Eating disorder – parte 3

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Eccoci di nuovo a parlare di anoressia e bulimia. Argomenti difficili ma importanti, soprattutto se si è genitori in questo periodo storico.

L’autrice e psicologa Selvini Palazzoli, già nominata nel post precedente, sottolinea la struttura sistemico famigliare e relazionale e la visione multidimensionale per guardare al fenomeno della anoressia e bulimia. Quello cioè che viene denominato come lo “stallo di coppia”. Insomma, quando vi è conflitto genitoriale e i genitori includono i figli, o il singolo figlio per meglio dire, in una lotta coniugale segreta, criptica attraverso il gioco di istigazione e le alleanza transgenerazionali. Secondo la Selvini vi sono due tipi di anoressia: le ragazze sono le coalizzate con la madre debole, nel secondo caso sono coalizzate con il padre contro una madre ostile e aggressive. Vengono viste dal padre come la donna ideale, almeno è questa la loro percezione.

Il modello terapeutico della studiosa Palazzoli si focalizza sullo sviluppo di una prospettiva multidimensionale trigenerazionale: pensare per andirivieni e pensiero multicomplesso. Insomma per la studiosa non bisogna solo considerare il rapporto tra il singolo e la famiglia ma è giusto guardare a tre poli: il sintomo, la famiglia e la personalità dell’individuo.

Sempre secondo la Palazzoli il trattamento dovrebbe essere integrati e sistemico, nel senso che dovrebbe agire sulla famiglia come sistema; quindi lei sposta l’attenzione dal singolo membro al sistema famiglia. Quindi propone un trattamento integrato che comprenda la terapia individuale e quella di gruppo.

Insomma, per comprendere il sintomo anoressico bisogna focalizzarsi su vari livelli e indagare le correlazioni fra soma, psiche e ambiente. Bisogna guardare le influenze circolare e i vissuti dell’individuo. Viene sottolineato che bisogna guardare non solo gli aspetti e le caratteristiche della famiglia più intellettivi ma anche quelli mitici ed i rapporti circolari che s’instaurano anche con l’ambiente.

Ecco, essere genitori è difficili in questo periodo, forse non più e non meno che in altri periodi storici, bisogna comunque informarsi e non solo affidarsi al sentito dire ma leggere ed avere domande precise da porre agli specialisti del settore. Qui, in questo articolo, si è parlato di anoressia spesso con riferimento al femminile, ma sia chi scrive sia chi legge deve essere consapevole che si tratta di un fenomeno che si verifica in persone di sesso sia femminile sia maschile.

Proseguo elencando alcune caratteristiche tipiche di chi soffre di anoressia:

Non vi è alcuna preoccupazione circa il dimagrimento

Si è iperattivi sia sul piano motorio sia su quello intellettuale

Ci si preoccupa in maniera intensa del cibo e del peso.

Ci si affida molto al giudizio degli altri per ricevere conferma di se stessi e si indossa una maschera per nascondere il proprio segreto.

Forse, per finire dovrei citare la studiosa Bruch che sottolinea che vi è una percezione alterata di sé all’origine del fenomeno anoressico e del rapporto madre bambina che non riesce a vedere la figlia come altro da sé e le impone le proprie sensazioni, pensieri e percezioni.

Insomma, la bimba non viene aiutata  a conoscere i propri bisogni.

Quindi vi è un problema con i confini dell’io e anche un problema a costruire l’immagine corporea e a discriminare le percezioni enterocettive, quindi a capire fame, freddo, stati emotivi, insomma tutte quelle sensazioni che provengono dal proprio corpo.

Il fenomeno bulimico, rispetto a quello anoressico, si basa maggiormente su una indisciplinata impulsività.

Forse, da questo articolo se si deve prendere qualcosa, quanto meno l’idea che gli adolescenti devono imparare a fare i conti con il proprio corpo e a sentire gli stimoli, anche quelli della fame, della stanchezza o del sonno.

Bisognerebbe placare la dissociazione psicosomatica che separa la mente al corpo.

Il fenomeno bulimico appare quasi opposto a quello anoressico: pulsione opposto ad ascetismo. E’ possibile comunque un passaggio dalla anoressia alla bulimia, mentre il contrario avviene raramente.

Spero che questo articolo vi abbia interessato e che vi sia utile anche se sull’argomento vi è molto altro da dire. Penso che come genitori, zii, fratelli o amici dobbiamo comunque informaci su questo argomento così scottante.

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2 commenti
  1. Rossella
    Rossella dice:

    Ciao Barbara,
    Io li leggo sempre con molto interesse i tuoi articoli su questo argomento.
    Anoressia e bulimia, essendo direttamente legati all’ambito psicologico e sociale, sono temi che mi incuriosiscono tanto e su cui sono sempre disposta a imparare nuove cose.

    Rispondi

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