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Scuola internazionale e programma di studio: come scegliere?

Screen Shot 2015-10-10 at 9.21.54 pmIl dilemma di tutti i genitori: “Che scuola scegliere per i nostri figli?”Poco tempo fa ho partecipato ad una conversazione su un blog che seguo su Facebook. Il gruppo si chiama “Hong Kong Moms” dove si discutono problemi, si chiedono o si danno consigli, si danno suggerimenti su cose da fare o nuovi ristoranti e tanto altro. Una ragazza italiana che vive qui come me e che, come me, ha i figli in una scuola internazionale ha iniziato una discussione con le altre mamme. I suoi figli sono piu` piccoli del mio e si chiedeva com’era il programma IB nella scuola superiore e come funziona. Tante mamme, di diverse nazionalita`, sono intervenute con consigli e informazioni, ma alla fine, anche se abbiamo continuato usando l’Inglese, e` diventata una discussione “italiana”. Lei, probabilmente tornera` in Italia, e si chiedeva cosa sarebbe successo se i figli avessero continuato con il programma IB. Non le piace il fatto che non si studi quasi niente storia, assolutamente niente geografia e che alle elementari gli autori studiati sono tutti moderni e niente Letteratura. Tutti I programmi delle scuole interazionali che ho visto io (mio figlio ha passato 7 scuole internazionali) sono piuttosto diversi dai nostri ed immagino che, se non contiamo Francia, Svizzera e Germania (che mi sembra abbiano programmi simili al nostro), anche le scuole pubbliche degli altri paesi hanno programmi diversi dal nostro.

Quando e` nato mio figlio, sapevo bene quello che volevo per la sua educazione ovvero un’educazione molto simile alla mia. Ed infatti sono anche arrivata a chiedere a mia cugina di andare a recuperare in cantina il suo sussidiario delle elementari perche` non mi piacevano i nuovi programmi scolastici e volevo i “veri” programmi della buona vecchia scuola italiana com’era, nella mia mente, la Scuola con la S maiscola!

Poi, pero,` il lasciare l’Italia mi ha cambiato un poco per volta. Il primo passo e` stato il sorgere del dubbio sulla bontà dei programmi italiani, il secondo e` stato, decisamente, lo scoprire che sono dislessica (a dire il vero lo sono sempre stata, ma, quando andavo a scuola, nessuno lo ha mai considerato importante) e che gli studenti dislessici hanno il diritto a certi aggiustamenti (che la scuola italiana ha ancora problemi a garantire) ed il terzo e` stato l’incominciare ad insegnare in una scuola dove si ha un approccio allo studio talmente diverso dal nostro, ma di cui ho imparato a capire la validita`. Nella mia scuola offriamo il programma IB per le elementary, le medie e le superiori. Il programma IB considera piu` importante il metodo di ricerca che i risultati della ricerca stessa. Ovvero e` piu` importante come arrivi alle informazioni che le informazioni. E` lo studente che e` il protagonista e non il maestro/professore, che in questo caso diventa quello che aiuta lo studente a raggiungere la conoscenza, ma non la impartisce. Ovviamente ci vogliono dei bravi maestri/professori che riescano a giudare gli studenti nella loro ricerca. Inoltre si studiano non i singoli fatti, ma gli stessi fatti in diverse epoche ed in diversi posti. Per esempio, se studi le religioni del mondo non ti basi su una sola, ma ne compari diverse ed il paragone viene impostato tra tratti in cui differiscono e tratti che hanno in comune e qualche volta estendi il pensiero e cerchi di capire quello che le due o tre religioni che hai scelto hanno in comune con te, con la tua vita e con i tuoi valori. Lo stesso per la storia, se studi la guerra, ne studi piu` di una e cerchi di capirne le strategie, cosa le ha scatenate, come sono finite e cosi` via. Certamente molto diverso da come studiamo in Italia.

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La mamma italiana che scriveva era preoccupata che la storia non fosse studiata schematicamente in ordine di tempo.

Probabilmente un bambino che deve tornare in Italia, avrebbe grossi problemi a reinserirsi se si abituasse al sistema IB perche` la nostra educazione e` incentrata sull’insegnante, si impara e si ripete tutto quello che ci insegnano e non e` necessario dare le proprie opinioni su quello che impari… almeno ai miei tempi… contradditemi se qualcosa e` cambiato.

