Buon Compleanno Irlanda!

“I write it out in a verse
MacDonagh and MacBride
And Connolly and Pearse
Now and in time to be,
Wherever green is worn,
Are changed, changed utterly:
A terrible beauty is born.”

W.B.Yeats

Una delle colonne dell'Ufficio Postale nella quale è possibile vedere alcuni fori di proiettile.

Una delle colonne dell’Ufficio Postale nella quale è possibile vedere alcuni fori di proiettile.

 

 

Il 2016 è un anno speciale per l’Irlanda, da quasi due anni la mia casa.

Sono infatti trascorsi cento anni dalla nascita della terrible beauty, di cui parla il poeta irlandese e premio Nobel William Butler Yeats, ovvero la Repubblica d’Irlanda.

Dal 24 al 29 aprile 1916, milleseicento patrioti irlandesi misero in atto la cosiddetta Easter Rising (in gaelico Éirí Amach na Cásca), Rivolta di Pasqua, che ha innescato il processo che portò all’indipendenza dal Regno Unito dopo oltre ottocento anni e alla proclamazione della Repubblica.

Il centro della sanguinosa rivolta fu l’ufficio centrale delle poste a Dublino, in quella che oggi si chiama O’Connell street, ed è una delle vie più importanti della città.

Nelle colonne esterne dell’edificio, che  tuttora mantiene la sua funzione di ufficio postale, è ancora possibile vedere i fori dei proiettili che furono sparati in quei giorni dalla polizia inglese contro i rivoltosi irlandesi. Questi ultimi nonostante il loro coraggio e l’appoggio della popolazione, non ebbero una buona sorte: furono infatti sconfitti, rinchiusi nelle prigioni ed infine pubblicamente giustiziati, indignando così l’opinione pubblica e che ha portato alla proclamazione della Repubblica di Irlanda nel 1919, la quale si riprese l’antico nome gaelico Eire.

Per fare un salto indietro nel tempo e respirare l’aria di quei giorni, oggi si possono visitare le Kilmainham Gaol, ovvero le antiche prigioni di Dublino, nelle cui celle furono detenuti i ribelli che presero parte alla Rivolta. I nomi più noti sono quelli di Padraig Pearse e James Connolly, se non altro perchè diverse street e stazioni di Dublino portano il loro nome.

Oltre che dalla poesia di Yeats, la Easter Rising è ricordata anche nel film del 1970 La figlia di Ryan diretto da David Lean, nella famosissima canzone Zombie del gruppo irlandese The Cranberries e nella ballata The Foggy Dew, cantata tra gli altri anche da Sinead O’Connor.

Quest’anno l’Irlanda si prepara a celebrare orgogliosamente il suo centenario organizzando diversi eventi per commemorare i suoi eroi che sono caduti per la libertà. A marzo uscirà anche un nuovo film dedicato alla vicenda, intitolato, appunto, The Rising.

Insomma sembra proprio che non ci sia alcun dubbio sul fatto che nei prossimi mesi imparerò tante cose sulla storia di questa bellissima e, anche se non si direbbe, passionale isola che mi ospita e che mi regala tanto ogni giorno!

 

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Ufficio Centrale delle Poste a Dublino, teatro degli scontri.

P.S. Vi lascio inoltre un link in cui trovare tutti gli eventi legati alla commemorazione della Easter Rising:http://www.visitdublin.com/see-do/details/easter-rising-centenary/510660/#53.349805|-6.260310|16.

(Se pensate di visitare Dublino o l’Irlanda in generale, il 2016 è l’anno giusto 🙂

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“Casa a Dublino” per ora…o per sempre?

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Ieri il mio fidanzato mi ha fatto una proposta che mi ha lasciato perplessa.

No, non mi ha chiesto di sposarlo. La sua proposta è stata: Ma perchè non compriamo casa?

Sono andata nel panico. Ho risposto:  Ma cosa dici? Sei matto? Ci mettiamo a fare un mutuo e bla bla bla…

Ma il mio vero pensiero è stato: Ma io voglio vivere a Dublino per sempre?

Ecco, la verità è che non lo so.

Odio quando le persone mi chiedono quali siano i miei piani per il futuro, oppure se ho intenzione di vivere a Dublino a lungo. Non lo sopporto  perchè non lo so, non ho una risposta a queste domande e questo un po’ mi spaventa. L’incertezza mi fa paura,  vorrei sapere cosa fare della mia vita, vorrei avere un percorso tracciato e sicuro da percorrere, ma non ce l’ho.

Quando parenti e amici mi chiedono Come ti trovi a Dublino? La mia risposta standard è Bene, per ora va bene. Mi affretto ogni volta ad aggiungere un “per ora”, “per adesso”, non dico mai che è il posto in cui voglio vivere per sempre. Queste domande mi fanno pensare che non ho nessun piano a lungo termine, nessun progetto futuro e tutto questo mi fa sentire in qualche modo sbagliata; come se vivessi in bilico, in una condizione di precarietà.

Quando sono partita, pensavo che si sarebbe trattato solo di una piccola parentesi della mia vita, un’esperienza di breve periodo che mi sarebbe servita per crescere, conoscere un po’ di mondo,  imparare l’inglese, magari guadagnare qualche soldo e poi tornare, ma ora non lo so più.

Per questo quando mi sono sentita dire compriamo casa, sono rimasta imbambolata.

Avevo una visione romantica del futuro, ho sempre pensato che il giorno in cui avrei comprato casa sarebbe stato nel posto in cui avrei deciso di vivere per tutta la vita, dove mi sarei formata una mia famiglia, dove avrei messo le mie radici e non so se tutto questo lo voglio fare a Dublino. Non fraintendetemi, adoro questa città, questo Paese e la vita che faccio qui, ma non so ancora se casa mia sarà qui, oppure mi sta aspettando da un’altra parte.

espatrio-adesso-sempre Sicuramente le mie sono tutte paranoie inutili, so che dovrei imparare a vivere la vita giorno per giorno, ad essere grata per quello che ho adesso e magari comprarla quella casa, che tanto poi si fa sempre in tempo a cambiare idea, a ritornare a casa (quando capirò dov’è!), o a partire per nuovi orizzonti, che tanto è inutile pianificare tutto che la vita è imprevedibile.

Nel frattempo, il mio fidanzato si sta informando su come ottenere un mutuo e io cerco di trovare scuse convincenti per dissuaderlo.

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Lavoro estero: cosa si deve sapere prima

Per trovare lavoro all’estero mi piacerebbe potervi dire che esiste un sistema perfetto, che vi permetterà di trovare un lavoro strapagato, nell’azienda migliore del mondo e in pochissimo tempo (e senza fatica!), ma siccome così non è, vorrei darvi qualche consiglio, basato sulla mia personalissima esperienza che pertanto non ha e non vuole avere validità certa ed universale.

Partire dall’inizio: il CV! Dopo circa un mese passato a distribuire il mio curriculum formato europeo,  curato nei minimi particolari e corredato da una dettagliatissima cover letter, ho scoperto che agli Irish il formato europeo non piace proprio per niente: lo trovano troppo lungo e noioso e per loro, che sono abituati ad andare straight to the point, leggere il mio curriculum era una perdita di tempo. Molto meglio una paginetta nella quale sono brevemente elencati i vostri dalavoro-estero-dublinoti personali,  le vostre esperienze lavorative e titoli scolastici, se siete laureati, altrimenti potete anche saltare questa parte, un piccolo accenno alle vostre skills e stop. Vi sembrerà scarno e non esaustivamente rappresentativo del vostro bagaglio di esperienze, ma credetemi è più che sufficiente; avrete tempo di approfondire ai colloqui.

