Aborto e contraccezione in Europa

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Le donne che emigrano all’estero, oltre a dover fare i conti con la complessa routine da espatriate, possono trovarsi in situazioni delicate che riguardano la salute femminile come l’interruzione volontaria di gravidanza o aborto e la contraccezione. Per questo motivo, abbiamo pensato di raccogliere le informazioni in nostro possesso su queste due tematiche, molto spesso considerate dei tabù non solo dagli Stati ma anche dall’opinione pubblica. Qui di seguito una panoramica della situazione in alcuni Paesi europei.

La contraccezione in Francia                                                                                                                                                                       

La contraccezione è legale in Francia dal 1967, e dal 1974 è estesa anche alle minorenni, le quali possono richiedere gratuitamente e a titolo anonimo dei contraccettivi al centre de planification ou d’éducation familiale (consultorio), su presentazione della ricetta medica.

È ugualmente accessibile a tutti, anonimamente e senza ricetta, la pillola del giorno dopo, disponibile sul mercato francese dal 1999 sotto il nome di Norlevo (utilizzabile entro i 3 giorni dal rapporto a rischio) oppure EllaOne (da assumere entro i 5 giorni dal rapporto a rischio), gratuita per le minorenni  e senza obbligo di ricetta. Talvolta, quando ci si reca in farmacia per richiedere il farmaco viene fornito un opuscolo illustrativo sui metodi anticoncezionali assieme ad un preservativo.

L’aborto in Francia

L’aborto in Francia è legale dal 1975, grazie alla legge Veil. Oggi è consentito su richiesta solo fino a dodici settimane dopo il concepimento, mentre gli aborti in gravidanze più avanzate sono permessi solo a scopo terapeutico, al fine di prevenire gravi lesioni permanenti per la madre e il nascituro, o in caso di malattia incurabile del bambino.

Dal 2001 le ragazze minorenni hanno accesso all’IVG (interruption volontaire de grossesse) senza accordo preventivo dei genitori a condizione che siano accompagnate da un adulto, il quale non è tenuto ad informare dell’atto medico né i genitori né terze persone. Tuttavia, è obbligatorio un colloquio con uno psicologo prima dell’atto, cosa invece facoltativa per le maggiorenni. L’IVG per le minorenni è presa in carico al 100% dall’assurance maladie (servizio sanitario nazionale francese).

Inoltre, fino al 2015 la legge imponeva un periodo di “sospensione” di sette giorni tra la prima richiesta del paziente e una dichiarazione scritta che confermava la sua decisione. Il ritardo poteva essere ridotto a due giorni se la paziente si avvicinava alle dodici settimane. Tale periodo obbligatorio è stato poi abolito.

L’obiezione di coscienza è ammessa dalla legge per i medici che quindi possono rifiutarsi di sottoporre la paziente a un IVG, salvo in casi di emergenza. Tuttavia, i medici obiettori sono tenuti a indirizzare la donna in tempo utile verso un collega non obiettore.

La contraccezione in Germania

In Germania, il medico Wilhelm Mensinga (1836-1910) fu il pioniere della contraccezione. Tra il 1872 e il 1882 sviluppò il pessario occlusivo e lo provò in studi a lungo termine su dodici donne, fino a quando finalmente divenne pubblico nel 1882 con il suo libro sulla sterilità facoltativa da un punto di vista profilattico e igienico, sotto lo pseudonimo di C. Hasse. Il suo pessario fu utilizzato fino agli anni ’50, in particolare nei paesi scandinavi, nei Paesi Bassi e negli Stati Uniti. Dalla fine del XIX secolo, la letteratura medica generalmente comprensibile che forniva informazioni sulle opzioni di contraccezione divenne ampiamente disponibile, il che portò a un primo forte calo dei tassi di natalità in Germania.

Il 1 giugno 1961 la Germania approvò la prima pillola ormonale per la contraccezione. Per domande sulla contraccezione o sulla pianificazione familiare ci si può rivolgere ai medici e a diversi centri di consulenza come “Pro Familia”, oppure ai centri appositi gestiti dalle associazioni caritative come la Arbeiterwohlfahrt, o della Chiesa: la “Caritas” (cattolica) e il Diakonisches Werk (protestante). Gli indirizzi e i numeri di telefono si trovano nell’elenco telefonico oppure nei giornali locali, alla rubrica Beratungsstellen.

I costi possono variare in base al tipo di assicurazione, sotto i 18 anni e su ricetta del medico sono gratuite.

L’aborto in Germania

In Germania l’interruzione della gravidanza è consentita soltanto in determinate circostanze:

  • su indicazione medica, senza limiti di tempo;
  • per motivi criminologici (per esempio in caso di gravidanza seguita a violenza sessuale), entro la dodicesima settimana di gravidanza;
  • per motivi personali/sociali, entro la dodicesima settimana, se è la donna a chiedere l’interruzione e se presenta al medico il certificato di un’organizzazione specifica di consulenza (rilasciato dopo una consulenza obbligatoria che si chiama SchwangerschaftsKonfliktBeratung).

È severamente vietato obbligare una donna ad interrompere la gravidanza o esercitare su di lei una forte pressione: si tratta di un atto perseguibile penalmente.

Per informazioni e consulenza basta rivolgersi: al proprio medico, a “Pro Familia”, all’ “Arbeiterwohlfahrt”, al “Donum Vitae” oppure al “Diakonisches Werk”. Gli indirizzi e i numeri di telefono corrispondenti si trovano ad esempio nell’elenco telefonico o nei giornali locali, alla rubrica “Beratungsstellen”.

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La contraccezione nella Repubblica d’Irlanda

La prescrizione di contraccettivi ai pazienti di età superiore ai 18 anni è diventata legale nel 1980, con molte restrizioni ai tempi (i contraccettivi potevano essere prescritti solo per pianificazione familiare o per comprovate ragioni di salute), quindi implicando (anche se non veniva riportato a chiare lettere), che chi ne facesse uso fosse legalmente sposato. I contraccettivi di qualunque genere potevano essere dispensati solo dai farmacisti dietro presentazione di ricetta medica. Prima di questa data, la contraccezione era illegale, ma la legislazione aveva molte falle. Non era illegale “detenere” dei contraccettivi, ma era illegale venderli ed importarli. Di fatto, quindi, era molto difficile ottenerli ed era naturalmente illegale pubblicizzarli sia a titolo di vendita che a titolo di informazione.

A partire dal 1985, per alcuni contraccettivi (preservativi e spermicidi) si ottenne la possibilità di vendita – in determinati luoghi stabiliti dal nuovo Act – senza ricetta medica, riducendo nel 1992 l’età minima a 17 anni. La legislazione attuale è rimasta praticamente invariata, aumentando solo la lista dei luoghi dove è possibile acquistare alcuni contraccettivi. La contraccezione è inclusa nei programmi di supporto alla Pianificazione familiare. La pillola abortiva non è legale, anche se i dati indicano che in alcuni casi viene utilizzata tramite acquisto via web.

In accordo con la legislazione UK, non ci sono limiti per l’interruzione in caso di incesto, violenza, anormalità fetali o rischio fisico o psicologico della paziente.

Il 9 aprile 2020, il dipartimento della sanità ha confermato l’applicazione della legge, nonostante nessuna interruzione fosse ancora avvenuta sotto il nuovo statuto. Questo è dovuto parzialmente al fatto che i fondi della sanità per i servizi di IVG fossero in ritardo.

L’aborto nella Repubblica d’Irlanda

In Irlanda l’interruzione di gravidanza è regolata dall’Health (Regulation of termination of pregnancy) act 2018 che prevede la possibilità di interruzione legale nelle prime 12 settimane di gestazione. Dopo la dodicesima settimana l’interruzione è prevista solo per casi in cui la madre si trovi in pericolo di vita o per anormalità del feto.

