STEFANIA

Yoga, yoga delle mie brame… chi è la più flessibile del reame?

Il Mercatino italiano di Hong Kong

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Ed ecoomi qui, a Sandy Bay!

Il mercatino italiano di Hong Kong è ormai un’istituzione.

Otto anni fa, quando mio marito mi ha detto che la nostra destinazione era Hong Kong mi sono subito fiondata sul computer ed ho cercato informazioni sulla citta`. Il primo sito web che ho controllato e` stato quello del Consolato ed e` li` che ho trovato i contatti dell’Associazione delle Donne Italiane (ADI in Italiano e IWA in Inglese). Allora non avevamo ancora un sito web, ma ora potete andare a dae un’occhiata a quello che facciamo: www.iwa.org.hk

Posso dire che sin dalla prima volta che ho contattato l’associazione, ho sempre avuto aiuto, informazioni, ma soprattutto e` la gentilezza, l’allegria e l’amicizia quello che colpisce di piu`!

Screen Shot 2015-12-11 at 4.25.19 pmL’Associazione delle donne italiane e` un’associazione completamente a scopi benefici e tutti i proventi delle nostre attivita` vanno in beneficenza. L’evento principale organizzato dalle Donne italiane di Hong Kong ovvero l’evento che ci permette di raccogliere i fondi necessari per la maggior parte delle attivita` benefiche che sosteniamo e` ‘Il Mercatino’ a Sandy Bay o, semplicemente, Sandy Bay per noi italiani.

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Paola Caronni, Vice-Presidente dell’ADI/IWA.

Ogni primo sabato di Dicembre, dal 1983, e` una giornata speciale per la comunita` italiana di Hong Kong e chiunque puo` partecipa ed aiuta. Come mi racconta Paola Caronni, una delle Vice – Presidenti dell’associazione: “E’ un evento che e’ stato inizialmente promosso da alcune donne italiane col supporto di parte della comunita’ italiana prima ancora che l’ADI fosse

Michela Bardotti, Presidente dell'ADI/ IWA

Michela Bardotti, Presidente dell’ADI/ IWA

fondata, nel 1996. Direi che questo evento riunisce ogni anno la comunita’ italiana e quella locale ed e’ diventato ormai di grande successo. Si raccolgono fondi ( da anni superiamo il milione di HKD) offrendo prodotti di alta qualita’ ( vestiario, abbigliamento sportivo, scarpe, giochi, borse, accessori, casalinghi, elettrodomestici, etc.), offerti per la maggior parte da societa’ italiane. Abbiamo anche l’Angolo del Buongustaio che offre deliziosi piatti sponsorizzati dai piu’ famosi ristoranti italiani e dalle nostre socie. E’ senz’altro il nostro fiore all’occhiello della nostra Associazione. In passato i proventi andavano tutti al The Duchess of Kent Children’s Hospital (nei cui giardini si organizza Il Mercatino) , ma visto che abbiamo soddisfatto le esigenze piu’ urgenti dello stesso, da qualche anno cerchiamo di diversificare, per cui circa HKD 500,000 vanno sempre all’ospedale ( dopo avere approvato i progetti che ci propongono)  e il resto agli enti che selezioniamo con cautela. Ma si lavora sempre a progetto. Ovvero, non diamo mai i soldi senza sapere dove andranno a finire e poi verifichiamo che i progetti siano stati realizzati.”

E come ogni anno anche io partecipo a Sandy Bay e cerco di aiutare preparando delle torte per l’Angolo del Buongustaio e offrendomi come volontaria per una mezza giornata (…un anno ho fatto una giornata intera e sono tornata a casa quasi trascinandomi… Tanto di cappello a chi sta li’ tutto il giorno!).

E` bello sentirsi parte di una comunita` che si unisce insieme per uno scopo!

 

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Il Mercatino

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Il Mercatino, parte dell’Angolo del Buongustaio

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Il Mercatino

 

Casa dolce casa!

Finalmente vi scrivo da casa! E` proprio vero che si apprezza di piu` quello che si ha quando non lo si ha piu`! Dopo un mese e mezzo di acqua, segatura di legno, polvere ed albergo siamo riusciti a tornare a casa nostra!

Vi avevo raccontato dell’allagamento dovuto alla rottura

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Camera degli ospiti.

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Secondo bagno.

