Cinque cose che detesto dell’Olanda

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Qualche tempo fa avevo scritto un articolo riguardo a cinque cose che apprezzo dell’Olanda, il mio paese ospitante. Se oggi vi sentite ottimisti, cliccate qui e leggete gli aspetti positivi di questo popolo.

Se vi siete svegliati con vena da criticoni, invece, vi consiglio di restare in onda, perché sto per svelarvi le 5 cose che più non sopporto dell’Olanda.

Perché è inutile: che si vada via o si giochi in casa, che si viva all’estero da più lustri o da poco più di un giorno, la vita da expat è spaccata a metà. Per tutti. A metà tra amore folle per la terra che ci ha dato i natali e odio snervante. Tra ammirazione per il paese evoluto in cui ci siamo trasferiti, e sbigottimento per alcuni aspetti e usi così strani e lontani dai nostri.

Ci si sente quasi bipolari. Un giorno ti svegli e ti ritrovi a godere del cantico degli uccellini delle mille zone verdi della tua città straniera e un altro giorno vai a nanna che invochi tutti i santi del tuo villaggio per non averti trattenuto abbastanza dal prendere quell’aereo di sola andata.

È dura, ma ce la si fa. In fondo il paese dei balocchi esiste solo nella mente geniale di Collodi.

E allora, fatta questa cinica premessa, vi lascio indovinare qual è il primo punto che può tormentare e letteralmente far venire i nervi a fior di pelli ad un italiano in Olanda.

 

Numero 1.

No, non è l’ananas sulla pizza, quella per fortuna non è ancora scivolata sotto i miei occhi da quando vivo qui.

È il tempo, il clima, il meteo. La pioggia, il cielo grigio, l’estate che non c’è. Devono ancora inventarla in Olanda. E come se non bastasse, con 16 gradi, pioggerellina fitta, folate di vento capaci di far girare  a velocità utlrasoniche le pal(l)e (dei mulini a vento, si intende!), sali sul treno dopo una dura giornata lavorativa e trac! Ti sparano l’aria condizionata a mille, manco fossimo a Bangkok.

Ma la cosa più snervante è che l’unica a passeggiare con l’ombrello e a indossare sciarpa autunnale ad agosto tirata su fino alle orecchie, sono io, l’italiana! A volte mi giro attorno, sul treno o per strada, alla ricerca disperata di uno sguardo spazientito da parte degli autoctoni, un cenno di seccatura per le poco consone condizioni climatiche. Ma nulla, zero. Neanche l’ombra.

Io sono la strana, quella che sfida il famoso vento di cui sopra con un misero ombrellino comprato da Primark con gli ultimi spiccioli dello stipendio rimasti sulla carta a fine mese.

Ma andiamo avanti.

Numero 2.

Il secondo posto della classifica se lo merita il sistema sanitario.

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Privato, caro, obbligatorio (o meglio, l’assicurazione sanitaria è obbligatoria). Si compra a pacchetti online, come quelli di un centro estetico o di un’agenzia di viaggi. In base a quante disgrazie di salute hai, aggiungi al pacchetto la tipologia di dottore di cui necessiti.

E in più, storia risaputa, puoi dire addio alla prevenzione. La regola non scritta è la seguente: non si fa nessun accertamento preventivo e non si assegna nessuna cura o medicina prima di aver speso almeno due settimane a imbottirti di paracetamolo. Solo allora, qualora stessi sul letto di morte, puoi presentarti dal tuo medico generico che inizierà, neanche più di tanto preoccupato, a porsi qualche dubbio e ad assegnarti qualche visita più specializzata.

Numbeo 3.

La mania di organizzazione.

Avete presente quella spontaneità di prendersi un caffè al volo nel bar sotto casa con il vicino della porta a fianco? O di chiamare alle 10 di sera l’amica e proporle una spaghettata improvvisata di fronte a un bicchiere di vino e quattro chiacchiere? O avete presente quando si prende il telefono e si chiama quel compagno di università che non senti da tanto tempo, così, perché ti va? Bene, toglietelo pure dal vostro presente.

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Perché qui gli olandesi organizzano persino il ciclo di sonno e i sogni, alla faccia di Freud. Vuoi prenderti un tè con Tizia di Utrecht? Falle controllare l’agenda. La risposta più probabile sarà: ti va bene per mercoledì 20 tra le 14.15 e le 15.43? E tu, superata la perplessità iniziale, dici fingendo entusiasmo: Sì, va bene! Mercoledì 20 settembre? – No, 20 Novembre. Quindi depenni il numero di Tizia dalla tua rubrica telefonica.

I compleanni? Organizzati almeno uno o due mesi prima. La festa di Sinterklaas? Almeno tre mesi prima. Il Family Day? Per quello ce ne vogliono almeno cinque, di mesi. Bisogna recuperare i parenti espatriati in Germania e in Francia. Ci vuole tempo, insomma.

