bali

a Bali insieme

Bali: si arriva, si parte, ci si ritrova.

A Bali  si arriva, si parte e ci si ritrova e non c’è posto per la tristezza.

Dopo quasi cinque anni a Bali non ho dubbi nel confermare che la questione più spinosa di questo espatrio siano stati i contatti umani.

Quando ho deciso di espatriare sono partita felice, ma con quest’unica sofferenza nel cuore: lasciare la mia famiglia e i miei cari amici in Italia.

Nel corso di questi anni il mio paese mi è mancato ben poco, ma alla mancanza degli affetti sinceri lontani non mi sono mai completamente abituata.

Da quando sono in quest’isola, ho conosciuto tantissima gente , proveniente da ogni luogo del mondo e con mille storie diverse da raccontare, da stare ad ascoltare e farne tesoro.

Gente che arriva e che parte in un continuo scambio di volti e storie infinite.

Bali è un crocevia di gente e culture, un mix di lingue religioni e cose vissute. E’ talmente cosmopolita che potrebbe essere paragonata a grandi città come New York o Londra.

Nello stesso tempo, è solo una piccola isola di un paese lontano.

Un luogo chiuso antico e con l’anima provinciale e pettegola: le due realtà percorrono inspiegabilmente la strada in parallelo.

Infatti, in un luogo cosi piccolo e circoscritto, alla fine la gente che arriva o che vive qui da tempo  finisce per incontrarsi per ritrovarsi, e qualche volta anche per scontrarsi .

Un expat vive una vita incerta e particolare, sempre a metà tra il paese di origine e vecchie cose lasciate, e il nuovo paese e le cose trovate.

Il difficile spesso è far combaciare le due metà e unirle in un’unica moneta.

Io, oggi ma con grande fatica, sono riuscita  a unire le due parti della mia moneta e questo è accaduto integrando il vecchio al nuovo.

Grazie a quello che più mi mancava e di cui non potevo fare a meno: i contatti umani .

I miei amici arrivano ogni anno  a turno dall’Italia e mi rallegrano con la loro presenza.

Portandomi doni come se fosse sempre Natale e dividendo con me giornate indimenticabili in gioiosi viaggi esplorativi in quest’arcipelago. Questi sono i miei momenti migliori .

Il brutto è vederli partire, anche se nel corso degli anni ho imparato a soffrirne meno.

O perlomeno adesso riesco in breve tempo a colmare quel vuoto che una persona che parte lascia.

Bali con gli amici

Negli ultimi mesi ho dovuto fare un bel lavoro su me stessa, in quest’anno 2019 che era iniziato cosi bene…

Dalla scorsa primavera, infatti,  il 2019 ha iniziato a giocare spesso con me, mettendomi alla prova.

Come se fossi salita sulle montagne russe, è stato un su e giù di emozioni, dolori, gioie, soddisfazioni, perdite, vincite .

In tutto questo caos i rapporti umani hanno giocato un ruolo fondamentale.

Mi piace questa nuova vita ma devo ammettere che a Bali non sono riuscita a integrarmi completamente come avrei voluto.  Non riesco a definirlomeglio, è un senso di disagio che a volte è proprio fastidioso.

Forse, semplicemente, perché sono una donna emotiva .

Malgrado il mio innato ottimismo che alla fine mi porta sempre in salvo, tendo a complicarmi la vita: medito, penso, valuto, rimugino.

Molta gente che ho conosciuto si è rivelata opportunista e non sincera mettendomi di fronte a dubbi e perplessità che non avevo mai riscontrato prima.

Devo dire che in molti mi avevano avvisato su quanto fosse difficile per un expat essere in sintonia con altri connazionali.

Adesso, dopo quasi cinque anni, la cosa non mi sembra più tanto strana.

Sempre più spesso mi ritrovo a pensare che la scelta migliore sia essere meno espansivi verso gli altri e restare un po’ più in ombra .

In fondo, arrivare a questa consapevolezza non è stato un male e  ha aperto la strada a una nuova visione della vita.