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Soggiorno con marito che controlla i lavori ed operaio che lavora…

del tubo del bagno… Beh, le mie speranze di avere solo il parquet appena appena rovinato sono svanite quando il pavimento in camera di mio figlio ha cominciato a diventare come coperto da onde di un mare in tempesta. Ci ritrovavamo letteralmente ad andare in discesa e salita per arrivare da un lato della stanza all’altro ed alla fine il parquet si e` alzato talmente tanto che la porta non si apriva piu` ed hanno dovuto spaccarla perche` potessimo entrare.

Quando anche il pavimento della stanza degli ospiti ha cominciato a fare lo stesso e quello della mia camera ha cominicato a spaccarsi abbiamo deciso che non potevamo piu` aspettare e ci siamo messi alla ricerca di un posto dove stare per le due settimane di durata dei lavori. Le possibilità erano: un serviced apartment (residence), una casa sostituiva trovata con airbnb.com od un albergo. Delle tre possibilita` l’albergo era proprio l’ultima perche` vivere in una stanza per 2 settimane non era certo l’ideale!

Solitamente quando capitano questi problemi (e non sono causati dagli inquilini), il padrone di casa paga per il disagio e ripara il pavimento. Per questo, il padrone di casa fa, abitualmente, un’assicurazione sulla casa. Questo tipo di assicurazioni non sono molto costose e coprono veramente tutto. Nel nostro caso l’assicurazione del padrone di casa e` scaduta due settimane prima del danno e lui si e` dimenticato di rinnovarla! Con questa informazione ci ha comunicato anche che era disposto a darci solo 10000 dollari di Hong Kong per tutte le spese (circa mille Euro). Trovare un serviced apartment, con almeno una stanza da letto, per due settimane, per quella cifra e` praticamente impossibile! Tra l’altro chiamando vari serviced apartment in diverse aree della citta` abbiamo scoperto che o si affitta l’appartamento per un mese o niente e per un bilocale per un mese si spende molto di piu` dei 10000 HKD che ci dava il padrone di casa. Abbiamo allora cercato di trovare casa con airbnb.com, quel sito web in cui si puo` dare in affitto la propria casa per un determinato periodo di tempo (di solito quando si e` via in vacanza) o affittarla nel caso non si voglia andare in albergo. Anche quello non ha funzionato perche` quelle con un prezzo decente ed in un’area comoda per i nostri spostamenti non erano disponibili. Alla fine avevo il marito isterico! Abbiamo fatto i turni perche` io ero isterica subito dopo l’allagamento e poi mi sono calmata ed lui ha cominciato subito dopo di me…

Appena una ex-collega di mio marito ve` venuta a sapere dei nostri problemi , ha deciso che non poteva lasciarci nei pasticcio ed ha cominciato a cercare un posto a prezzi abbordabili. Questo e` tipico degli amici cinesi di Hong Kong, si prendono cura delle persone a cui tengono e non lascerebbero mai un amico nei guai senza almeno provare ad aiutare. In poco piu` di un giorno ci trova, per fortuna, due alberghi a costi piu` che decenti. Ed ecco che il 18 di Novembre ci trasferiamo nel Garden City Hotel di North Point.

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Il nuovo letto.

Non vi dico cosa sia stato, ogni giorno, finire di lavorare e fiondarsi a spostare i propri beni da una camera all’altra (perche` i tipi che rifacevano il pavimento avevano specificato che avrebbero spostato solo i mobili) in mezzo alla polvere ed alla segatura (perche`per poter mettere il nuovo parche` hanno dovuto prima segare e togliere via il vecchio) fino alle 10 di sera per 8 giorni! Il buono e` che ci hanno messo solo 8 giorni invece che i 14 previsti e che il 26 di Novembre eravamo di nuovo a casa! Una casa con una camera ed un bagno inagibili perche` pieni di scatole e buste, ma una casa!

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Porta nuova di misure sbagliate… appena ci portano la nuova, nuova, si riprendono questa…

Alla fine abbiamo dovuto ricomprare sia il letto matrimoniale che l’armadio enorme della camera degli ospiti distrutti dall’acqua salata (perche` in Hong Kong quasi dappertutto si usa l’acqua di mare per lo sciacquone) e dal pavimento sconnesso, ma la velocita` con cui hanno rifatto il pavimento ci ha permesso di risparmiare sull’albergo.

