Bali: La stagione degli aquiloni

Bali cielo e aquiloni

Bali cielo e aquiloni

A Bali la stagione degli aquiloni sta per finire.

Guardando attentamente oltre l’orizzonte, si possono già osservare le prime grosse nubi gonfie di pioggia.

Presto il vento diventerà sempre più debole, fino a divenire una brezza leggera calda e umida.

I Frangipani e i Flamboyant rosso fuoco sono già in fiore e ovunque è un trionfo di colori vivi e meravigliosi.

L’arrivo della nuova stagione calda segna anche la fine di quest’anno 2020.

Seguo con lo sguardo il grande aquilone a forma di gufo, sorrido nel vedere quanto impegno ci mette l’uomo grande e grosso, che lo fa volteggiare .

Gli aquiloni in bahasa Indonesia si chiamano layang-layang, gli indonesiani li adorano, è qualcosa a cui non sanno rinunciare, un vero e proprio sport nazionale.

Ma come in quasi tutte e cose in Indonesia, anche negli aquiloni si cela un aspetto spirituale.

Bali è nota per la sua cultura filosofica sul modo di vivere,  reincarnazione,  morte e  purificazione.

Un’isola, dove templi e luoghi sacri si trovano a ogni angolo e che conta oltre 200 feste religiose l’anno.

A Bali anche gli aquiloni giocano un ruolo d’interconnessione tra la terra e il cielo, l’uomo e Dio.

Normalmente, il colore degli aquiloni tradizionali è: rosso, bianco e nero, – vita, bontà, male, questi colori simboleggiano anche la trimurti e la manifestazione di Dio.

Ma a Bali c’è sempre spazio per la creatività e modernità, e per qualsiasi cosa riporti alla natura, quindi oltre ai soliti aquiloni ce ne sono altri di tutte le forme, la tendenza di questo 2020 è il disegno del gufo.

Il Gufo è un animale che da sempre è associato all’esoterico, spesso è interpretato come presagio di morte simbolica, importanti cambiamenti che stanno accadendo, lasciare le vecchie abitudini e portare qualcosa di nuovo nella vita.

Il Gufo; lasciare il vecchio per il nuovo !

Bali aquilone a forma di gufo

Bali aquilone a forma di gufo

Gli indonesiani vanno matti per i festival e le celebrazioni.

L’Indonesian International Kite Festival, si tiene ogni anno a luglio, è il festival di aquiloni più complesso al mondo. Dura 14 giorni, si tiene in diverse città a migliaia di chilometri di distanza, con partecipanti che arrivano dalle varie isole, in un viaggio attraverso l’arcipelago.

I festival dell’aquilone indonesiano, come molti altri festival in Asia, spesso derivano da rituali di raccolta e semina.

I grandi aquiloni balinesi a volte portano in cielo chicchi di riso, a simboleggiare il reimpianto delle risaie e il ciclo infinito di vita, morte e rigenerazione.

L’uso degli aquiloni nei secoli è stato molto vario, oltre il significato religioso e cerimoniale, l’aquilone è stato usato per segnalare  distanze,  misurare, cercare di capire i segreti dell’atmosfera, e infine dall’aquilone sono partiti gli studi per lo sviluppo dell’aereo.

L’aquilone usato come prima forma di volo artificiale e di estensione verso il cielo, sembra che i primi aquiloni siano stati progettati nell’arcipelago Indonesiano e Malese.

Nelle pitture rupestri datate 44.000 di anni fa, scoperte nell’isola del Sulawesi in Indonesia, sono raffigurati aquiloni in volo.

Anche Leonardo è partito dagli aquiloni per i suoi studi sul volo, la naturale propensione dell’uomo di elevarsi verso il cielo, di volare e di esplorare, una forma di dominio, la possibilità di guardando dall’alto.

Addio 2020

Mi sono dilungata con storie affascinanti sulla voglia di volare.

Arrivo al punto del mio articolo, la fine della stagione degli aquiloni che coincide con la fine del 2020!

Abbiamo vissuto quest’anno come sospesi, senza capire, in un totale stato di confusione mentale, è accaduto tutto all’improvviso e ci ha colto impreparati e indifesi.

Noi, gli uomini dell’era moderna, forti e invincibili, ci siamo ritrovati improvvisamente privati della libertà di viaggiare, confinati nei nostri spazi, guardinghi verso gli altri, con la bocca tappata e senza via di scampo.

Io oggi quegli aquiloni che volteggiano in cielo li ammiro e invidio, come vorrei essere lassù a volteggiare libera con loro, come vorrei essere un aquilone…

Il 2020 è stato l’anno dei cieli sgombri, con un calo globale del traffico aereo che sfiora il – 70% ma che nel traffico aereo internazionale è arrivato a toccare il – 90%.

