Esci, non sai mai quello che potrà succedere

uscire

“Esci, non sai mai quello che potrà succedere.”

Questo è stato ciò che mi ha detto il mio attuale ragazzo al nostro primo appuntamento, qualche tempo fa, dall’altra parte del mondo.

Ci conoscevamo da pochissimi giorni e avevo accettato di andare a una festa latina con lui. Ballava la salsa, ci eravamo incontrati per questo.

Era una caldissima serata dei tropici, a Guangzhou, nel Sud-est della Cina, una di quelle sere seguite da uno di quei giorni in cui senti il sudore sgocciolare persino sulle gambe e stando ferma. Non c’erano requie: né a casa con il condizionatore, né da nessun’altra parte se non a scuola, dove tenevano la temperatura sul livello “pinguino” e ci andavo vestita come se dovessi partire per l’Everest.

Quella sera non sarei neanche dovuta uscire, stavo aspettando che il responsabile mi confermasse la lezione delle 8 del giorno dopo. Causa la sua disorganizzazione, alle 9 di sera mi sono stufata di aspettare e sono andata a fare festa lo stesso, in caso ai postumi ci avrei pensato il giorno dopo. Il giovedì c’era la serata salsa: non potevo mancare, anche se non sapevo ballare. Con la mia amica siamo andate al Party Pier, la zona dei locali occidentali lungo il Fiume delle Perle, pieni di expat di ogni colore e di business men da tutto il mondo: uno dei miei posti preferiti sull’intero pianeta: musica, festa, gioia e persone di mille culture!

Ferme al banco a sorseggiare un mojito con il sudore che colava per il gran caldo, guardavamo con invidia tutte quelle persone che ballavano salsa e bachata con disinvoltura e ci ripromettevamo di imparare a ballare, un giorno o l’altro. Magari “da lunedì”.

Perché racconto tutto ciò? Perché nella vita le cose succedono inattese, assurde, senza cercarle, e nelle situazioni più inspiegabili.

Volevo solo bere un mojito e ascoltare musica latino americana, ma quella sera la mia vita ha preso una piega incredibile.

Ero lì a gustarmi con gli occhi i ballerini, quando ne ho notato uno particolarmente bravo, ben fatto, biondo e con gli occhi azzurri stranamente a mandorla. Non è stato proprio un colpo di fulmine, più una scarica d’ormoni improvvisa, fatto sta che ora sto scrivendo queste parole dal suo PC, accomodata sulla sedia da ufficio di suo padre, nella nostra casa agli antipodi di dove ci siamo conosciuti.

Ero sicura che non mi avrebbe mai notata, ero lì in disparte ben nascosta dietro tutte quelle danzatrici sensuali, e invece mi ha vista e mi ha invitata a ballare. Nonostante la mia terribile figura, ha voluto il mio numero di telefono. Da allora, ho imparato la salsa e la bachata con lui, lui ha imparato a scoprire quanti bei posti ci sono da vedere nel mondo e che viaggiare non è una noiosa vacanza ma è la vita stessa, lui mi ha insegnato che 1 + 1 fa 3 e insieme stiamo imparando cos’è l’amore.

Abbiamo lasciato la Cina, lui dopo cinque anni e io dopo due, e ora viviamo a Kiev, la sua città natale. Chi avrebbe mai immaginato che finissi in Ucraina? Che motivo ne avrei mai avuto, io innamorata dell’Asia e del Mediterraneo, delle palme e del mare, dei caratteri cinesi e della storia di Venezia, del caldo e della salsedine?

Mi dice sempre che forse la vita lo ha portato a ballare la salsa solo per potermi incontrare; io penso di aver dedicato la mia vita alla Cina per solo per trovarlo laggiù.

Mi ha anche detto che quella sera non voleva uscire, gli ho risposto che quella sera non sarei dovuta uscire.

Il giorno dopo mi sono fatta 11 ore di lavoro con i postumi e con 2 ore di sonno.

Ma se non fossi uscita, “noi” non saremmo successi.

Fingendo di saper ballare la bachata

 

“Strani concetti che hai della vita! Hai fatto sempre cose così difficili e complicate e non hai imparato quelle semplici. Non avevi tempo? Non avevi voglia? Ma venirmi poi a dire di aver provato la vita e di non averci trovato niente, no, vedi, questo non sta bene. Come puoi dire di esserti sforzato a vivere se non vuoi neanche ballare?”

Hermann Hesse – Il lupo della steppa

4 commenti
  1. Silvia-Lille
    Silvia-Lille dice:

    QWoooow Ale!! Che meraviglia la tua storia!! Mi ha emozionata davvero. W l’amore!! 😍

    Un abbraccio
    Silvia-lille

    Rispondi

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