Quando ho comprato il biglietto per il Sud America sapevo che la più grande difficoltà (se così si può definire) sarebbe stata quella di preparare la valigia o in questo caso lo zaino.

Sì, lo so, ho bisogno di uno psicologo. Ne conoscete qualcuno? Ma di quelli bravi!

Mi stresso incredibilmente, riducendomi sempre all’ultimo momento, alcune volte a poche ore prima della partenza, e nonostante gli anni di esperienza ho bisogno di una sorta di supervisione, di solito affidata al fidanzato o a qualche amica. Tranquilli, non per la borsa da week-end!

Addirittura la scelta del tipo di bagaglio richiede uno sforzo.

Per questo viaggio mi sono venuti in aiuto i miei ex colleghi che credo fossero stanchi di sentirmi dire ogni giorno che dovevo trovare uno zaino adatto, perché ovviamente quello che avevo non andava bene (troppo piccolo) e tanto meno quello che avrebbero potuto prestarmi (troppo grande….me lo devo portare sulle spalle!).

A complicare le cose questa volta c’era anche il fatto che avrei attraversato circa 5 stati in un periodo non inferiore ai tre mesi, passando dal clima estivo di Lima al profondo inverno della Terra del Fuoco.

(Se pensate di licenziarvi e partire per un viaggio nell’altro emisfero assicuratevi di farlo nel nostro inverno!).

I colleghi mi hanno regalato uno zaino da 40L abbinato a un piumino ultra-light, anche viaggiando uno non deve perdere il proprio stile!

Così eccomi a preparare con qualche giorno di anticipo una lista delle cose da portare con me, mica pensavate fosse lo zaino!?!

Tra gli immancabili:

  • un buon libro (non se ne parla di ebook, sono della vecchia guardia!)

In questo viaggio mi accompagna “Donne che corrono con i lupi” di Clarissa Pinkola Estés che non è esattamente un libro da versione tascabile e una guida generale del Sud America. Peso totale: 1 Kg!

  • un cruciverba (dopo tre ore di viaggio seduta in aereo o autobus ho bisogno di alternative!)
  • la macchina fotografica
  • un bikini

Ora aggiungerei: tappi per le orecchie e un cuscino cervicale!

In Spagna si usa una bellissima espressione “una maleta de por asíacaso”, che tradurrei in “una valigia di non si sa mai”. Mi correggano i traduttori se sbaglio!

La mia lista conteneva anche una serie di “non si sa mai!”, così prima di infilare tutto nello zaino, ho tappezzato il letto di cose per poi effettuare una cernita. Confidavo nelle lavanderie…confermo la scelta: servizio economico e comodo.

Sono stata tentata di portarmi anche cose “inutili” ma che soddisfacevano la mia vanità: un paio di scarpe con il tacco, il necessaire con i trucchi (ammetto che non ho rinunciato al mascara) e l’asciugacapelli.

Ha vinto la praticità all’apparenza, in fondo lo sappiamo tutti che “l’abito non fa il monaco”, mi pento solo di non averci messo dentro l’asciugacapelli, da quando sono partita non ne ho visto uno, ma nessun dramma: li ho tagliati.

Comprimendo tutto, il risultato finale era di 13 Kg divisi in due zaini, entrambi pronti ad esplodere ma il lavoro sporco era fatto.

Con il senno di poi posso consiglio di evitare di usare i sacchetti ermetici…quando perdono l’aria diventa un problema!

Dopo due mesi di viaggio, di pantaloni e magliette indossati più volte di seguito, di zaini fatti e disfatti, posso affermare di non avere bisogno di nient’altro.

L’ESSENZIALE TE LO PORTI DENTRO…

essenziale-zaino-40-litri

Condividi con chi vuoi