Davide contro Golia – Hong Kong contro la Cina

hong-kong

Tutti continuano a dirmi quanto io sia stata fortunata ad essermene andata via da Hong Kong in tempo.

Ma il 31 agosto 2019 non mi sono sentita fortunata: avevo le lacrime agli occhi così come le aveva  la mia amica di Hong Kong mentre al telefono mi raccontava del tradimento della polizia.

Quel giorno, in tv, ho visto la polizia attaccare civili inermi, negare l’accesso ai paramedici che volevano soccorrerli, pestare un uomo in un bagno e poi andarsene come fanno i criminali.

Avevo il cuore che doleva per amici che amo e per una città che ho chiamato casa fino a poco tempo fa.

In questi ultimi tre mesi ho visto un popolo, Davide, lottare contro la più grande potenza mondiale: Golia.

Una potenza mondiale contro cui nessuno ha veramente il coraggio di opporsi. E prego che sia veramente come Davide contro Golia perché alla fine Davide vince!

Per chi non avesse seguito la vicenda dall’inizio, tutto è iniziato con un cittadino di Hong Kong che pare abbia ucciso la sua ragazza a Taiwan e poi sia scappato di corsa ad Hong Kong.

Carrie Lam, la governatrice di Hong Kong, con la scusa di voler estradare questo presunto assassino, ha deciso di proporre un emendamento alla legge per l’estradizione.

Fino ad adesso Hong Kong ha avuto accordi bilaterali con diversi stati, ma non con la Cina, Macau e Taiwan.

I cittadini di Hong Kong non avrebbero alcun problema ad estendere l’emendamento a Taiwan se non fosse che per il governo cinese Taiwan non è uno stato indipendente, ma è parte della Cina. Legalmente, in Cina e quindi anche Hong Kong che è un governatorato cinese, Taiwan è cinese, quindi un emendamento che permetta l’estradizione a Taiwan permetterebbe l’estradizione anche in Cina.

Questo vorrebbe dire che la Cina avrebbe il potere di richiedere l’estradizione di qualsiasi cittadino di Hong Kong o straniero che viva o che anche solo metta piede (per esempio, faccia scalo all’aeroporto) ad Hong Kong.

Da qui sono iniziate le proteste.

All’inizio i protestanti hanno solo chiesto che venisse cancellato l’emendamento, ma, visto che Carrie Lam, si è rifiutata di ritirarlo in via definitiva, le proteste sono aumentate e così le richieste.

Le cinque richieste:

1) Ritiro dell’ammendamento;

2) Dimissioni di Carrie Lam;

3) Il governo non deve considerare queste proteste come sommosse (e quindi illegali);

4) Si deve aprire un’investigazione sul comportamento della polizia;

5) Tutti coloro che sono stati messi in prigione per le proteste devono essere liberati.

Carrie-Lam

Carrie Lam, governatrice di Hong Kong

Siamo al terzo mese di proteste.

Lo zoccolo duro della protesta sono i giovani universitari ed anche alcuni liceali che ammettono di andare alle proteste senza il permesso dei genitori, ma non sono soli. Tutti i cittadini stanno protestando.

Hanno iniziato il 9 Giugno 2019 con una marcia a cui hanno partecipato più di 2 milioni di persone. Tutti i nostri amici ci hanno mandato video e foto del mare di persone che si muovevano pacificamente insieme, uniti per la città. E noi ci siamo collegati con i video live ed abbiamo seguito tutta la marcia.

Carrie Lam non ha accettato le richieste e le proteste sono andate avanti.

Il governo ed i protestanti hanno incominciato ad usare la violenza. Ci sono state le marce dei diversi gruppi di lavoratori come quella degli avvocati e del personale sanitario, i raduni delle mamme per chiedere alla polizia di non fare del male ai loro figli e degli anziani per chiedere di non fare del male ai giovani.

La polizia è sempre stata molto rispettata ad Hong Kong ma ora i cittadini si sentono traditi.

Hanno perso una delle loro certezze. La mia amica ha perso la sua fede nel governo e nella polizia della sua città il 21 di Luglio. Quella sera alcuni uomini (si pensa membri delle triadi) hanno attaccato dei pacifici protestanti e altri cittadini che tornavano a casa in una stazione della metropolitana.

La mia amica mi ha inviato i video dell’attacco e mi ha detto che aveva cercato di aiutare. Infatti, quando ha visto cosa succedeva grazie a video che venivano mandati da testimoni, ha subito chiamato la polizia per denunciare l’attacco e farli andare in difesa dei cittadini.  Appena ha detto il nome della stazione della metropolitana dove c’era bisogno del loro aiuto, la polizia le ha chiuso il telefono in faccia.