La legge attuale in vigore dal 1° gennaio 2019, è stata introdotta in seguito al referendum del maggio 2018 nel quale il 67% della popolazione irlandese ha votato a favore dell’abrogazione dell’VIII emendamento (in cui lo stato riconosceva la piena equiparazione del diritto alla vita della madre e di quello del feto, rendendo perciò incostituzionale ogni normativa che legittimasse l’interruzione di gravidanza).  Sono stati quindi abrogati anche il diritto della madre di recarsi in un altro stato per ottenere l’interruzione di gravidanza e il diritto della madre di ottenere adeguate informazioni riguardanti l’interruzione di gravidanza in altri paesi.

Tutti gli emendamenti abrogati facevano parte del  Protection of Life During Pregnancy Act 2013 che stabiliva, inoltre, che l’interruzione entro le 12 settimane di gestazione fosse legale e possibile solo in caso di pericolo di vita o danno permanente della madre, o nel caso in cui si riscontrasse la possibilità che la madre meditasse il suicidio.

Ad esso erano legati, e sono stati quindi anch’essi abrogati, la sezione 58 e 59 dell’Offences Against the Person Act 1861 secondo cui l’interruzione di gravidanza attuata illegalmente prevedeva sanzioni fino a 14 anni di detenzione.

La legislazione attuale prevede quindi che l’IVG sia legale e possibile nei casi e nei termini descritti precedentemente, e che possa essere effettuata in uno studio medico, in una clinica per il supporto alla pianificazione familiare, nelle cliniche per la salute delle donne e negli ospedali.

La pianificazione dell’interruzione di gravidanza è preceduta da un colloquio presso le cliniche sopracitate, o tramite un programma di supporto gratuito fornito dal Ministero della Sanità (“My options”). Il servizio è disponibile anche per le persone che non parlano o non hanno una conoscenza adeguata della lingua inglese.

Per le persone residenti in Irlanda, l’IVG è gratuita.

La contraccezione in Olanda

Eccezion fatta per i preservativi, il costo dei contraccettivi è coperto dal programma di assicurazione base per gli adolescenti fino ai 21 anni. Superata quest’età, si può aggiungere al proprio pacchetto di assicurazione sanitaria un servizio supplementare, con costo aggiuntivo, per ricoprire le spese dei contraccettivi (ricordiamo che in Olanda la sanità è tutta privata e l’assicurazione sanitaria da pagare mensilmente è obbligatoria per ogni cittadino residente nel territorio nederlandese). Per ottenere la pillola bisogna recarsi presso il proprio medico di base e farsi prescrivere la ricetta. Dopo la prima volta, basta andare direttamente in farmacia e richiederla direttamente al/alla farmacista.

L’aborto in Olanda

I Paesi Bassi sono noti per la loro politica piuttosto liberale e aperta su droghe, prostituzione e aborto. Non è un caso, infatti, che l’Olanda sia spesso meta di donne e ragazze che hanno deciso di intraprendere questo difficile passo. Secondo uno studio, circa tre quarti degli olandesi sostengono il diritto all’aborto. L’intervento abortivo è previsto e tutelato fino a 24 settimane di gestazione. Tuttavia, la legge olandese prevede che, tra il primissimo colloquio con il medico e il passaggio finale, si debba effettuare una pausa della durata di 5 giorni per valutare a fondo la decisione ed arrivare ad una conclusione definitiva. Il trattamento può avere luogo a partire dal sesto giorno. Se il ritardo non supera i sedici giorni, il termine di cinque giorni previsto dalla legge non si applica.

Sono state fondate diverse associazioni di volontarie, come l’Abortion Network di Amsterdam, che si occupano di fare da ponte ed aiutare in maniera logistica e, se possibile, economica, chi si reca in Olanda per concludere una gravidanza indesiderata. Attualmente sono presenti nei Paesi Bassi 108 ospedali e 17 cliniche abilitate.

Se si vive nei Paesi Bassi l’aborto è completamente gratuito, così come i contraccettivi. I costi sono coperti dalla legge sulle spese mediche o dall’assicurazione sanitaria.

L’aborto in Olanda è possibile anche per le minorenni. Dai 16 anni compiuti in poi, non serve l’autorizzazione dei genitori. Dai 15 anni in giù, invece, è obbligatoria. 

