piccole-cose-grandezza

Piccole Cose e Grandezza

“Non so come fartelo capire, ma qui si vive al riparo. E non è una cosa spregevole. È bello. E poi chi l’ha detto che si deve proprio vivere allo scoperto, sempre sporti sul cornicione delle cose, a cercare l’impossibile, a spiare tutte le scappatoie per sgusciare via dalla realtà? E’ proprio obbligatorio essere eccezionali? Io non lo so. Mi tengo stretta questa vita mia e non mi vergogno di niente: nemmeno delle mie sovrascarpe. C’è una dignità immensa, nella gente, quando si porta addosso le proprie paure, senza badare, come medaglie della propria mediocrità. E io sono uno di quelli.
Si guardava sempre l’infinito, a Quinnipark, insieme a te. Ma qui non c’è l’infinito. E così guardiamo le cose, e questo ci basta. Ogni tanto, nei momenti più impensati, siamo felici.”


Castelli di Rabbia – Alessandro Baricco

piccole-cose-grandezzaLa biblioteca civica qua ospita anche una piccola sezione di libri in italiano e – presa dalla voglia di leggere qualcosa in grado di distrarmi a dovere – qualche settimana fa ho preso questo libro, anche se Baricco – diciamolo – non è nella mia top ten di autori italiani preferiti.
Ero sul treno quando ho letto questa frase, stavo andando a dare ripetizioni di inglese presso un istituto che si occupa – appunto – di Nachhilfe e non sono riuscita a levarmela dalla testa. Davvero. Ho persino dovuto mettere mano all’agenda e segnarmela perché non volevo mi sfuggisse nella frenesia delle parole.
Sarà che è un periodo che rifletto molto – forse troppo – e inizio a sentire la voglia di cambiare, ma sto iniziando di nuovo a riapprezzare le piccole cose come non facevo da un po’ di tempo. Una giornata passata a cucinare, un film che aspettavo da tempo di poter vedere, un the con amici, una passeggiata in solitaria nonostante il freddo.. Ho un’immagine impressa sulla retina, un’immagine che in qualche modo mi fa stare bene e mi rimette in pace con me stessa e con chi ho intorno. Sono in Italia, nel mio piccolo appartamento e sul tavolo ho la sporta in vimini comprata a Menton ricolma di frutta e verdura, un raggio di sole a illuminare le sedie in legno scuro e un meal-prep plan appoggiato lì di fianco. Nulla di eclatante, ma quelle sono le immagini a cui ritorno quando ho bisogno di pace. Piccoli momenti, frammenti di una vita semplice che mi fanno stare bene, attimi dedicati a prendermi cura di me stessa.
Ogni volta che qualcosa prova a sopraffarmi, ogni volta che tutto mi sembra troppo, cerco di fare esattamente quello. Mi fermo, chiudo gli occhi, penso a quel frammento di vita e sorrido perché so che quello stare bene partiva da me stessa ed è per questo facilmente ritrovabile e altrettanto insostituibile.
Probabilmente passerò spesso e volentieri per la svitata pseudo-guru che dice a tutti di pensare positivo e poi appena è da sola mugugna e sbuffa come nemmeno una pentola a pressione. Eppure è proprio così..per ogni piccolo disastro c’è un piccolo grande miracolo, per ogni calamità che ci colpisce abbiamo la forza di andare avanti e ogni volta che la vita ci butterà a terra potremo far tesoro di questo frammento di saggezza: c’è grandezza nelle piccole cose, c’è grandezza nei frammenti di tempo che ci fanno stare bene. C’è grandezza in noi stessi, nel nostro essere piccoli uomini (e donne ? ) dal grande potenziale e dal cuore enorme. In una realtà che si fa sempre più competitiva, professionale, elitaria é bello saper di poter tornare a quello stato di pace e soddisfazione che le piccole cose e i frammenti di tempo sanno dare. É bello ricordarsi che c’è valore anche nei piccoli gesti umili e nulla avrà mai maggior valore di ciò che ci rende fieri di noi stessi e ci fa stare bene. Non dimentichiamolo mai.

Condividi con chi vuoi
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *