Il duro prezzo dell’indipendenza

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Nel 2013 ho lasciato l’Italia.

Di certo in questo momento importante non è mancato il supporto della famiglia, degli amici, degli affetti più cari.

Ma chi di loro è rimasto con me?

Ho forse raggiunto qualcuno a Parigi?

La risposta è no.

Sono partita da sola. 

L’ho fatto per me stessa: volevo farmi strada da sola in quest’avventura senza dover dire grazie a nessuno.

Non sono partita per raggiungere un fidanzato o la migliore amica: sono partita solo per me.

Per la mia voglia di libertà, autonomia e indipendenza.

Ero fiera dei miei progressi. Mi sentivo una leonessa.

Da sola ho trovato un nuovo lavoro, nuovi amici, nuovi amori. Finalmente provavo quella forza interiore e quella sensazione di bastare a me stessa che tanto bramavo.

Ho trovato le risposte di cui avevo bisogno, oltretutto in una città sensazionale.

Gli anni sono passati; non siamo più nel 2013, ed io non sono più la ventiquattrenne fresca di università.

Da un anno all’altro le mie priorità sono radicalmente cambiate, e sono tuttora in continuo mutamento.

L’essere diventata una donna realizzata, indipendente, e soprattutto più matura, mi ha fatto capire quanto questa mia coraggiosa scelta abbia avuto un prezzo.

Ho una bella casa, uno splendido lavoro in una splendida città; amici meravigliosi, una vita intensa. Ho ottenuto tutto questo da sola, tutto è stato frutto delle mie scelte e della mia fatica.

Ho scelto con cura le persone di cui fidarmi, quelle che meritano un posto nella mia vita. Non mi sono mai arresa alle relazioni basate sulla gelosia, le ripicche, l’assenza di dialogo.

Non ho mai permesso a nessuno di prendere decisioni al posto, di farmi fare qualcosa che non mi corrispondeva.

Nella coppia sono sempre stata io la testarda che non ascolta nessuno. Una testarda sempre pronta a dare il suo cuore al 200%, a trasmettere tutta la sua forza d’animo; a darsi talmente tanto da farsi sbriciolare l’anima in mille pezzi. E solo io so quanto sia stato difficile riattaccarli.

La mia indipendenza. La mia maledetta indipendenza prima di ogni altra cosa.

Una volta qualcuno mi ha detto: “Sei la persona più autonoma che conosca. Da far paura. Tu non hai bisogno di nessuno per vivere”. Una breve frase che dice che quel qualcuno non aveva capito proprio niente di me.

Tutti sono bravi a parlare, ma pochi sanno davvero ascoltare. Se solo si imparasse ad ascoltare, rimanendo in silenzio per un po’, si darebbe un aiuto molto più grande di quanto si possa credere.

Un carattere forte come il mio non può concedersi alcuna debolezza.

Sto male? Mi sento triste? Mi preoccupo per il mio avvenire? Qualcuno mi manca? Significa che sono pesante, che mi faccio troppi problemi e troppe paranoie. Che dovrei vivere alla giornata, decidendo della mia vita a caso. No grazie, questa non sono io.

Tutti sono bravi a sparare sentenze. Ma ciò che sento dentro lo so soltanto io.

Tanto la morale è sempre la stessa: “Chiarina è forte, è una roccia, ce la farà anche stavolta, niente può spezzarla”.

Altroché se qualcosa mi spezza.

L’ignoranza, il menefreghismo, la troppa leggerezza. Ma soprattutto, l’assenza di “quella persona”, quel qualcuno di cui ho bisogno per vivere.

E’ troppo facile elogiare una giovane donna indipendente, credendo di gratificarla.

Ma pochi capiscono che essere indipendenti vuol dire cavarsela da sole in ogni situazione.

Stai male? Devi andare al pronto soccorso? Devi affrontare un’operazione chirurgica? Ti devi arrangiare. Chiama i tuoi amici, avvisa la tua famiglia, mal che vada chiami un taxi. Certo, perché tu sei perfettamente indipendente, te la caverai alla grande sempre e comunque.

