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Mi chiamo Chiara, classe 1989, residente a Parigi dal 2013.

Sin da piccola leggo e scrivo di tutto, amo la musica, il canto e ovviamente, viaggiare. Senza dimenticare la mia passione per la biologia, che è diventata il mio lavoro. Quando da piccola mi chiedevano “Cosa vuoi fare da grande?” io rispondevo sempre “Voglio fare il giro del mondo e diventare una dottoressa con il camice bianco e con il microscopio”.

Dopo la laurea specialistica in Biologia ho deciso di lasciare Caserta, la mia città natale, per cercare fortuna all’estero.

Già da diversi anni meditavo su questa scelta. La mentalità chiusa e le scarse opportunità che la mia città mi offriva iniziavano a starmi strette, e sentivo che altrove in Italia non avrei comunque trovato ciò di cui avevo bisogno. L’Italia purtroppo non è un buon paese per i laureati in scienze, in particolar modo per chi vuole lavorare nella ricerca. Avevo voglia di andare lontano, fare un’esperienza di vita lontana da casa, sentirmi indipendente, ma soprattutto vivere in una realtà multiculturale e conoscere persone provenienti da ogni parte del mondo. Avevo voglia di aprire la mia mente, imparare, arricchirmi, crescere.

Ma perché proprio Parigi? Per tanti motivi. Primo fra tutti la lingua. Ho sempre amato il francese, sono arrivata in Francia già con un francese fluente e volevo continuare a praticarlo parallelamente all’inglese, lingua della scienza. E poi a Parigi ci ero già stata, sebbene da turista: è stato un colpo di fulmine e una promessa a me stessa che ci sarei tornata per più tempo. C’è anche da dire che Parigi è una grande fonte di ispirazione e di opportunità per gli scienziati: ci sono istituti di ricerca tra i più rinomati al mondo, università di eccellenza e, posso confermarlo, menti straordinarie che ho avuto la fortuna di incontrare e che sono state di fondamentale importanza per la mia carriera.

Oggi posso affermare con gioia che la Ville Lumière non ha affatto deluso le mie aspettative, anzi continua a sorprendermi ogni giorno di più.

Come mi vedo tra 10 anni? Forse sempre a Parigi, o forse altrove in Francia, probabilmente in città come Copenhagen, Londra, Amsterdam, Bruxelles. Probabilmente con un gattino, uno/due pargoli, un compagno di vita con il quale avrò condiviso viaggi di ogni tipo, passeggiate in riva al fiume, concerti rock, scampagnate con i bambini ma soprattutto sogni, ambizioni, progetti; qualcuno sempre al mio fianco e che non si arrenda al primo litigio o alla prima difficoltà.

Non so cosa il domani avrà in serbo per me, ma di una cosa sono certa: non abbandonerò il mio camice bianco e le mie “diavolerie di laboratorio”. Nella mia vita ci saranno sempre tanta scienza, tanta musica, tanti luoghi da esplorare e tantissimo amore, il vero motore di ogni cosa che faccio. Sarò sempre uno “scoiattolo vagabondo con la valigia”, come a volte mi piace definirmi. Per il momento, mi godo il mio bellissimo qui e ora.

Vi lascio con una delle mie citazioni preferite: “Abbandonati dolcemente all’attrazione delle cose che ami. Non ti porteranno mai fuori strada”.

Gli articoli scritti da Chiara

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