canadaFinalmente, un paio di mesi fa, in British Columbia è stato lanciato il programma per i nidi e gli asili 10 dollars a day. Ovvero, 10 dollari al giorno.

In molti avete seguito un mio vecchio articolo intitolato Non è un paese per mamme (di bimbi da 0 a 5 anni). Parlavo della tremenda difficoltà di trovare un posto nella scuola d’infanzia che qui consta del solo settore privato ed ha prezzi esorbitanti. Le rette andavano ( e ancora andranno per un po’) dagli 800 ai 1200 dollari al mese a bambino. Potete immaginare cosa significava per chi aveva due o più bambini piccoli? Anticipo la risposta ad una possibile obiezione. No, gli stipendi non sono proporzionali in media.

Ci sono state tante famiglie, ne conosco personalmente alcune, che hanno speso circa 50.000 dollari per traghettare i loro due figli fino al desiderato primo anno di Kindergarten, 5 anni compiuti, primo anno di possibile scuola pubblica.
Oltre al costo, questo sregolato settore privato era anche “pericoloso”. Molte le strutture che lavoravano senza le adeguate licenze, senza personale formato, senza criteri di qualità. 

Una piaga per le giovani famiglie canadesi di questa provincia che faticavano tanto a trovare un equilibrio economico, un problema per le madri lavoratrici, una mancanza grave nella rete di sostegno sociale. Dopo anni di totale menefreghismo da parte delle autorità, finalmente è cambiato il premier ed ha inaugurato una politica molto più attenta a queste problematiche.

E’ partito dunque  il programma 10 dollars a day in via sperimentale in 53 asili e asili nido della mia città, durerà un anno e poi si dovrebbe poter applicare a tutte le scuole della provincia. In media mandare un bambino all’asilo o al nido costerà per tutti 200 dollari al mese, ovvero quattro o cinque volte meno di prima! Si prevede che questo dia anche il via all’apertura di nuove scuole d’infanzia, data l’espansione della domanda dovuta ai costi più gestibili. Questo dovrebbe anche aumentare il numero di posti disponibili accorciando le liste d’attesa.

Siamo ancora nelle primissime fasi del progetto ed il condizionale è d’obbligo ma per molte famiglie tutto questo è già realtà. “Un vero cambiamento di vita!” , “Ora posso pensare di avere un altro figlio!”, queste le prime frasi delle mie amiche qui. Ed è vero, è una piccola grande rivoluzione, pubblica e privata, che farà la differenza economica e sociale di questa provincia.
Quindi ecco la buona notizia: questo è diventato oggi un paese per mamme, anche con bimbi sotto i cinque anni.

2 commenti
  1. Alessandra
    Alessandra dice:

    Ciao Elena, ti seguo da tempo ormai e vorrei chiederti alcune cose “in privato”. Posso? Grazie e complimenti per i tuoi post
    Ale

    Rispondi

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