Qualora la paziente ritenesse opportuno un aiuto concreto per affrontare psicologicamente la fase post-aborto, si ha diritto a una consulenza professionale, offerta o dall’assistente sociale o suggerita direttamente dal medico di base.

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La contraccezione in Svezia

Dagli anni Settanta la Svezia ha profondamente cambiato il suo approccio alla sessualità. Promuove l’idea che grazie a una buona educazione sessuale e facile accesso alla contraccezione e all’aborto si riduca il numero di gravidanze indesiderate e di complicazioni. L’introduzione di queste libertà rimane nuova anche in territorio svedese. I primi aborti legali avvenivano già dal 1938 ma solo per motivi medici. La legge in vigore oggi, che garantisce l’aborto su volontà senza obbligo di motivazione, è stata approvata solo nel 1974. Il sostegno esplicito del governo ha comunque permesso di avere una legge ad oggi considerata una delle più flessibili.

I contraccettivi e i contraccettivi di emergenza si trovano presso le Apotek (Farmacia). In ogni apotek si trova:

  • Contraccezione di emergenza (pillola dei 3 o 5 giorni) venduta SENZA obbligo di ricetta e gratuita per i minori di venticinque anni. In caso di bisogno, sia che viviate qui sia che siate in vacanza, presentatevi a qualunque farmacia, chiedete della “morning after pill” e vi sarà data.
  • Preservativi e contraccettivi ormonali che si possono assumere autonomamente quali pillola, mini-pillola, cerotto e anello vaginale venduti CON obbligo di ricetta. I minori di venticinque anni li acquistano scontati fino al 70%.

I prezzi pieni non variano molto da quelli italiani. Un contraccettivo ormonale costa sui 15-20 €, un pacco di preservativi da 10 costa 6€.

A chi rivolgersi per ottenere una ricetta o consulenza sui metodi di contraccezione:

Cliniche Midwives (barnmorskemottagning) – I MidWives sono personale sanitario specializzato in procedure di ginecologia base. Prescrivono contracettivi, praticano aborti, assistono durante il parto e offrono consulenza e sostegno psicologico.

Cliniche ginecologiche  (gynmottagning)

Centro guida per i giovani (ungdomsmottagning) – specializzati nell’assistenza di giovani fino a 22/25 anni.

Clinica ospedaliera (vårdcentral) – Una specie di pronto soccorso per casi di NON emergenza.

Se non sapete quale scegliere chiamate l’1177, il numero del sistema sanitario svedese. Le attese saranno più lunghe, siccome è un centralino generico, ma nella totale confusione loro sapranno indicarti chi e dove chiamare.

Una telefonata a qualunque di questi centri ti fa ottenere un appuntamento dal medico. Il costo della visita si aggira intorno ai 30€. L’appuntamento consiste in un breve colloquio e una visita con rilascio della ricetta. La ricetta può essere un foglio da consegnare in farmacia, oppure digitale. In questo modo il sistema delle farmacie inserisce il tuo nome e il tuo numero personale svedese. Ti basterà mostrare un documento di identità e la farmacia saprà per quale contraccettivo ti presenti e quanti ancora ne puoi comprare prima di dover rinnovare la ricetta.

Se sei ben integrata nel sistema svedese, ovvero hai ottenuto il tuo numero personale svedese (personnummer), questo processo sarà il più semplice del mondo. Senza personummer si rischia di dover lottare un po’ di più… dipende da che medico o operatore sanitario ti trovi di fronte.

Tre cose da tener in mente per stare tranquille:

  • Se vi trasferite fate scorta. Ottenere il personnummer richiede da uno a tre mesi, portatevi da casa qualche scatola in più e prendete l’appuntamento con calma.
  • IMPOSSIBILE che una farmacia vi venda un contraccettivo ormonale (non di emergenza) senza ricetta o con una ricetta di un altro paese. Se vi trovate ad avere bisogno (magari siete in vacanza e perdete o danneggiate una scatola) rivolgetevi direttamente a uno dei centri sopraelencati, il personale sanitario ha la possibilità di essere più flessibile.
  • Chiamare per ottenere un appuntamento può risultare un po’ disorientante e comico. Si chiama il numero del centro, risponde una segreteria automatica (purtroppo non sempre esiste l’opzione in inglese) che ti guida tra le varie opzioni e ti propone un’ora in cui verrai richiamata. Insomma, chiami per farti richiamare. Potete anche presentarvi direttamente alla porta in alcuni centri più grandi e chiedere direttamente.

