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Chi sono? Fino a qualche tempo fa avrei risposto: sono Luisa Fernanda, vengo dall’Italia e ho….(meglio tralasciare questo dato, a tutte noi piace rispondere a qualsiasi tipo di domanda, ma siamo molto restie riguardo a quella tramite la quale ci danno l’appellativo di “giovani” o “vecchie”).

A oggi, però, posso definirmi semplicemente APOLIDE.
Penso sia una condizione che qualsiasi espatriato si trova a vivere prima o poi, soprattutto, se come me, si è avuti la fortuna di essere di per sé multietnici.
Ebbene sì, ho avuto la fortuna di nascere in quella che viene chiamata la nazione della primavera eterna o dell’allegria contagiosa: Colombia. Da lì poi sono stata portata nella patria per antonomasia dell’eleganza, della creatività, della buona cucina: Italia.

Infine, nel 2015, sono approdata nella terra definita il “nuovo sogno americano”, quella patria che da noi conosciamo come la culla del comunismo, dell’uguaglianza sociale, ma credetemi, non ci sarà espatriato obiettivo e soggettivo (sempre che non abbia venduto l’anima al diavolo rosso, come molti fanno) che non vi dirà che questa terra è più capitalista del Paese capitalista verso il quale hanno il dente avvelenato!

Perché mi trovo in difficoltà a identificarmi con un solo Paese?

Perché passo tutto il tempo parlando spagnolo, i miei amici sono latini, tutto il mio mondo è impregnato di cultura latina, ma all’ora di pensare, vestirmi, mangiare e comunicarmi con l’altra parte del mondo beh, esce il mio lato italiano, così a oggi quando mi chiedono da dove vengo, mi limito a rispondere semplicemente: italo-colombiana. Lasciando agli altri la possibilità di darmi una patria, giacché per gli uni (italiani) sono latina e basta per l’apparenza fisica, per gli altri (i latini) sono italiana per il mio comportamento.
Come sono caratterialmente? Testarda come un mulo, tenace come una tigre, fedele come un cane fragile come una farfalla e con una vena rivoluzionaria, ereditata dai padri fondatori della mia terra natia.

I miei hobby? Viaggiare, la fotografia, la danza, la lettura, il giardinaggio e la scrittura (ho tanti romanzi iniziati e lasciati in cantiere con la speranza che un domani, almeno uno di loro possa vedere la luce).

In questi lunghi sei (ormai quasi sette) anni di vita qui in Cina, non c’è stato un momento in cui non abbia pensato, riflettuto riguardo a quanto mi circondava, riguardo a ciò che vedevo e tante sono state le volte in cui ho pensato che per quanto inventino le migliori machine fotografiche, i migliori cellulari del mondo, non ci sarà mai una macchina fotografica migliore dei nostri occhi e una memoria migliore del nostro cervello, così come non ci sarà mai un registratore di emozioni migliore del nostro cuore.

Tramite gli articoli che scriverò qui, spero, quindi, di potervi far immergere per un momento in un mondo lontano dal nostro in tutti i sensi: premetto già, però, che non scriverò né per elogiare questa terra, dimostrandovi così che il nostro Paese non ha assolutamente niente da invidiare alla Cina, anzi!,  né tanto meno per denigrarla, sarei ipocrita nello sputare nel piatto in cui mangio. Vi riporterò semplicemente le riflessioni che una viaggiatrice- espatriata qualsiasi si trova a fare nel momento in cui si scontra con una realtà completamente diversa dalla propria.

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