Sono cresciuta attaccata tenacemente al metodo di studiare che avevo imparato ed a tutto quello che ho imparato, il primo perche` era la mia ancora per sopravvivere una scuola che vuole inglobare tutti, anche quelli come i dislessici che trovano difficile farsi inglobare, ed il secondo perche ` mi e` costato cosi` tanta fatica e lacrime che non volevo accettare che mi si dicesse che non era cosi` importante come avevo creduto crescendo. L’esperienza al di fuori dell’Italia e le persone incontrate mi hanno di certo cambiato. Ho restituito a mia cugina il suo sussidiario e scelgo bene quello che vorrei mio figlio imparasse. Niente grammatica italiana perche` se gli servira` se la puo` studiare da solo, un po’ di studio delle parole (sinonimi, significati e cosi` via), la storia di Roma e dell’antica Grecia, la storia del nostro Risorgimento (la leggeremo insieme sul libro di Montanelli), ma niente letteratura… a meno che non si consideri Guareschi come Letteratura… Dante ed i Promessi Sposi solo se ne ha voglia lui… Tanto a scuola fanno Shakespeare e vale come Letteratura.

Magari un Curriculum inglese sarebbe piu` in linea con il nostro, ma per me ormai non sarebbe piu` la scelta migliore. E voi che scelte avete fatto? Come vi trovate con le scuole dei vostri figli?

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Film Festival: cosa c’è dietro le quinte!

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Dublino e la scuola “Educate Together”

E’ trascorso un po’ di tempo dall’ultima volta che ho scritto per Donne Che Emigrano all’Estero e sembra che oggi  sia arrivato il momento per tornare a farlo. Per prima cosa, voglio dire che sono contenta di fare parte di questo gruppo, e di poter condividere con voi le mie storie, su questo nuovo portale.

Dunque, tempo fa, avevo sollevato i miei dubbi rispetto alla scuola cattolica che frequenta mia figlia. Vi avevo detto anche che ne apprezzavo alcuni aspetti, tra cui, la divisa scolastica, la qualità di comunicazione tra genitori e la scuola,irlanda, expatmaestra,  e la struttura delle lezioni in classe.

Quello che però faccio fatica a condividere appieno, è che la scuola cattolica costringa i maschietti a separarsi dalle femminucce già a partire dalla Firts Class (prima elementare). Infatti i maschietti, dopo un iniziale percorso scolastico in cui si trovano insieme alle femminucce (solitamente durante i primi due anni del Junior e Senior Infants), vengono mandati nelle scuole maschili, e la  scuola d’ origine diventa così esclusivamente femminile.

Ora, durante tutto questo periodo ho pensato a lungo a quello che dovevo fare rispetto al cambio della scuola, perché non ho proprio alcuna intenzione di fare vivere a mia figlia questa completa e costante assenza maschile dalla sua vita! Ho parlato con lei, rispetto alla possibilità di una nuova scuola e sono riuscita così a mettere il suo nome nella lista per la scuola multidenominational.

Questo tipo di scuole, dovete sapere, sono gestite da gruppi di genitori, e sono state fondate negli ultimi anni per creare un’ alternativa all’istituzione scolastica cattolica.

In Irlanda esiste un organismo che incorpora tutte queste scuole che va sotto il nome di Educate TogetherLa notizia che oggi riporto con estremo piacere, è che mi hanno confermato che Asia è prima nella graduatoria del prossimo anno, questo significa, che comincerà a frequentare la scuola Educate Together da settembre 2016. La cosa ancora più incredibile è che lei sembra esserne entusiasta. Le hodetto che farà nuove amicizie e che non dovrà più mettersi la divisa scolastica (quest’ ultimo punto credo l’ abbia convinta maggiormente).

Nel frattempo, continua ad andare a scuola insieme ai compagni degli scorsi anni. A quanto pare, la preside della scuola, ha deciso di estendere ancora un altro anno per i maschietti, per cui, per questo anno godranno ancora della reciproca compagnia.

