city-music

In the City of Music

In the City of  Music

I miei primi passi tra le mille note di Londra 

city-musicIo adoro camminare. La mia è una vera e propria passione viscerale per la promenade, che sia tra le caotiche vie di una città o immersa nel verde riappacificante della campagna poco importa. Quello che è assolutamente imprescindibile, mentre mi perdo per le strade del mondo, è che ci sia di sottofondo la mia personalissima colonna sonora. Per questo, da sempre, giro con le cuffiette nelle orecchie, tingendo di mille sfumature musicali la realtà che mi circonda, facendola diventare il mio palcoscenico ideale, animato dai paesaggi che mi scorrono accanto e dai passanti che incrociano il mio sguardo perso nel vuoto e il mio sorriso beato stampato sulla faccia.

Da quando ho messo piede a Londra tuttavia, mi sono accorta di girare per strada sempre più spesso senza il mio fedele iPod, con i timpani al vento e le cuffie ben riposte in tasca, ma con la stessa, identica sensazione di sempre di vivere in un film… Eh già, perché Londra è una vera e propria colonna sonora vivente! Le sue strade vivaci e colorate sono brulicanti di artisti di strada  che riempiono l’aria di note meravigliose. Ad ogni angolo trovi un chitarrista country che intona le familiari note di un brano di Dylan, un pianista che si accompagna mentre canta Billy Joel o una cantautrice in erba che si propone al pubblico, magari vendendo i suoi dischi sistemati alla rinfusa nella custodia del proprio strumento, trasformata per l’occasione anche in cappelliera, nella speranza di godere della generosità di chi si trova lì vicino, ad ascoltare. Londra è così, un eterno concerto a cielo aperto e ce ne è davvero per tutti i gusti! Se si passa più volte in giorni diversi nel medesimo luogo, si possono rincontrare gli stessi musicisti, quasi fosse un appuntamento fisso: c’è il percussionista instancabile dalle mille treccine vicino all’enorme John Lewis di Oxford Street, il quartetto d’archi tutto femminile che regala magiche sensazioni nel seminterrato di Covent Garden o il trio pop sotto la tube di London Bridge, che potrebbe tranquillamente essere il prossimo gruppo in finale a X-Factor UK.

city-music

Insomma, questa città è un sogno che diventa realtà per una cantante come me, ma anche per tutti i veri amanti dell’arte. Qui, ovunque ti giri, c’è musica, in tutte le sue forme, in tutta la sua disarmante bellezza, e puoi veramente guardarla negli occhi ed appropriarti di un pezzo di essa per farlo solamente tuo. Sono qui da pochi mesi, eppure ho ascoltato più musica in questo breve periodo che negli ultimi cinque anni! Certo, devo ammettere di essere venuta qui già con propositi specifici al riguardo, ma una volta arrivata questa città mi ha travolta di note e possibilità. E non si tratta soltanto della meraviglia degli artisti di strada, detti buskers, che già di per sé è una caratteristica determinante del luogo, ma anche dei mille locali, teatri e concert hall che dominano la città.

Una delle primissime cose che ho fatto da quando sono qui è stata andare al celebre Eventim Apollo, situato nel  quartiere di Hammersmith e precedentemente noto, per l’appunto, come Hammersmith Apollo. Questo splendido teatro aperto nel 1932 ha visto passare per il suo immenso palco artisti del calibro di Eric Clapton, dei Dire Straits e dei Jethro Tull. L’Hammersmith, tuttavia, si ricorda soprattutto per essere stato il teatro che ha ospitato il secondo spettacolo natalizio dei Beatles nel 1964. Qui ho avuto il privilegio di poter ascoltare una delle migliori band funk/jazz fusion del momento, gli Snarky Puppy: un gruppo formatosi nel 2004 in Texas che annovera fra le sue fila circa 14 musicisti fissi, tra cui il virtuosissimo pianista Cory Henry, ma conta fino a 40 tra musicisti e cantanti ospiti. Un gruppo che va sicuramente tenuto d’occhio da chi è appassionato del genere. L’Eventim Apollo si è rivelata essere una sala concerti degna di nota e al passo coi tempi, con un parterre lasciato completamente libero affinché gli spettatori possano godere dell’incredibile esperienza di essere ad un passo dalla band, quasi lì, sul palco con loro, mentre creano la migliore pozione alchemica che si possa ancora trovare a buon mercato.