Secondo problema: come consegnare? Blavoro-estero-dublinoè questo credo dipenda molto da che lavoro state cercando. In linea di massima consiglierei di portarli a mano in bar/ ristoranti/ hotel /negozi, ma controllate anche online; molte catene di ristoranti e negozi hanno infatti un sito internet dedicato a chi cerca lavoro sul genere work with us. Il mio primo lavoro a Dublino è stato in un negozio di abbigliamento che aveva proprio un sito dedicato alle application online: queste sono molto utili e vi aprono diverse possibilità, perchè potete visualizzare tutte le posizioni aperte disponibili in vari negozi e quindi candidarvi per più mansioni e per più location contemporaneamente.

Se invece siete alla ricerca di un lavoro in un ufficio, il mio consiglio è quello di iscrivervi a più siti online dedicati possibili. I più gettonati in Irlanda sono:

http://www.irishjobs.ie 

http://www.monster.ie

http://www.jobs.ie

Spesso gli annunci sono scritti da agenzie nelle quali la descrizione del lavoro può risultare un po’ ambigua, o non è ben specificato chi sia il datore di lavoro. In parecchi casi si tratta di compagnie di fundraising o di vendita porta-a-porta. Mi è capitato più di una volta di ritrovarmi a fare un colloquio per la vendita door-to-door di contratti del gas o vendita per strada di biglietti della lotteria per finanziare la ricerca sulle malattie polmonari (?). Gli Irlandesi sono persone affabili e oneste, ma quando si tratta di soldi, tutto il mondo è paese, per cui se vedete annunci poco chiari, dubitate, e cercate sempre il nome dell’agenzia o del recruiter  su Google, scoprirete subito se si tratta di proposte serie o meno.

Infine, i colloqui! Per esperienza ho capito che al colloquio dovete dimostrare di tenere tantissimo ad quel lavoro; dovete dimostrare alla persona che vi sta facendo l’interview di essere il candidato migliore sulla faccia della Terra per svolgere quel compito e che siete sicuri che quella posizione per voi sarà un modo di migliorarvi sia dal punto di vista professionale, che personale. Poco importa il tipo di mansione che vi stanno offrendo, che sia da cameriera, commessa o manager, sicuramente vi verrà fatta la domanda: Perchè dovremmo scegliere te? Non dimenticate che in una città come Dublino, dove l’immigrazione è fortissima, per l’annuncio di un posto di lavoro vengono inviate centinaia di application, quindi, se siete stati così fortunati da essere stati scelti per un colloquio, dovrete convincerli in ogni modo di essere la persona ideale!  Guardando indietro, mi sono accorta di essermi giocata alcune possibilità per aver preso dei colloqui un po’ sottogamba, per non aver dato la giusta importanza al modo in cui rispondevo.

In alcuni casi prepararsi per un colloquio può diventare un vero e proprio lavoro. Nel mio caso, dopo aver risposto ad un annuncio online, sono stata contattata da una recruiter che via email mi ha inviato un fascicolo contente i dettagli della Compagnia, da quando è stata fondata, fino ad oggi, con tutti i vari cambiamenti di CDA, l’elenco degli anni di acquisto delle licenze per i vari Paesi in cui opera e altre mille informazioni; ho dovuto studiarlo e poi sono stata interrogata. Ad un primo colloquio generale, è poi seguito un secondo in cui sono state testate le mie capacità di scrittura, sia in italiano, sia in inglese ed, infine, una prova telefonica per accertare la mia capacità di comprensione. Fortunatamente è andata bene 🙂

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Cercare (e trovare!) lavoro a Dublino

Vorrei provare a districarmi nel complesso tema Lavoro. Credo sia un argomento che accomuna un po’ tutte noi e che, il più delle volte ci fa disperare.

Il primo lavoro a Dublino l’ho trovato dopo più di quattro mesi di affannate e disperate ricerche.