Io non potevo essere più felice di così. Asia, invece, continua il suo percorso scolastico, camminando con le amichette di sempre ed aspettando di iniziare presto una nuova avventura!

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Tatiana: destinazione Oslo, Norvegia

La prima volta che sono venuta ad Oslo a vivere era nel 1998: tenete a mente che era l’epoca pre-internet, pre-mail e  pre-cellulari.

oslo-norvegia-expatIl mio primo, importantissimo, lavoro me lo sono trovato mandando da casa mia, a Novara, uno striminzito CV a tutti gli alberghi della città. A ripensarci oggi mi viene da ridere: sapete come ho trovato gli indirizzi? Adesso ve lo dico: mio padre aveva in dotazione dalla ditta dove lavorava una carta di credito della Diners che gli avevano dato assieme ad un libricino con gli indirizzi dove accettavano la carta – e dove poteva avere delle agevolazioni- Fu in quel libricino che trovai  i nomi delle strutture alberghiere della Norvegia. Dopo l’invio del mio CV fui  contattata per telefono da quello che divenne poi  il mio capo, e che mi domandò durante il colloquio  se avremmo potuto vederci la settimana successive. Io gli risposi di sì, chiedendo solo che mi  desse  il tempo di comprare il biglietto dell’aereo.

E così fu: zaino in spalla, una valigia, e sono partita per il Nord.

Alla fine del colloquio, il futuro capo mi domanda: “cosa farai se io non ti assumo?” Non ricordo la mia risposta, ma credo che si mise  una mano sulla coscienza e mi firmò un contratto di lavoro.

Quell’anno, gli italiani registrati all’Aire in Norvegia erano 500. Oggi,  sono 4800 quelli registrati, ma
forse sono  il doppio se si calcolano anche quelli che ancora non sono iscritti all’albo dei residenti all’estero. Le cose adesso sono molto cambiate rispetto al 2008: le difficoltà  nel trovare un lavoro –  anche qui, in quello che tutti pensano sia il paese dove si diventa ricchi da subito e senza sforzo – sono sempre piu’ in aumento. Quello che fa la differenza è  la conoscenza della lingua norvegese. E’ vero che praticamente tutti parlano inglese ad un ottimo livello, ma non in tutti gli ambiti lavorativi basta l’inglese per essere assunti. Io sono cresciuta con mia madre  in Italia, che mi ha parlato sempre e solo in norvegese, e le ho sempre risposto solo in italiano, ma adesso, ovviamente, la ringrazio per essere stata lungimirante, sapeva che prima o poi mi sarebbe servito. Nonostante ciò ho impiegato un anno, tra un lavoretto extra e l’altro, per trovare qualcosa di definitivo. So che adesso la strada è in discesa , o perlomeno in pianura. Su internet faccio parte di un gruppo formato da italiani, alcuni si trovano  qui da tre mesi, altri da 20 anni, e scriviamo di cose che possono interessare chi ha intenzione di trasferirsi qui o anche solo per chi è un amante della Norvegia a livello turistico.Tutti i giorni riceviamo messaggiOslo fiordo casetta banca  di persone che dall’Italia vogliono tentare di venire al Nord per cercare lavoro, e  a tutti diciamo di pensarci bene, perché Oslo – e in generale la Norvegia – sono carissimi, si fa presto a spendere i propri risparmi durante il periodo di ricerca del lavoro. Bisogna cercare le offerte sui motori di ricerca e sperare magari in qualche intervista via  Skype. Se voi siete tra coloro che cercano di trasferirsi qui, sappiate che  lo studio della lingua norvegese è fondamentale, quasi come gli scarponcini col pelo per l’inverno…

To be continued

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Expat ad Hong Kong, oggi insegno ad un bambino autistico

