Amici a Barcellona: chi va e chi resta

Amiche

Corro lungo la spiaggia, saluto il sole che poco a poco si allontana per godersi il meritato riposo notturno, e  mi è chiaro il perché, nonostante tutto, ami vivere a Barcellona.

Si susseguono nella mia mente le immagini di tutte le persone che hanno condiviso con me l’esperienza di italiana all’estero dal 2012.

Chi è expat a Barcellona sa che stringere amicizie non è facilissimo: chi ha provato altre città europee spesso si lamenta di quanto fosse più semplice fare conoscenze.

Vai in un bar, in una piazza, incontri gente, ti portano ad una festa, ti invitano alla successiva, etc etc.

Magari poi non diventate amici per sempre, certo, però almeno il primo approccio è andato e tu ti senti meno solo.

I”made in Catalogna”, invece, sembrano essere un po’piú difficili.

Mio marito ad esempio, (catalano/spagnolo), non è orgoglioso di questa loro poca socialità iniziale in cui non si riconosce, essendo lui molto aperto e disponibile. Non si tratta di maleducazione, piuttosto più di timidezza o di incapacità al relazionarsi subito con “l’altro”.

All’inizio quando uscivo con gli amici di mio marito era raro che mi rivolgessero la parola, nonostante fossi già la sua ragazza, quindi un membro in più del gruppo. Immaginatevi quando mi portavo dietro un’amica: la poveretta avrebbe fatto meglio a parlare con il muro piuttosto che aspettare che qualcuno la includesse nella conversazione!

Ora, a distanza di anni, questi stessi amici sono ormai diventati una grande famiglia anche per me, finalmente.

Porto Olimpico Barcellona

Potete quindi capire che sia abbastanza normale relazionarsi con altri expats.

Quando lo affermo a volte mi sento rispondere “Ah, vedi? Non ti integri, esci solo con italiani o altri stranieri!”.

No, non è vero. Ho amici spagnoli, catalani, italiani e di altri paesi. Se tu expat ti sei appena trasferito e vuoi fare amicizia, devi sicuramente provare a conoscere tutto e tutti senza distinzioni. Però sono sicura che sarà molto più probabile che tu possa trovare una risposta positiva in altri” sfigati” (permettetemi il termine) appena arrivati come te, piuttosto che con gente locale che ha già il suo  gruppetto di amici fatto e finito. Si potrebbe dire che inizialmente siano quasi gli altri a scegliere per te!

Relazionarsi con altri stranieri ha i suoi contro. Trovare amici tra i locali ha il vantaggio che probabilmente molti di loro non lasceranno mai Barcellona. Chi invece vi è approdato, potrebbe tranquillamente ripartire nuovamente.

Barcellona è una città di transizione per molti: viene scelta per fare nuove esperienze o come trampolino di lancio per altre avventure all’estero, magari per poi tornare in madrepatria con le idee più chiare sul cosa si vuole  nella vita.

Ho conosciuto tante di queste persone: hanno condiviso con me i primi passi in questa città e se ne sono andate, in Italia o verso altre mete.

Chi è expat sa che è duro lasciare i propri amici intimi in Italia. La mia amica Vale rimarrà sempre insostituibile, anche se ci separano 1000 chilometri distanza.

Quindi, quando si riesce finalmente a trovare un amico vero nel nuovo paese di adozione, è ancora più difficile farne a meno se anche costui dopo se ne va.

Montse ad esempio, la mia “sorella spagnola”, mi manca molto. Cinque anni fa si è trasferita a Madrid in seguito ad un’allettante offerta di lavoro. Ci eravamo conosciute a New York e mi aveva successivamente invitato a venire a trovarla a Barcellona. Io vivevo a Milano e quella era stata la prima volta che avevo visitato la capitale catalana, innamorandomene. Fu proprio grazie a Montse e ad una delle nostre pazze uscite di quella vacanza che conobbi il mio attuale marito.

Amiche- matrimonio in Spagna

Io e Montse al mio matrimonio.

Per fortuna qualcuno rimane.

Joan, Lidia e Miguel sono  miei ex colleghi del City tour (il bus turistico) e continuiamo a vederci ogni tanto. Con loro ho abbozzato le prime parole in spagnolo e  catalano, ho imparato a non dire ” Yo soy aquí” (utilizzando il corretto “Yo estoy aquí“), e ho assaggiato i migliori gelati di Barcellona!

Gelato a Barcellona

Joan, Lidia, Miguel e io.

Al Palau della Musica, dove lavoro attualmente, ho conosciuto Esther, che di secondo nome fa: Ridi che ti passa!

Avete presente quelle persone la cui risata ti avvolge come se non potessi fare a meno di ascoltarla e ridere a tua volta? Esther è cosí: la vedi, lei ride, e tu ti dimentichi di tutti i tuoi problemi.

L’anno scorso ha trovato l’amore nella sua isola natale, Gran Canaria, per cui ha lasciato Barcellona.

Che dire, per continuare a ridere con lei, mi toccherà andare più spesso a trovarla a Las Palmas!