L’aborto in Svezia

L’accesso all’aborto è consentito a tutte le donne che decidono liberamente di iniziare la procedura fino alla diciottesima settimana. Dalla diciottesima alla ventiduesima settimana il caso deve essere sottomesso all’organizzazione sanitaria che dovrà decidere se concederlo. Nessun operatore sanitario può legalmente rifiutarsi di eseguire la procedura.

Esistono due tipi di aborto: farmaceutico e clinico. Se si è al di sotto delle otto settimane si procede con l’aborto farmaceutico, ti viene prescritta una pillola e l’aborto può essere portato avanti anche a casa con successiva visita dal medico qualche giorno dopo. Dall’ottava settimana in poi, ci si deve sottoporre a un’operazione giornaliera.

Per prendere un appuntamento si procede normalmente rivolgendosi a uno dei centri specializzati.

Per chiudere con il sorriso consiglio una visitina a questo fantastico sito che educa gli adolescenti all’educazione sessuale ed emotiva. Ci si arriva dal sito 1177.se ed è quindi il sistema sanitario che lo promuove come sito di riferimento. Non si finisce mai di imparare!

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La contraccezione in Spagna

Se paragonata alla vicina Italia, la Spagna è sempre stata più liberale sul tema. Nel 2018 si compirono 40 anni dalla legalizzazione degli anti concezionali. La vendita, esposizione pubblica e divulgazione di informazione su metodi anticoncezionali è stata considerata un delitto dal 1941 fino al 1978. Nonostante questo, si era iniziato a parlare di pillola anticoncezionale in ambiti sanitari e femministi già dagli anni 60, fino alla sua legalizzazione nel 1978, proprio grazie alle pressioni dei movimenti femministi. In quegli anni quindi, le donne dovettero ricorrere ad altri metodi per evitare gravidanze indesiderate, mentre il tema degli anticoncezionali, e della pillola in particolare, diventava sempre di più motivo di dibattiti pubblici. Rispetto ad altri paesi europei, lo stato spagnolo non sovvenziona al 100% nessun metodo anticoncezionale e non concede aiuti a fasce a rischio, come i giovani e le donne in situazioni di difficoltà economica.

L’aborto in Spagna

L’aborto è stato legalizzato dal 1985, una volta conclusa la transizione alla democrazia. Nonostante secondo la legge 9/1985 la pratica dell’aborto fosse depenalizzata solo in questi casi:

  • nel caso in cui la gravidanza supponesse un rischio grave fisico o psichico per la gestante (aborto terapeutico)
  • in caso di violenza sessuale (aborto criminologico)
  • in caso il feto presentasse delle malformazioni (aborto eugenetico)

La gestante poteva interrompere la gravidanza in centri pubblici o privati entro le prime 12 settimane nel caso dell’aborto criminologico, entro le 22 nell’aborto eugenetico e in qualsiasi momento nel caso dell’aborto terapeutico. Successivamente venne promulgata una nuova legge: 2/2010. Con questa legge, tuttora in vigore, l’aborto veniva depenalizzato in qualsiasi caso durante le prime 14 settimane di gravidanza. Nel caso che ci sia un grave rischio per la salute della gestante o del feto, l’aborto potrà essere praticato entro il raggiungimento della 22esima settimana. Dopo la settimana 22, se ci fosse un rischio, alla gestante verrà indotto il parto. L’aborto può essere sia chimico (pillola abortiva) che chirurgico. Nel caso il medico si rifiuti di praticare l’aborto, è obbligato a indirizzare la paziente verso un altro medico nel minor tempo possibile.

Con questo articolo speriamo di avervi fornito tutte le informazioni che cercavate in merito alle tematiche di aborto e contraccezione in Europa.

Ci vediamo nella prossima puntata, con una panoramica sulla situazione nel resto del mondo!

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