Ad Hong Kong mi avevano avvertito – ed avvertito chiaramente più volte – ma io mi ci sono ugualmente buttata a capofitto ed ora il mio naso cola, la mia gola è in fiamme e sto prendendo il Fluifort perché sento il catarro che mi blocca i bronchi. E tutto questo solo per essere stata 8 miseri giorni in contatto con i piccoli untori!!! Come mi ritroverò tra un mese?!
L’anno scorso facevo l’insegnante di supporto in una delle quinte e verso meta` anno, quando diamo la preferenza di dove vorremmo lavorare nell’anno a venire, io, sicura di me, ho detto in: “EC”, ossia Early Childhood che va dai tre anni -scuola materna- ai sei anni  -prima elementare- Come dicevo, le mie colleghe mi avevano detto che in “EC” ci si ammala facilmente perché` i bambini, oltre che avere fissi il naso che cola, hanno dei germi che sono molto più resistenti degli altri! Non ridete! Vi assicuro che e` così! I germi dei bambini di quinta sono diversi! Si possono combattere con i rimedi tradizionali di tipo INEDITA STEFANIA HK SELFIEchimico e/o di tipo naturale, ma quelli dei bambini di tre anni… NO!!!

Quando ho detto a mia madre che avrei lavorato con bambini di 3 anni , mi ha chiesto che bisogno di supporto potessero avere dei bambini così piccoli. In quarta ed in quinta, le due classi dove ho lavorato negli ultimi due anni , il  supporto è di tipo accademico e sociale, ma non si punta più di tanto sul comportamento perché quello dovrebbe essere già stato in maggior parte risolto negli anni precedenti. Nelle classi dove di accademico si fa praticamente poco o niente si interviene invece sul sociale e sul comportamento. I bambini imparano a stare in classe, a seguire la routine quotidiana, a giocare con gli altri bambini e a passare da un’attivita` all’altra. Il bambino cui sono stata assegnata come insegnante, per esempio, ha problemi a passare da un’attività all’altra, quello che qui chiamiamo transitioning. Siamo una scuola che punta sull’inclusione quasi totale, nel senso che si cerca di avere tutti i bambini inseriti in una classe normale. Quando non teniamo il bambino in classe lo facciamo nel suo interesse, pensando che sia più utile per lui/lei. Ad esempio: se si capisce che lo studente impara meglio in un ambiente silenzioso “uno a uno”, allora lo si porta in una camera a parte, lontana da distrazioni,  per fargli capire bene i concetti basilari, allo stesso modo ci comportiamo  se lo studente  ha bisogno di un attimo di calma così come  se dovesse  invece avere bisogno di un po’ di movimento.
Alla maternal il bambino con cui lavoro è autistico ed in questi 8 giorni, noi stiamo studiando lui e lui sta studiando noi. Siamo tre insegnanti con 18 bambini (18 bambini nella materna e 22 in tutte le altre classi delle elementari) ed ogni insegnante della classe si occupa di tutti i bambini, quindi, se una mia collega sta con il bambino di cui mi occupo io, io bado ad un’altro gruppo e così via. Questo perché il bambino non si deve sentire un caso speciale, ma deve essere quanto più` integrato nella classe. Inoltre abbiamo anche una terapista del linguaggio Speech therapist, una Occupational Therapist ed una psicologa.
Stiamo cominciando a buttare giù` un piano di lavoro e una social story (una specie di fumetto fatto con un programma speciale dove inseriamo le foto dello studente  ed i messaggi che vogliamo trasmettergli cosi da farglielo sembrare un raccontino) per aiutarlo ad integrarsi il meglio possibile nella sua classe e per prepararlo al lavoro accademico che richiederanno gli anni futuri. Volevo fare questa nuova esperienza (non ho mai lavorato con bambini così piccoli) e ne sono proprio contenta… tranne quando li dobbiamo portare tutti in fila da una parte all’altra della scuola o sulle scale. La fila è un incubo perché ogni insegnante dovrebbe avere  10 mani  e pensate che siamo un minimo di 3 adulti per 18 bambini. Il primo giorno che li abbiamo portati giù` per mandarli a casa me ne sono persa uno! Per fortuna che  il “bambino perso” fu agguantato da una collega, perchè  io non me ne ero accorta finché lei non me lo ha comunicato!  Adesso li conto sempre a più riprese…

Nelle foto mi vedete con gli insegnanti della mia classe (include sia gli insegnanti di Musica, Arte ecc… che le terapiste), e con due dei bimbi della classe…

Lotteria Green Card 2017! Aperte le iscrizioni

Esatto ! Gli Stati Uniti hanno finalmente annunciato che oggi aprirà la lotteria!