I matrimoni? Quelli va bene organizzarli anche una settimana prima. I matrimoni non li sanno proprio fare qui nei Paesi Bassi, che amarezza.

Numero 4.

Il cibo.

Quello buono, intendo, ed economico. Conservatelo bene nella vostra memoria, preferibilmente con un pacco ripieno di soppressate, caciocavalli, olio extra vergine di oliva, pan di stelle, e ben di dio a non finire, appena spedito dall’Italia. Fissate nella mente bene gli odori, le forme, i momenti della vostra vita che vi rievocano.

Se tornate in una toccata e fuga nel Bel Paese, provate anche a memorizzare i prezzi. Perché qui ve lo scordate, tutto ciò. Andare a mangiare fuori cibo di qualità e magari anche ad un prezzo accessibile, è come fare terno al lotto. Il più delle volte i piatti saranno minuscoli, la qualità portata ai minimi livelli, e di elevato ci sarà solo il conto.

Numero 5.

Concludiamo con la quinta e ultima pugnalata al paese del formaggio e dei tulipani: i negozi che aprono quando gli pare e chiudono ancor prima di aver avuto il tempo di spingere la porta e metterci piede.

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Solitamente nelle città medio-piccole (forse unica eccezione vera e propria è Amsterdam), i negozi aprono tra le 9.00 e le 10.00 e chiudono tra le 17.00 e le 17.30. Idem bar, dottori, servizi di attenzione al cliente e via dicendo. Per non parlare dei ristoranti. Alle 22.00 ti cacciano fuori a suon di scontrini sbattuti sul tavolo e sorrisi ipocriti, quando in Italia a quell’ora io sarei ancora di fronte all’armadio a decidere che vestito indossare.

In conclusione, lasciate ogni speranza voi ch’intrate… in Olanda.

Ps. L’articolo è stato scritto in tono volutamente caricaturale ed esagerato. L’Olanda è un paese bellissimo, pieno di mille altri aspetti positivi capaci di superare questi cinque sopra elencati. Non solo l’Olanda è un paese bello: per me l’Olanda, ora, è casa.

8 commenti
  1. Mari
    Mari dice:

    Ciao,
    solo una considerazione: l’aria condizionata sparata è un fenomeno universale e quello che mi sorprende è che tutti l’accettino tranquillamente. Soprattutto ora, con i problemi creati dalla crisi climatica, mi chiedo come si possa essere costretti ad avere il maglioncino d’estate e a stare in maniche corte d’inverno (locali pubblici, supermercati, mezzi pubblici, ecc.).
    Io ora mi trovo a Madrid e la situazione è la stessa che in Italia ( ed io odio l’aria condizionata!).

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    • rossella squillace
      rossella squillace dice:

      Anche io sono allergica all’aria condizionata, Mari 😤 non pensavo che la situazione fosse la stessa a Madrid. Ma almeno lì fa caldo, e l’utilizzo dell’aria condizionata è più giustificato

      Rispondi
    • rossella squillace
      rossella squillace dice:

      Ciao Giulia, vivo ad Arnhem, in Gelderlsland. Il mio ragazzo è di questa città. Ma potrei cambiare città olandese in un futuro prossimo o lontano. Tu dove hai vissuto, invece?

      Rispondi
      • Giulia
        Giulia dice:

        Ero a Leiden! in alcuni momenti l’olanda mi manca molto, ma ricordo anche i piccoli sproloqui quotidiani contro la pioggia in bici! 😉

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  2. Silvia Bodini
    Silvia Bodini dice:

    Ciao Rossella, complimenti articolo divertentissimo! Io vivo in USA ma mi sono ritrovata un sacco nelle tue parole! Da quando vivo qua le agende mi mettono ansia, o meglio, le adoro per organizzarmi la mia vita quotidiana, ma cavolo, la vita sociale è un’altra cosa. Mi è capitato che mi chiedessero di tenermi libera per un pranzo tre mesi in anticipo. Ricordo ancora la scena: il caldo umido di agosto e questa signora che tira fuori l’agenda dal cassetto della sua cucina e mi chiede: “Sei libera il 2 Novembre?” WHAAAAT? Giuro mi è mancato il respiro per qualche secondo! ahahah Povere noi! W gli aperitivi organizzati last minute e le pizze improvvisate!

    Silvia – Iowa

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    • rossella squillace
      rossella squillace dice:

      Grazie Silvia. Anche a ne è capitato e continua a capitarmi. Io oramai, per fargli capire che la mia vita sociale non la organizzo mesi prima, dico: non so manco se sarò viva per quella data come faccio a sapere se sarò libera? 😅

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  3. Finally Mallorca
    Finally Mallorca dice:

    Ahhh come mi ricorda la Svezia! L’estate inesistente e il prendere un appuntamento mesi prima per un caffe insieme, da pazzi! Ed infatti poi l’ho lasciata…la Svezia intendo :-). La sanità in Svezia è pubblica ma funziona malissimo, riguardo a questo non saprei chi sta peggio se l’Olanda o la Svezia.

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