Per esempio, due anni fa presi l’influenza. Con la febbre alta andai da sola dal medico, in farmacia, alla posta. Due anni fa avevo un fidanzato, e lui dov’era? Neanche una citofonata, neanche un “hai bisogno di qualcosa?”, perché giustamente “Chérie, tu sei fortissima. Neanche la febbre ti abbatte”.

Dalla mancanza di qualcosa però non si guarisce.

Oggi capisco che la mia libertà a tutti i costi, il mio animo da leonessa non mi bastano più.

Non ho mai cercato la relazione a tutti i costi. 

Ho sempre riservato il mio cuore a chi davvero consideravo “la mia persona”. Sono sempre stata convinta che si possa essere felici anche senza affetto di coppia, anche senza figli e lo penso tuttora. Ma questo non riguarda me.

Oggi, a 29 anni, mi ritrovo con un cuore in cui “c’è così tanto amore da rifare il mondo intero”, come recita il testo di una canzone.

Perché tenermi dentro tutto questo amore?

Me lo tengo dentro perché la sera, quando torno a casa, mi rendo conto che è vuota e che non ho nessuno da abbracciare.

Lo tengo dentro perché voglio darlo alla persona veramente giusta. Peccato che questa si trovi sempre nel posto sbagliato o al momento sbagliato.

E la mia non è solitudine.

Non posso dire di sentirmi sola. Ma un compagno di vita non si può paragonare all’amico del cuore o al fidato coinquilino.

Ognuno nella vita attraversa delle fasi.

In questa mia fase la mia lista delle priorità è cambiata. In cima ci sono sempre io, ma non più tutta sola.

In una giovane vita basata sull’indipendenza ho capito che non posso farcela sempre da sola.

Che questo amore da rifare il mondo intero non può restare segregato; deve sbocciare, e raggiungere la mia persona.

Perché tutti, in fondo, hanno bisogno di qualcuno nella vita.

Senza amore, nessuno può farcela davvero da solo.

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14 commenti
  1. Grazia
    Grazia dice:

    Incredibile come le tue parole, le tue esperienze e i tuoi pensieri siano esattamente i miei ed ho 12 anni più di te.

    Rispondi
    • Chiara - Parigi
      Chiara - Parigi dice:

      Ciao Grazia,

      credo che certe emozioni e certi bisogni non abbiano età. E mi fa piacere che tu li condivida nonostante la differenza d’età che abbiamo.

      Chiara – Parigi

      Rispondi
  2. Loredana
    Loredana dice:

    Mi rispecchio pienamente in ciò che hai scritto. Troverai, magari forzando un po’ il destino come ho fatto io. Un 👋 da Bruxelles

    Rispondi
    • Chiara - Parigi
      Chiara - Parigi dice:

      Ciao Loredana,

      grazie mille per l’incoraggiamento. Incrocio tutte le dita che ho 🤞 sto provando a lavorarmelo questo destino beffardo e spero che alla fine la mia avventura sia a lieto fine.

      Un abbraccio da Paris

      Chiara

      Rispondi
  3. Silvia
    Silvia dice:

    Ciao Chiara,
    quanta verità nelle tue parole! Hai dato voce ai miei pensieri. questo post è esattamente la mia vita, messa nero su bianco.
    Ho qualche anno meno di te, ma anche io, come te, dal 2013 ho cambiato vita trasferendomi per studiare. Anche io partii da sola e fu solo l’inizio di tanti nuovi inizi in solitaria poiché nel giro di pochi anni di inizi ce ne sarebbero stati molti di cui quasi tutti in terra straniera, culminando con il mio trasferimento all’estero semi-stabile, lo scorso anno. Ed è proprio questo ultimo trasloco che mi ha fatto giungere alle tue stesse conclusioni: libera, autonoma e indipendente da sempre, felice nella sua solitudine che però comincia a pesare. Bagagli di esperienze e storie da voler condividere con qualcuno, un supporto nei momenti difficili, una persona con cui andare oltre il classico rapporto di amicizia e che ti possa dare “l’esclusiva” ( non fraintendere… non è un esclusività possessiva ma una presenza costante, solo per te, su cui puoi fare affidamento sempre). Sai, in questi mesi anche la mia lista di priorità è cambiata così come ha nitidamente preso forma la visione della persona che vorrei. E questa consapevolezza non fa che aumentare la consapevolezza che ho di me, della mia vita e della mia libertà, nonché la consapevolezza di come voglio disegnare la mia vita con questa persona. Di carattere sono forte ma pessimista e negativa.. qui però mi piace pensare che questo mutamento di priorità mie e tue, questo profondo cambiamento, sia l’avvio verso qualcosa di nuovo e positivo e chissà.. magari davvero, avremo fortuna! o almeno al mio animo romantico e sognatore, così piace pensare.

