Cinque cose che apprezzo dell’Olandafelicità-casa-cuore-olanda-amore

Ad ali spiegate verso Londra.

I motori si surriscaldano, le eliche acquistano velocità. Un batter d’occhio, un sospiro e sei tra le nuvole. Poggi la testa sullo schienale dello scomodo sedile, cerchi di rilassarti e stirare i muscoli tesi per le ansie della settimana appena trascorsa. Destinazione Londra.

Tre giorni.

Basteranno a recuperare il tempo non speso assieme?

Eh sì, vado a trovare le mie due migliori amiche, quelle di sempre, di una vita intera. Quelle delle amicizie sempre verdi. Quelle con cui hai parlato del tuo primo bacio e dell’ultimo dato all’uomo che sposerai. Le amiche con cui hai semplicemente passato storie di ordinaria follia.

A Londra c’ero già stata, tre volte e, tutte e tre le volte, la reazione è stata sempre la stessa: “tutto qui?”

Non riesco a farmi andare giù questa città. Ai miei occhi appare come un crogiolo di mille culture, troppo diverse per convivere in pace e tolleranza. Una pentola a pressione che scoppietta, gente perennemente di corsa, enormi bus rossi che gareggiano come in un race, bar brulicanti, case di tutti i tipi, edifici antichi accanto a colossi moderni in stile newyorchese. Una babele di lingue, un concerto di rumori, un cocktail di persone.

Perché parlo di Londra se il titolo induce a pensare che il protagonista di questo articolo sia l’Olanda?

Perché è proprio questa toccata e fuga in un’altra dimensione spaziale e culturale che mi ha fatto scaturire alcuni pensieri durante il viaggio di ritorno.

Ho pensato a quanto fossi fortunata a vivere nella terra dei mulini, del formaggio e del tempo bipolare.

Ho pensato a quanto non scontato fosse uscire di casa e trovare strade pulite. Prendere treni (più o meno) sempre puntuali e sedersi nel posto in cui più preferisci.

Fortunata a buttare lo sguardo fuori dal finestrino e riempire le pupille di immense distese di verde.

A perderti nella periferia di una città e scoprire come anche il più lontano, abbandonato e dimenticato quartiere sia ben tenuto e ordinato.

A passeggiare e spiare dentro case che sembrano vetrine di negozi immobiliari.

Ho riflettuto su questo e molto altro. La mia testa saltava da una pensiero all’altro come quando, in una giornata uggiosa, su una strada bucherellata da piccole fosse, salti qua e là  per evitare di bagnarti i piedi con le pozzanghere improvvisate dalla pioggia.

pensieri-positivi-olanda

Mi è anche venuta in mente la mia faccia prima di partire per i Paesi Bassi per l’ennesima volta, quella definitiva. Qualche lacrima era scappata. Le aspettative erano sotto lo zero, le paure erano sopra il numero mille. Ma chi lo avrebbe immaginato che questo paese, di cui solo pochi anni fa non ne conoscevo l’ubicazione esatta, mi avrebbe donato così tanto?

Ed ecco che poco a poco la mia mente ha spontaneamente stampato una lista di cose che apprezzo dell’Olanda.

Qui ve ne presento cinque, negli ambiti: mezzi di trasporto, ambiente, persone, case, lavoro.

Sì, viaggiare

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Partiamo in ordine sparso dai mezzi di trasporto. Sono cari ma molte aziende, soprattutto se non vivi nella città in cui lavori, ti pagano l’abbonamento. Io sono tra questi fortunati. Non sborso un centesimo e mi posso spostare con qualsiasi veicolo che si muova in territorio nederlandese. Ma al di là di ciò, i treni sono il 95% delle volte puntuali, gli autobus partono persino in anticipo. Tutti i mezzi pubblici sono silenziosi e puliti, raramente troverai la persona che urla al telefono o il gruppo di ragazzini scapestrati che fa baldoria. Nessuna scenata per biglietti non pagati, nessun teatrino razzista.  L’educazione è di casa. Quantomeno non nelle ore di punta! Ti muovi da un estremo all’altro del paese in 3 ore. In un’ora o poco più, dal Sud sei al Nord – nello stesso frangente di tempo, a Londra rimani sempre nella stessa città. E sui mezzi trovi sempre un posticino per te, eccezion fatta il sabato sera. Nel weekend i treni si trasformano in festini su rotaie.

