Decalogo delle cose da NON fare a Barcellona

A Barcellona ci sono tantissime cose da fare.

Oggi però mi accingo a stilare una mia lista personale delle cose da non fare durante il vostro viaggio a Barcellona.

Caramelle- Barcellona

  •  Non farsi derubare

Al primo posto troviamo un must della capitale iberica.

Il detto dice: “uomo avvisato, mezzo salvato”.

Qui a Barcellona del proverbio ne hanno fatto un vero e proprio Modus operandi, tanto che nella metropolitana non fanno altro che diffondere messaggi per avvisare gli utenti di stare attenti.

La situazione è complicata perché i ladri sono dei veri e propri maghi nella loro arte e spesso il malcapitato se ne accorge solo a fatto avvenuto.

Inoltre, nonostante il bersaglio preferito dei borseggiatori siano i turisti, il processo di selezione è abbastanza democratico: anche i locali infatti rischiano grosso.

Oltre a suggerimenti abbastanza ovvi quali non lasciare la borsa aperta o non tenere il portafoglio nella tasca posteriore, sarebbe consigliabile:

  • non lasciare borse o zaini a terra
  • non appoggiare il cellulare sul tavolo
  • a seconda del ristorante in cui ci si trova, prestare attenzione a borse/zaini appesi allo schienale della sedia
  • nel vagone metro diffidare di chi ci urta o sembra non lasciarci passare
  • in strada stare attenti se qualcuno ci tira qualcosa addosso e, con la scusa di pulirci, ci “ripulisce” di tutti i nostri averi.

Ogni giorno se ne inventano una nuova.

Speriamo che presto qualcosa cambi e Barcellona non rimanga la città del “furto libero e impunibile” che è adesso.

Se vi dovesse capitare, pensate che non siete i soli, in quanto si tratta di un grave problema della capitale catalana. Si potrebbe quasi dire, tristemente, che sia una autentica esperienza barcellonese!

mappa barcellona

  • Non dire “pa-i-ella”

La Pa-i-ella, detta cosí, non esiste.

Questa specialità gastronomica – originaria di Valencia- si scrive PAELLA.

La doppia L in spagnolo e catalano (su una cosa coincidono, almeno!), si pronuncia con un suono simile al nostro GL di “aglio”.

Se non ci doveste riuscire, potete pronunciarlo come la lettera I. Tipo: PAE-I-A.

Non pronunciate mai la doppia L (LL) come una L.

La pronuncia corretta sarebbe Pae-gli-a.

paella

  • Non affermare che il catalano sia un dialetto

Il popolo catalano è una nazione, nel senso enciclopedico del termine, indi per cui ha una propria lingua.

(cit. Nazione: Il complesso delle persone che hanno comunanza di origine, di lingua, di storia e che di tale unità hanno coscienza, anche indipendentemente dalla sua realizzazione in unità politica).

Ha una sua grammatica (aiuto, se doveste iniziare a studiarlo!) e una propria letteratura.

Viene parlato in Catalogna, e con alcune varianti anche in Andorra, nelle Isole Baleari, nella regione di Valencia e nella cittá sarda di Alghero.

Pensare che il catalano sia un dialetto, o non sapere nemmeno della sua esistenza, fino a qualche anno fa era abbastanza normale per noi italiani.

Nonostante alcuni catalani credano che in tutto il mondo si parli solo della Catalogna, alias il centro dell’universo, in Italia si parlava poco di questa regione spagnola, e meno ancora della sua lingua.

Come suona il catalano?

Più dolce rispetto allo spagnolo, spesso infatti lo si preferisce per rivolgersi ai bambini poiché privo del suono J, che per noi italiani all’inizio è difficile da pronunciare in quanto fortemente aspirato (sembra di raschiarsi la gola).

Sempre rispetto allo spagnolo/castiglianoda”lingua del Regno di Castilla”- alcune parole catalane sono simili o uguali all’italiano e al francese.