Se me lDSC_3633o aveste chiesto una settimana fa` vi avrei detto che le uniche cose che mi mancavano era una rivoltata al pezzo di granito tra la cucina ed il soggiorno (e si, i genialoidi me lo avevano montato al contrario e non potevo piu` chiudere la porta della cucina!) e la porta della camera di mio figlio. Adesso invece posso dirvi che sono in grado di chiudere la porta della cucina senza spaccarla e che ho una bellissima porta intonsa appoggiata al muro della camera di mio figlio… Perche` appoggiata al muro?! Ma perche` hanno sbagliato a prendere le misure e la porta nuova e` troppo grande! Adesso hanno ordinato un’altra porta nuova ( e prego che stavolta le misure siano giuste!!!) e quando verranno a portare la nuova porta nuova prenderanno anche la vecchia porta nuova e tutto dovrebbe tornare alla normalita`!

Adesso abbiamo il nostro bell’albero e le nostre decorazioni natalizie e siamo pronti a festeggiare il Natale grati per una casa pulita e funzionale!

Auguri a tutti per un Natale sereno ed uno splendido 2016!

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Scuola internazionale e programma di studio: come scegliere?

Screen Shot 2015-10-10 at 9.21.54 pmIl dilemma di tutti i genitori: “Che scuola scegliere per i nostri figli?”Poco tempo fa ho partecipato ad una conversazione su un blog che seguo su Facebook. Il gruppo si chiama “Hong Kong Moms” dove si discutono problemi, si chiedono o si danno consigli, si danno suggerimenti su cose da fare o nuovi ristoranti e tanto altro. Una ragazza italiana che vive qui come me e che, come me, ha i figli in una scuola internazionale ha iniziato una discussione con le altre mamme. I suoi figli sono piu` piccoli del mio e si chiedeva com’era il programma IB nella scuola superiore e come funziona. Tante mamme, di diverse nazionalita`, sono intervenute con consigli e informazioni, ma alla fine, anche se abbiamo continuato usando l’Inglese, e` diventata una discussione “italiana”. Lei, probabilmente tornera` in Italia, e si chiedeva cosa sarebbe successo se i figli avessero continuato con il programma IB. Non le piace il fatto che non si studi quasi niente storia, assolutamente niente geografia e che alle elementari gli autori studiati sono tutti moderni e niente Letteratura. Tutti I programmi delle scuole interazionali che ho visto io (mio figlio ha passato 7 scuole internazionali) sono piuttosto diversi dai nostri ed immagino che, se non contiamo Francia, Svizzera e Germania (che mi sembra abbiano programmi simili al nostro), anche le scuole pubbliche degli altri paesi hanno programmi diversi dal nostro.

Quando e` nato mio figlio, sapevo bene quello che volevo per la sua educazione ovvero un’educazione molto simile alla mia. Ed infatti sono anche arrivata a chiedere a mia cugina di andare a recuperare in cantina il suo sussidiario delle elementari perche` non mi piacevano i nuovi programmi scolastici e volevo i “veri” programmi della buona vecchia scuola italiana com’era, nella mia mente, la Scuola con la S maiscola!

Poi, pero,` il lasciare l’Italia mi ha cambiato un poco per volta. Il primo passo e` stato il sorgere del dubbio sulla bontà dei programmi italiani, il secondo e` stato, decisamente, lo scoprire che sono dislessica (a dire il vero lo sono sempre stata, ma, quando andavo a scuola, nessuno lo ha mai considerato importante) e che gli studenti dislessici hanno il diritto a certi aggiustamenti (che la scuola italiana ha ancora problemi a garantire) ed il terzo e` stato l’incominciare ad insegnare in una scuola dove si ha un approccio allo studio talmente diverso dal nostro, ma di cui ho imparato a capire la validita`. Nella mia scuola offriamo il programma IB per le elementary, le medie e le superiori. Il programma IB considera piu` importante il metodo di ricerca che i risultati della ricerca stessa. Ovvero e` piu` importante come arrivi alle informazioni che le informazioni. E` lo studente che e` il protagonista e non il maestro/professore, che in questo caso diventa quello che aiuta lo studente a raggiungere la conoscenza, ma non la impartisce. Ovviamente ci vogliono dei bravi maestri/professori che riescano a giudare gli studenti nella loro ricerca. Inoltre si studiano non i singoli fatti, ma gli stessi fatti in diverse epoche ed in diversi posti. Per esempio, se studi le religioni del mondo non ti basi su una sola, ma ne compari diverse ed il paragone viene impostato tra tratti in cui differiscono e tratti che hanno in comune e qualche volta estendi il pensiero e cerchi di capire quello che le due o tre religioni che hai scelto hanno in comune con te, con la tua vita e con i tuoi valori. Lo stesso per la storia, se studi la guerra, ne studi piu` di una e cerchi di capirne le strategie, cosa le ha scatenate, come sono finite e cosi` via. Certamente molto diverso da come studiamo in Italia.

