Mai come adesso, sentirsi italiana all’estero

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Gli italiani a Bruxelles sono stati i primi a capire la gravità del mostro virus. E l’urgenza di allontanarsi dai luoghi affollati anche a costo di fare sacrifici.
Gli italiani a Bruxelles, molti dei quali ho cercato di evitare a volte, per non cadere nel tranello dell’espatriata che frequenta solo i connazionali, hanno dimostrato di avere imparato qualcosa dall’esperienza pregressa delle famiglie in Italia. Che molti altri non hanno capito tuttora. La priorità dev’essere salvare vite umane.
Molti hanno cominciato ad auto-isolarsi, tra l’incredulità e a volte il bullismo di colleghi e conoscenti. Tutti convinti che stessero esagerando.

La consapevolezza

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Ci ho messo un po’ anche io prima di entrare nel mondo della consapevolezza. Mi è costato lunghe chiacchiere con amici medici o biologi, pagine e pagine di articoli su ‘The Economist’ per distaccarmi dalle stupidaggini cui i media di poco rilievo ci volevano far credere. E capire che la mia assenza dai corsi di musica danza etc., se non avesse aiutato nel non diffondere ulteriormente il virus, nel peggiore dei casi, semplicemente non avrebbe nuociuto a nessuno.

Tra sindaci agguerriti che finalmente lasciano le loro poltrone di pelle per andare personalmente a dare messaggi alla popolazione, e il Primo Ministro –  che probabilmente a questo punto non dormirà più di due ore a notte –  l’Italia all’estero sta facendo una gran figura. Per una volta, seppur con la tristezza di una situazione fuori controllo e senza perdere di vista che la priorità dev’essere salvare vite umane, si parla dell’Italia non per le pizze e la musica né per la corruzione. Si guarda al Bel Paese con ammirazione per le autorità, ma soprattutto per la popolazione. Tutta. Da Nord a Sud. Colorata più che mai nei suoi canti dai balconi, incaXXata piu’ che mai con chi ancora le regole non vuole rispettarle. Solidale con chi non puo’. Perchè la priorità, ora l’abbiamo capito tutti, è salvare vite.

E io, espatriata da mezza vita, adesso  sono fiera delle mie origini, del mio Bel Paese che tornerà a splendere tra il vociare dei vicoli e i mercati di frutta, tra gli Spritz e gli arancini di riso, tra le onde del mare cristallino e l’imponenza delle montagne.

Lo cantava De Gregori nel ’79, ed è ancora attuale:Viva L’Italia

14 commenti
    • laura
      laura dice:

      i casi sono di meno, ma il cosiddetto picco non si è ragiunto e le belle, e inusuali, giornate, non aiutano la gente a stare in casa

      Rispondi
  1. Ada
    Ada dice:

    Da espatriata ti fa onore parlare così del tuo paese.
    Lottiamo per una Italia migliore e forse questa pandemia ci fa riscoprire sentimenti dimenticati.

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  2. Silvia-Lille
    Silvia-Lille dice:

    Ciao Laura,
    hai colto perfettamente nel segno.
    Amo quella canzone di De Gregori e ne ho fatto la mia colonna sonora in questo periodo 😉

    Un abbraccio (in tutti i sensi virtuale),
    Silvia-Lille

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  3. Ada
    Ada dice:

    Brava noi italiani stiamo dimostrando forza e coraggio Vinceremo anche questa volta.
    Esorto tutti gli espatriati ad essere responsabili pensate a voi e a chi vi sta vicino.

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  4. Antonio
    Antonio dice:

    Nulla da aggiungere, salvo che mi ricomincia a pervadere il senso dell’italianita’, che avevo un po’ lasciato per strada. Forse il dopoguerra sarà più difficile della guerra, ma confido che ne usciremo migliori

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  5. Damiano
    Damiano dice:

    Il suo articolo centra in pieno il nostro comportamento qui in belgio. I nostri figli sono rimasti a casa da scuola gia una settimana prima del confinamento e forse ha fatto riflettere le istituzioni che anno trovato un numero elevato di assenze ci siamo autoisolati. Fiero di essere Italiano con il nostro presidente e ministo degli esteri che di fronte a una arroganza spropositata di Germania Olanda Francia dove quest’ultima rideva delle disgrazie e dei morti italiani, hanno capito che non ci avrebbero aiutati . Fiero di essere Italiano quando di fronte a una crisi del genere il governo reagisce con il cuore e ci mette l’anima e se gli aiuti non verranno da questa Europa arrogante faremo da soli.

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  6. laura
    laura dice:

    Io spero che l’arroganza sparisca. L’Europa è Europa se siamo tutti insieme. E come in una famiglia, ognuno deve aiutare l’altro, e collaborare

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