DV 2017 Program: Online registration for the DV 2017 Program begins on Thursday, October 1, 2015 at 12:00 noon, Eastern Daylight Time (EDT) (GMT-4), and concludes on Tuesday, November 3, 2015 at 12:00 noon, Eastern Standard Time (EST) (GMT-4).
Sara’ possibile registrarsi dalle 18 ore italiane del 1 Ottobre 2015 fino alle ore 18 del 3 Novembre 2015.
Ricordo che l’unico sito ufficiale e gratuito a cui iscriversi e’ https://www.dvlottery.state.gov
(Ora e’ in manutenzione, non panicate.)
L’ordine di estrazione e’ puramente causale, non serve iscriversi tutti il primo giorno (oltretutto il sito potrebbe essere intasato) e nemmeno aspettare l’ultima settimana (altamente sconsigliato)
E’ FONDAMENTALE CHE NON PRESENTIATE PIU’ DI UNA DOMANDA, PENA ESCLUSIONE DALLA LOTTERIA. 
I cittadini dei seguenti paesi NON potranno partecipare all’iscrizione:
BANGLADESH,BRASILE, CANADA, CINA (nativi della terraferma), COLOMBIA, REPUBBLICA DOMINICANA, ECUADOR, EL SALVADOR, HAITI, INDIA, GIAMAICA, MESSICO, PAKISTAN, PERU’, FILIPPINE, , COREA DEL SUD, REGNO UNITO (eccetto Irlanda del Nord) ed i suoi territori dipendenti, VIETNAM.
MA in caso di doppia cittadinanza Italiana potete iscrivervi.
Qui sotto riporto le istruzioni ufficiali per l’iscrizione, che potete anche trovare qui.
Istruzioni in altre lingue sono disponibili qui.
Requisiti per la Partecipazione alla Lotteria
 