Aprire gli occhi sul mondo è un regalo, non una punizione, e come tale lo devo prendere.

Sto sforzandomi di imparare a concentrarmi su quello che ho e non su quello che vorrei avere  o che ho perso, sugli attimi importanti e gli affetti ricambiati e non sulle giornate vuote,  o sul dare senza avere nulla in cambio.

Così facendo ho imparato ad apprezzare  ogni giorno di più i pochi amici conosciuti a Bali  e so che i momenti che passo con loro li  ricorderò per sempre.

Le nostre uscite per provare un ristorante appena aperto, un aperitivo o un caffè insieme, un week end in spiaggia spaparanzati al sole.

Risate e allegri scambi di conversazioni sulle news dell’isola che iniziano in Bahasa Indonesia passando dall’inglese e finiscono in italiano.

In molti, leggendo gli articoli sulla mia vita balinese, mi scrivono dicendo che ho regalato loro una speranza, uno spiraglio di luce in un momento buio.

Che vogliono venire a Bali per ritrovare una pace perduta .

Sono contenta di leggere questi commenti, felice che il disagiato momento che ho vissuto non abbia intaccato il mio carattere e che riesco ancora a trasmettere positività.

La mia risposta è però sempre la stessa: se è vero che un viaggio in questo paese può solo fare bene al corpo e alla mente, non penso che possa servire invece a ritrovare se stessi.

Bali è bella e rallegra il cuore: mare, yoga, relax e buon karma fanno miracoli ma, finita la vacanza, i problemi sicuramente si ripresenteranno.

E state attenti, perchè vivere qua non è come starci in vacanza .

Credete a me.

Bali mi regala anche giornate bellissime ma se non avessi vecchi e nuovi amici mi sentirei sicuramente sola e triste e non avrei  nulla, tanto meno me stessa.

 E in tal caso, quest’isola sicuramente non mi basterebbe.

4 commenti
  1. rossella lasagni
    rossella lasagni dice:

    Carissima, ho conosciuto una parte di Bali con te ma ancora manca tanto da vedere e assaporare , una bellissima esperienza che spero di poter ripetere un’altra volta nella vita. E difficile lasciare le comodità, le certezze i propri affetti ,per vivere lontano dalle nostre radici. A Bali ho respirato una aria diversa, leggera, slegata dai doveri del fare, dimostrare ,raggiungere, un aria comunque piena di vita e di gioia per le piccole cose quotidiane, che mi ha permesso di apprezzare tutto quello che ho e che do per scontato, una realtà dove il poco è tanto e il niente è il tutto, per ESSERE e non avere. Spero di rincontrarti presto su questa isola meravigliosa, un abbraccio Rossella

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  2. cinzia gallastroni
    cinzia gallastroni dice:

    ciao Rossella
    che belle le tue parole !
    tutto vero quello che hai scritto , in quest’isola tante cose risultano inutili , e dai poco peso all’essere o apparire
    ma senza le persone come te , con cui dividere momenti indimenticabili sarebbe una vita vuota e troppo solitaria

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  3. loris
    loris dice:

    Ho incidentalmente e con vivo piacere visitato il sito e letto l’ultimo articolo pubblicato.
    Ho apprezzato tantissimo la sincerità e l’onestà intellettuale che lo ha contraddistinto. L’avere ammonito che un conto è stare in un bel posto in vacanza, un altro è viverci, a mio avviso è il consiglio più sincero ed onesto che si possa dare. Ti chiedo: e se uno si organizzasse per vivere, faccio per dire, sei mesi a Bali e sei mesi a casa in Italia? Non potrebbe essere un buon compromesso? Grazie.
    Un amichevole saluto – Loris

    Rispondi
    • cinzia gallastroni
      cinzia gallastroni dice:

      ciao Loris
      Grazie per aver letto il mio articolo , l’idea di fare sei mesi a Bali e gli altri sei in Italia penso sia la soluzione migliore in assoluto , anche per apprezzare in pieno entrambi i paesi
      Cinzia

      Rispondi

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