Ho macinato chilometri sotto una pioggia implacabile e un vento gelido per portare i miei cv a mano nei luoghi più svariati: hotel, ristoranti, ostelli, centri commerciali, agenzie pseudo-interinali, musei, scuole e bettole di ogni genere e dimensioni. Trovare un lavoro era diventata la cosa più importante per me, non solo per questioni meramente pratiche e di sopravvivenza, ma soprattutto personali; dovevo dimostrare a me stessa e al mondo intero (prevalentemente alla mia famiglia) che ce l’avrei fatta, che il trasferimento non era stata una stupidaggine. Tuttavia ad ogni no che incassavo, una profonda sensazione di fallimento iniziava a farsi sentire, finché il telefono ha squillato e dall’altra parte della cornetta c’era una donna, la mia futura manager, che mi diceva Sì!

cercare-trovare-lavoro-dublinoCon il senno di poi, posso dire che in realtà trovare lavoro a Dublino non è neanche così difficile se si hanno le idee chiare e se si sa dove cercare. Si può trovare lavoro nei mille ristoranti e caffetterie che costellano la città, ma solo se si ha esperienza pregressa e un buon inglese, dato che ormai anche qui la presenza di immigrati da ogni parte del mondo è molto forte e per questi cosiddetti “casual jobs” la competizione è spietata. Di contro invece è molto più semplice trovare lavoro se siete ingegneri informatici, programmatori, o se parlate più di due lingue straniere. Questo perché, complice una politica fiscale molto conveniente per le aziende, Dublino, e Cork da un po’ di tempo a questa parte, sono le capitali europee dell’IT. Tutte le principali multinazionali americane hanno la loro sede europea nell’isola di Smeraldo; tanto per citarne alcune: Google, Facebook, Twitter, Amazon, Ebay ecc… Oggi ho la fortuna di lavorare per una di queste Compagnie, in particolare nel customer service; mi occupo dunque di assistenza ai clienti italiani, ma anche inglesi, faccio traduzioni italiano-inglese, ricerche di marketing e tante altre mansioni che mi fanno crescere ogni giorno un po’ di più.

cercare-trovare-lavoro-dublinoPer trovare un lavoro nel Customer Service di una di queste aziende non servono grandissime qualifiche o esperienze in realtà. In generale vengono preferite persone che possiedono un ottimo inglese, sia orale che scritto, meglio se laureate, magari in lingue, e se hanno un qualche tipo di esperienza in ufficio o di contatto con clienti, ma c’è spazio anche per chi non ha questo bagaglio alle spalle in quanto un “full training” viene garantito dall’azienda. Dopo il superamento dei colloqui (si sono più di uno!) , ma prima di iniziare a lavorare, tutte le Compagnie forniscono un training di 2/4 settimane, nelle quali tutto ciò che bisogna fare è stare in silenzio ad ascoltare e memorizzare la valanga di informazioni che il vostro trainer vi fornirà e che dovrete mettere in pratica una volta iniziato il lavoro vero e proprio.

cercare-trovare-lavoro-dublinoUna nota negativa riguarda il fatto che dovrete mettere da parte tutta la vostra creatività. Ogni Compagnia infatti si basa su dei rigidissimi standard da seguire che vanno dal come salutare/congedare il cliente, una serie di frasi ad effetto, email precompilate. Credo che questo sia il tipico metodo di lavoro anglo-americano, che non lascia molto spazio all’immaginazione e alla fantasia, ma viene tutto scrupolosamente inquadrato in uno schema. Questo permette che tutto funzioni certo, ma non appena qualcosa si blocca, un computer che non vuole accendersi, un’email diversa…confusione totale!

A parte questo piccolo difetto, mi piace lavorare in questo ambiente. Essere circondata da persone di nazionalità diverse, che parlano lingue diverse e hanno abitudini diverse, lo trovo davvero molto stimolante, oltre che istruttivo.

Spero di non essermi dilungata troppo e di non avervi annoiato

A presto,

Un abbraccio.