In generale un catalano ha più facilità nell’apprendimento dell’italiano rispetto a un madrileno, ad esempio.

La Catalogna è una regione bilingue, per cui sia lo spagnolo che il catalano sono lingue ufficiali.

  • Non chiamare la città Barça

Barça è l’appellativo del Futbol Club, la squadra di calcio di Barcellona.

Il suono Ç si pronuncia mettendo la lingua tra i denti.

Barna è l’appellativo che si usa per riferirsi alla città di Barcellona. Da usare per sentirsi super integrati!

Stadio- Barcellona

  • Non andare in giro in costume da bagno

A Barcellona, in estate, ci si può imbattere in gente in strada o in metropolitana avvolta nell’asciugamano, come se fosse appena uscita dall’acqua.

Anni fa nel centro storico erano apparsi dei cartelli che vietavano questo comportamento.

L’esistenza di questi avvisi sembrerebbe già di per sé assurda: anche a New York c’è il mare, eppure vi immaginate turisti che la visitano in bikini o boxer? Dubito.

Una cosa è che lo si faccia nella zone limitrofe del porto e delle spiagge, un’altra che ci si trovi in centro città.

Per fortuna la situazione sembra molto migliorata.

Forse i messaggi sono stati efficaci, forse ha funzionato il passaparola, o forse qualcuno ha detto in giro che c’era una italiana pazza che se ti vedeva a petto nudo ti avvisava che saresti potuto incorrere in una multa!

Lungomare-Barcellona

  • Non comprare gli abbonamenti del trasporto pubblico

Se c’è una fregatura in cui il turista medio può incappare, per me si tratta di questa.

Mi metterei volentieri davanti alle macchinette della metro e, gridando, avvertirei gli ignari nuovi arrivati di non farsi ingannare. Credo pero’ che la cosa non farebbe molto piacere a TMB (impresa di trasporti pubblici).

Analizziamo i costi nel dettaglio.

Una singola corsa all’interno dell’area metropolitana della città costa 2, 2o euro.

Gli abbonamenti giornalieri per viaggi illimitati sono Unipersonali, quindi 1 utente uguale 1 biglietto, personale e non cedibile.

A Barcellona, anche se doveste fare tante corse al giorno, non credo ne fareste più di quattro,  perché una volta in centro ci si può muovere benissimo a piedi.

Ogni corsa permette un ingresso alla metro+bus+tram+funicolare+ferrocarrils  in un lasso di tempo equivalente a massimo 75 minuti. Calcolando, quindi, sarebbero quattro viaggi da 2,20 l’uno, per un totale di 8.80 euro.

Se prendeste l’abbonamento giornaliero T dia di un giorno, che costa 8.60 euro, avreste risparmiato 20 centesimi.

“Re” dei biglietti a Barcellona è il T10: costa 10.20 euro ed include 10 viaggi.

Non ha scadenza, le corse possono essere effettuate quando si vuole, ed è multi personale.

La potete usare voi, nonno Algide e zia Peppina. Ne finisci una, ne ricompri un’altra e continui a condividerla, o la usi da solo.

Gli abbonamenti giornalieri invece si chiamano “Hola Bcn“.

Ci sono per due giorni a 15 euro, tre giorni a  22 euro, quattro giorni a 28.50 euro, cinque giorni a 35 euro.

Continua ad essere lampante quanto poco convengano rispetto al meraviglioso biglietto T10.

Ci tengo a specificare che il mio consiglio è rivolto soprattutto al turista che viene a Barcellona per trascorrere tre, quattro, cinque giorni.

Discorso a parte sarebbe se viveste qui a Barcellona, vi muoveste in metro per andare al lavoro tutti i giorni, e quindi vi converrebbero un T50/30 o un T mes di viaggi illimitati.

E attenzione: se prendete il treno Renfe, potete usare la T10 e in mezzora raggiungete l’aeroporto dalle principali stazioni di Barcelona. Si tratta del mezzo più economico!

Mosaico-Barcellona

  • Non mangiare sulla Rambla

Banale ma non troppo, va sempre bene ricordarlo: sulla Rambla sedetevi, prendetevi un caffè magari, divertitevi a fare “People watching”, ma non mangiate.

La qualità del cibo non lo merita, soprattutto se parliamo di Paellas di frutti di mare, e l’abbinamento con una Sangria con una tonnellata di ghiaccio, sarebbe un ottimo preambulo per conoscere meglio…il bagno del vostro hotel!

Confesso che ultimamente hanno aperto nuovi ristoranti che magari non sono cosí terribili e su cui non mi posso esprimere; nel dubbio però evitate.

Ci sono talmente tanti altri quartieri di Barcellona per cui sarebbe un peccato fermarsi nella strada che è l’incarnazione stessa del turismo di massa!

  • Non urinare nel Gotico

Il barrio Gotico, con i suoi vicoli stretti ricchi di storia, rimane uno dei miei quartieri preferiti, eppure “l’eau de pipì” non se ne va.

Per non parlare di tutte quelle pozze di acquetta di origine sconosciuta in cui, specialmente d’estate, rischi di immergere il piede nudo avvolto nel sandalo.

L’odore acre e il pavimento con chiazze di bagnato sono ormai dei punti cardine del Barrio gotico e dell’adiacente Barrio del Born.

Sembrerebbe che l’urinare contro una parete, se del 1400 meglio ancora, sia proprio uno sport praticato da molti, catalani, spagnoli, giovani e meno giovani. Complici le lattine di birra vendute fino a tarda notte in strada, anche il turista medio accoglie con piacere la pratica di rispondere alla chiamata di Madre natura dovunque si trovi.

Data l’incombente minaccia di un futuro in cui si debba girare per il centro di Barcellona con le maschere antigas e gli stivali di gomma anche in agosto, meglio non contribuire!

 ogargolla-barcellona

  • Non comprare la Barcelona Card

Un altro possibile inganno, a mio parere.

Ogni volta che vedo turisti con in mano questa Card, avrei voglia di fare loro le condoglianze: hanno rinunciato a una gustosa paella pensando di investire lo stesso importo in cultura.

Questo abbonamento turistico sarebbe conveniente solo nel caso in cui foste talmente appassionati da voler vedere ogni singolo museo della città. Finirete la vacanza senza sapere il nome di nessuna strada di Barcellona, ma magari avrete passato tantissimo tempo nel dimenticato Museo Egizio, convertendovi in esperti di tecniche di imbalsamazione.

Discorso a parte per il Museo Picasso e la Fondazione Miró: due musei importanti che con la Barcelona Card sono gratis, permettendo di risparmiare i 12 euro del costo d’ingresso.

La Card però ha una durata di giorni limitata. Avete presente il film”Una notte al museo”?

Ecco, se la comprate e volete recuperare la spesa, nei musei ci dovreste passare pure le notti per renderne l’acquisto proficuo!

Il turista medio infatti si ferma a Barcellona per tre/quattro giorni massimo: o passa tutto il tempo tra mostre e monumenti, (e apre un mutuo per poterselo permettere) o si concede anche qualche momento libero per camminare e esplorare la città. Con poco tempo e senza andare in bancarotta, in genere si visitano la Sagrada Familia (per cui con la Card non c’è sconto), la Casa Battlo (3 euro di sconto), magari il Park Guell (senza sconto), forse il Palau della Musica catalana (4 euro, solo sul prezzo pieno) e la Pedrera (3 euro di sconto).

La Barcellona Card è valida per 72 ore, costa 46 euro e include anche il trasporto pubblico illimitato. Se però usaste la T10, in tre giorni ne usereste una e mezza, spendendo intorno ai 12 euro.

Per la Card avreste speso 34 euro in più per godere di pochi euro di sconto per attrazioni e monumenti imprescindibili, e ingressi gratis in  moltissimi musei che non avrete tempo di visitare.

Mnac- museo d'arte-Barcellona

  • Non camminare abbastanza

A Barcellona si deve camminare: è un piacere ed è l’unico modo per conoscere Barna.

A Barcellona si deambula nell’Eixample con lo sguardo verso l’alto per meravigliarsi con ogni nuova facciata modernista dei primi del Novecento.

Si continua per le strade che si inerpicano verso la parte alta della cittá per esplorare il quartiere di Gracia (un tempo paesino indipendente) e le sue piazzette cosí piene di vita.

Si cammina per perdersi nel Gotico e scoprire che dietro la Cattedrale di Barcellona si celano i vicoletti del Call, l’antico e ormai deserto quartiere ebraico.

Ci si tuffa nel Raval per sentirsi improvvisamente in tanti altri paesi del mondo, respirando nuovi profumi e sorprendendosi con mille colori.

Ci si rilassa passeggiando tra le stradine di Barceloneta per poi imboccare il lungomare e le spiagge, percorrendo tutto il Paseo Maritímo fino a raggiungere la Villa Olimpica e il suo porto.

Si ritorna nella cittá immergendosi nelle viuzze del Born, la stupenda Basilica di Santa Maria del Mar, sfociando poi sull’Arco di Trionfo e il Parco della Ciutadella.

Potrete cosí godere di una Barcellona multietnica, delle sue bellezze architettoniche, dei suoi angoli più sconosciuti: la città di chi la vive davvero.

Ne avrete un’immagine molto più completa di quella che avreste semplicemente entrando e uscendo dalle sue attrazioni turistiche. 

Godetevela!

Casa Dragón Barcellona

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Vi invito martedì 10 dicembre ad un evento dove rappresenterà il blog di Donne che Emigrano all’Estero con letture del nostro ultimo libro! VI ASPETTO!

6 commenti
  1. Antonio
    Antonio dice:

    Io son muchos años que conozco Barcelona I el barrio gótico es estupendo I con lugares de encanto por poner lo que piensas tu es mejor no poner nada no coment

    Rispondi
  2. Benedetta
    Benedetta dice:

    Aggiungerei….
    Non girate con la Carta di Identità originale ma con una copia. Idem per passaporto e patente. Se vi chiedono gli originali per un controllo potete sempre recuperarli in hotel
    Chi orina sui muri sono solo i maschi, non importa di che nazionalità o paese in questo sono tutti fratelli.
    Per chi viene in auto occhio a osservare i cartelli specie nei parcheggi: le multe arrivano eccome anche se si ha targa straniera.
    (Vivo a Barcellona da 20 anni).
    Vivo a Barcellona da vent’anni.

    Rispondi
  3. Lucia Matassoni
    Lucia Matassoni dice:

    Completamente d’accordo ! Conosco bene Barcellona avendoci vissuto alcuni anni e molti dei tuoi consigli sono gli stessi che darei anch’io. Per quanto riguarda il furto a me hanno rubato almeno un paio di volte senza mai essermi resa conto di come avessero potuto fare.
    Salutami Barcellona che a volte mi manca.

    Rispondi
  4. Fabiola
    Fabiola dice:

    Anche io non capisco chi va in giro in costume da bagno in città. Spesso mi sono ritrovata ad attendere persone in bikini nel mio ufficio e lavoro a dieci minuti dal PORTO, non sulla spiaggia. Mi chiedo sempre se queste persone hanno un briciolo di senso comune, “nella tua Nazione vai a fare la spesa in costume? vai in banca in infradito e con gli occhiali da sole?”

    Mi fanno sorridere da un lato però è davvero assurdo! xD

    Un abbraccio cara Cate.

    Fabiola – Mallorca

    Rispondi

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