 

Amiche lungo mare

Mamma, io e Esther sul lungomare di Gran Canaria.

Delle amiche conosciute al Palau della Musica mi sono restate Julie, francese, e Maria, Francesca e Lucrezia, italiane.

Maria é come una Guru per me: due chiacchiere con lei e sono felicemente rinata. Purtroppo però lavora moltissimo come guida a Girona per cui ci si vede quando passa per Barcellona per qualche tour. Insieme proviamo sempre nuove caffetterie e pasticcerie le cui delizie ci possano “coccolare”.

Francesca è una pietra miliare degli italiani a Barcellona perché è qui da 12 anni. Mi ha aiutato durante i miei primi mesi al Palau e continua tuttora a rendermi il lavoro più piacevole grazie alla sua compagnia. Julie invece è arrivata da soli tre anni ed è sempre piena di idee ed entusiasmo. Ogni anno si domanda se valga la pena restare, perché considera che qui sia più arduo fare conoscenze rispetto ad altre città come Madrid, ad esempio, doveva ha vissuto anteriormente.

Appena possiamo scappiamo  in spiaggia tutte e tre!

Per quanto riguarda Lucrezia, è stato un bellissimo incontro di due anni fa: ci capiamo al volo. Un giorno non lavorava ma è venuta apposta al Palau della Musica per regalarmi un pancake (adoro!) solo perché stavo avendo una giornata da dimenticare…mi sono quasi commossa per la grata sopresa!

amiche-spiaggia

Francesca, io e Julie al Bar/chiringuito sulla spiaggia.

Nonostante non lavori più con me, resta anche la fantastica Noemi, catalana doc. L’allegria di lavorare con lei era impagabile e mi ha fatto capire quanto per me sia importante avere dei colleghi con cui “pasartelo bien“.

Amiche

Io e Noemi nei momenti di delirio al Palau.

Ha invece lasciato Barcellona la dolcissima Angela, austriaca. Ci siamo conosciute quando eravamo entrambe appena arrivate  in città e l’abbiamo scoperta un po’insieme. Angela, avvocato, aveva abbandonato una carriera brillante e il fidanzato storico per venire in Spagna, migliorare lo spagnolo, e poi intraprendere un progetto umanitario in Perú. Dopo quell’esperienza è tornata a Vienna per dedicarsi alla naturopatia, cambiando completamente il suo stile di vita precedente. Siamo state insieme pochi mesi ma mi ritengo fortunata di averla conosciuta.

Con mia grande gioia resta con me Alessandra, torinese, conosciuta in un corso di catalano nel 2014. Il corso era una palla mostruosa perché era di una lentezza indescrivibile, però mi ha dato l’opportunità di incontrare una vera amica con cui posso confidarmi ancora oggi. Posso tuttora godere della sua compagnia, ma manca la “terza”, Sylvia, conosciuta durante lo stesso corso. Era bello trovarsi anche con lei perché è un vulcano di idee. Come mi ha insegnato Miguel, il detto dice: Hay gente que suma, y gente que resta. Significa: C’è gente che ti apporta qualcosa, e gente che te lo toglie. Sylvia appartiene definitivamente alla prima categoria, in quanto mi bastava vederla per poi volere spaccare il mondo! Due anni fa è tornata ad Atene, la sua città natale. Per fortuna lavora come nomade digitale e riesce a venire a trovarci abbastanza spesso.

Amiche

Io, Sylvia, Alessandra e la sua piccola Giulia.

A Barcellona mi manca già da due anni anche la cara Alessandra (romagnola) e il suo fantastico accento argentino. Quando mi dannavo per pronunciare la J spagnola “raschiagola” , come la chiamo io, mi consigliava di parlare lo spagnolo latino, molto più dolce e senza tanti suoni cosí duri. Mi piaceva andare a trovarla nel suo appartamentino del Raval o farle una sorpresa mentre lavorava in negozio nel Borne. È tornata in Italia per tentare la sorte nei concorsi pubblici come insegnante, visto che qui per lei la situazione da questo punto di vista era ancora più complicata. Adesso ha ottenuto un posto vacante a Bologna e non vedo l’ora di andare a trovarla!

Amiche

Io e Ale divertendoci alla Fiesta de Gracia.

Penso anche a tutte le altre persone con cui ho preso caffè, condiviso un asciugamano in spiaggia o una bici, e che hanno comunque contribuito a farmi trovare il mio posto a Barcellona.

Per non parlare di parenti, amici e amici di amici, che dall’Italia sono venuti qui e mi hanno fatto sentire a casa.

Oltre a tutti coloro che sono da poco entrati nella mia vita e che spero ci rimangano per un bel po’.

Se a volte non mi fossi comportata come Jim Carrey nel film YES MAN (diceva di Sí a tutto quello che gli si proponeva) avrei perso davvero tante opportunità.

Quindi: ben vengano i corsi di tutti i tipi, i ritiri yoga per donne confuse o le cene a casa di gente appena conosciuta: non sai mai dove potresti conoscere colui che potrebbe convertirsi nel tuo prossimo grande amico!

 

 

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