Requisito n.1:Per poter partecipare alla lotteria è necessario che il soggetto sia nato in uno dei paesi che rientrano nel programma. In caso contrario, vi sono due circostanze in cui è possibile partecipare:
  • –  Il coniuge è nato in uno dei paesi che rientrano nel programma? Se sì, il richiedente ha facoltà di dichiarare lo stato di nascita del coniuge purché entrambi i coniugi risultino dalla domanda, venga loro emesso un visto e facciano ingresso negli USA contemporaneamente.
  • –  Il richiedente è nato in un paese che non rientra nel programma, ma in cui nessuno dei genitori è nato o era residente al momento della sua nascita? Se sì, il richiedente ha facoltà di dichiarare lo stato di nascita di uno dei genitori se si tratta di un paese che rientra nel programma DV 2016. Per maggiori informazioni su questo argomento, si veda la sezione Domande Frequenti
    1 Il termine “ paese” in questo contesto include paesi, sistemi economici ed altre giurisdizioni elencati alla fine di questo fascicolo di istruzioni
Requisito n.2: Ciascun partecipante deve soddisfare inoltre i requisiti professionali/di formazione del programma DV dimostrando di possedere alternativamente:
– un diploma di scuola superiore o equivalente, portando a compimento 12 anni di istruzione elementare e superiore riconosciuta.
OPPURE
– due anni di esperienza professionale nei precedenti cinque anni in un’occupazione che richieda almeno due anni di formazione o esperienza finalizzati all’assunzione.
La banca dati online (O*Net OnLine) del Dipartimento di Lavoro verrà utilizzata per determinare le esperienze lavorative qualificanti per il programma.
ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE (Importante, il formato della fotografia. Istruzioni alla fine del post)
E’ necessario inserire le seguenti informazioni per completare la domanda DV:
1. NOME COMPLETO – Cognome, Nome, Secondo nome- esattamente come indicato sul passaporto.
2. DATA DI NASCITA – Giorno, Mese, Anno
3. SESSO – Maschio o Femmina
4. CITTA’ DI NASCITA
5. PAESE DI NASCITA – Il nome del paese di eleggibilità deve essere quello in cui il richiedente è nato.
6. PAESE DI ELEGGILBILITA’ O DI ATTRIBUIBILITA’ (CHARGEABILITY) PER LA LOTTERIA DV – Il Suo paese di eleggibilità normalmente coincide con il Suo paese di nascita. Il paese di eleggibilità NON è legato a dove si vive. Se il richiedente è nato/a in un paese che non è eleggibile per la lotteria DV, può consultare le istruzioni per vedere se esiste un’altra opzione per il paese di chargeability disponibile nel caso specifico.
7. FOTOGRAFIE DA INSERIRE NELLA DOMANDA – Fotografie recenti del richiedente, del coniuge e di tutti i figli così come indicati sulla domanda. Si veda la sezione dedicata alle informazioni tecniche specifiche per le foto.
Non è necessario includere una foto per il coniuge o il figlio che sia’ già cittadino statunitense o abbia la residenza permanente.
Non possono essere accettate foto di gruppo; è necessario inoltrare una foto individuale. La domanda potrebbe essere rigettata o il visto rifiutato se le foto non sono recenti, sono state alterate oppure non soddisfano i requisiti.
8. INDIRIZZO POSTALE – All’ Attenzione di, L’indirizzo 1, L’indirizzo 2, Città, Distretto/Provincia/ Stato, C.A.P e Paese.
9. PAESE DI RESIDENZA(al momento della domanda)
10. NUMERO DI TELEFONO (Facoltativo)
11. INDIRIZZO E-MAIL – E’ necessario fornire un indirizzo E-mail a cui si ha accesso diretto. Non si riceverà a questo indirizzo, una lettera ufficiale che notifica la selezione. Tuttavia, se la propria domanda viene selezionata e si risponde alla notifica della selezione attraverso la sezione Entry Status Check, si riceverà una comunicazione successiva tramite email dal Centro Consolare di Kentucky (KCC) in cui viene notificato che tutti i dettagli del colloquio per il visto di residenza permanente sono disponibili su Entry Status Check.
12. MASSIMO LIVELLO DI ISTRUZIONE OTTENUTO FINO AD OGGI. E’ necessario indicare quale dei seguenti rappresenta il massimo livello di istruzione conseguito: (1) Solo Scuola Elementare, (2) Liceo senza il Diploma, (3) Diploma di Liceo, (4) Istituto professionale, (5) Alcuni corsi Universitari di primo livello, (6) Laurea Universitaria di primo livello, (7) Alcuni corsi di universitari di secondo livello, (8) Laurea specialistica, (9) Alcuni corsi di dottorato di ricerca e (10) Dottorato di ricerca.
13. STATO CIVILE – Libero/a, Coniugato/a, Divorziato/a, Vedovo/a e Legalmente separato/a
E’ necessario inserire il nome, la data di nascita, il sesso, il luogo di nascita, il Paese di nascita del coniuge e la fotografia dello stesso seguendo le stesse istruzioni previste per il richiedente principale.
