Per arrivare in alto, bisogna partire dal basso

lavapiatti

A Londra il lavoro non manca.

Nonostante la crisi economica, nonostante sia piena di nostri connazionali e giovani provenienti da tutto il mondo, in cerca di un futuro migliore, nonostante tutto, a Londra, si ha sempre una possibilità.

Ovviamente, bisogna avere una buona conoscenza della lingua inglese, se si vuole puntare in alto e trovare, da subito, un buon lavoro.

Per chi non ce l’ha, non c’è da disperarsi: basta avere l’umiltà di partire da zero, accettando lavori e nel frattempo imparare la lingua.

Un buon modo, per chi non ha nessuna conoscenza della lingua inglese, è quello di iniziare a lavorare in una cucina di un ristorante. Londra è piena di ristoranti, di certo ne troverete uno, disposto a darvi una possibilità.

Anche io, appena arrivata a Londra e con scarse capacità comunicative, ho iniziato a lavorare nella cucina di un pub.

Gli orari sono lunghi e alcune volte massacranti, ma si sa, per arrivare in alto, bisogna sempre partire dal basso.

Prima di partire per questa città, avevo sempre letto e sentito dire che Londra è un paese dove vige la meritocrazia. E venendo a vedere di persona, non posso che confermare questa realtà.

Qui, se un ragazzo inizia a lavorare come lavapiatti, molto probabilmente tra un paio di anni, se ci saprà fare, diventerà manager del locale.

In Italia, al contrario, se inizi a lavorare in un ristorante come lavapiatti, rimarrai per sempre un lavapiatti.

Non esiste la meritocrazia. E il posto fisso è ormai diventato una rarità.

Molti giovani sono costretti ad abbandonare il nostro Bel Paese perché non vedono un futuro. Il lavoro non c’è e, quando c’è, è sottopagato.

Per quanto ami l’Italia, non mi sono mai sentita profondamente italiana. Sia per la mentalità ovunque un po’ retrograda, sia perché mi sono sempre sentita una cittadina del mondo.

Secondo me non si può vivere in un solo luogo tutta la vita e credo che tutti i giovani con meno di 30 anni dovrebbero fare un esperienza di vita all’estero.

Se vivi sempre nello stesso posto, sempre nella tua comfort zone, difficilmente diventerai un adulto intraprendente, di mentalità aperta, coraggioso e indipendente.

Quando mi domandano se sono partita per via della mancanza di lavoro in Italia, io sorrido.

Sorrido perché è così inconcepibile, per alcune persone, trasferirsi, semplicemente per un’esperienza di vita.

Io in Italia avevo un lavoro, con un contratto a tempo indeterminato, quindi non me ne sono andata per mancanza di lavoro.

Me ne sono andata, per mia scelta.

Perché credo che la vita sia troppo breve per rimanere sempre nello stesso posto.

 

2 commenti
  1. Chiara - Parigi
    Chiara - Parigi dice:

    “Perché credo che la vita sia troppo breve per rimanere sempre nello stesso posto”.
    Condivido al 100% questa frase e la tua scelta di vita. La comfort zone non è mai un’amica anche se ci dà l’illusione di aver trovato il nostro equilibrio in un posto sicuro in cui tutto scorre sempre in maniera maledettamente uguale e lineare.

    Un abbraccio e ancora brava ! 🙂

    Chiara – Parigi

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