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La mamma italiana che scriveva era preoccupata che la storia non fosse studiata schematicamente in ordine di tempo.

Probabilmente un bambino che deve tornare in Italia, avrebbe grossi problemi a reinserirsi se si abituasse al sistema IB perche` la nostra educazione e` incentrata sull’insegnante, si impara e si ripete tutto quello che ci insegnano e non e` necessario dare le proprie opinioni su quello che impari… almeno ai miei tempi… contradditemi se qualcosa e` cambiato.

Sono cresciuta attaccata tenacemente al metodo di studiare che avevo imparato ed a tutto quello che ho imparato, il primo perche` era la mia ancora per sopravvivere una scuola che vuole inglobare tutti, anche quelli come i dislessici che trovano difficile farsi inglobare, ed il secondo perche ` mi e` costato cosi` tanta fatica e lacrime che non volevo accettare che mi si dicesse che non era cosi` importante come avevo creduto crescendo. L’esperienza al di fuori dell’Italia e le persone incontrate mi hanno di certo cambiato. Ho restituito a mia cugina il suo sussidiario e scelgo bene quello che vorrei mio figlio imparasse. Niente grammatica italiana perche` se gli servira` se la puo` studiare da solo, un po’ di studio delle parole (sinonimi, significati e cosi` via), la storia di Roma e dell’antica Grecia, la storia del nostro Risorgimento (la leggeremo insieme sul libro di Montanelli), ma niente letteratura… a meno che non si consideri Guareschi come Letteratura… Dante ed i Promessi Sposi solo se ne ha voglia lui… Tanto a scuola fanno Shakespeare e vale come Letteratura.

Magari un Curriculum inglese sarebbe piu` in linea con il nostro, ma per me ormai non sarebbe piu` la scelta migliore. E voi che scelte avete fatto? Come vi trovate con le scuole dei vostri figli?

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Hong Kong – Diario di una lunga giornata

Acqua, acqua ed ancora acqua!

Sono appena tornata dopo aver portato i nostri bambini giù per riconsegnarli ai genitori e do` un’occhiata al cellulare. Ci sono tre chiamate perse… E` un numero che non conosco ed ho una riunione in pochi minuti…”Se hanno bisogno richiamano” ho pensato.

Ed appunto…

Durante la riunione ricevo la quarta chiamata. L’azienda di servizi che si occupa del nostro condominio mi informa che esce acqua dalla mia porta d’ingresso e mi chiedono di tornare a casa il prima possibile. Io lavoro ad 1 ora e mezza con i mezzi da dove vivo e se l’acqua esce gia` dalla porta, magari e` meglio pensare alla soluzione migliore… Mio marito!!!

Lui lavora a 10 minuti di taxi da casa e può essere li` in un battibaleno!

Quando, dopo l’ennesimo squillo, risponde: “Cos’hai combinato a casa?!” rimane, ovviamente, un attimo interdetto… eh si, perché chi e` l’ultimo che e` uscito di casa stamattina?!?!?

Alla fine della telefonata, sta già correndo a casa e gli aggiornamenti cominciano ad arrivarmi durante la riunione (tanto non sarei riuscita a concentrarmi ugualmente): il danno e` stato causato da un tubo che si e` rotto nel secondo bagno, il servizio di portineria ha una macchina che aspira l’acqua, in una mezz’ora l’appartamento e` ritornato normale (beh, diciamo senza più acqua dappertutto).

Finita la riunione e` il mio turno di sorvegliare i bambini dell’asilo durante la ricreazione. Mentre controllo il perimetro (ed i bambini presenti) con occhi d’aquila ricevo un messaggio. Ovviamente non lo leggo perché: uno, la mia preside non gradisce l’uso dei cellulari quando siamo di sorveglianza e due, la ricreazione sta finendo e nei prossimi cinque minuti dobbiamo essere sicuri che i bambini abbiano recuperato la loro bottiglia dell’acqua e siano in fila pronti per tornare in classe.