La mancata indicazione del coniuge comporterà la squalifica dal programma anche del richiedente principale ed il conseguente rifiuto del visto al momento del colloquio. E’ necessario indicare il coniuge anche se si pensa di ottenere il divorzio prima della richiesta di visto. Il coniuge che sia già cittadino statunitense o residente permanente non necessita di un visto DV, in ogni caso non si incorrerà nella squalifica dal programma se lo si elencherà nella domanda.
14. NUMERO DI FIGLI – Le domande DEVONO contenere il nome, data e luogo di nascita del coniuge e tutti i figli naturali. Le domande devono contenere inoltre i nomi di tutti i figli
– naturali viventi
– legalmente adottati
– i figli del coniuge se conviventi e di stato libero che siano al di sotto dei 21 anni d’età nel momento della domanda elettronica, anche se il richiedente non è più legalmente sposato con il genitore del figlio e anche se il coniuge o il figlio non risiede con il richiedente e/o non intende immigrare insieme al richiedente.
Si Noti che figli sposati e figli di 21 anni o maggiori non sono eleggibili per la lotteria DV; tuttavia in alcuni casi, la legge degli Stati Uniti protegge i figli che oltrepassano la soglia di 21 anni. Se la domanda elettronica per partecipare alla lotteria viene presentata prima che il figlio non sposato compia 21 anni, ed il figlio compie 21 anni prima che il visto sia rilasciatopuo’ godere della tutela dell’Atto di Protezione dello Status di Figlio ed essere trattato come se avesse meno di 21 anni, per le procedure di visto. Se non vengono elencati tutti i figli eleggibili, il richiedente principale verrà squalificato e tutti i visti saranno rifiutati nel momento del colloquio consolare. Si veda la sezione Domande Frequenti per ulteriori dettagli
Un figlio che sia già cittadino statunitense o residente permanente non qualifica per un visto DV ma la richiesta che dovesse includerlo o escluderlo non comporta la squalifica dal programma del richiedente principale.
La mancata elencazione di tutti i figli risulterà nella squalifica dal programma e nel rifiuto del visto al momento del colloquio .
ISTRUZIONI PER LA FOTOGRAFIA DIGITALE (ASSOLUTAMENTE IMPORTANTE! Una foto non corretta può significare la vostra eliminazione dal programma)
Il file dell’immagine può essere prodotto sia scattando una nuova fotografia digitale sia tramite la scansione di una fotografia già stampata attraverso uno scanner digitale. Il file dell’immagine deve soddisfare le seguenti specifiche compositive e tecniche e può essere prodotto in uno dei seguenti modi: scattando una nuova fotografia digitale o usando uno scanner digitale per scannerizzare una fotografia. I candidati possono esaminare l’appropriatezza delle proprie fotografie attraverso il link del Photo Validator presente sul sito della E-DV, prima di trasmettere la domanda. Il Photo Validator fornisce consigli tecnici aggiuntivi sulla composizione della fotografia insieme ad esempi di fotografie accettabili e non accettabili.
Le fotografie devono essere in risoluzione di colore 24 bit. Se si utilizza uno scanner deve essere impostato su True Color o su modalità colore24 bit.
Specifiche di Composizione:.
 Posizione Della Testa
o La persona fotografata deve guardare direttamente la macchina fotografica.
o La testa della persona non deve essere inclinata verso l’alto, basso o verso un lato.
o L’altezza della testa o la dimensione della regione contenente il viso (misurata dalla parte
superiore della testa, compresi i capelli, alla parte inferiore del mento) deve essere tra 50 e 69 percento dell’altezza totale dell’immagine. L’altezza dell’occhio( misurata dalla parte inferiore dell’immagine al livello degli occhi) deve essere tra 50 e 69% dell’altezza dell’immagine.
Standard di riferimento per la foto
 Sfondo
o La persona fotografata deve essere davanti ad uno sfondo neutro e di colore chiaro.
 Fuoco
o La fotografia deve essere messa a fuoco.
 Oggetti Decorativi
o Fotografie in cui la persona fotografata porta occhiali da sole o altri oggetti che coprono delle
parti del volto, non saranno accettate.
 Copricapi e Cappelli
o Foto dei richiedenti che portano copricapo o cappello saranno accettate solo se il copricapo è
indossato per motivi religiosi; anche in tale caso, il copricapo non deve oscurare nessuna porzione del volto del richiedente. Fotografie dei richiedenti con tribali o altri copricapo non specificamente religiosi non saranno accettate; fotografie con copricapi di uniformi militari o di linee aeree non sono accettate.
Se avete domande sulla compilazione potete scrivermi
GOOD LUCK EVERYONE!! May the odds be ever in your favor!

