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Quando inizi veramente a viaggiare – non solo con la mente, ma anche con il cuore – è proprio vero che non ti fermi più e fare una valigia oppure riempire uno zaino diventa un gesto quasi routinario.

Ho iniziato a viaggiare da bambina con i miei genitori e poi – a quattordici anni – sono partita da sola e ho capito che stare ferma proprio non mi piaceva. E le gite sono diventati school-link, poi escursioni, poi ferie all’estero sino alla decisione di trasferirmi sul serio, causando una mezza crisi di panico a chi già mi vedeva sistemata. Magari con un figlio al posto di due gatti.

Mi sono trasferita a Jena, in Germania, con tanta voglia di fare e buoni propositi, ma soprattutto con la voglia di ritrovarmi dopo sei anni lavorativi che mi avevano un po’ fatto perdere la bussola e mi avevano trasformata nella persona ordinaria e quadrata che – ahimè – proprio non sono. Ho avuto la fortuna di incappare in un lavoro che amo molto e che – anche quando è difficile – mi da tante soddisfazioni e mi sta facendo crescere anche a livello umano.

Nel tempo libero viaggio – ebbene sì, soffro del morbo della partenza facile -, faccio fotografie, vado a concerti e mi immergo in questa cultura a tratti affascinante a tratti un po’ pittoresca, che però mi ha subito fatta sentire a casa.

Che ne dite di scoprirla un po’ con me?

hopelesswanderer.eu

Gli articoli scritti da Samanta

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Ricominciare si può, se sai che…

Ho scelto di ricominciare e, ancora stento a crederci sul serio, ce l’ho fatta. Non lo so quanto rimarrò ferma prima di rimettermi in moto. Non so se saranno mesi, settimane, anni. Ho smesso di pormi scadenze, limiti e di credere alle formule perfette. Per tutto il resto, per i dubbi e le paranoie, ci sono i detrattori della domenica. Quelli non mancano mai.

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Aiuto, mi sono tedeschizzata!

“Io non ce la farei, a vivere in un posto così inquadrato”. i avessero dato un centesimo ogni volta che ho sentito questa frase, ormai sarei milionaria. Possiamo definire la Germania un paese “inquadrato”? Sì. No. Forse. È una contraddizione in termini, la Germania, fatta di burocrazia e di subcultura. A vederla dal di dentro, a viverla davvero, se ne notano le sfumature di grigio e le macchie di colore. Essere almeno un poco tedeschizzata, davvero, significa apprezzarne entrambi gli aspetti e ricordarsi che la verità sta sempre (o quasi) nel mezzo.

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