    Un abbraccio 🙂
    Silvia Aix en Pce

    Rispondi
    • Chiara - Parigi
      Chiara - Parigi dice:

      Grazie mille, Silvia.
      Sono parole che vengono dal profondo del cuore e sono contenta che tu ti ci sia ritrovata. Soprattutto perché non si tratta affatto di dipendenza affettiva. È una consapevolezza maturata con l’esperienza e purtroppo anche con le cicatrici. Ed è bellissimo notare che non sono l’unica a pensarla così.
      Ti invito a non perdere mai la tua indipendenza e la tua forza, ma soprattutto a vedere la vita con più positività. Guarda cosa hai costruito finora pur essendo giovanissima! La strada sarà ancora in salita, no? Cerco di mantenere sempre questa attitudine positiva, è ciò che mi dà forza nei momenti più bui.
      Anche io come te ho ormai le idee chiare: so esattamente il tipo di persona, compagna e mamma che voglio essere, e so esattamente chi vorrei accanto a me….
      spero che il destino e l’impegno facciano il resto 🤞❤️

      Chiara – Parigi

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      • Silvia
        Silvia dice:

        “Purtroppo con le cicatrici”..vero, terribilmente. Ma almeno sono servite a portarci distanti! Hai ragione, sono giovane ma già adulta.. e forse, come dice Loredana nel commento sopra, il destino va un po’ forzato ma senza esagerare anche se con i (stramaledetti) chilometri contro!
        In bocca al lupo!

        Un abbraccio, a presto.
        Silvia

        P.S. Spero un giorno di poterti conoscere di persona. 🙂
        Hai una forza e una positività ammirevoli, che traspaiono ampiamente dalle tue parole e provo a a lasciarmi contagiare ;).

        Rispondi
        • Chiara - Parigi
          Chiara - Parigi dice:

          Grazie davvero 😃 Che
          dirti, non ci resta che prendere un TGV e incontrarci! A presto allora, e lunga vita ai “chilometri contro”: degli stramaledetti guastafeste ma che fanno capire tante tante cose!

          Chiara

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  4. Giulia - Giappone
    Giulia - Giappone dice:

    Carissima, ci ho messo un po’ a commentare, ma volevo prendermi il tempo necessario per poterlo fare.
    Confesso che mi sono quasi messa a piangere leggendo, perché su molti punti mi ritrovo perfettamente.
    Dirò prima che le differenze tra noi sono che nel paese dove mi trovo le amicizie sono un’altra cosa e non posso dire di avere amici, ma solo una marea di conoscenti, non posso dire di aver costruito una storia d’amore che fosse una, ma posso anche confermare che nessuna delle persone che mi conosce bene pensa che siccome sono forte allora non mi posso spezzare.

    Condivido invece l’essere partita da sola, l’aver conquistato tutto da sola, aver raggiunto l’indipendenza, il sentirsi forti ma non essere “in-spezzabili” (ci sarà sicuramente un parola italiana che ora non mi viene…), aver sentito cambiare le proprie priorità, inoltre siamo partite a poco tempo di distanza, io sono andata via da sola all’inizio del 2014. E il vivere bene la solitudine, che è anche una parte della nostra vita in cui possiamo fare quel che ci pare, ma allo stesso tempo voler condividere con qualcuno perché si è stufe di quell’altro tipo di “essere sole”.
    Condivido la sensazione di avere dentro un amore tanto grande che, per quanto non voglia la relazione a tutti i costi (dio ce ne scampi!) e per quanto sia convinta che non ci sia bisogno di un compagno per essere felici e realizzate, non vedo proprio perché io debba tenermelo per me.

    A volte mi abbatto non poco, sono veramente troppi anni che me lo tengo dentro e nessuno lo vuole e sorge normale la domanda “cosa ho che non va?”.
    Ma almeno sapere che non sono la sola e che forse non sono io il caso isolato, mi dà un pochino di speranza.
    Grazie per questo post!

