Brasile e Svizzera: due vite a confrontobrasile-svizzera-differenze

L’Italia Brasiliana

Prima di arrivare a Zurigo, ho trascorso piu di tre anni della mia vita a São Paulo, in Brasile.

L’impatto in terra helvetica è stato quindi piuttosto forte da molti punti di vista, ma sotto altri ho incredibilmente trovato dei punti di contatto tra queste due realtà distanti tra loro quasi diecimila chilometri.

Partiamo innanzitutto dagli abitanti di questi due paesi e del loro approccio agli stranieri.

In Brasile lo straniero, il gringo, è amato e ammirato, e infatti il popolo brasiliano non stenta a dimostrare interesse, curiosità e persino affetto. Se lo straniero in questione è poi italiano, non mancherà il riferimento alle proprie origini analoghe, la maggior parte delle volte risalenti al bisavo do meu avo (il bisnonno di mio nonno).

La maggior parte dei brasiliani di origine italiana è orgogliosa delle proprie radici e si dimostra molto felice di incontrare un “italiano vero” in Brasile.

Per non parlare poi di come sono ben considerati i calabresi! La mia calabresità è sempre stata qualcosa da difendere e da allontanare dagli sterotipi negativi che, consciamente o no, negli anni ho avveritito nei suoi riguardi. Ma in Brasile, per la prima volta nella mia vita, ho visto sostituito questo stereotipo con una imagine positiva e antica, conservata con cura nella memoria dei discendenti di quegli emigrati da terra calabra quasi cento anni fa. E tra le tante altre cose, di questo affetto incondizionato per la mia terra, sarò sempre grata al popolo brasiliano.

La massiccia migrazione italiana avvenuta tra la seconda meta dell’800 e la prima meta del ‘900, ha lasciato segni molto forti nella cultura del paese.

Basti pensare che a São Paulo, capitale gastronomica dell’America Latina: qui ho mangiato una delle più buone pizze napoletane della mia vita e una carbonara all’altezza di quelle mangiate a Roma.

Un altro segno evidente del passaggio degli italiani in Brasile sono le feste religiose tradizionali, come quella di San Gennaro, molto popolare a São Paulo, dove si può gustare la famosissima “fogazza”, probabilmente una versione brasiliana della nostra focaccia.

Dopo aver vissuto per tre anni e mezzo a São Paulo, posso dire che l’Italia brasiliana (o il Brasile italiano) è affezionata e orgogliosa delle proprie origini, ma anche un po’ nostalgica, come spesso accade tra i popoli emigrati per altri mondi.

 

L’Italia Svizzera

Passiamo adesso a un’altra Italia all’estero, quella che vive e lavora nella piu vicina Svizzera.

Si tratta di una Italia molto diversa da quella celebrata in Brasile: meno romantica, più essenziale ma anche più moderna. Gli italiani in Svizzera infatti sono moltissimi e occupano ruoli e settori lavorativi variegati.

C’è chi è figlio di italiani ma è nato e cresciuto qui e continua a mantenere un forte legame e identità con la terra d’origine. Altri sono arrivati dopo gli studi, magari per una opportunità lavorativa.

Nonostante la diversa storia di emigrazione tra gli italiani in Svizzera e quelli in Brasile, anche nella vicina Svizzera gli italiani soffrono per quella distanza geografica e affettiva verso la terra d’ origine, il piu delle volte diventata ormai luogo della memoria.

 

In cosa sono diversi il popolo brasiliano e quello svizzero nella vita quotidiana?

La diversità tra i due popoli e le due culture è molto profonda, ma vi racconterò di un aspetto che colpisce particolarmente il mio quotidiano e in cui ho trovato differenze evidenti: l’approccio al lavoro e le relazioni tra colleghi.

Il modo di lavorare dei brasiliani e degli svizzeri è molto diverso: in Svizzera si inizia e si finisce di lavorare piuttosto presto, mentre in Brasile, pur iniziando presto, si finisce tardi. In Brasile, secondo uno stile simile a quello italiano, si lavora normalmente dal lunedi al venerdi full time. In Svizzera, invece, si lavora ‘a percentuali’: chi l’80%, chi il 65%, e cosi via, e queste percentuali sono normalmente molto rispettate.

Un’altra differenza fondamentale riguarda le relazioni che si creano nell’ambiente lavorativo nei due paesi.

In Brasile vita lavorativa e personale sono abbastanza sovrapposte. Durante la settimana, oltre al lavoro, si condividono momenti extralavorativi di socializzazione (aperitivi, pranzi, pause varie). In Brasile entrare in relazione gli uni con gli altri è un fatto naturale e spontaneo, che avviene in ogni contesto.

In Svizzera la costruzione dei rapporti interpersonali sul luogo di lavoro non è scontata; e anche nel caso in cui avvenga, è meno spontanea e più strutturata.  La socializzazione tra colleghi è molte volte organizzata ad hoc attraverso aperitivi e pranzi in giorni prestabiliti.

E in cosa invece si assomigliano?

Nonostante le diversità culturali evidenti tra i due popoli, ho sorprendentemente trovato una caratteristica in comune, ovvero l’approccio positivo ai bambini e in generale alla genitorialità.

In Brasile una donna incinta è rispettata e sostenuta dalla comunità e i bambini sono considerati un dono, una benedizione. Anche in Svizzera i bambini sono generalmente molto ben accolti. Infatti, qui gli spazi, le strutture e i servizi sono molto spesso pensati per famiglie; i bambini sono quindi normalmente ben accetti in diversi ristoranti, dove difficilmente mancano seggioloni e giochini per intrattenere i piu piccoli, mentre mamma e papà finiscono (piùo meno) tranquillamente il loro pasto.

Per non parlare delle varie attività e offerte culturali pensate specificatamente per i bambini (come teatro e musica) presenti in modo molto attivo sia a Zurigo che a São Paulo.

Brasile e Svizzera sono due paesi molto diversi ma entrambi dotati di una forte personalità.

In Brasile ho vissuto esperienze uniche e ho conosciuto un modo diverso modo di entrare in contatto con le persone. Ho (ri)compreso cosa significa essere in relazione vera con gli altri, con fiducia e joia, abbandonando difese personali.

In Svizzera sto imparando ad apprezzare e curare quotidianamente ciò che mi appartiene e ciò che è parte della comunità: dai beni materiali, agli spazi che si frequentano, alle relazioni umane.

Dopo queste due esperienze cosi pregnanti a livello umano e culturale e cosi profondamente diverse tra loro, ho compreso che una cultura che inizialmente ci appare diversa e difficile da comprendere potrebbe, un giorno, se davvero lo vogliamo, con forza e senza riserve, arricchire e cambiare molti aspetti della nostra vita, diventando parte di noi.

 

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