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Mina Vagante

“Sono una mina vagante”
Questa è la frase che meglio mi rappresenta in questo momento della mia vita.
Ero a Tokyo quando ho deciso di prendere un aereo di solo andata per Melbourne, Australia.
Arrivo qui tre mesi fa, pronta per realizzare il mio sogno.
Credo che la bellezza dei sogni sia la rara possibilità di poterli vivere.
Eccomi qui a vivere la realtà del mio.
Questi mesi sono stati ricchi di vita, di libertà, di attimi lunghi e momenti unici.
Perché ho scelto questa  città? Per puro caso! Non l’ho scelta in realtà: mi ci sono trovata. Devo dire che non è stato amore a prima vista ma sto imparando ad amarla. Il clima è terribile, i venti caldi provenienti dal deserto australiano si incontrano con le correnti fredde provenienti dal sud creando un instabilità unica. Quattro stagioni in un giorno!
Il movimento delle nuvole è cosi veloce che ti affascina.
Le nuvole sono sempre presenti, mi fanno compagnia ormai.

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Melbourne è una città misteriosa, ricca di locali nascosti e dove il tempo sembra si sia fermato ai nostri anni sessanta. Si trovano ancora negozi di barbieri magari gestiti da un signorotto greco o italiano che parlano solo il dialetto e un inglese dall’accento forte.
Ho ricominciato da zero, per cui nuova vita, nuovi amici e nuovi modi di mangiare e relazionarsi.
Mi sono trovata a fare i paragoni con il Giappone  più che con l’Italia, ormai molto  lontana.
Un nuovo mondo! Nulla è uguale alla realtà che ho vissuto fino a pochi mesi fa. Non esistono più tutti quei perfetti rituali che caratterizzano la vita quotidiana in Giappone.
mina-vaganteLa persone fanno ritardo, parlano al telefono sui mezzi di trasporto, ridono e parlano ad alta voce nei ristoranti .
Tokyo, con i suoi milioni di abitanti, riesce ad essere estremamente silenziosa.
L’ impatto è stato forte, mai mi scorderò il mio arrivo in aeroporto! Non c’erano più i giapponesi, non potevo più comunicare in giapponese, mi sono sentita lost in translation  ma in senso  contrario. Nuova lingua, e non parlo dell’inglese ma dell australiano. Un dialetto! Stare qui è strano così  come allo stesso tempo naturale.
A volte mi domando: ma come ci sono finita qui alla fine del mondo, dall’altra parte del globo?
Poi però mi guardo intorno e capisco subito che ho fatto la scelta giusta. Quindi mi godo il mio tempo, il cielo immenso che mi sovrasta, la musica live ovunque in questa città dalla personalità europea e sopratutto la libertà che l’Australia mi sta insegnando a vivere.