Ovviamente penso: “Visto che l’acqua è stata asciugata non ci può essere niente altro di cosi` urgente…”

Ed altrettanto ovviamente mi sono sbagliata! Mio marito, considerando che non rispondevo al messaggio, mi chiama e mi dice che ha chiamato l’ambulanza per andare all’ospedale! “Oh, cavolo!”

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I due mobili causa della corsa in ospedale.

La mia dolce meta` aveva deciso che, visto che tutte le prolunghe erano saltate a causa dell’acqua, la cosa più saggia che poteva fare era spostare da solo il mobilone della televisione (che oltre alla televisione ha anche tanti, ma tanti libri). Il problema e` sorto quando il suo piede e` scivolato sul pavimento ancora umido ed e` andato a sbattere contro il mobiletto a vetri li` vicino. L’urto e` stato talmente forte che l’osso del mignolino gli e` uscito dall’articolazione lacerando la pelle.

Per fortuna avevo già parlato con il mio capo e con le college, spiegando il problema dell’allagamento e dicendo che volevo tornare a casa, quindi, appena ho restituito i bambini ai loro insegnanti, sono andata a prendere le mie cose (compreso il computer perché, ingenuamente, pensavo di poter fare un po’ di lavoro da casa) e sono partita alla volta di casa prima (per lasciare la borsa che porto a scuola ed il computer) e dell’ospedale subito dopo.

Due ore dopo aver parlato al telefono con mio marito ero sinceramente convinta che sarei arrivata giusto in tempo per sentire le raccomandazioni del medico e riaccompagnarlo a casa. Purtroppo la realtà era molto diversa!

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Il mignolino dislocato.

Quando sono arrivata gli avevano appena fatto la radiografia ed avevano scoperto che il dito era solo dislocate e non rotto e perciò il suo caso era stato classificato come semi-urgente. Questa classificazione ha fatto si che i casi urgenti passassero tutti prima di noi. Alle sette di sera lo avevano anestetizzato localmente, gli avevano rimesso a posto il dito, gli avevano dato 4 punti di sutura e gli avevano rifatto la radiografia per vedere se glielo avevano rimesso a posto bene. Alle otto ormai eravamo entrambi alla frutta, ma ancora ancora li` ad aspettare che ci dessero il permesso di andare.

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Nella camera di mio figlio ci sono come delle onde di parquet ed una parte della scaletta del letto non tocca piu` il pavimento.

Alle 8:30, dopo che, con faccia davvero disperata, gli avevo fatto notare che il giorno dopo io sarei dovuta andare al lavoro e che insegnavo a bambini di 3 anni (!), ci hanno lasciato andare con un certificato per i giorni di malattia e con tutte le medicine necessarie.

La settimana e` continuata con spostamenti di mobili per asciugare l’acqua rimasta imbrigliata, cambi di prolunghe, cambi di caricatori (tutti i caricatori dei computer, del tablet e della stampante erano bruciati perché attaccati alla corrente quando e` successo il guaio), lavatrici per lavare cuscini e coperte e cosi` via.

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La camera di mio figlio ormai non si apre quasi piu`.

Vorrei sottolineare che questa volta mio marito e` andato ad un’ospedale pubblico, il Queen Mary Hospital (che e` considerate ilmigliore della città) perché l’ambulanza lo ha portato li` e nonostante quello che avevo detto prima (ovvero che si parlava poco inglese negli ospedali pubblici), tutti i dottori con cui abbiamo avuto a che fare parlavano Inglese, ma non tutte le infermiere. C’e` da aggiungere che questo e` anche l’ospedale legato alla Facoltà di Medicina e quindi un caso a se`. Inoltre per il viaggio in ambulanza e per tutte le cure comprese le medicine e le radiografie abbiamo pagato 100 dollari di Hong Kong che ora al cambio e poco meno di 12 Euro. C’e` una bella differenza tra il servizio pubblico e quello privato, ma la differenza sta anche nell’attesa perché mio marito e` rimasto in ospedale per 7 ore!
Nonostante tutto siamo stati fortunati: il dito di mio marito era solo dislocato ed anche se dolorante può mettere le scarpe grosse quando deve andare in cantiere (cosa utile visto che lavora nel campo dell’edilizia), tutte le mie foto, che tengo da quando sono ragazzina, si sono salvate, i vestiti buoni si sono salvati e siamo riusciti a sostituire tutto quello che si e` rotto, il bagno e` stato rimesso a posto ed addebitato al padrone di casa che ha già pagato (qui purtroppo il padrone di casa non è tenuto a pagare i nostri danni) ed ora tutto è di nuovo a posto… tranne il parquet che è ormai ad onde e, per quello, questo sabato il padrone di casa viene con un’esperto per decidere cosa fare.

