Qualche settimana fa abbiamo fatto la conoscenza di Doraura, una giovane ragazza pugliese che vive in Francia. La sua storia ci ha subito colpite, perché ci siamo subito riconosciute nelle sue parole. Le abbiamo quindi chiesto di parlarci un pochettino di se stessa e di quello che fa in Francia, a Lille. Si tratta di una testimonianza interessante, a tratti commovente. Con parole semplici, infatti, Doraura ci presenta il dubbio amletico di molte di noi: partire o rimanere? Con delicatezza, quindi, ci parla dell’amore per la sua terra, quel posto che chiama Casa. Allo stesso modo, la sua voglia di viaggiare e curiosare è innegabile. È un ossimoro che tutte conosciamo, quello in cui si trova a vivere. Un constrasto che ci fa sospirare e annuire, prima di dire “Eh, ci sono passata anche io”.
Buona lettura.

 

doraura-paesaggio-lilleBuongiorno a tutti, sono Doraura, nome inventato dalla mia fantastica mamma, e ho 25 anni, anzi quasi 26. Sono pugliese, precisamente di Martina Franca, ossia la città che definisco “la regina della valle d’Itria”. Amo la Puglia e a oggi la definisco la mia sola e unica casa. Ciononostante sono una viaggiatrice, per quanto paradossale possa sembrare.

Fin da bambina i miei genitori mi hanno educata alla cultura del viaggiare e dell’ospitare. Pensate che all’età di 14 anni avevo visitato quasi tutta l’Europa, al seguito della mia famiglia. Sono cresciuta in una casa che ha sempre ospitato persone da tutto il mondo, aprendo le sue porte a storie di vita, a viaggiatori, a gente astratta. Ripensandoci, probabilmente è proprio per questo  che mia sorella è finita a vivere in Australia, mio fratello nel sud della Francia mentre io ora abito nel nord della Francia.
A partire dai 12 anni ho iniziato a frequentare spesso la Francia. Mio fratello, infatti, vive a Montpellier da più di dodici anni. Durante i mesi estivi, dopo la fine della scuola, andavo sempre in trasferta lì. Studiavo il francese e, per così dire, “controllavo” mio fratello maggiore. La città mi è sempre piaciuta: ha il sole, il mare ed è frizzante. Da gennaio 2022, poi, mi piace ancora di più. A Montpellier, infatti, è nata mia nipote, uno dei regali più belli che la vita mi ha fatto.

A 18 anni ho iniziato i miei studi universitari ma questa, credetemi, è una storia lunga.
Il primo anno di università ho frequentato un corso di Scienze Politiche all’Università di Bruxelles. Post diploma, quindi, sono subito partita per il Belgio. Dopo una serie di vicissitudini ho deciso di tornare in Italia per continuare i miei studi. Come sicuramente immaginerete, non è stato per nulla semplice partire a 18 anni da una piccola città di provincia per andare in una capitale europea. Ho proseguito con un corso di studi in Scienze Politiche Sociali e Internazionali all’Università di Bologna. Parallelamente ho fatto persino un Erasmus a Parigi. Mi sono innamorata di Bologna ma nonostante tutto ho scelto di lasciarla: l’anima da viaggiatrice ha avuto la meglio sul mio bradipo interiore.

Nel 2019 ho iniziato la laurea specialistica in Gestione delle Organizzazioni e del Territorio all’Università di Trento, sino all’avvento della pandemia. Dopo sei anni in cui ho vissuto fuori casa, infatti, mi son trovata costretta a tornare a casa dai miei genitori. Uno dei motivi principali fu il fatto che i due anni di specialistica erano completamente online.
Quella terra che a 17 anni non vedevo l’ora di lasciare, quella terra che in adolescenza non riuscivo ad apprezzare, all’età di 24 anni mi è sembrata diversa, unica. Ho riscoperto il piacere della tranquillità e delle cose genuine.  Ho rivalutato la libertà del gestire il mio tempo, ho vissuto le amicizie storiche. Sono persino riuscita a darle un valore tutto nuovo. Ho ritrovato una Puglia unica e magica. Tornando a casa, ho scaldato il mio cuore. Come amo sempre dire, la Puglia è uno stato d’animo.
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Un anno fa mi sono finalmente laureata discutendo una tesi sull’Ilva di Taranto.
A qualche mese dalla laurea, quindi, ho iniziato la ricerca attiva di un lavoro tra Italia e Francia. L’idea è sempre stata quella di avvicinarmi alla Francia. Uno dei principali motivi di questa mia decisione era, evidentemente, la mia famiglia. A questo si aggiunge anche l’amore nei confronti della lingua francese e la voglia irrefrenabile di viaggiare. Ma volevo veramente lasciarmi casa alle spalle? Dopotutto avevo ritrovato serenità dopo anni passata a fare la trottola. Quei due anni erano forse abbastanza, per me? Ero pronta a rispolverare il passaporto e partire? Di certo le compagnie aeree avevano sentito la mia mancanza…
A maggio 2022 ho accettato un lavoro un po’ particolare a Montpellier: ho fatto per qualche mese la speaker radiofonica in una radio locale. Dovete sapere, infatti, che mi ero decisa a voler fare un’esperienza un pochino diversa. Successivamente è arrivata l’offerta del Servizio Civile Universale a Lille. Contemporaneamente un’azienda pugliese mi aveva proposto un bellissimo posto di lavoro. Che fare? Ho passato mesi a crogiolarmi su questa scelta. Rimanere in Puglia oppure continuare a viaggiare?
Ho accettato la proposta di Lille, rifiutando a malincuore quella in Puglia. In questo modo, infatti, avrei avuto l’opportunità di lavorare in un patronato. Dovete sapere che l’attività sindacale è sempre stata il mio sogno. Mi sono detta che questa esperienza avrebbe potuto portarmi a creare un network non indifferente per il mio futuro lavorativo. La mia idea di lavoro perfetto è proprio quella di essere utile alla società e al singolo. Non vi nego, però, che a distanza di due mesi dal mio trasferimento il senno di poi inizia a farsi sentire…

Il progetto per il quale lavoro si occupa di offrire un servizio di assistenza, informazione e formazione legale e fiscale degli italiani all’estero.
Allo stesso modo, ci occupiamo del mantenimento dei legami di questi ultimi fra loro. Sono tutte attività che consentono di rendere la vita della comunità italiana in Francia un pochino più semplice. In poche parole, rivestiamo un ruolo fondamentale per la protezione dei diritti collegati alla legislazione e alla cittadinanza italiana ed europea. L’idea alla base di ciò che faccio mi piace davvero molto!
Venendo in Francia ho completamente stravolto la mia vita, rifiutando molte proposte di lavoro in Italia. Dentro di me, infatti, era ancora viva la volontà di viaggiare, vedere, scoprire, provare. Ciononostante son partita un pochino a malincuore perché ho lasciato, ancora una volta, l’unico posto che ad oggi per me è casa. Perché l’ho fatto? Ecco: voglio crescere guardando il mondo, voglio vivere provando cose nuove. Desidero uscire dalla zona confort per superare le mie paure e poi tornarci più forte di prima. È difficile, tanto difficile ma sto lavorando per crescere e magari costruirmi un futuro a casa. Ormai dovreste aver capito di che casa si tratta…
1 commento
  1. Stefano
    Stefano dice:

    Veramente una bella storia ma una curiosità in tutto questo tempo non c’è stata nessuna storia amorosa ? Ciao ti auguro tante belle cose.

    Rispondi

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