Un sorriso anche per te

Oramai mancano quattro mesi al mio secondo anniversario olandese, e in questo lungo corto tempo non ho mai, e dico mai, incontrato una persona scortese. Nessuna faccia lunga dietro le casse dei supermercati, nessun sguardo evitato dietro i banconi del Municipio. Nessun piatto lasciato cadere in fretta sul tavolo dal cameriere. Nessuna parola sgarbata. Solo sorrisi e tanta, tanta gentilezza da parte di qualunque professionista di qualsivoglia campo: camerieri, impiegati, poliziotti, commesse, controllori. A proposito di questi ultimi, l’allegria che mi trasmette un annuncio mattutino dei macchinisti/controllori di NS (la Trenitalia olandese) è calda come una buona tazza di caffè appena svegli. I controllori salutano sempre, scambiano due parole con i passeggeri mentre passano per i corridoi, fanno battute. Tutti loro (e non solo) hanno un sorriso da regalare alla loro clientela.

Case da urlo

case-olandesi

Non proprio come quelle che si vedono su MTV, ma comunque degne di un “wow”! È difficile trovare una casa che sia ammobiliata male. È pur vero che la maggior parte delle case olandesi in cui sono stata sono di amici e parenti del mio ragazzo. Ora, due sono le cose: o le persone di cui si circonda il mio lui hanno un estremo gusto decorativo, oppure gli olandesi ne sanno di interior design. La cura e devozione che regalano alle proprie dimore e giardini è lodevole. Ho riflettuto sopra questa cosa spiando nelle case londinesi, sempre in questo breve soggiorno uggioso. Ho trovato case decadenti, case che erano un cocktail di tessuti, materiali e colori come il vestito rattoppato di Arlecchino, case tenute assieme a ritmo di martellate e stucco. E ho pensato che quella che a Londra può essere considerata come una casa “bella da paura”, in Olanda è una casa che “farebbe paura”.

Green che passione

La prima impressione che ho avuto dei Paesi Bassi quando mi sono trasferita è stata: “ma qui c’è verde dappertutto!” La meticolosa attenzione e il diligente amore che questo popolo ha per le piante, i fiori e i giardini è da ammirare. Prima di trasferirmi avrò tenuto dei fiori in mano solo un paio di volte in tutti i miei 26 anni. Ora che vivo qui, comprare i fiori, annusarli, scoprirne il nome e il significato è diventata una routine bisettimanale. Stesso rispetto viene riservato agli animali. Vedere nei giardini degli olandesi le casettine per gli uccellini con tanto di acqua, piante decorative e cibo per questi esserini volanti quasi mi commuove.

Cerco lavoro disperatamente

Questo è il regalo più bello che questo paese mi abbia fatto (dopo il mio ragazzo, si intende!). Ho un lavoro che mi dà dignità, libertà e indipendenza. Dici poco! Cercare lavoro in Olanda è stato per me facile e veloce come schiacciare il tasto “invio” per mandare un curriculum. Un giorno mi sono svegliata, dopo un lungo periodo di studi e lavoro freelance, e ho iniziato a cercare un lavoro full-time. Nell’arco di un mese ho mandato 15 curricula, di queste 15 candidature ho avuto solo un no sulla base delle mie esperienze pregresse presenti su quel foglio di carta. Tutte le altre candidature sono state accettate e mi hanno dato quantomeno la possibilità di presentarmi al primo colloquio, telefonico o in persona. Certo, bisogna essere flessibili e meritevoli, ma le opportunità non mancano e io dico sempre che in Olanda è più facile trovare lavoro che casa.

occhi-azzurri-olandesi-casa

Sulla terra ferma.

Uno stridio forte mi scuote dai miei pensieri. Sono le ruote dell’aereo che escono dal carrello, frizionano contro il terreno e mi svegliano dalle mie riflessioni positive.

“Quasi quasi ci scrivo un articolo su questo rimuginare caotico”, penso mentre con la gola secca cerco freneticamente la bottiglietta d’acqua nei meandri del mio zaino. Un po’ mi ero appisolata, mentre il mio elogio all’Olanda aveva luogo nella mia testa.

Avrò sognato, forse?

Si aprono le porte, leggo la scritta Eindhoven, vedo piante e tulipani, dolci sorrisi e i capelli biondi della gente. Ma soprattutto, vedo gli occhi azzurri come il cielo della mia terra di un alto ragazzo in piedi davanti a me, che mi aspetta accennando un sorriso.

No, non stavo sognando.

È tutto vero, sto vivendo la vita che volevo in un paese che non immaginavo. E la prima ragione per cui tutto ciò è possibile è di fronte a me, e mi aspetta con un caldo abbraccio che sa di casa.

15 commenti
  1. Chiara - Parigi
    Chiara - Parigi dice:

    Ciao Rossella,

    questo articolo cade proprio a fagiolo. Sono alla ricerca di un luogo più salubre e tranquillo in cui vivere, e da un po’ di tempo penso proprio all’Olanda! Dopo averti letta ho sempre più voglia di andarci.