 

 

 

 

 

 

Il Mid Autumn Festival di Hong Kong

Ed eccoci di nuovo in quel periodo dell’anno che io aspetto sempre con impazienza, il Mid Autumn Festival. Cos’ha che fare con me questa celebrazione? Semplice! Di solito dopo il Mid Autumn Festval la temperature scende! Ovviamente non scende immediatamente (ci mette circa una settimana), ma finalmente smettiamo di sudare! Da meta` Maggio fino alla fine di Settembre la temperature sale talmente tanto che si suda anche solo a respirare. I mesi estivi sono certamente i peggiori e l’aria condizionata la fa da padrona.

L’autunno di Hong Kong e` la stagione migliore, il sole brilla per la maggior parte del tempo e le temperature sono calde, ma senza afa (si indossano ancora i vestiti con le maniche corte). La data di questa festa, come quella del Capodanno Cinese, cambia ogni anno perchè è calcolata con il calendario lunare (come la nostra Pasqua) ed e` una festa legata alla Luna.

Ma non e` solo la fine dell’afa che mi piace di questa festa.

Ci sono molte leggende legate al Mid Autumn Festival, ma quella di Chang E, la dea della Luna e` quella più popolare.

La storia vuole che all’inizio dei tempi esistessero 10 soli, la temperature era molto alta e le persone soffrivano per il calore. L’eroe Hou Yi con arco e frecce distrugge 9 soli e cosi` rimane solo il sole che conosciamo noi. Quest’eroe sposa la bella e buona Chang E. Un giorno la regina del Paradiso dona al nostro eroe una pozione che lo può far diventare un Dio. Ma l’eroe, siccome non vuole diventare immortale senza la moglie, decide di affidare la pozione Chang E. Il cattivone di turno, un certo Peng Meng vede tutto e, appena il marito esce di casa, va da Chang E per avere l’elisir. Lei, per non consegnarglielo, lo beve. Immediatamente la donna vola attraverso la finestra, verso il cielo, e si ferma sulla luna perché è il posto più vicino alla Terra e lei vuole restare il più vicino possibile al marito. Quando l’eroe torna a casa è devastato dalla perdita dell’amata. La notte urla il nome della moglie ed il viso della moglie appare sulla superficie della Luna. L’uomo offre cibo alla moglie su un altare e, da allora, è diventato costume fare sacrifici di cibo alla Dea della Luna.

Il cibo che si mangia e si regala in questo periodo e` il pomelo (una specie di arancio/ pompelmo molto grande… che io trovo buonissimo, ma che e` una scocciatura pulire) e, ovviamente, la moon cake (la torta della Luna).
La moon cake originale ha dentro una pasta di loto e quelle che costano di più hanno anche un tuorlo d’uovo in mezzo. Ora ci sono tutte le nuove versioni di questa tortina tra cui anche quelle gelato che sono piuttosto buone!

Un’altra tradizione sono le lanterne. Lanterne di tutti i tipi, di tutte le dimensioni e di tutti i formati. Lanterne di plastica con la lucina dentro, lanterne di carta, lanterne a forma di ninfea, a forma di fiore, a forma di coniglio, di pesce, di drago e tante altre. Per due o tre giorni, Victoria Park si riempe di lanterne e luci di tutti i tipi. Ci si va’ quando la Luna la fa da padrona nel cielo e tutte le lanterne vengono accese.
Vi lascio con l’immagine di questo grande parco verde nel mezzo della città ,di tutti i grattacieli intorno, e` notte e la notte e` illuminata dalle luci delle lanterne, le luci della città e quelle del palco dove ci sono spettacoli musicali per tutta la notte… Il passato e la tradizione che si sposano con il presente, una delle caratteristiche di Hong Kong!


