CITTADINA DEL MONDO

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Sono passati ben sei anni e mezzo dal mio espatrio a Parigi.

Spesso mi capita di pormi la fatidica domanda: “A questo punto ti senti più italiana o francese?”. Non so davvero cosa rispondere, perché non lo so più nemmeno io.

Non sono né una quasi italo-francese né un’italiana emigrata in Francia. Non mi identifico più nell’italianità pura e dura, ma nemmeno nella cultura d’oltralpe in cui sono costantemente immersa.

Sento semplicemente di appartenere al pianeta in cui vivo, non ad uno stato in particolare.

È come se fossi una sorta di ibrido di culture, e la cosa mi sorprende, intriga e fa sorridere.

Mi sento una cittadina del mondo.

Dopo tanti anni all’estero, continuo ad amare il mio paese d’origine ma non considero l’essere italiana un motivo di particolare fierezza. Sono sempre felice di tornare, ma a parte rari momenti non ho mai davvero sentito nostalgia di casa. L’Italia è meravigliosa così come la Francia, ma non esiste per me paese al mondo che sia migliore o peggiore di un altro.

Nessun paese è “il più bello di tutti”: è soltanto un posto fantastico in una miriade di luoghi altrettanto belli.

I miei documenti ed il mio luogo di nascita non mi definiscono.

Sono nata in Italia, ho passaporto italiano e questa terra generosa mi ha cresciuta per 24 anni. Ma non mi riconosco in abitudini ed atteggiamenti tipici del Bel paese, comuni soprattutto agli italiani all’estero.

Tuttavia, mi sento italianissima quando preparo la pizza in casa il sabato, quando trovo un karaoke italiano a Parigi oppure mi arrabbio parlando in dialetto napoletano ad alta voce. Lo sono altrettanto quando mi perdo nel centro storico di Napoli, resto per un’ora a fissare il mare o passeggio per Caserta ridendo a crepapelle con i miei amici di sempre.

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Vista di Napoli dalla Certosa di S. Martino. Una di quelle città in cui mi sento 100% italiana!

Un attimo dopo, come per magia, mi emoziono per un tramonto sulla Senna e mi sento parigina come non mai. Cucino con la crème fraîche, sorseggio un tè dopo pranzo e no, non commetto un sacrilegio! Soprattutto, spesso sbuffo per l’autobus in ritardo di soli tre minuti, e a quel punto sorrido sotto i baffi capendo di essere diventata molto francese!

Parigi, la Francia, sono ormai piccole parti di me, così come la mia amata/odiata Italia. Ciononostante, queste due culture non convivono in me così tanto da etichettarmi.

Le etichette sono qualcosa che non ho mai sopportato. Io non sono una definizione esatta: mi sento un piccolo melting pot di culture, una cittadina del mondo che ha fatto del pianeta Terra la sua casa, decidendo di fermarsi per un po’ nella Ville Lumière. 

Attualmente sono a Parigi, tra qualche anno chissà dove.

Io e la mia città non siamo altro che minuscole parti di un mondo immenso fatto per essere esplorato e gustato a pieni denti.

La mia passione per i viaggi ha sicuramente incrementato in me questa consapevolezza di essere una cittadina del mondo. Ogni volta che l’aereo atterra, accade la magia: esploro una nuova città, un nuovo territorio, e lo sento mio come non mai.

Mi sono innamorata della Spagna al punto che ci vivrei, sentendomi così vicina all’aria di fiesta che si respira nelle città spagnole. Allo stesso tempo vive in me una parte nordica, molto legata al piacere delle piccole cose, al calore delle quattro mura domestiche e allo stile di vita hygge tipico della Scandinavia. Amo la vita attiva delle metropoli ma anche il contatto con la natura ed il silenzio dei grandi parchi verdi del Nord Europa.

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Berlino, East Side Gallery

Ho tante sfaccettature e contraddizioni, mi sento in continua evoluzione e non trovo una precisa parola che riesca a definirmi, se non appunto cittadina del mondo.

Vivo il mio espatrio come una grande avventura, una continua scoperta di pregi e difetti del mio paese adottivo che insieme creano quel delicato equilibrio che è la vita. Ci sono alcuni aspetti dell’Italia che mi rispecchiano di più, altri meno; infatti sono molto francese per alcune cose, per altre mediterranea, per altre chissà, forse un po’ asiatica.

Lascio che tante piccole realtà convivano in me senza farle prevaricare.

Trascorriamo talmente tanto tempo a sentirci i migliori in tutto che perdiamo di vista le cose belle di cui possiamo godere. Persino durante la recente emergenza sanitaria non si è persa occasione per generare una guerra inutile, elogiando a più non posso certi paesi e screditandone altri, in un contesto che tutto è fuorché una gara.

Sentirmi cittadina del mondo mi ha permesso invece di annullare confronti e differenze dal mio giudizio. Il mondo è così vario, è normale che ogni paese sia diverso; ma ciò non vuol dire che uno sia migliore dell’altro.

Una nazione sarà molto bella, vivibile e ben organizzata per certi aspetti, un po’ meno per altri. Ma non esiste nessun paese che meriti di essere sminuito e nessun territorio che non valga la pena di essere esplorato e rispettato.

Sono una cittadina del mondo e non mi sento straniera né in Francia né altrove. E spero con tutto il cuore di non sentirmici mai ed in nessun luogo.

E se qualcuno un giorno dovesse dirmi: “Torna al tuo paese, sei diversa”, citando una famosa canzone potrei rispondergli : “Impossibile, vengo dall’Universo!” 

(ma ai Mondiali di Calcio continuo a tifare Italia!)

6 commenti
  1. Alessandra Cina/Ucraina
    Alessandra Cina/Ucraina dice:

    A chi ti dice “Ti senti più italiana o francese” rispondigli che le etichette non sono altro che limiti.

    Rispondi
    • Chiara - Parigi
      Chiara - Parigi dice:

      E come ha detto anche la nostra Ilaria, le etichette non sono altro un modo per semplificare la complessità del mondo in cui viviamo. Ma per noi cittadini del mondo, no, non funziona così! Guai ad etichettarci come fossimo magliette 😉

      Rispondi
  2. Emilia
    Emilia dice:

    Questo post andrebbe riletto ogniqualvolta ci si sente fuori luogo sia all’estero che in Italia! Grazie Chiaretta ❣️

    Rispondi
  3. fabiola
    fabiola dice:

    “Ho tante sfaccettature e contraddizioni, mi sento in continua evoluzione e non trovo una precisa parola che riesca a definirmi, se non appunto cittadina del mondo.
    Vivo il mio espatrio come una grande avventura.”

    Idem io, per me la vita è un avventura ed è iniziata proprio con l’espatrio. Mi sento un cockatil di culture, idee, passioni, lingue… di Tutto!

    Qualcuno lo ha già detto per noi, “We are the World”:

    Un abbraccio da una tua CONCITTADINA DEL MONDO <3

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