Il Canada che non ti aspetti: in viaggio attraverso le praterie del Saskatchewan

ragazza-strada“The land is so flat you can watch your dog run away for three days”.

Questa è la frase ironica che molti canadesi amano ripetere riferendosi alla provincia del Saskatchewan.

Il Saskatchewan infatti si trova nella regione delle grandi praterie, terre dalle dimensioni sconfinate.

In Canada le distanze hanno una connotazione ben diversa; pensate che il Saskatchewan, da solo, ha una superficie pari a due volte quella dell’Italia.

In molti amano prendersi gioco di questa provincia canadese, sicuramente meno turistica e più “provinciale” rispetto alle famose zone del Québec, British Columbia ed Ontario. L’economia qui si basa principalmente sulla produzione agricola di grano e lo sfruttamento di fonti energetiche quali potassio e petrolio.

All’inizio ho odiato profondamente la geografia delle praterie di questo luogo, prendendomi spesso gioco dei suoi abitanti che, indovinate un po’, sono estremamente orgogliosi della loro terra e delle loro origini.

Voi potete immaginare il mio shock iniziale: ritrovarmi a Saskatoon dopo aver vissuto nella splendida Vancouver, vista mare e montagne alle mie spalle! Ma soprattutto, come conciliare l’animo di una toscana nata tra le colline del Chianti con le praterie?

Noi italiani siamo da sempre abituati ad essere circondati dalle bellezze dei nostri luoghi, così antichi e pieni di storia. Nell’ultimo periodo, mi sono trovata spesso a riflettere su quanto l’estetica sia importante nella nostra cultura e quanto la sua assenza possa influire sulla nostra vita quotidiana e soprattutto… sul mio umore.

Sono dell’idea che da ogni cosa, anche quella che non ci va proprio a genio, dobbiamo scegliere di trarre qualcosa di positivo.

Che tutto capita per un motivo. Che evidentemente dovevo trascorrere una parte della mia vita anche qui. E dato che non resterò per sempre in questa provincia del Canada (Oh yes!), ho cercato di sfruttare il mio tempo a disposizione per conoscere anche questa parte del mondo.

Ho scelto di dare una possibilità a questa terra, esplorando la parte meno conosciuta, quella lontana dalle grandi città. E l’ho fatto percorrendo lunghi viaggi in auto, attraverso le infinite distanze che separano un luogo dall’altro.

E ho scoperto, con un po’ di stupore, che la bellezza è nascosta anche qui, tra la natura di questi luoghi incontaminati dove il tempo sembra essersi fermato.

Compiere un viaggio in mezzo alle praterie canadesi significa guidare per ore ed ore, su strade dritte, attraverso terre sconfinate.

Durante il tragitto si susseguono campi di grano che si estendono a perdita d’occhio, prati d’erba e le tipiche farms, le fattorie del Saskatchewan, con i granai in legno, dalla forma allungata.

Il periodo più bello è sicuramente quello della fioritura dei campi: la sensazione è quella di viaggiare all’interno di un quadro impressionista. Si possono osservare blocchi distinti di campi di colza di un giallo brillante che si contrappongono a quelli blu dei fiori di lino.

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Lungo il tragitto si possono incontrare piccole cittadine, distanti tra loro chilometri e chilometri: un insieme di graziose casette di legno tipiche canadesi e la stazione di servizio con il benzinaio ed un piccolo supermercato annesso, punto di incontro per le persone del luogo, dove si vende un po’ di tutto.

Mi stupisco ogni volta chiedendomi: come fanno le persone a vivere qui? Così isolate, soprattutto durante il lungo inverno, con la neve sei mesi all’anno e con temperature così rigide da raggiungere i -30°.

Ho avuto modo di parlare e conoscere diversi abitanti di questi luoghi e tutti, molto incuriositi dalla nostra presenza, si sono dimostrati generosi ed accoglienti. Vi è una rete di connessioni profonda, vera e genuina tra le persone. Perché la natura, qui, così selvaggia e spietata, ha costretto le persone a fare affidamento l’una sull’altra.
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La parte più bella del Saskatchewan? I cieli. Così diversi. Così infiniti.

The land of the living skies”, così è chiamato il Saskatchewan.

Spesso può capitare di sentirsi sovrastati da questo cielo perché lo spazio qui manca di punti di riferimento. Ho potuto osservare nuvole assumere forme bellissime e particolari, attraverso una prospettiva diversa, tra il rumore forte del vento sabbioso e la vista delle tempeste di pioggia all’orizzonte.

Ma soprattutto ho avuto modo di perdermi tra i colori di un cielo che sembra parlare; il momento che preferisco è il tramonto estivo, alle dieci di sera, dal colore rosa intenso.

L’attimo più emozionante è stato sicuramente la prima volta che ho visto l’aurora boreale, nel silenzio più assoluto, interrotto solo dagli scarponi che facevano scrocchiare la neve. Non ci sono aggettivi per descriverla: certe cose vanno solo viste, con i propri occhi.

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Un mito da sfatare: nel Saskatchewan non si trovano solo praterie.

In realtà non molti sanno che il territorio del Saskatchewan è ricoperto per la maggior parte dalla bellissima foresta boreale che si trova a nord della provincia.

Il mio consiglio è di prendervi del tempo per visitare un luogo magico: il Prince Albert National Park, che si trova a circa due ore a nord di Saskatoon. Da me ribattezzato “l’altro Saskatchewan”: un’immensa foresta boreale ricca di laghi, fiumi, terre incontaminate ed animali bellissimi come cervi ed alci che, incuranti delle persone, attraversano maestosi le strade all’interno del parco.

È qui che la maggior parte dei canadesi possiede le proprie “cabin”, casette di legno dai diversi colori; qui le persone trascorrono il periodo estivo, praticando attività all’aria aperta quali canoa, escursionismo, pesca ed ancora improvvisando concerti, suggestivi falò sotto le stelle e l’immancabile barbecue. I canadesi sono dei maestri in questo!

Ed è proprio qui che si trova, a mio parere, una piccola gemma del Saskatchewan: Waskesiu, paesino che si affaccia sulle sponde dell’omonimo lago Waskesiu Lake. Qui si possono trovare diversi campeggi e piccoli alberghi, ristorantini tipici e numerosi negozi di artigiani ed artisti locali. Da qui si può partire scegliendo ogni giorno un percorso diverso, approfittando della vastità del parco.

Il mio posto preferito? “Height of Land Lookout Tower”, una torre di avvistamento in legno, alta quindici metri, che si raggiunge dopo un percorso a piedi nel parco. Da qui si può godere di una magnifica vista sulla foresta boreale, sentendosi un piccolo puntino di fronte all’immensità della natura.

1 commento
  1. Dewey Litwiller
    Dewey Litwiller dice:

    What a beautiful tribute to this less appreciated province of Canada, my friend! I’m glad that Saskatchewan has “gotten under your skin.” You’ve seen some amazing parts of the province, but there are still many amazing locations yet to explore and experience. I look forward to reading more of your reflections.

    Rispondi

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