Per fare un paragone con quella che era stata considerata la crisi peggiore degli ultimi anni, il dopo 11 settembre 2001, che aveva fatto registrare una riduzione del 12% e malgrado avesse portato un sacco di problemi e nuove regole, quella crisi si era risolta in poco tempo.

Il trasporto aereo, il settore del turismo, e tutto quello che ci gira intorno, rientrano sicuramente tra le vittime più colpite dalla crisi Covid.

Purtroppo questa crisi si è rivelata anche peggio del previsto, secondo la IATA il traffico tornerà ai livelli del 2019 non prima del 2024.

IATA stima che nel 2021 i passeggeri trasportati saranno ancora il 30 -40% in meno rispetto al periodo antecedente la pandemia, nel 2022 fino al 20% in meno, nel 2023 fino al 15%.

L’uomo e la voglia di volare

In questo lungo periodo il settore continuerà a consumare liquidità,  i posti di lavoro a rischio hanno stime catastrofiche

La crisi che ha colpito il settore del trasporto aereo è talmente grave, che le compagnie non riescono a stare a galla, malgrado molte di loro abbiano ricevuto aiuti dai governi.

  • United Airlines ha annunciato il possibile licenziamento di 36mila dipendenti.
  • La tedesca Lufthansa, stima in 22mila unità le eccedenze
  • Air France andrà a tagliare 6.560 posti con interventi anche sulla regionale Hop
  • British Airways si prepara a perdere 12.000 posti.
  • Non se la passano meglio le compagnie low-cost:
  • Easyjet prevede di licenziare 700 piloti
  • Mentre RyanAir è pronta al taglio di 3000 posti di lavoro oltre alla chiusura di alcune basi operative.
  • Infine il caso di Virgin Atlantic, che la scorsa settimana ha presentato istanza di fallimento.
  • Stessa cosa per la compagnia di bandiera tailandese, La Thai Airwais è in attesa di aiuti dal governo o il fallimento sarà inevitabile.
  • In America latina, sono molti i vettori finiti in bancarotta; Avianca, Aeromexico, Latam Airlines

La Iata sta facendo pressione chiedendo test Covid-19 negli aeroporti, eliminando le quarantene all’arrivo, quella di avere test attendibili in partenza e arrivo, potrebbe essere forse l’unica via di uscita da questa situazione, oltre a quella di avere presto un vaccino .

Chi ha provato il volo camminerà guardando il cielo perché là è stato e là vuole tornare ( Leonardo Da Vinci)

Bali io amo volare

E io, come ho vissuto quest’anno? Inizio col dire che, nel 2020, ho fatto due viaggi intercontinentali.

Il primo viaggio l’ho fatto a Febbraio, da Bali sono volata in Australia, eravamo all’inizio di questa brutta storia, che sembrava un problema limitato alla Cina.

E’ risaputo che gli Australiani sono esagerati con la dogana, quindi non avevo fatto molto caso alle varie dichiarazioni che mi avevano fatto firmare, se ero stata in Cina nei giorni antecedenti il mio viaggio.

Mi ero sentita previlegiata quando davanti alla meraviglia dei 12 apostoli e altre attrazioni mi ero trovata quasi sola, in una pace totale e non in mezzo a una folla di turisti chiassosi.

Questo beato stato di turista solitaria, era durato fino alla mia partenza da Adelaide.

Quando in aeroporto, durante il check -in, l’operatore mi aveva detto che il problema era veramente molto grave, e molte cose nel viaggiare sarebbero cambiate .

Era il 26 febbraio, ancora non sapevo che da lì a pochi giorni sarebbe veramente iniziata una nuova era…

Con i primi di Marzo tutto è rapidamente andato a rotoli, certezze, viaggi, arrivo di amici, sicurezze, sogni e progetti.

Stranamente non il mio ottimismo, che mi continuava a sussurrare che presto tutto sarebbe passato.

Dopo tutti questi mesi, mi chiedo se questo innato ottimismo che mi porto dentro, altro non sia che una corazza, una protezione per mettermi al riparo da eventi come questi.

Grazie ottimismo

Devo dire grazie proprio a questo mio ottimismo, che mi hai sempre donato una luce e un riparo, quando ho scoperto cosa sia veramente la solitudine, avere la famiglia e gli amici così lontani.

Il 2020 non ha portato solo lo spettro di un virus, l’ansia per genitori anziani confinati in casa da soli per settimane. Ci sono stati altri eventi, alcuni anche gravi, a cui avrei dovuto e voluto essere presente.

Persone che contano molto e che avevano bisogno di me, ma da cui  io ero lontana.

