Quel biglietto di sola andata mi avrebbe portata in Olanda

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I mulini a vento a Zaanse Schans durante una tipica grigia giornata olandese

Non sto più nella pelle. È successo davvero. Apro la porta di casa, indietreggio un poco tirando via un ciuffo di capelli caduto sugli occhi e, con espressione incredula, la richiudo lentamente alle mie spalle. Sono pronta. Questo pensai tre anni fa.

Pronta per partire di nuovo. Viaggio da sempre, presi il primo aereo all’età di sei anni e da lì in poi non ho più smesso. Però questo viaggio era diverso dagli altri perché avevo un biglietto di sola andata. Il ritorno? Ancora oggi non so quando e se comprerò mai il biglietto di ritorno.

Quel biglietto di sola andata mi avrebbe portata in Olanda.

Il mio trasferimento in Olanda forse è stato un po’ atipico: non avevo idea di come fosse l’Olanda, non c’ero mai stata prima; nessuna conoscenza linguistica, forse sapevo giusto dire ciao e grazie in olandese e nulla di più; nessun appoggio o conoscenza. A questo punto la domanda sorge spontanea: come mai sei partita? Può sembrare un cliché ma la risposta è, semplicemente, per amore.

Per un amore nato tra i banchi di scuola e che ho voluto seguire in questa terra a me sconosciuta. Senza pensarci due volte ho fatto un grande salto nel vuoto. Ho lasciato la mia bella e soleggiata Toscana, la famiglia e gli amici, per la terra dei mulini a vento e dei tulipani.

All’inizio sembrava di vivere in un sogno. Probabilmente non avevo del tutto realizzato cosa stessi facendo

Dopo le prime settimane necessarie per ambientarmi mi sono dovuta rimboccare le maniche e organizzare nuovamente la mia vita.

Ovviamente, non è stato un percorso liscio e senza intoppi. Ci sono stati molti momenti duri e difficili, come ad esempio la nostalgia dell’amata terra e delle persone care. Un’altra grande difficoltà per me è stata la lingua. Fin da subito ho iniziato a studiare l’olandese, un’impresa che sembrava quasi impossibile.

Qui in Olanda tutti parlano perfettamente l’inglese e questa può sembrare una cosa positiva ma, per me che volevo imparare l’olandese, non lo è stata. Ogni volta che tentavo di parlare in olandese le persone mi rispondevano in inglese impedendomi di mettermi alla prova. Ma è proprio in quel momento che ho dovuto stringere i denti e andare avanti, a testa alta, orgogliosa di quello che stavo facendo e costruendo.

Dopo vari colloqui e tante porte chiuse a causa del mio olandese, sono riuscita a raggiungere il livello che mi ha consentito di iniziare a lavorare e godermi a pieno la mia nuova vita.

Sono quasi tre anni che vivo qui in Olanda e posso semplicemente dire: ce l’ho fatta! La gente parla tanto e sogna ad occhi aperti ma non fa mai nulla per cambiare veramente.

Io ho stravolto la mia vita in primis per amore ma soprattutto per me stessa, per dimostrare che se desideri una cosa, con impegno e sacrificio alla fine la otterrai.

Non so cosa il futuro avrà in serbo per me, se comprerò altri biglietti di sola andata o se ne comprerò uno di ritorno, ma per adesso posso solo dire di essere felice di quello che sto facendo e di chi sono diventata.

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Tra i tulipani del Parco Keukenhof

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Ginevra è una nostra lettrice, ora diventata anche autrice per il blog, e ha voluto giocare con noi al #giocoincipit. 

Le abbiamo inviato un incipit, questo: Non sto più nella pelle. È successo davvero. Apro la porta di casa, indietreggio un poco tirando via un ciuffo di capelli caduto sugli occhi e, con espressione incredula, la richiudo lentamente alle mie spalle. Sono pronta”, e lei ha costruito la sua storia basandosi su fatti veri del suo vissuto personale e di espatrio. 

Volete giocare anche voi? Scriveteci! Riceverete il vostro incipit e la vostra storia verrà pubblicata sul blog, condivisa sulla pagina FB e nelle nostre storie IG!

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