Basta andare all’estero per imparare una lingua?

Non basta andare all’estero per imparare le lingue straniere!

Appena sbarcati dall’aereo, il vostro cervello non immagazzinerà magicamente infinite nuove parole, dalla vostra bocca non usciranno frasi di senso compiuto, grammaticalmente corrette e dall’accento impeccabile. Per arrivare a questi risultati ci vuole impegno. Il vostro impegno. Tanta pazienza e tanto tempo.

Se, quando siete in Italia, pensate di saper parlare bene una lingua, probabilmente arrivati nel paese di destinazione cambierete idea. Le ore passate sui libri di scuola non hanno portato a grandi risultati, un po’ la colpa è sicuramente la vostra che non avete dato tanta importanza alla materia, il restante della colpa potete addossarla ai vostri insegnanti o più in generale al sistema scolastico italiano (parla una che ha fatto il linguistico).

Quante volte mi sono sentita dire “parli bene l’inglese, PER ESSERE ITALIANA”… questo può voler dire due cose: gli italiani sono delle “capre”, oppure la scuola italiana non ha un buon metodo di insegnamento dell’inglese. In difesa del popolo, preferisco pensare che la colpa sia della scuola.

Comunque non è mai troppo tardi per imparare qualcosa, basta metterci un po’ di impegno.

Nuova_Zelanda_mappaDopo un anno e mezzo in Nuova Zelanda, il mio livello di inglese è sicuramente migliorato, ma di certo non è perfetto, anzi.

A volte mi sembra di parlare come Tarzan.

Imparando la lingua solo interagendo con le persone, ti porta a non saper come si scrivono le parole, certo capirai quello che ti dicono e ti farai capire, ma la mancanza di nozioni grammaticali influirà molto sul tuo modo di esprimerti.

Il primo consiglio che posso darvi è: STATE LONTANI DAGLI ITALIANI ALL’ESTERO. Se siete appena arrivati in un paese e non conoscete nessuno, non cercate italiani per un caffè, cercate gente locale su siti come couchsurfing o meetup, vi farete nuovi amici e potrete cimentarvi in conversazioni nella nuova lingua.

Secondo consiglio: film e telefilm in lingua originale, se siete ad un livello base con sottotitoli, se siete in un livello più avanzato niente sottotitoli, perchè sarete distratti a leggere e non presterete attenzione a quello che viene detto.

Terzo consiglio: ascoltare la radio. Quando capirete cosa dicono in radio, probabilmente non avrete più problemi di comprensione.

Quarto consiglio: leggere. Armatevi di dizionario ma provate a non tradurre ogni singola parola che non capite, altrimenti la lettura diventa troppo noiosa e abbandonerete in fretta. Basta capire il senso generale del testo.

Nella mia lista dei buoni propositi del 2015, stilata a Gennaio, quella che diceva di iniziare la palestra, mettersi a dieta e svegliarsi presto al mattino, c’era anche il punto: studiare l’inglese per un’ora al giorno.

In tutta sincerità posso dirvi che non ho rispettato nessuno di quei punti, però un piccolo sforzo per studiare l’inglese lo sto facendo.

La mia pigrizia infinita non mi consente di aprire un libro e tenerlo tra le mani ogni giorno per un’ora, però ho trovato delle valide alternative.

Dato che faccio molta meno fatica a tenere in mano il mio smartphone, mi sono messa a cercare delle applicazioni per imparare l’inglese, soprattutto la grammatica che è uno dei miei punti più deboli.

Così ogni sera, prima di andare a dormire, mi metto a “giocare” con le mie applicazioni, le ho sempre con me sul telefono quindi quando magari ho un momento libero, invece che andare su Facebook faccio qualche esercizio di inglese.

L’applicazione più coinvolgente è DUOLINGO (esiste anche la versione per il computer, tra l’altro più completa). Ci sono diverse lingue a disposizione, appena vi registrate vi verrà fatto un breve test per individuare il vostro livello di conoscenza della lingua scelta, dopodiché potrete inserire un obiettivo giornaliero (quanto tempo volete impegnare nello studio) e iniziare coi vostri esercizi, divisi per argomento.
Duolingo vi farà tradurre dall’italiano all’inglese, dall’inglese all’italiano, vi farà scrivere quello che sentite, vi chiederà qual è la frase esatta, vi farà ripetere quello che dice. Il tutto all’interno della stessa esercitazione, passando da un tipo di prova all’altra, in modo che non vi possiate annoiare, ripetendo spesso le stesse parole e frasi, per farvele rimanere in testa facilmente.

Dicono che usando una nuova parola cinque volte, in cinque frasi diverse, quella parola diventerà tua per ines campagnasempre.

Non so se sia vero, ma nel dubbio ci provo. Io non voglio parlare come Tarzan!


PS: le lingue di duolinguo sono: inglese, francese, spagnolo tedesco se si usa la app in italiano. se la si usa in inglese ci sono anche: italiano, portoghese, dutch, irlandese, danese, svedese, turco. insomma mica male!