All’ inizio della mia esperienza dublinese, notavo che c’ erano molte signore, di età diverse, camminare per il centro della città, con il passeggino. A colpirmi non era tanto il passeggino, quanto la funzione che questo rivestiva, del tutto diversa, da quella a cui noi siamo abituati.
aurora carrellino in cucinaNon vi trovavo alcun bambino seduto sopra, ma solamente, buste, scatole, bottiglie e tante, tante altre cianfrusaglie. Così venivo a scoprire, con grande stupore, che qui il passeggino ha un’ulteriore utilizzo: infatti i dublinesi, non solo ci trasportano i loro bambini, ma anche le buste della spesa! Tante volte ho immaginato quelle signore trovare quei passeggini abbandonati sul ciglio della strada e portarseli poi a casa sapendo esattamente cosa farne, oppure conservare quelli dei nipoti, o magari ancora, chiedere alle famiglie della porta accanto, di non gettarli via.
Nel piccolo paese vicino Roma, dal quale provengo, non ho mai visto delle signore trasportare buste della spesa con dei passeggini. Immagino, che per noi, sia più ‘’normale’’ utilizzare l’ automobile per andare a fare gli acquisti.
Nel mio paese d’ origine, utilizzavo l’ automobile per andare ovunque: all’università, al lavoro, dall’amica, dal dottore, e a volte, quando capitava, anche al supermercato.
Il centro di Dublino è abbastanza piccolo, i servizi che ti occorrono, li trovi dietro l’ angolo di ogni strada quindi sarebbe quasi sciocco utilizzare l’ automobile per gli spostamenti e le attività quotidiane da svolgere, in più il parcheggio ha prezzi notevoli e trovare posto non è sempre così facile.
Insomma se si vive al centro di Dublino, è meglio scordarsela l’ automobile che tanto non serve.
Io, infatti, mi muovo a piedi e raggiungo tutto e tutti, in pochissimo tempo. E devo dire che riguardo la spesa ho cominciato a pensarla un po’ come loro. Quindi, per evitare di trasportare pesanti buste fino a casa, rischiando, così di spaccarmi la schiena, ho dovuto pensare ad un mezzo di trasporto alternativo. Così l’ ho trovato ed è fantastico! Non ha un motore, non inquina, non consuma niente ed è comodissimo da usare. A differenza del passeggino, io però, ho optato per il classico carrellino della spesa. So già che se mi vedessero nel mio paese, attirerei gli sguardi su di me, qua invece, sembra più che normale avere un carrellino per la spesa, a qualsiasi età.
Qui a Dublino, chi mi conosce e mi vede per la città girare con il mio, ormai inseparabile carrellino, mi chiama SORA LELLA, uno dei personaggi indimenticabili degli anni ‘80 della bella Roma, che è stata, oltre che attrice, anche una brava cuoca e ristoratrice.

E così con il mio bel carrellino, giro per il centro di Dublino ed evito che la mia schiena si spezzi ogni giorno. Oltre a questo, mi sono beccata un appellativo di cui vado fiera, e nel caso un giorno, il carrellino dovesse rompersi, potrò sempre utilizzare il passeggino di Asia, che ho conservato per tale evenienza!
E così, scopro, dalle piccole cose come queste, che si diventa parte della comunità in cui si vive, apprendendone gli usi, i costumi e le tradizioni, e che non solo si apprendono, ma si emulano.

Questo mi porta a riflettere e a domandarmi ancora una volta ‘’Se fossi nel mio paese, io, questo lo farei’’?

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