 

 

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Expat ad Hong Kong, oggi insegno ad un bambino autistico

Ad Hong Kong mi avevano avvertito – ed avvertito chiaramente più volte – ma io mi ci sono ugualmente buttata a capofitto ed ora il mio naso cola, la mia gola è in fiamme e sto prendendo il Fluifort perché sento il catarro che mi blocca i bronchi. E tutto questo solo per essere stata 8 miseri giorni in contatto con i piccoli untori!!! Come mi ritroverò tra un mese?!
L’anno scorso facevo l’insegnante di supporto in una delle quinte e verso meta` anno, quando diamo la preferenza di dove vorremmo lavorare nell’anno a venire, io, sicura di me, ho detto in: “EC”, ossia Early Childhood che va dai tre anni -scuola materna- ai sei anni  -prima elementare- Come dicevo, le mie colleghe mi avevano detto che in “EC” ci si ammala facilmente perché` i bambini, oltre che avere fissi il naso che cola, hanno dei germi che sono molto più resistenti degli altri! Non ridete! Vi assicuro che e` così! I germi dei bambini di quinta sono diversi! Si possono combattere con i rimedi tradizionali di tipo INEDITA STEFANIA HK SELFIEchimico e/o di tipo naturale, ma quelli dei bambini di tre anni… NO!!!

Quando ho detto a mia madre che avrei lavorato con bambini di 3 anni , mi ha chiesto che bisogno di supporto potessero avere dei bambini così piccoli. In quarta ed in quinta, le due classi dove ho lavorato negli ultimi due anni , il  supporto è di tipo accademico e sociale, ma non si punta più di tanto sul comportamento perché quello dovrebbe essere già stato in maggior parte risolto negli anni precedenti. Nelle classi dove di accademico si fa praticamente poco o niente si interviene invece sul sociale e sul comportamento. I bambini imparano a stare in classe, a seguire la routine quotidiana, a giocare con gli altri bambini e a passare da un’attivita` all’altra. Il bambino cui sono stata assegnata come insegnante, per esempio, ha problemi a passare da un’attività all’altra, quello che qui chiamiamo transitioning. Siamo una scuola che punta sull’inclusione quasi totale, nel senso che si cerca di avere tutti i bambini inseriti in una classe normale. Quando non teniamo il bambino in classe lo facciamo nel suo interesse, pensando che sia più utile per lui/lei. Ad esempio: se si capisce che lo studente impara meglio in un ambiente silenzioso “uno a uno”, allora lo si porta in una camera a parte, lontana da distrazioni,  per fargli capire bene i concetti basilari, allo stesso modo ci comportiamo  se lo studente  ha bisogno di un attimo di calma così come  se dovesse  invece avere bisogno di un po’ di movimento.
Alla maternal il bambino con cui lavoro è autistico ed in questi 8 giorni, noi stiamo studiando lui e lui sta studiando noi. Siamo tre insegnanti con 18 bambini (18 bambini nella materna e 22 in tutte le altre classi delle elementari) ed ogni insegnante della classe si occupa di tutti i bambini, quindi, se una mia collega sta con il bambino di cui mi occupo io, io bado ad un’altro gruppo e così via. Questo perché il bambino non si deve sentire un caso speciale, ma deve essere quanto più` integrato nella classe. Inoltre abbiamo anche una terapista del linguaggio Speech therapist, una Occupational Therapist ed una psicologa.
Stiamo cominciando a buttare giù` un piano di lavoro e una social story (una specie di fumetto fatto con un programma speciale dove inseriamo le foto dello studente  ed i messaggi che vogliamo trasmettergli cosi da farglielo sembrare un raccontino) per aiutarlo ad integrarsi il meglio possibile nella sua classe e per prepararlo al lavoro accademico che richiederanno gli anni futuri. Volevo fare questa nuova esperienza (non ho mai lavorato con bambini così piccoli) e ne sono proprio contenta… tranne quando li dobbiamo portare tutti in fila da una parte all’altra della scuola o sulle scale. La fila è un incubo perché ogni insegnante dovrebbe avere  10 mani  e pensate che siamo un minimo di 3 adulti per 18 bambini. Il primo giorno che li abbiamo portati giù` per mandarli a casa me ne sono persa uno! Per fortuna che  il “bambino perso” fu agguantato da una collega, perchè  io non me ne ero accorta finché lei non me lo ha comunicato!  Adesso li conto sempre a più riprese…

Nelle foto mi vedete con gli insegnanti della mia classe (include sia gli insegnanti di Musica, Arte ecc… che le terapiste), e con due dei bimbi della classe…