city-music

Oltre all’Apollo ho avuto la fortuna di poter assistere al concerto di un grande della musica italiana, Vinicio Capossela, in un altro magnifico teatro della città, Il Clapham Grand a St. John’s Hill. Questo teatro è considerato un edificio di elevato interesse storico, rientrando nel secondo dei tre gradi della scala di rilievo del Regno Unito. L’interno di questo teatro lascia a bocca aperta all’istante: sviluppato tutto in altezza e profondità, su più livelli in modo da poter godere del concerto in atto anche dal fondo, dove si trova il bar, e con un doppio ingresso bilaterale dove si trovano anche due enormi poltrone di velluto scuro dall’aria molto barocca. Uno stile unico per una costruzione realizzata nel 1900 per mano dell’architetto E.A. Woodrow e che oggi è utilizzata, oltre che per ospitare magnifici concerti, anche per organizzare incredibili feste a tema o lussuosi party privati su richiesta.

Per il teatro più importante e conosciuto di Londra ho ancora da aspettare un mesetto, ma poi sarò anche lì, tra le prime file, per assistere al nuovo spettacolo dell’incantevole Cirque du Soleil che sarà a Londra con Amaluna, una delle sue esibizioni più affascinanti, dal 16 gennaio al 6 marzo 2016. Sto parlando ovviamente della Royal Albert Hall, sala concerti storica, concepita dal principe Alberto nel 1851 e realizzata finalmente nel 1871, grazie al lavoro degli ingegneri Fowke e Darracott Scott. La sala ha visto esibirsi nel tempo, al suo interno, artisti del calibro di Duke Ellington, Elle Fitzgerald, Led Zeppelin, Deep Purple e anche star nostrane come Claudio Baglioni e Laura Pausini. Qui vi si può trovare anche il meraviglioso organo a canne costruito sempre nel 1971 da Henri Willis, restaurato e attualmente funzionante.

Ma Londra non è solo la dimora dei teatri da concerto. Questa città è seconda solamente a New York per numero di teatri da musical, situati nel rinomato West End, meglio conosciuto come Theatreland. Qui si può assistere ai più famosi musical esistenti ed ogni anno se ne aggiungono di nuovi, per qualunque tipo di pubblico, di ogni background ed età. L’anno scorso, in una delle mie visite pre-trasferimento, ho avuto modo di assistere a Thriller, il musical su Michael Jackson uscito nelle sale inglesi appena qualche tempo prima. Inutile dire quanta bravura e tecnica emerga dai protagonisti, per non parlare dell’effetto unico dato dall’avere una vera band che suona in contemporanea allo show e che, nel caso di questo spettacolo in particolare, viene fuori con l’uscita scenica del chitarrista sull’assolo di Beat It.

city-music

Oltre ai teatri ed alle sale concerto, a Londra non si possono fare due passi senza inciampare in un locale di musica dal vivo. Che sia un locale che ha fatto storia, un jam bar o uno di quei locali dal concept moderno, il leitmotiv  è sempre la musica. Uno dei primi locali dove sono capitata dopo poche settimane dal mio arrivo è stato il Troy Bar, nella fremente zona di Hoxton, pullulante di ristorantini e movida. Questo famoso buco dai soffitti bassi, con un palco minuscolo situato al fondo della seconda sala, fa da sfondo ad una serie di piccoli miracoli musicali quotidiani. Qui ogni sera della settimana è dedicata ad uno stile musicale diverso: c’è la serata jazz fusion il mercoledì o quella funk fusion il venerdì. Tuttavia io credo di essere capitata nel giorno più assurdo di tutta la settimana: il martedì. Il martedì al Troy Bar c’è la serata Open Mic New Soul, ciò vuol dire che una resident band accompagna chiunque voglia esibirsi dal vivo in quello stile, con cover o inediti ( il che significa che molto spesso la band va a braccio…), o talvolta con la spoken poetry, altra forma d’arte molto interessante a metà strada tra la poesia e il rap. Lì, seduti in mezzo ad una folla estremamente eterogenea di corpi accaldati, calpestando continuamente cocci di bottiglie e bicchieri sparsi per tutta la sala, si ascolta ad un livello di bravura e talento che superano l’immaginabile, misto a un odore acre di alcool e sudore. Il colpo finale lo si ha all’uscita del bar, quando fra una chiacchera e mille complimenti si scopre che molti degli artisti che si esibiscono non sono neanche dei musicisti professionisti ma dei semplici ragazzi che cantano nel coro della chiesa locale.