Quello che si crede è che la polizia sapesse dell’attacco e che gli fosse stato impartito l’ordine  di non intervenire.

Quello che si sa e` che i poliziotti si sono barricati nella stazione di polizia ed in seguito hanno detto di aver avuto paura e di non essere usciti in aiuto dei cittadini perché era pericoloso. Immaginate come si sia sentita la mia amica e cosi` gli altri cittadini. Immaginate la rabbia, la tristezza ed anche la paura di non poter piu` contare sui difensori dell’ordine.

Poi arrivano gli eventi di pochi giorni fa, il 31 Agosto 2019, per i quali è intervenuta anche Amnesty International.

La polizia ha attaccato cittadini inermi con manganelli e spray al peperoncino (che per legge non si può spruzzare in ambienti chiusi) dentro i vagoni della metropolitana ed ha impedito l’accesso ai paramedici che volevano occuparsi dei feriti.

Carrie Lam ha dichiarato che non esclude di dichiarare lo stato di emergenza e questo prevederebbe la censura della stampa e della televisione, il controllo di Internet (come  in Cina) ed anche il diritto della polizia di entrare nelle case senza alcun mandato.

Alcuni dei nostri amici sono “fortunati”, hanno il passaporto britannico o canadese e sanno di avere la possibilità di dare un futuro migliore ai loro figli, ma chi non ha un altro passaporto? E anche quelli che possono partire, partono lasciando la loro città senza sapere se possono tornarci.

Nonostante il caos delle loro vite, i nostri amici sono persone speciali.

pacco-regalo

Il pacco che mi ha mandato la mia amica da Hong Kong per farmi gli auguri di buon inizio del mio nuovo lavoro in Italia

Hanno trovato il modo di farsi sentire vicini. Sapevano delle nostre vicissitudini qui in Italia e non ci hanno mai abbandonato nonostante la distanza!

Ed io non voglio abbandonare loro.

Quello che io posso fare da qui, lo sto facendo.

Ho firmato tutte le petizioni che mi hanno mandato, anche quelle che sembravano inutili (come l’appello a Trump) perché non si sa mai. Scrivo sui gruppi di Facebook e sostengo la popolazione, condivido articoli e pensieri. Se siete interessati a sapere cosa succede, su Facebook potete controllare “Hong Kong Free Press”, “Hong Kong Democracy Now”, “Be Water” e, naturalmente, il South China Morning Post che e` il giornale di Hong Kong, in Inglese.

NB: Non ho fatto i nomi dei miei amici perché per loro è pericoloso essere riconosciuti.

2 commenti
  1. Alessandra-Cina
    Alessandra-Cina dice:

    È una situazione terribile. Mi fa una rabbia assurda, la Cina è terribile dal punto di vista della libertà personale e Hong Kong non deve e non può diventare così. Con l’estradizione farebbe la fine del Tibet e tutti gli oppositori politici sparirebbero in un attimo in Cina. È vogliamo parlare di queste povere persone vittime di violenza perché PARLANO? Perché dicono la loro? Povera Hong Kong… qualcuno pensa che le proteste siano state innescate dal governo cinese per ammettere Hong Kong prima della scadenza dei 50 anni. Chissà…
    Sai che mi sono presa un sacco di parole dalle mie conoscenze cinesi perché sto dalla parte di HK. I cinesi sono convinti che gli hkesi siano un gruppo di ragazzi che non hanno meglio da fare se non essere violenti per gioco e che NOI occidentali siamo plagiato dai media che ci vogliono mettere contro sua santità il partito cinese. Che rabbia.

    scusa la veemenza del post, ma essendo stata sia a HK che avendo vissuto in quella dittatura che è la Cina, quando si parla di questo argomento esco di testa.

    Rispondi
    • Stefania Hong Kong
      Stefania Hong Kong dice:

      Alessandra, so che molti cinesi non capiscano perche` le persone di Hong Kong facciano tante storie. Io sto dalla parte delle persone che mi hanno sempre accolta a braccia aperte e che mi hanno introdotto ai loro usi e costumi. Persone che mi hanno porttao in giro per farmi conosce la loro Hong Kong e che mi sono sempre state vicine. Sento e vedo il loro dolore ed ho sentito il loro smarrimento quando si sono sentite tradite da chi avrebbe dovute proteggerle!

      Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi