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“Afferrami, di corsa, perché sono una raminga senza speranza”.
Da anni, ormai, vivo facendomi inseguire dai versi della celeberrima canzone dei Mumford & Sons. A dirla tutta, ho iniziato a viaggiare da bambina e questo, con ogni buona probabilità, mi ha resa quello che sono. Sono testarda e curiosa, polemica ed entusiasta, perennemente agitata nonostante provi a meditare dall’alba dei tempi. Dopo cinque anni a Jena, in Turingia, volevo rimettermi alla scoperta del mondo e di me stessa e sono finita in Portogallo. Dopo una manciata di mesi, non ancora sazia di conoscenza, sono ripartita alla volta della Spagna. Ho esplorato e mi sono esplorata, prima di ritornare in Germania e approdare, questa volta, a Remagen.

Questa cittadina, dove tutt’ora vivo, mi ha catturata con la sua sobria allegria e i suoi contrasti, a ben vedere, tipicamente tedeschi. Continuo a viaggiare, ovviamente, sempre con lo zaino in spalla e la fotocamera tra le mani. Continuo a inseguire chimere, emozioni e sensazioni. Spesso, poi, ne scrivo pure.

Hopeless Wanderer

Gli articoli scritti da Samanta

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La lunga notte del rifugio

Quasi ogni storia, al rifugio, inizia con una lunga notte. Sono storie strane, un po’ sbilenche, mai uguali. Sono nuovi inizi, veri e propri inni alla vita in grado di commuovere e far riflettere. Un’esperienza che ti cambia, spesso ti travolge e mai, proprio mai, ti lascia indifferente.

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