    Sono stata 4 anni fa ad Amsterdam, che mi lasciò piacevolmente colpita, ma soltanto là. Ma mi chiedevo: definiresti “morta” la tua città? Al di là della pulizia, efficienza e tranquillità, la consideri vivibile anche in termini di attività, occasioni di incontro etc? Poi mi sa che ci faremo una chiacchierata in privato 😉

    Chiara – Parigi

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    • Rossella
      Rossella dice:

      Ciao Chiara! Scrivimi pure quando vuoi in privato, così ti parlo della mia e di altre città che frequento. Ogni esperienza e visione di un paese è personale e filtrata dalle proprie lenti e stati d’animo, ma penso che le 5 cose che ho elencato in questo articolo siano abbastanza oggettive. Forse farò anche un articolo sulle cose che NON apprezzo dell’Olanda in modo da dare una visione completa, se pur personale.

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  2. Martina
    Martina dice:

    ciao, ho bevuto questo articolo tutto d’un fiato perché.. io l’Olanda so dov’è e vorrei tanto andarci per tutti quei motivi che hai elencato (ad eccezione del boy occhi azzurri! infatti penso che l’Olanda sia molto gay friendly, no?).
    vivo ancora in Italia in un posto insalubre e grigio (pianura padana) con un lavoro fisso discretamente pagato ma vorrei altro. non sono laureata, semplicemente un ragioniera degli anni 90 , ho un livello di inglese B1, ho speranza di trovare un lavoro decente che mi faccia sorridere il mattino anziché ingrigirmi ogni giorno di più?

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    • Rossella
      Rossella dice:

      Ciao Martina,
      con impegno e merito, io penso che ci sia possibilità di lavoro per molti, qui nei paesi bassi. Sicuramente però l’inglese deve essere fluente, ma penso che una lingua si possa sempre migliorare in breve tempo. Io stessa l’ho fatto. Prendi sempre in considerazione tutti i pro e i contro. Per il resto, io appoggio i cambiamenti. A me hanno sempre portato una ventata di aria fresca e felicità 😊

      Rispondi
  3. Giulia
    Giulia dice:

    Ciao!
    Il tuo articolo mi è piaciuto molto!
    Io sono una cardiologa ed ho fatto tutto l’ultimo anno della mia specializzazione a Leiden, dal 2017 al 2018… all’inizio è stata dura, era autunno, pioveva sempre, c’era molto buio, e l’impatto con gli olandesi, un popolo più freddo del nostro, fu forte. Mi mancava anche solo il contatto umano con lo sguardo il sabato mattina al mercato quando andavo a prendere la verdura! Li ognuno si fa gli affari suoi e non c’è lo scambio di battute all’italiana, ne molta conviviliatà.
    Ma poi piano piano mi sono ambientata, ed ho iniziato ad apprezzare tutta una serie di aspetti estremamente positivi: l’apertura mentale delle persone, qualsiasi cosa tu faccia nessuno ti giudicherà. Girare in bicicletta spensierata e poter fare tutto in bici (andare al lavoro, andare in palestra, andare al supermercato). Tutto è estremamente verde ed estremamente tecnologico (anche semplicemente i sistemi informatici in ospedale). E così sono arrivata al momento di dover tornare in italia, dopo 12 mesi, al punto migliore della mia esperienza olandese. Tornare in Italia è stato drastico! Ora sono in Italia (Verona) da qualche mese e non c’è giorno in cui non ripensi all’Olanda, un pezzo del mio cuore è li. Qui ho avuto un lavoro molto velocemente al termine della specialità e ci sono i miei affetti familiari… ma non escludo un ritorno nella terra dei mulini che mi ha donato un grande senso di libertà impagabile!

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    • Rossella
      Rossella dice:

      Ciao Giulia,
      Che bella Leiden😍
      Anche io all’inizio ho notato tutte queste cose ed è stato un colpo, come tutti i cambiamenti. Ma poi sono cose che arrivi persino ad apprezzare e a fatto mancare, come dici tu. Io ho trovato il giusto mix di Italia e Olanda, qui nei Paesi Bassi, e me lo godo. Scrivimi pure quando ritorni qui per una visita 😉

      Rispondi
  4. Solare
    Solare dice:

    Ecco tu sei la risposta alla mia domanda tipica : “ ..ma come si fa a non amare Londra?” . Purtroppo io invece amo e ho amato Londra ogni giorno di tutti i cinque anni che ci ho vissuto e adesso la amo solo intensamente i giorni che ci torno. Londra è poco sana, fredda in inverno e un po’ folle. Adesso so che si può anche non amarla ma io purtroppo le sarò fedele sempre perché mi ha dato tanto e mi manca se non ci torno almeno ogni due anni o ogni anno! Comunque stupende le case olandesi su questo non c’è dubbio!

