una 60ina di ore a settimana, a volte salto il giorno di riposo, ma non mi pensa perchè so che mi pagano ogni minuto di lavoro che faccio, perchè sono in buona compagnia e perchè entrambi i lavori mi danno delle soddisfazioni.

Ultima cosa… chiedetemi se se sono felice? Si!

2 commenti
  1. Maria José ROCHA
    Maria José ROCHA dice:

    Ines,io sono Maria piacere di conoscerti .Per piacere sono di porto sant’ Elpidio Marche.cittadina italiana e da anni chi vorei trasferirsi in Canada. Mi potresti aiutarme posso lavorare in restaurant,o QUALSIASE COSA anche badante,Nany,golf con Vito e alloggio ancora meglio.se mi chiame ti posso spiegare meglio mia situazione. (SONO VITTIMA DI VIOLENZA SEPARATA ecc…mio numero 3885827184)chiamami ti prego!….

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  2. Federica Turchia
    Federica Turchia dice:

    Che bello!!! Complimenti… Direi che per ora il coraggio é stato ripagato.. Spero che vada sempre meglio. Buona fortuna e buon Natale ? ?

    Rispondi

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