Balenando in burrasca post Covid a Barcellona

Caterina- Barcellona

Io, Caterina

  • 7 mesi dopo il primo giorno di Covid

Sono passati vari mesi da quando il Covid è entrato nella mia vita in quanto esperienza diretta, come racconto in questo articolo. Anche di quest’avventura ho voluto conservare un souvenir: una leggera tosse che continua ad essere presente.

Sul periodo che stiamo vivendo si è detto di tutto: strano, assurdo, distopico, solitario, stancante, oscuro, ansiogeno.

Chi l’avrebbe mai detto che saremmo finiti cosí? Quando ci fermiamo e riflettiamo per un momento sulla situazione, sembra irreale e incredibile che sia successo.

Leggo sempre più spesso di colleghe e amiche che hanno approfittato di questa quarantena forzata per reinventarsi e pensare a nuovi sbocchi professionali. Questa pausa, nel caso di coloro che lavorano nel turismo come me, è stata obbligatoriamente più lunga del previsto, data l’importante crisi del settore che ha portato noi lavoratori in cassa integrazione.

Molti di noi hanno messo in STOP la vita pre-Covid e sfruttato questa sosta forzata per farla diventare il principio di un’altra partenza.

Nuovi orizzoniti

  • Balenando in burrasca

La prima volta che durante i miei studi da attrice mi era stato chiesto di interpretare una poesia, avevo scelto “Gabbiani” di Vincenzo Cardarelli.

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.

La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.

E come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.

Ho sempre sentito che questa poesia mi appartenesse perché sono una persona molto irrequieta. Non riesco a stare nel momento, lotto per vivere l’anelato Qui e ora e mi sento sempre in balia degli eventi, per cui scappo nella natura alla ricerca di un po’di quiete.

Rileggendola ora provo le stesse sensazioni, però adesso sento che il timone tra le mani ce l’ho anche io. Non sempre, perché c’è ancora del lavoro da fare, ma spesso. E, soprattutto, ho fatto pace con il balenare in burrasca; anzi, mi piace.

Amo la calma e l’immensità del mare, della montagna, il loro silenzio. Ma ho capito che detesto la quiete della vita rutinaria, del solito lavoro tutti i giorni, con alcune persone (ho anche molti colleghi stimolanti e interessanti eh) che ripetono discorsi vuoti e privi di contenuto, ripetuti ciclicamente.

Non che io timbrassi il cartellino, anzi: lavoravo nello stesso posto come guida turistica, ma poi mi muovevo in hotel diversi per assistere i clienti e, appena potevo, mi impegnavo in altri hobby e attività. Però si trattava pur sempre di un terreno che conoscevo già fin troppo bene.

Quando vivevo a Milano e di professione facevo l’attrice balenavo in burrasca perché dovevo sempre trovarmi lavori nuovi: l’animazione per la festa dei bambini, le prove dello spettacolo a teatro, la serata di monologhi al bar con l’amica attrice, il cortometraggio, il recital di poesie, etc etc . Conoscevo ogni giorno persone nuove.

Era fin troppo. Spesso mi buttavo in progetti che non mi interessavano particolarmente, dannandomi per tutte le energie che ci spendevo. Anche in quel caso, troppe volte, non ero io a scegliere.

Che cosa ho capito? Che mi piacerebbe vivere una vita tra questi due estremi. Mi è risultato più chiaro ora post- Covid: ho aperto i cassetti virtuali in cui avevo riposto idee e progetti personali a cui non sapevo dare forma, e ho pensato che ci avrei voluto provare.

Ho fatto tutto da sola?

No!

Montagna- donna

  •  Donnecheemigranoallestero

Nel lontano 2015 inviai un post a Katia Terreni, la fondatrice del nostro blog, e da quel momento iniziai a scrivere come expat da Barcellona.

Da allora la community è cresciuta di numero, siamo sempre di più, e oltre ai nostri articoli abbiamo coltivato altri progetti come libri sull’espatrio, presentazioni degli stessi, una raccolta di favole per bambini, corsi di scrittura interni, corsi di SEO e WordPress, video di auguri, etc.

Delle tante donne che scrivono si è creato uno zoccolo duro di una trentina di noi che sono più presenti e partecipative. Barbara ed Emma, per esempio, mi hanno anche coinvolto nella creazione di diverse antologie di racconti.