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    • Rossella
      Rossella dice:

      Ciao Solare,
      bello sentirti parlare così delle tua Londra. Calcola che il mio è un giudizio da esterna, da visitatrice, non da persona che ci ha vissuto. E capisco che quello che per una persona possano sembrare “difetti” di una città, per un’altra siano invece proprio i punti di forza di questa stessa città. 🙂

      Rispondi
  5. Vale
    Vale dice:

    Ciao Rossella,
    Io forse mi trasferirò in Olanda a breve. Dico forse, perché sarebbe per inseguire un sogno lavorativo (e non) di mio marito e non mio. Io però non ho un lavoro fisso qui in Italia, allora mi domando con che coraggio potrei dirgli che non voglio seguirlo, se ha trovato una buona opportunità?
    Abbiamo due bimbi piccoli, sarebbe un cambio di vita radicale ed io dovrei reinventarmi, ancora una volta.
    Non ho tanta voglia…
    Ho un sacco di paure.
    Non conosco bene l’inglese se non quello scolastico e sono un avvocato che conosce il diritto italiano ma ha scelto di insegnare ai giovani sempre e solo il diritto di qui.
    Che ci vado a fare a l’Aja?

    Rispondi
    • Giulia
      Giulia dice:

      ciao! io come scrivevo in un commento precedente al tuo ho vissuto a leiden e sono stata molte volte all’aia e l’ho trovata splendida con un fascino internazionale! da non dimenticare che si trova vicino al mare e nelle belle giornate di sole estive olandesi è davvero bello andarci!
      Capisco i tuoi dubbi ma pagherei per essere nella tua situazione ed al tuo posto andrei!!! ancora meglio se andate in coppia e potete aiutarvi l’un l’altro, non saresti da sola…. se hai dei bimbi piccoli peraltro trovo che l’Olanda sia anche un buon paese dove far crescere dei figli (più internazionale per i bambini e con più possibilità). L’inglese lo puoi perfezionare li e se hai studiato legge credo che avresti delle buone possibilità di trovar lavoro all’aia. L’olanda lavorativamente parlando offre occasioni molto migliori dell’Italia!

      Rispondi
        • Giulia
          Giulia dice:

          eccole:
          1) il clima, per un italiano è durissimo, soprattutto l’autunno inverno, poca luce, tanta pioggia, freddo intenso. La cosa che impari li è a non lamentarti del tempo e a fare le cose lo stesso…
          2) le persone sono fredde e molto riservate, in strada non c’è colore o folklore, non ci sono piazze per incontrarsi… la gente va via veloce! ma è pieno di internazionali di tutte le età con voglia di fare amicizia!
          3) il cibo è poco vario….
          4) mancano le montagne!!!!
          5) la loro lingua, l’olandese, è poco orecchiabile e difficile da imparare… Non impossibile, ma difficile, richiede impegno. Tutti parlano l’inglese e si può benissimo vivere in olanda senza parlare l’olandese (conosco molte persone così) però l’integrazione non sarà mai completa in un paese senza parlare la loro lingua.
          Ecco la mia personale opinione! Che ne pensi?

          Rispondi
          • Vale
            Vale dice:

            Parlavo giusto ieri con mio marito e un suo conoscente che ha vissuto in Olanda gli diceva le stesse cose che hai scritto tu quassù: mancano le montagne, il clima è rigido, il sistema sanitario forse non è il massimo. Lui ci ha detto così.
            Che ne penso io?
            Che la mia voglia di non partire è costante.
            Credo che dovrei sforzarmi di trovare il modo di avere una qualche prospettiva lavorativa, un progetto intendo, non un lavoro certo che è impossibile trovare dall’Italia.
            Molto probabilmente questo mi aiuterebbe.
            Faccio molta fatica perchè dovrei reinventarmi, oltre che assolutamente imparare a parlare l’inglese in modo fluente. E questo è prioritario.
            Io poi sono donna di mare…fatico ad abituarmi al clima di cui parli ma mi dico, possibile che non trovi altro che compensi tutto ciò?
            A distanza è complicato, dovrei forse buttarmi e vedere che succederà ma non sono per nulla dell’idea, oggi.

  6. Map & Fork
    Map & Fork dice:

    Viviamo anche noi qui e condividiamo tutto ciò che hai scritto tranne per una virgola, le persone scortesi purtroppo esistono anche qui (come ovunque) ma è vero che in generale chi lavora al contatto col pubblico ha professionalità e sorriso garantiti. Trovare casa invece è un’altra storia…

    Rispondi
    • rossella squillace
      rossella squillace dice:

      Certo, buoni e cattivi ci sono ovunque 😊 io appunto parlavo del primo contatto superficiale con gli olandesi, ma non mancano episodi di scortesia anche qui. In che città olandese vivete?

      Rispondi

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