Il miracolo del Troy Bar lo si può rivivere in altre forme in diversi locali sparsi per la città, come locity-music Spice Of Life a SoHo. In questo pub all’ angolo di Moor Street si può gustare un hamburger accompagnato da una pinta nella sala superiore prima di scendere nell’atrio sottostante, dove si spunta davanti ad un palco di media grandezza con diversi amplificatori accatastati gli uni sugli altri ed un maestoso pianoforte a coda in un angolo. Qui la pletora di artisti che vengono ad esibirsi nel lunedì Open Mic è composta quasi esclusivamente da cantautori i quali eseguono brani originali e qualche sparuta cover rivisitata nel proprio stile. Ognuno ha a disposizione un massimo di due brani da eseguire e il risultato è estremamente vario e diversificato: vi si può trovare dall’autodidatta coraggioso al talento indiscusso, passando per un paio di divertentissimi comici musicali che mettono in versi il loro pungente humor.

city-musicAltri locali interessanti sono sicuramente: l’Hoxton Square Bar and Kitchen, dotato di due sale distinte con area dj e palco, collegato al suo interno con una pizzeria/ristorante; il Bedroom Bar di Shoreditch, dotato anche esso di due sale con palchi e area dj, caratterizzato dalla presenza di distintivi divanetti che circondano la sala e che ricordano dei veri e propri letti; il Dingwalls di Camden Town, locale aperto dal 1973 che ha visto il passaggio di alcune delle star più importanti del panorama rock attuale come i Foo Fighters, i Muse ed i Mumford and Sons. Qui, l’11 novembre scorso, ho potuto ascoltare una memorabile band italiana, la PFM, ancora una volta ad un passo dal palco, vicina abbastanza per toccarli. Purtroppo questo storico locale è in via di chiusura e rinnovamento, dopo più di quarant’anni. Rimarrà comunque una sala da concerti ma la gestione cambierà.city-music

Per chi ama il jazz invece, uno degli appuntamenti più in voga tra i londinesi è quello dei Pizza Express Pheasantry, Jazz Club SoHo  e Midstone&UK dove si esibiscono periodicamente artisti del genere, mentre gli spettatori possono gustarsi una delle famose pizze del locale. Qui si possono ascoltare artisti di vario calibro e il 19 gennaio, addirittura, ci si esibirà il magnifico chitarrista dei Queen, Brian May, con la cantante Kerry Ellis… uno spettacolo da mille e una notte! Da non dimenticare però anche il Jazz Cafè, famosissima venue dove tra l’altro il 16 novembre scorso si è esibito il succitato Cory Henry con la sua band: The Funk Apostles.

Questo mio breve excursus tra le varie esternazioni musicali di questa incredibile città non può certo essere esaustivo, né tanto meno lo pretende, ma vuole semplicemente dare una panoramica sulle infinite possibilità che essa offre ad ascoltatori ed esecutori. Una passeggiata tra un’infinità di note che non finiscono mai di stupire e di riempire l’animo di una sana euforia. Il mio viaggio è appena cominciato e già ho voglia di condividerlo quanto più possibile con voi così da scambiarci idee, opinioni e sguardi su una delle più belle città della musica. E poi chissà che vagando tra le strade di Londra, in cerca di arte, tra i mille buskers che si riversano sui marciapiedi e sulle piazze, non troviate proprio me!

Buona musica e buone passeggiate a voi: perdetevi fra la folla, nella musica della vita.

city-music

Condividi con chi vuoi
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *