Amore in quarantena: tre segreti sulla convivenza improvvisata

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Conosci un ragazzo per caso. Cominci a uscirci con calma, dopo un primo appuntamento da sogno vuoi vedere come va. La storia prosegue molto bene: gli astri si sono allineati ed è tutto a vostro favore!

Poi un bel giorno una pandemia mondiale vi mette davanti a una scelta: passare la quarantena insieme o separati?

Così è cominciata la mia convivenza improvvisata a Madrid e, dopo quasi due mesi, sono pronta a svelarvi tre segreti sull’amore in tempi di quarantena.

Sarà vero quello che dicono sulle coppie in reclusione? Litigano tutto il giorno o si amano tutto il giorno? Come sempre la verità sta nel mezzo. Scopriamolo!

Le presentazioni ufficiali

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Io e il mio madrileño stavamo aspettando per le presentazioni ufficiali. Entrambi non volevamo correre, quindi molti parenti e amici che non sentivamo da un po’ non sapevano niente di noi. Insomma la parola d’ordine era stata: discrezione.

In questa reclusione però, come sappiamo passiamo l’80% del nostro tempo in videochiamata. Ed è lì che sono cominciati i guai.

All’inizio cercavamo di essere discreti, per cui in una conversazione random con una zia lontana in genere succedeva questo:

– ma cos’è quell’ombra dietro di te? non avevi detto che eri sola?

– ehm, ehm… forse hai le allucinazioni, forse è un fantasma, sarà casomai un ladro!

Niente, è durata ben poco. Ho dovuto cedere e dire la verità: si ho il ragazzo e si stiamo affrontando la quarantena insieme!

“Ma allora presentacelo” e meno male che non parla italiano, almeno i commenti imbarazzanti ce li siamo risparmiati.

Dopo un paio di videochiamate con il solito tran tran “Dì ciao”, “ciao piaccere de conoscerte”, arriva un bel mattino la chiamata dei miei genitori.

Non ho fatto in tempo a rispondere che la voce di mia madre ha cominciato a far tremare le pareti: “lo hai presentato alle zie prima di me??”

Sono tornata immediatamente ad essere una bambina di cinque anni e ho chiamato subito quel poveretto per le presentazioni ufficiali più importanti ma assolutamente non pianificate.

Ho visto il mio ragazzo diventare talmente rosso da essere quasi fosforescente. Tranquillo amore, la quarantena è ancora lunga e la lista dei parenti pure!

Il cibo

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Quando distribuivano le abilità in cucina a tutta la popolazione partenopea io probabilmente ero assente ingiustificata.

Morale della favola: cucino per sopravvivere. Male, per sopravvivere male.

In ogni caso, magicamente, ogni ragazzo che ho frequentato cucinava benissimo.

Il mio attuale compagno invece ha opposto resistenza a lungo. L’ho capito quando ho cominciato a riconoscere il volto dei ragazzi che consegnano il cibo ordinato con le tipiche app di delivery.

Mi ero ormai rassegnata a una vita di pizze, minestre riscaldate e lasagne surgelate quando è cominciata la reclusione.

Il tanto tempo libero in casa ha portato me a scrivere, leggere, fare sport, mentre lui ha sentito una strana forza magnetica che lo ha avvicinato sempre di più alla cucina.

Ha cominciato timidamente con un hamburger: carne, uova, queso roqueford, queso curado, bacon, jamon. Davvero squisito!

Pensavo fosse un lapsus momentaneo ma invece non si è fermato lì: tortillas de patataspaellacostillas… quando mi ha detto di voler fare la pizza in casa allora ho capito: la magia è avvenuta!

Prossima mossa: disinstallare tutte le app di delivery prima di riacquistare la libertà!

L’organizzazione della casa

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Cito testualmente lui nel dire che nel giro di pochi giorni si è instaurato l’ Ilangrado, cioè una dittatura in cui io ho il potere assoluto.

Gli spazi sono stati riorganizzati, i mobili spostati, il salone non è mai sembrato così grande.

La camera da letto è stata invasa da monitor e computer che uso per lavorare da casa, diventando praticamente il mio studio.

È stato designato un cajón de los cables, cioè il cassetto dei cavi, dove dentro finiscono non solo i cavi ma anche tutte quelle cose random che trovo in giro per casa.

Quindi alle domande “dov’è il mio portafoglio? e l’accendino? e le mie chiavi?” lui conosce già la risposta.

Mi ha confessato di temere di finirci anche lui nel cajón de los cables.

Per la fine della quarantena questa casa da ragazzo single disordinato diventerà una bomboniera, ma questo lui ancora non lo sa e non glielo diremo.

Da Madrid è tutto, ma chissà cosa ci ha in serbo per noi il futuro, durante e dopo la quarantena. Sicuramente faranno molti film sull’amore ai tempi di una pandemia mondiale, spero solo non dimentichino tutte le storie di convivenza improvvisata, perchè sicuramente meriterebbero l’oscar!

1 commento
  1. Isabel
    Isabel dice:

    Un racontto con molto senso de l’humore, divertente e giovane.
    Ci fa conocere la quarentena a de un llatto meno angoscioso .

    Rispondi

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