Comfort zone cercasi

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“La causa principale della sofferenza non è mai la situazione in cui ti trovi, ma i tuoi pensieri riguardo ad essa. La tua reazione ad una situazione ha il potere di cambiare la situazione stessa.”

Lo dice Eckhart Tolle.

Ok Eckhart, facciamo due chiacchiere.

Hai ragione. Eccome.

E chi potrebbe negarlo?

Alzi la mano chi di noi – moderni occidentali ormai orientalizzati per moda o per autentica affinità – ancora non sa che è la Mente (con la emme maiuscola) a dirigere il gioco.

Che è lei a decidere, in buona parte, che tono avrà la giornata.

Quindi secondo il saggio Eckhart la regola sarebbe: gestisci la tua Mente e sarai sempre felice e rilassato.

E certo, e come no.

Facile a dirsi, logico a pensarsi, difficilissimo a farsi.

Perchè poi, caro Eckhart, succede che:

. hai appena fatto armi e bagagli (millemila) e ti sei trasferito in un’altra nazione;

. non sei proprio la persona che si tuffa di testa nel mare dei cambiamenti (di quei cambiamenti, poi). O meglio, ti ci saresti anche tuffata mille volte ma per una serie infinita di infinite ragioni, finora, in 45 anni di vita, non hai mai cambiato nemmeno la fermata della metropolitana;

. sei entrato ufficialmente nella Terra di Mezzo – o nella Bolla di Mezzo ? – ossia in quella fase in cui inizi ad annusare quell’aria di “oddio ma non è che sono proprio qui in vacanza, qui ci devo vivere,  ops”;

. magari sei pure in pre mestruo (anche l’ormone vuole la sua parte perchè la sua parte la fa, eccome).

 

Ed è proprio in questo momento, caro Eckhart, che la Tempesta accende i motori.

Inizia piano, quasi in sordina, con due goccine qua e là, e quando meno te lo aspetti… bum!

La bufera. Il diluvio universale. Il vento cosmico di Eolo che si mangia una Vigorsol e ci fa i palloncini.

Una tormenta che si dispiega nel pieno delle sue forze e ti (s)travolge con una potenza tale che che manco una mandria imbufalita di Meganoidi contro Jeeg Robot.

Nostalgia, ansia, paura, “oddio che ci sto a fare qui?”, domande, dubbi, perplessità, difficoltà, tristezza, magone.

Improvvisamente ti manca tutto e tutto insieme: la mamma, la sorella, le amiche, il tram, il caffè nel bar davanti all’ufficio, la fruttivendola, il parrucchiere che sa esattamente cosa vuoi, l’edicolante, il Coin, il parchetto sotto casa, l’amica del pianerottolo, il tappetino di Yoga, la routine, le solite facce.

Improvvisamente ti guardi intorno e cerchi una zona di comfort.

Un’abitudine qualsiasi.

Una routine.

Un ambiente conosciuto.

La zona di Comfort.

Sì proprio lei, proprio quella che ti ha ucciso più e più volte in passato.

E in tutto questo la Mente cosa fa?

Forse ti aiuta a raddrizzarti sussurrandoti piano che tutto andrà bene, che tutto fluisce e che, dopo tutto, domani e’ un altro giorno?

Ovviamente no. Anzi.

Prende il timone e vira al contrario, colorando di nero e grigio il tuo quadro emotivo, già poco colorato di suo.

Quindi, caro il mio Eckhart, tu hai sicuramente una grande ragione ma credimi, non è sempre tutto così facile.

Perche’ tra il dire e il fare c’e’ di mezzo la mandria imbufalita di Meganoidi di cui sopra.

E allora che si fa?

Beh caro Eckhart, in generale non so dirti che si fa.

Però ti posso dire cosa ho fatto io.

Wu Wei. L’arte del Non Fare.

Un concetto di ispirazione taoista che invita alla compartecipazione arriva e fluida del divenire della Vita, con la consapevolezza del quando agire e quando non agire.

Let it flow, lasciar scorrere e lasciarsi scorrere nel fluire perfetto dell’Universo.

Che e’ pieno di tempeste ma anche di innumerevoli bellezze, di picchi emotivi discendenti ma anche di sentimenti positivi profondi e molto intensi.

E allora si, caro Eckhart che ti do ragione.

Fermati e attraversa la tempesta, e anche la Mente ti seguirà.

Ah! Bello è uscito il sole, andiamo a farci una birra?

Portiamoci anche i Meganoidi così socializziamo un po’.

 

(Ottobre 2018)

4 commenti
  1. Sara
    Sara dice:

    Ti capisco benissimo, anch’io mi sono appena ritrasferita, per la ventesima volta forse, e pensavo di sapere le regole del gioco, ma no, appena arrivata a Barcellona dove avevo già vissuto per tre anni ho avuto tutte quelle emozioni che tu descrivi. Abbiamo solo bisogno di una nuova routine, e sicuramente renderci conto che il detto ‘l’erba del vicino è sempre più verde’ è azzecatissimo. Un abbraccio

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    • Pamela Sironi
      Pamela Sironi dice:

      ciao Sara, grazie 🙂
      Si, all’inizio è dura! Poi quando inizia a prendere forma la “nuova” identità le cose migliorano. Ci vuole molta pazienza! Bellissima l’immagine dell’erba del vicino, quanto è azzeccata davvero!
      Perchè in fondo non dobbiamo mai dimenticare di prendere le cose con un filo di ironia altrimenti è un disastro :))
      Barcellona? E ma allora siamo potenzialmente vicine! Che bello!
      Un caro abbraccio, Pamela

      Rispondi
      • Sara B.
        Sara B. dice:

        Ciao!quanto mi riconosco in ció che hai descritto sopratutto quando dici: improvvisamente ti manca tutto e tutto insieme. Da un mese mi sono trasferita a Barcellona (siamo tutte vicine! ) e credevo di esserci abituata avendo avuto altre esperienze all’estero, invece no, questa volta mi manca proprio quella routine dalla quale sono voluta tanto uscire. Spero di riuscire presto a trovare il mio posto qui. Un abbraccio

        Rispondi
        • Pamela Sironi
          Pamela Sironi dice:

          Ciao Sara, te lo auguro davvero … anche se sappiamo ci vuole molta pazienza
          Ma siamo proprio tutte vicine !
          Dobbiamo organizzare un incontro spagnolo! Sarebbe bellissimo 🙂
          Un abbraccio e buona domenica (sera)

          Rispondi

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