Durante la quarantena alcune di noi si sono cimentate con le dirette Facebook: mi sono trovata a dare consigli sul come parlare in camera e formulare un discorso davanti ad un pubblico, per cui ho proposto a Katia di poter condurre un mini corso di “espressività vocale”.

Erano anni che pensavo che mi sarebbe piaciuto condividere le mie conoscenze da attrice con altre persone, affinché imparassero ad essere più espressive. Non sarebbe stato possibile senza Danila, Elisabetta, Fabiola, Katia, Chiara, Giulia, Elena, Margherita, Elisa, Maria Luisa, etc., che in gruppi di tre hanno aderito al corso con passione e mi hanno permesso di esplorare e giocare con loro.

È stata una bellissima esperienza, che non vedo l’ora di ripetere, e mi ha anche dato l’occasione di conoscere di più queste amiche virtuali di cui sapevo solo attraverso la lettura dei loro articoli.

Adesso mi piacerebbe incontrarle dal vivo in Irlanda, Francia, Mauritius, Spagna, Repubblica Ceca, Germania, etc.

A seguito dei vari live su Facebook (cliccando qui trovate il mio sulla coppia italo-spagnola), ho preso dimestichezza con i video e ho pensato di dare vita ad altri due progetti personali. Il primo era creare dei video in cui, in qualità di guida, io mostrassi e raccontassi alcuni posti curiosi di Barcellona. Il secondo era la realizzazione di video comici in cui,  come attrice, avrei impersonato le diverse tipologie di noi italiani all’estero.

E cosí ho fatto!

Se vi ho incuriosito e volete scoprire di cosa si tratta potete guardarli (e se vi piacessero, seguirmi) sul mio canale Youtube e/o su Facebook e Instagram.

Il coraggio di buttarmi e metterci la faccia me lo hanno dato anche la super “Facciomillecose” Fabiola, la “Sonopienadiidee” Paola, e “L’espertissimadimarketing” Laura, oltre a Serena che mi ha fornito molti consigli sui Social.

Come recita la frase che appare nel nostro sito di DCEE:

“Il bello delle donne è che hanno paura, ma alla fine trovano il coraggio di fare tutto.”

Favola-libro

La mia favola per il libro “Favole dal mondo expat”.

  • Il regista

Sia io che Alberto, mio marito, condividiamo l’amore per i viaggi.

Lui è un grande appassionato e profondo conoscitore della storia e del linguaggio cinematografico: quando guardiamo un film insieme spesso mi fa notare l’uso della luce, la scelta di un’inquadratura o di un piano sequenza specifico.

Ha potuto mettere in pratica le sue conoscenze per girare e montare i video dei nostri viaggi. Anno dopo anno ha perfezionato le tecniche di montaggio, imparando come migliorare la luce, il colore, l’audio, scoprendo nuovi effetti, etc.

Ora sfrutta le sue abilità per dirigermi e creare i video su Barcellona e io sono contenta che sia un’attività condivisa da entrambi.

  • Le mie amiche

Della creazione, ripresa e montaggio dei video comici sugli italiani all’estero, invece, in genere me ne occupo io.

Prima di pubblicare il primo episodio chiesi consigli e feedback sulla linea da seguire ai miei amici attori Marco e Chiara e alle mie amiche expat Alessandra e Lucrezia.

Così, grazie alla visione professionale di colleghi e all’esperienza di altre expat, ho potuto affinare il risultato finale.

parodia-italiani all'estero

  • E adesso?

Bohhhh!

La situazione del turismo qui a Barcellona è drammatica: ormai non si contano più gli hotel  e i ristoranti chiusi, le piazze vuote, i negozi di souvenirs con la saracinesca abbassata in pieno week end.

Per ora posso cercare di rimanere a galla con la cassa integrazione e migliorare competenze professionali nell’attesa che il turismo si riprenda, ma intanto posso anche continuare con i corsi di espressività vocale, altri progetti e i video, per battere nuove strade e vedere dove mi portano.

Mi voglio ricordare quello che dicevo da piccola:

Voglio essere attrice perché non mi basta una vita: ne voglio vivere tante.

Gabbiano- volo

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