Disabilità in viaggio

Una delle mie più grandi passioni? Viaggiare!

Ho sempre amato le gite fuori porta in giornata, i weekend al mare e le vacanze, soprattutto nei mesi di maggio e settembre, quando le offerte sono migliori e non c’è la ressa di turisti.

Ho optato per un viaggio anche quando è finita una lunga storia d’amore e quella rottura mi aveva portato molta frustrazione.

Parti da sola in auto? Ma sei pazza?
Questa la reazione della maggior parte delle mie conoscenze.
Sì, parto da sola e non vedo l’ora, fu la mia risposta!

Una settimana in Umbria secondo i miei tempi, a vedere e fotografare quello che mi piaceva e a dedicare del tempo a me stessa e alle mie passioni.

I viaggi prima dei figli erano semplici ed organizzati all’ultimo minuto.
Qui ero a Calais in un punto panoramico mozzafiato.

Quella mattina ci siamo alzati presto e abbiamo deciso di fare una gita fuori porta.
La giornata è stata bellissima, abbiamo amato questo luogo e ci siamo fermati in un locale a mangiare patatine e cozze chiacchierando piacevolmente con i proprietari.
Alcuni momenti rimangono impressi nella mente come piacevoli ricordi e non vanno più via.

Poi arriva un momento in cui tutto cambia.
Per me quel momento è stato la nascita del mio primogenito.
Vi chiederete perché!
Ve lo racconto nelle righe successive.

In un precedente articolo vi avevo raccontato che mio figlio ha una malattia genetica che gli sta causando un grande ritardo psicomotorio e il ritardo è accompagnato da comportamenti che non si capisce se siano dovuti al ritardo o meno.

Uno di questi comportamenti è il lancio degli oggetti che può diventare molto frustrante quando si è in giro e soprattutto si è in luoghi come il ristorante dove gli altri clienti potrebbero diventare bersagli.
Per mio figlio è un hobby divertente che diventa poco gestibile se si è fuori casa e sempre sottoposti allo sguardo altrui.
Non sappiamo se questo comportamento migliorerà ma, nel frattempo, alcune attività diventano difficoltose.

Di complessa gestione sono anche le visite a luoghi dove ci sono oggetti che potrebbero cadere e rompersi per la motivazione appena indicata, o luoghi dove ci sono tante scale e zero ascensori perché il passeggino ci accompagna perennemente.

Intanto, forse, vi starete chiedendo: come viaggia una famiglia speciale?

Vi dirò francamente che non abbiamo ancora preso l’aereo tutti insieme perché Ilyes soffre di otiti e sono un po’ preoccupata che in volo possa avere difficoltà ma vi terrò aggiornati su eventuali sviluppi.

Da sempre il nostro mezzo di trasporto preferito è l’auto perché possiamo fermarci dove e quando vogliamo, ascoltare la musica e sentirci più liberi.
Viaggiare è sempre possibile e, nel caso di una famiglia come la nostra, è semplicemente necessaria qualche accortezza in più per godersi il momento con meno stress possibile anche se gli inconvenienti possono capitare!

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