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Dopo la lista delle 5 cose che apprezzo e delle 5 cose che non sopporto dell’Olanda, senza troppe sorprese, ecco un’altra lista. Questa volta più lunga. E questa volta su 10 cose strane e tipicamente olandesi.

Sono aspetti a cui oramai mi sono abituata, al punto che quando torno in Italia mi fa strano non viverli più. Tuttavia, non nascondo che le prime volte che mi sono trovata di fronte a queste cose, abitudini, usanze, chiamatele come volete, avevo gli occhi a palla e la bocca spalancata dallo sbigottimento.

I numeri della lista, questa volta, saranno in nederlandese, dall’1 al 10, così, tanto per immergersi nel clima di questo paese.

Nummer één (leggasi ein)

I treni partono sempre un minuto prima.

Altro che puntualità, qui si parte in anticipo! C’è da sottolineare che non mancano ritardi (che però hanno un margine massimo di 5/10 minuti) e scioperi. Ma quando i treni viaggiano senza irregolarità, lo fanno quei 60 secondi prima dell’orario indicato sul tabellone. Devi prendere il treno delle 11.46? Farai meglio ad essere dentro il vagone per le 11.45, perché sarà allora che sentirai il fischio e le porte si chiuderanno spietatamente, senza lasciar speranza a chi si sta affannando a fare gli ultimi gradini che conducono al binario. Non solo, il treno si metterà pure in marcia in quel sessantesimo secondo prima dell’orario di partenza. Un bel trauma per ritardatari cronici come me che sfruttano i decimi di secondo!

Nummer twee (leggasi zvei)

Le targhe delle macchine sono gialle.

La prima volta che le vidi pensai che era una scaltra maniera di supplire la mancanza di sole. Non ce n’è, mettiamo le targhe delle auto gialle, almeno ci si illude un po’, con qualcosa che rimandi al colore del sole nelle strade cittadine o durante il viaggio di ritorno da lavoro in autostrada. Ora, quando ritorno in Italia e noto le targhe bianche, un po’ mi manca questo colore frizzantino.

targhe-auto-in-olanda-gialle

Nummer drie (leggasi dri)

Come rispondiamo al telefono nel Bel Paese? Pronto. Esatto, non una maniera tanto comune, se ci pensate. Solitamente, in altre lingue, si risponde con un semplice ciao. Che poi il “pronto” italiano è ipocrita. Ci sono alcune telefonate per cui io non sono pronta a riceverle proprio per niente! Ad ogni modo, i Paesi Bassi ci regalano anche una perla a riguardo.

Quando gli olandesi rispondono al telefono, lo fanno dicendo: “Met Wout”. Ovvero: Con Wout.

Un po’ logico se si pensa che sottinteso ci sia la lunga frase: “stai parlando con Wout”, ma comunque non di certo comune.

 

Nummer vier (leggasi fiir)

Goedeeee … morgen = Buooonnnn…. giorno. Suonerebbe più o meno così in italiano.

Cioè, gli olandesi prima di darti il buongiorno o il buon pomeriggio o il buona sera ci pensano. Ci pensano sul serio se sono tra le 6 e le 11 oppure tra le 11 e le 17.00 e via dicendo. E poi ti sparano il saluto a seconda dell’orario. Goede morgen, per il buongiorno. Goedemiddag per la tarda mattinata e il pomeriggio. Goedenavond per la sera. Che precisiniiii!

 

Nummer vijf (leggasi feif)

Ritorniamo un attimo ai treni. Nella maggior parte di essi, non esistono le prese elettroniche.

Eh sì, shock. Ma come? In un paese così evoluto come l’Olanda non ci sono prese per caricare il tuo cellulare quando puntualmente è scarico a fine giornata lavorativa? Ebbene no. Sarà che i viaggi sono sempre brevi essendo l’Olanda un paese minuto, ma ad ogni modo è una cosa che turba, che infastidisce quasi. Il treno è moderno e che fai, non mi ci metti i 3 buchetti magici? Meno 2 punti pere i Paesi Bassi.

 

Nummer zes (leggasi come si scrive)

La frutta nei supermercati non si prende con i guanti.

Non esistono guanti di plastica con cui scegliere i pezzi di frutta e di verdura che più ti aggradano. E ognuno palpa le mele, le pere, le prugne con le sue ditacce e poi infila i prescelti nel sacchetto di plastica.

frutta-presa-senza-guanti-in-Olanda

Nummer zeven (leggasi seifen, più o meno)

La maggior parte delle bici non hanno i freni.

E come fanno a frenare gli olandesi? Con la forza del pensiero? Che avanzati, che magici questi vichinghi! Eh no. Semplicemente si pedala all’indietro per frenare, in avanti per andare 😉

Nummer acht (meglio non provare a leggerlo, è un suono molto aspro che solo i nativi sanno riprodurre)

Per i compleanni niente sorprese. Qui si fa la wish-list. La lista dei desideri.

La suspense viene un po’ soffocata, ma almeno così si sta sicuri che il regalo ricevuto dal festeggiato sia al 100% desiderato. Io personalmente adoro stilare la mia lista con 10 cose utili e di cui ho veramente bisogno e poi trovarmele a casa il giorno del mio compleanno davanti a una tazza di caffè e un pezzo di torta. “Grazie! Era esattamente ciò che volevo!” 😉

Nummer negen (leggasi neigen)

Gli olandesi bevono tanto caffè. E altrettanto tè. Il primo non lo sanno fare. Il secondo neanche. Avanti, chi di voi sa quanti minuti, minimo, una bustina di tè deve restare nell’acqua bollente. Sì, esatto. Non troppo difficile. Domanda da 100 euro al “Chi vuol essere il milionario” di Gerry Scotti. Dai 3 ai 5 minuti, a seconda se si desidera un sapore soft o più forte. Gli olandesi invece buttano la bustina nella tazza bollente, poi hanno questi 5 secondi di art attack, di ispirazione artistica grazie alla quale muovono compulsivamente avanti e indietro la bustina del tè finché l’acqua non si colora di arancio scuro, per poi toglierla e gettarla nella spazzatura. A volte ci colorano due tazze con la stessa bustina, all’insegna del risparmio. Orrore. Ancora non ho avuto il coraggio di dirglielo a mia suocera, che il tè non serve per colorare l’acqua, ma per insaporirla.

tè-bustine-di-tè

 

Nummer tien (leggasi tin)

Ogni primo lunedì del mese un allarme forte, ma veramente ad alto volume, strepita in tutta la città.

Perché? Per controllare che il sistema di allarme urbano funzioni propriamente in caso di inquinamento chimico o di grande incendio o di vari incidenti gravi e che possano mettere in pericolo la vita dei cittadini. La prima volta che lo sentii (senza essere avvisata), ricordo ancora la scena, ero sola in casa. In mutande. Mi stavo togliendo il pigiama e mi preparavo a vestirmi per uscire a fare compere. Mi agitai alquanto. Pensavo che qualcuno stesse invadendo l’Olanda. E io che mi trovavo lì da solo un mese. In mutande. Che dovevo fare?? Maledii l’amore. Sporsi la mia testa dal vetro della porta principale di casa mia, per vedere se i vicini si fossero raccolti nel ballatoio. Ma nulla. Allora optai per affacciarmi dalla finestra, in cerca di persone allarmate che buttassero le buste della spesa per terra e corressero senza ordine a destra e a manca. Ma nulla. Gli olandesi continuavano a dilettarsi nelle loro azioni quotidiane. Chi mangiava le patatine fritte, chi giocava con i bimbi. Chi parlava da solo. Alché decisi di calmarmi. Ma non senza inviare un messaggio al mio ragazzo prima di uscire, per appurarmi che tutto fosse in ordine. “Nessun attacco terroristico, tesoro. È solo una prova mensile per verificare che il sistema di allarme cittadino sia ancora funzionante”, fu il messaggio da parte del mio ragazzo. Il primo lunedì del secondo mese l’allarme mi colse preparata. Quando suonò con tutta la sua forza, sfoggiai un bel terzo dito nell’aria e gridai “Ha ha! Non mi freghi questa volta!”.

Ordunque, cosa c’è nella lista di cose strane del vostro paese? Commentate pure! Ne sono super curiosa!

BONUS! Nummer elf (comunemente detto elif)

Non esiste Amazon. In Olanda non esiste Amazon!!! Gli olandesi sono così orgogliosi del proprio business nazionale che preferiscono comprare da rivenditori locali. Ecco perché esiste Bol.com, una versione olandese ma molto più cara e povera di items rispetto ad Amazon. Per cui, se qualcuno mi compatisce e si sente particolarmente generoso, sappiate che nella wish-list del mio prossimo compleanno metterò un buono regalo Amazon! Sfido l’Olanda e mi faccio spedire gli ordini a casa, in Italia. Ordini che nasconderò con oculatezza  nel mio striminzito zaino tra i sedili di Ryanair.

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