esempio di cas georgiana a Dublino

esempio di casa georgiana a Dublino

Vorrei condividere la mia, ahimè, finora drammatica esperienza nella ricerca di una casa a Dublino.

Piccola premessa: quando siamo arrivati qui, il mio fidanzato ed io, siamo stati per un anno in una casa in condivisione, poi abbiamo deciso che era giunto il momento di andare a vivere da soli e abbiamo trovato questo piccolo studio apartment, come li chiamano qui, che è praticamente una stanzetta di circa 20mq con tavolo, letto, piccola cucina e altrettanto piccolo bagno, that’s all.

Di case come questa se ne trovano a iosa, soprattutto nelle zone centrali della città, dove si susseguono file di case georgiane, una volta di proprietà di una singola famiglia e poi, a causa della forte immigrazione, suddivise, un po’ a casaccio, in tante piccole stanzette che vengono affittate a prezzi molto alti; ci aggiriamo infatti attorno agli 800-1000 euro.

Dopo un anno trascorso nella nostra casa mignon, abbiamo deciso di cercare qualcosa di più carino e un po’ più grande, una casa in cui vivere per un po’ di tempo, per stabilizzarci e nella quale lasciare la nostra impronta.

Bene, detto questo inizia la ricerca.

Per cercare casa in affitto a Dublino la via più praticata e conosciuta è un sito internet Daft.ie che racchiude tutta l’offerta immobiliare irlandese.

Dovete sapere che qui c’è una domanda altissima, ma di contro un’offerta  estremamente povera, per cui è molto difficile trovare un appartamento carino, in centro, con una stanza da letto, come lo cerchiamo noi. Ah, senza dimenticare il fattore costo dell’affitto: il minimo per una casa del genere si aggira intorno ai 1200-1300 euro. Una follia? Si, lo pensavo anch’io, ma ora mi sono tristemente rassegnata.

Inseriti i criteri di ricerca e selezionate le case che, in base alle foto e alla posizione ci interessano, si parte con il giro di chiamate alle agenzie per fissare un appuntamento, anche se in realtà molte di queste utilizzano il sistema della open viewing, cioè fissano una data e un orario nel quale tutti quelli che sono interessati possono andarle a vedere. Una volta vista la casa, se la vuoi affittare, devi obbligatoriamente fornire le referenze di lavoro, che servono per dimostrare che hai un impiego, possibilmente con un contratto permanente e full-time, e referenze del precedente padrone di casa, il landlord, che deve garantire il fatto che sei un buon inquilino e soprattutto non moroso. Dopodichè vieni inserito in una lista tra tutte le persone interessate e sperare che scelgano di dare la casa a te e, se sei così fortunato da essere scelto, puoi pagare il tuo affitto più deposito, di solito pari ad un mese d’affitto, e finalmente trasferirti nella tua nuova casa. Tutto questo processo avviene nel giro di un giorno, due al massimo. Un po’ snervante, vero?

Per il momento abbiamo visto cinque case e cancellate tutte e cinque dalla nostra lista, ma non dalla memoria, impresa quasi più difficile che trovare la casa giusta.

La prima era bellissima: spaziosa, con una cucina modernissima, una grande camera da letto, rubinetti con il miscelatore (altro grande problema dei Paesi anglosassoni), lavatrice dentro casa (ora ne abbiamo una in sharing con altre tre coppie), insomma sembrava un sogno. Unico problema, tutt’altro che da sottovalutare era che si trattava di un bunker. Non sto scherzando o esagerando: la casa era sotto il livello della strada, con una sola piccola finestra in cucina che dava su un muro. Potete immaginare come deve essere triste vivere senza la luce del sole nella propria casa, dover tenere costantemente accese le luci, estate e inverno, giorno e notte, per non parlare del freddo e dell’umidità che vivere “sottoterra” necessariamente comporta.  Nonostante questo, quando siamo usciti c’erano più di trenta persone interessate nella lista dell’agente e il giorno dopo era stata affittata.

Sulla seconda, terza e quarta non mi soffermo più di tanto, basta solamente dire che in una il bagno era diviso, cioè il water era da solo in uno sgabuzzino, mentre il lavandino e la doccia erano in un’altra stanza, per accedere alla quale era necessario attraversare cucina e camera da letto, mentre nelle altre due, a parte esserci la tanto da me odiata, moquette dappertutto, erano semplicemente fatiscenti.

Quando ormai credevo di essere io a pretendere troppo, o di essere abituata a standard troppo elevati (che poi non è che chieda più di tanto: una cucina, una camera da letto e un bagno, unito possibilmente) ecco che ho visto la quinta casa: in una bella zona, quasi economica per gli standard, quasi carina, ma…mancava il forno! Non avevo neppure mai pensato di controllare la presenza o meno del forno in una cucina prima di ieri.

Quindi, dopo queste esperienze, la ricerca continua, ma sono sicura che con calma e tanta pazienza, riusciremo a districarci in questa giungla di affitti folli e case improponibili e a trovare la nostra casa. Magari non sarà proprio quella dei nostri sogni, ma si avvicinerà molto!

2 commenti
  1. Roberta
    Roberta dice:

    Stiamo purtroppo vivendo lo stesso problema proprio ora…è un casino, soprattutto a causa del fatto che visto quando poco ci vuole perchè una casa venga affittata non puoi muoverti con mesi di anticipo perchè in ogni caso è estremamente probabile che la casa che adocchi venga affittata in poche ore, motivo per cui devi necessariamente ridurti all’ultimo momento o decidere di perdere la caparra. E’ veramente snervante!

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  2. Giulia
    Giulia dice:

    Le case credo siano un problema ancora più grande che trovare lavoro! È passato più di un anno da quando ho scritto questo articolo e la situazione non è migliorata, anzi gli affitti si sono alzati ancora di più.
    Tengo a precisare comunque che questa è la situazione che si trova a Dublino centro e sud, ma se ci si sposta un pochino fuori città, la situazione è migliore: le case sono decisamente più belle e a prezzi un po’ più accessibili. Tutto dipende da dove si lavora e quanta volontà c’è di viaggiare tutti i giorni con i mezzi o con l’auto 🙂

    Giulia

    Rispondi

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