Ciao ziabambino-neonato-anziana-letto

Mia zia Carmela è mancata l’11 ottobre 2019 dopo 5 giorni di calvario.

Io avevo programmato già un viaggio a casa proprio per l’11 ottobre, partenza da Madrid alle ore 19, arrivo a Napoli alle 22.

Credo che abbia provato davvero ad aspettarmi, ma alle 7 di quello stesso giorno il suo corpo ha ceduto.

Vi dico un segreto però: mia zia Carmela non era neanche esattamente mia zia.

Formalmente era la mia prozia, la sorella di mia nonna. Ha vissuto però con lei tutta la vita, quindi per me era come una seconda nonna.

Né prozia, né nonna, però, l’ho sempre chiama zia. Zia Carmela.

Zia Carmela non si era mai sposata perché suo padre non aveva dato il consenso all’uomo che le aveva chiesto la mano in gioventù. Questioni di soldi, dicono.

Non ha mai avuto figli, ma sarebbe stata una mamma meravigliosa. Non ha mai avuto un marito, ma non l’ho mai sentita lamentarsi per questo.

Lei, in genere non si lamentava molto.

C’era una cosa però che non ha mai accettato: la mia distanza.

All’inizio aveva mostrato sofferenza per la mia partenza, ma il suo sentire si è trasformato con il tempo in risentimento.

“Non puoi trovare lavoro qua?”
“Ma poi cosa ci sarà di più bello là che qui non c’è?”
“Perché vieni qui così poco spesso?”

Consideravo egoista la sua incapacità di essere felice per me e lei considerava egoista la mia scelta di vivere lontana. Chissà se egoiste eravamo entrambe o nessuna delle due.

Ciò che so è che il bene che ci univa non é mai venuto meno. Era un legame fortissimo, nato dalle giornate spese insieme quando ero troppo piccola per andare a scuola e i miei genitori dovevano lavorare, cresciuto poi quando all’uscita dalle elementari era lei che cercavo con sguardo ansioso, rafforzato dalle litigate in adolescenza perchè d’estate interrompeva il mio sonno per portami a pranzo dalla nonna.

Dopo il suo lamentare per la distanza, infatti, seguiva poi il tempo delle risate, dei racconti dall’estero.

Tu li fai correre gli spagnoli, è vero? Ti sei fatta già riconoscere?

Rideva per le mie piccole avventure, anche se ormai aveva perso tutti i denti.

L’ultima volta che ho sentito la sua risata è stata a maggio di quest’ anno. Ero tornata a casa anche successivamente, a luglio, ma non ero passata a salutarla. Attraversavo un periodo turbolento e non avevo voglia della sua solita ramanzina, non avevo voglia di sorridere e dire che stavo bene anche se lontana, perchè mai come in quel momento la distanza dai cari mi pesava.

Mi ero detta “per una volta non ci andrò, per una volta voglio pensare a me“.

Quando l’11 ottobre sono però atterrata a Napoli, in previsione di vederla, lei già non c’era più, e a me pareva di essere arrivata in una città diversa.

Mancava qualcosa nell’aria. Non c’era più la sua risata, gli occhi nerissimi stretti e le rughe che ci attentuavano sul viso.

Mancava il suo modo di dirmi scign, che in dialetto significa scimmia. “Sei tu la scimmia” le rispondevo io, solo per vederla sorridere.

Il giorno dopo il mio arrivo, nel salutare la sua bara, mi chiedevo se mi avesse perdonata per non averla salutata un’ultima volta e per non esserle stata accanto nei giorni di calvario.

Nella mia testa risuonava la sua voce, mentre mi ripeteva “Non piangere per me, io ora sto bene! Non è successo niente, l’importante è che stai bene tu e che sei felice tu!

Mai come in quel momento, nel salutarla, ho capito che il prezzo di quella felicità a volte può essere davvero molto caro. E che a pagarlo spesso sono le persone che più ci vogliono bene, che ci hanno visto crescere, che ci hanno insegnato a camminare e a tenere la forchetta.

Mia zia Carmela era una di quelle persone e se ho realizzato il sogno di vivere in Spagna è anche un po’ merito suo.

Perché con tutto il suo rammarico per la mia distanza voleva solo dimostrarmi che lei era sempre lì per me ad aspettare il mio ritorno. Che in qualunque giorno dell’anno avessi avuto voglia di un bel caffè, come solo lei lo sapeva fare, la sua porta sarebbe stata aperta.

Ora che distanti lo siamo davvero e lo saremo per sempre, voglio solo dirle ciao scign un’ultima volta e ringraziarla per avermi dato il dono di riuscire ad andare avanti senza mai voltarmi indietro.

Perché so che a guardarmi le spalle in silenzio ci sarà sempre lei.

4 commenti
  1. Chiara - Parigi
    Chiara - Parigi dice:

    Ciao Ila,

    Che splendida dedica! Zia Carmela è sicuramente fiera di te, ma soprattutto felice per tutto ciò che fai e per la donna che sei diventata !

    Un forte abbraccio 😘

    Rispondi
  2. Amy
    Amy dice:

    Cara Ilaria,
    Ho letto solo ora il tuo post.
    Sono d’accordo con Chiara: tua zia non può che esser fiera di una donna come te, capace di abbandonarsi senza timore alle emozioni.
    Grazie per questo post, e un abbraccio,
    Amy

    Rispondi

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