Ciao a tutti, sono Irina e vi scrivo da Bali. Oggi, ultimerò i miei consigli sull’espatrio perfetto, o quasi.
Nel 
primo post ci siamo concentrati su come scegliere il luogo in cui trasferirci, nel secondo ci siamo chiariti su organizzazione, budget e ricerca del lavoro. Ora pensiamo a come gestire noi stessi.   

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Per ottenere un espatrio perfetto (o quasi), devi lavorare su te stesso.

DIVENTA INDIPENDENTE 

È importante essere autonomi e imparare a fare da soli. Dipendere dagli altri per alcune azioni quotidiane può essere fattibile nel proprio mondo. Ciononostante, quando ti trasferisci all’estero potrebbe non esserci nessuno disposto a darti una mano, perlomeno inizialmente.  Una delle sfide che ho affrontato con me stessa, per esempio, è stata quella di imparare a guidare il motorino. A Bali non ci sono mezzi pubblici e la bicicletta con il caldo e il saliscendi delle strade non era un’opzione praticabile. Dopo un mese ho capito che dovevo provarci. Non lo avevo mai fatto prima e cominciare a quasi cinquant’anni non era un fatto scontato. Mi sono dovuta confrontare con il modo di guidare dei balinesi, con il loro codice della strada non scritto, di fatto diverso dal nostro. E poi le strade balinesi riservavano sorprese continue. Ogni mattina, durante il tragitto casa/lavoro, sbucavano all’improvviso galli, maiali e ranette, o incappavo in serpenti travestiti da bastoni. 

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SII ADATTABILE E REALISTICO 

Ora che ti sei trasferito, ti troverai in situazioni completamente nuove e non scontate. Dal momento che non sei andato in vacanza, questo nuovo scenario ti farà compagnia per un lungo periodo, ergo sii adattabile. Quello sarà il tuo nuovo habitat e, se sei approdato in un paese culturalmente molto distante dal tuo, armati di pazienza ed elasticità mentale.  Osserva, ascolta, cerca di non giudicare. Solo così potrai riuscire nell’espatrio perfetto.
A volte i comportamenti degli altri non sono quelli che ti aspetteresti. Non rimanerci male! Cerca, invece, di capire come relazionarti. Concentrati sulle novità positive, apprezzandole, guarda il bello che ti circonda ogni giorno. Adattati al clima, alle usanze diverse dalle tue, ai gusti del cibo, al nuovo caffè, agli odori diversi.  

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Io ho scelto di vivere in mezzo alle risaie e mi sono adattata ai suoni della natura prorompente a cui non ero affatto abituata, pur trascorrendo i weekend italiani in mezzo alle vigne. Nella mia nuova casa, alle cinque del mattino riconoscevo solo il canto del gallo, gli altri suoni erano sconosciuti. Ora, sono diventati la migliore sveglia che potessi desiderare.  

Diventa realistico, vivere all’estero non significa vivere in paradiso, né tanto meno  in un sogno.  Convivi con gli aspetti negativi quotidiani: traffico, eventuale inquinamento atmosferico o acustico, clima caldo e umido o freddissimo, quel che sarà. Prima lo fai e prima ti sentirai meglio.   

Abituati alla routine: il quotidiano, le azioni giornaliere sono spesso le stesse, indipendentemente da dove vivi, quindi, stai concentrato sul tuo obiettivo. Ognuno in famiglia avrà il proprio: lavoro, relax, avventura, studio, apprendimento.  

FATTI DEI NUOVI AMICI 

Se vuoi stare tranquillo e ti piace la solitudine, tutto è più facile, basta trovare un posto isolato e sistemarsi in compagnia di una pila di libri.  Se, invece, parti con l’idea di farti dei nuovi amici, meglio trovare casa in un luogo non troppo isolato in modo da connetterti facilmente con altri expat o con gli abitanti locali. Sorridi alla gente del posto e comincia a condividere la tua vita con loro, invitandoli a cena o organizzando delle gite. Avere amici, conoscenti e persone con cui passare il tempo in allegria è vitale per avere un quotidiano appagante. Può essere, inoltre, un ottimo modo per costruire reti, che potrebbero essere la chiave giusta per trovare il lavoro dei tuoi sogni o l’appartamento ideale. 

NON DIVENTARE NOSTALGICO

Cerca di superare la nostalgia di casa, non continuare a pensare alla tua vecchia casa e a ripeterti che stavi meglio nel tuo paese, altrimenti diventerà difficile vivere lontano da casa per lungo tempo. Evita lo shock culturale e non voltarti indietro!  Stabilisci un tempo minimo (almeno da tre a sei mesi), in cui non ti permetti di pensare all’eventualità di un ritorno. 
Impara ad amare il luogo in cui sei. Questo ti farà andare avanti.  

SEI CONVINTO?  

Allora manca solo un augurio… Buona permanenza e buona fortuna!
Spero di cuore che il tuo espatrio riesca nel migliore dei modi e che sia perfetto per te.   

NON SEI CONVINTO?

Datti la possibilità di tornare sui tuoi passi. Il rientro non è una sconfitta. 

Può darsi che dopo un po’ di tempo le condizioni cambino,  oppure tu senta la necessità di fare una pausa, passare dalla stazione della tua vecchia città, per far sbuffare il treno. Affronta il ritorno come una nuova avventura e vivilo con entusiasmo. Sentirai subito quei luoghi più accoglienti. 
Anch’io, prima o poi, rientrerò nella mia Itaca, la casa di campagna tra le vigne del Monferrato. Spero di cuore di trovarla disposta a riaccogliermi. 

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