TUTTO CIO CHE NON TORNEREMO A FARE

DOPO LA PANDEMIA

Tempo fa mi è capitato sotto gli occhi un articolo del New York Times riguardo ai comportamenti abitudinari che si spera non verranno più messi in atto dopo la pandemia.

Articolo che mi ha fatto sorridere, pensare e che vorrei riprendere con voi, seppur in maniera rivisitata e personalizzata.

La pandemia sta mettendo a dura prova le relazioni umane, i rapporti internazionali, l’economia mondiale ma, soprattutto, i nostri nervi: le nostre abitudini sono state stravolte, le nostre vite appesantite e le nostre libertà compromesse.

Ma se vogliamo prendere questi tempi in maniera più filosofica e ottimista, dobbiamo ammettere che tutto ciò ha portato anche alcuni aspetti positivi, soprattutto riguardo all’eliminazione o alla modifica di certi comportamenti o abitudini negative che purtroppo facevano parte della nostra vita pre-Covid, come per esempio:

Non si passeranno più intere giornate in ufficio.

Oggi infatti abbiamo capito che lo smart-working è una valida alternativa che concede anche l’opportunità di passare più tempo coi propri cari e dedicarsi a piacevoli hobby

Molte meno file alle casse dei negozi o buste pesanti da trasportare.

L’e-commerce è sempre più sviluppato ed accessibile, sia per comprare l’ultimo modello di scarpe che per la spesa alimentare settimanale. Comunque, non si potrà più superare in fila, la distanza sociale obbliga ormai a mettersi in coda in modo ordinato e civile

Si eviterà di toccare persone o oggetti con le mani sporche.

Non spargeremo germi ovunque grazie ai disinfettanti idroalcolici che ormai si trovano ad ogni angolo e alla nuova consapevolezza di quanto sia importante lavarsi spesso le mani con acqua e sapone – per non parlare della vecchia usanza italiana di accompagnare l’aperitivo con ciotole comuni – ormai bandite – di noccioline, olive o patatine da cui ognuno si serviva con le mani

Distanza fra i tavoli che i ristoranti devono rispettare.

Non dovremo poi più parlare con un filo di voce al ristorante per evitare che i vicini sentano tutti gli affari nostri.

Nessuno chiederà più di assaggiare il dessert del proprio commensale che, suo malgrado, lo offriva per educazione.

Non ci sarà più la calca in ascensore.

Dato il numero limitato di persone ammesso al suo interno,  si tenderà a fare le scale e ad essere, quindi, meno sedentari.

Rifuggiremo il più possibile luoghi chiusi e affollati, prediligendo passeggiate e chiacchierate ossigenanti all’aria aperta.

Non si manderanno più i propri figli a scuola con raffreddore, tosse o derivati.

Non infesteremo cosi l’intera classe per risolvere il dilemma personale di dove metterli

Non si toccheranno più le manine dei bebè altrui.

Eviteremo cosi il rischio che, quando la manina verrà inevitabilmente portata alla bocca, porti con sé ogni genere di microbi

Niente più unghie e pellicine rosicchiate.

Abbiamo capito che non è igienico mangiarsi le unghie e poi toccare altri o altro con i polpastrelli umidicci – o, ancor peggio, leccarsi la punta del dito indice o medio per girare la pagina di un giornale, di un menu o di un qualsiasi altro supporto cartaceo che verrà successivamente condiviso con altri.

Ironia a parte, il mondo sta cambiando, nel bene e nel male.

Se ovviamente speriamo tutti di poter tornare quanto prima a certe buone abitudini, quali stringersi la mano, abbracciarci, soffiare sulle candeline di una torta o andare a un concerto, è anche vero che la pandemia ci ha dato il tempo di riflettere su quali siano le cose davvero importanti, le stesse che prima davamo per scontate e che oggi ci appaiono come quelle di cui non vogliamo proprio fare a meno!

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