    Rispondi
    • Chiara - Parigi
      Chiara - Parigi dice:

      Carissima Giulia,

      ora sei tu che fai piangere me! Non è stato facile per me mettere pubblicamente le mie emozioni nero su bianco, a non essere schiva ed aprirmi completamente. Questo articolo è stato un vero e proprio sfogo scaturito da tante riflessioni e da tante esperienze non proprio bellissime. E ho notato che, davvero, non sono la sola!

      Continuo ad essere fiera della mia forza, sono contenta dei traguardi raggiunti, ma ad un certo punto bisogna capire che non sono fatta di marmo. E che a 29 anni ho tutto il diritto di desiderare una famiglia ed una stabilità affettiva. Sono giovane ma nemmeno una ragazzina. Nella testa degli altri mi faccio sempre “troppi problemi”, non dovrei pensare al futuro, ho sempre “ancora tanto tempo”…ho tempo? Bene, allora non voglio sprecarlo. E la cosa più triste è che spesso persone molto vicine a te non ti capiscono, trovano frasi fatte come risposte e, appunto, sparano sentenze senza ascoltarti realmente. Senza contare che per molti “avere tempo” equivale a divertirsi ogni giorno con un ragazzo diverso, a non dare valore alle persone, alle relazioni etc.

      Ma appunto perché sono “tosta”, cerco di non farmi abbattere. Ho imparato molto da certi “traumi” sentimentali ed ora so esattamente quale tipo di situazione non voglio più. Per dirti, la persona che mi ha detto “non hai bisogno di nessuno per vivere” è il mio ex-fidanzato, lo stesso che mi ha lasciata sola durante l’influenza e lo stesso che ha fatto una miriade di assurdità…ma di questo forse ne parlero’ in un altro post.

      Grazie per il tuo sostegno! Tieni duro anche tu!!

      Chiara

      Rispondi
      • Simona Bonamici Madrid
        Simona Bonamici Madrid dice:

        Cioa Chiara! mi sono emozionata tantissimo anche io a leggere quest articolo. Mi sembrava di “leggere la mia vita” con 15 anni in piu. Grazie per averlo condiviso. Mi hai fatto sentire meno sola e meno “diversa” . Anche io mi sento forte come Te ma in cerca d’Amore per rendere la mia vita piu completa e felice. Ti auguro tutto il bene del mondo e se passi per Madrid saráu n piacere conscerti e mostrarti la citta!
        Un abbraccio colmo d’affetto
        Simona

        Rispondi
        • Chiara - Parigi
          Chiara - Parigi dice:

          Grazie mille Simona!

          A volte anche io mi sento un’aliena 😀

          Ricambio con affetto il tuo abbraccio 🙂

          Chiara – Parigi

          Rispondi
  5. Giulia
    Giulia dice:

    Mi rispecchio un sacco nelle tue parole. Ho 22 anni, neolaureata s mi sono da poco trasferita a Manchester dove ho trovato lavoro, amici e mi trovo davvero bene. Tutto costruito da sola, ovviamente con il supporto sempre di amici e parenti, ma sempre inseguendo i miei sogni. Il mio anno precedente in Irlanda mi ha fatto capire quanto amassi la mia indipendenza e il mio voler fare nuove esperienze. Ma nonostante la mia giovane età mi rendo conto che questa indipendenza a volte può sopraffarti e farti ritrovare da sola in mezzo ad un’immensa solitudine, seppur sola non mi senta. Mi rispecchio tantissimo in te e condivido ogni singola parola.

    Rispondi
    • Chiara - Parigi
      Chiara - Parigi dice:

      Ciao Giulia,

      grazie per aver condiviso la tua esperienza. Brava, complimenti davvero! Sai, a volte penso che questa voglia di indipendenza mi abbia “fregata”, perché purtroppo viene spesso fraintesa come autosufficienza estrema, come bisogno di nessuno. Ma per fortuna ci sono persone in grado di apprezzarla e rispettarla e che riescono a far tesoro della tua voglia di libertà ed autonomia, nonché la chiave per stare bene con gli altri.

      Un abbraccio,

      Chiara – Parigi

      Rispondi

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