Ho capito cosa significa veramente vivere in un’isola dall’altro lato del mondo.

Questa vita l’ho scelta e non ho il diritto di lamentarmi,  anche a fine 2020 mi ritengo ancora molto fortunata per avere la possibilità di vivere dove e come voglio.

In questi anni non avevo mai avvertito questa enorme distanza che mi divide da tutti, la mia vita era sempre piena di amici che arrivavano a trovarmi, portando gioia, sorrisi, cibo italiano e momenti indimenticabili.

Viaggiare durante il covid, Bali – Italia

Il secondo viaggio intercontinentale è stato ad Agosto da Bali verso L’Italia.

A Bali il terminal internazionale è chiuso, quindi occorre prendere un volo nazionale fino a Jakarta, una coincidenza fino a Istanbul e ancora un altro volo fino a Milano.

Ovviamente durante questo lungo viaggio ho sempre tenuto la mascherina addosso.

Prima di partire ho dovuto fare un test covid, compilare una dichiarazione con i motivi del viaggio, da consegnare alla dogana italiana.

Arrivata in Toscana, ho denunciato il mio rientro alla sanità locale e fatto la quarantena.

In Italia, ad Agosto e Settembre ho trovato un’atmosfera abbastanza tranquilla, la gente sembrava aver scordato il problema virus.

In molti uscivano senza le mascherine, e la sera le piazze erano piene di persone che socializzavano senza problemi.

A Bali le mascherine fuori casa sono sempre state obbligatorie, cosi come ovunque sono presenti lavamani con sapone e gel disinfettante.

La sensazione è stata quella che la mia piccola e incasinata isola, fosse quasi un passo avanti ai paesi Europei.

Attenzione, non dico che a Bali la crisi sia stata affrontata nella maniera giusta e che qua tutto sia ok.

Anche su quest’isola di sbagli ce ne sono stati tanti e ce ne sono tuttora,  ero io che stupidamente mi aspettavo qualcosa in più dall’Europa.

La rimpatriata anche se quarantenata è andata molto bene, in barba al covid, la mia famiglia e amici me li sono abbracciati e coccolati tutti.

Ho sostituito il mio viaggio di Settembre; una navigazione su una Klotok per avvistare gli oranghi in Kalimantan, facendo la turista enogastronomica in Val D’orcia

Prima di ripartire per L’Indonesia ho dovuto fare un nuovo test covid, una lettera in inglese di sana costituzione. Altre dichiarazioni per la dogana indonesiana e infine ancora un’altra quarantena nella mia casa di Bali.

Io che amo viaggiare (quasi) più di qualsiasi cosa, in questa occasione mi sono sentita insicura e a disagio. Se non avessi avuto una famiglia e amici cari che dovevo/volevo assolutamente vedere, non avrei fatto questo viaggio.

“Non importa se le dimensioni cambiano, l’importante è che tu possa far volare un aquilone”.

Il 2020 sta per finire insieme alla stagione degli aquiloni, presto il vento diventerà solo un soffio di aria calda e umida…

Oggi ogni viaggiatore ha la possibilità di volare, di esplorare, di mescolarsi e integrarsi con culture diverse.

Un modo per sentirsi liberi, e dominare bonariamente il mondo .

Prima di questa crisi si dava tutto per scontato, non ci eravamo resi conto della grande fortuna di poter andare ovunque, senza avere confini e limiti.

Facciamo tesoro di questo 2020, prendiamo nota di cosa significa libertà, cerchiamo anche di non scordare quanto siamo fragili.

Non ho voglia di fare bilanci, anche se non posso dire che il 2020 sia stato solo negativo.

Mi ha regalato tempo per riflettere, meditare su tante cose,  sciogliere dubbi e incertezze che mi portavo dentro da troppo tempo.

Ho sognato ad occhi aperti, durante le mie ricerce sulle antiche culture indonesiane, rimanendo affascinata dagli usi e costumi, ho scritto tanto,  rifatto ex novo il mio sito Indonesia con Bru.

In questo 2020 che sta per finire, mi sento una Cinzia ripulita, più leggera e spensierata,  allo stesso tempo più coerente e consapevole, spero soprattutto, migliore.

Cosa mi aspetto dal nuovo anno? non riesco a darmi delle risposte, non ho intenzione di fare progetti o proponimenti per il 2021, voglio vivere alla giornata, sciolta e senza aspettarmi nulla.

Di un’unica cosa sono certa, non lascerò mai che il pessimismo si insinui in me, lo sconfiggerò alla mia maniera, ideando nuovi viaggi.

Inizio con la Tasmania …  perché la vita, i sogni,  i progetti, devono andare avanti!

Con l’augurio che sia un 2021 migliore per tutti .

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