Famiglia di emigranti

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La mia famiglia materna e’ composta da emigranti. Non è strano che tutta la nostra vita sia stata in continuo movimento tra un continente all’altro.

 

Come giovane coppia, i miei nonni Anders ed Else erano partiti da Oslo alla volta di New York nel 1940.

Lui era un pastore protestante luterano e la chiesa in quel momento difficile cercava di mandare  i preti e le loro famiglie oltreoceano per salvarli dalla fame. A lui è stata affidata la Chiesa della gente di mare dove  una grande comunità norvegese  si era stabilita a Brooklyn -Manhattan.

Articolo che parla di mio nonno

I norvegesi hanno il mare nel sangue.

Non a caso, dal periodo vichingo in poi, tutti i lavori in barca sono stati alla base della sopravvivenza del paese.

E’ noto che la pesca sia stata, ed è ancora alla base dell’economia.

Solo negli ultimi decenni è arrivato il petrolio che ha cambiato la situazione economica, rendendo la Norvegia florida e uno degli stati più ricchi del mondo.

Da sempre, i giovani che non hanno voglia di studiare, in Norvegia finiscono a lavorare come pescatori. Non ci sarà mai crisi in quel settore.

Anche i miei nonni  quindi, come migliaia di altre famiglie, hanno caricato le loro valigie e un bambino al collo, con mio zio Hans Olav, per mettersi in viaggio su un Transatlantico della Norsk Amerikalinje.  

Il viaggio durò  circa due settimane, non ho mai saputo in che tipo di cabina fossero. Non so quindi se fu confortevole o pesante come mi posso immaginare fosse per i viaggiatori di terza classe.

Non posso però pensare che fosse qualcosa di lussuoso.

Mia nonna non me ne ha mai parlato nel dettaglio, posso quindi immaginare che non fosse una cosa che amava ricordare come invece ha fatto spesso di altri periodi della vita. Terminata  l’esperienza americana si sono trasferiti in una missione in India, dove lui è poi morto ancora giovane. Non hanno mai avuto una casa di proprietà, averi importanti, gioielli.

Nonna era la persona più parsimoniosa che io abbia mai conosciuto. Lo è stata per tutta la vita, posso pensare che lo fosse anche in quel momento particolarmente difficile.

Mia madre è nata sotto al ponte di Brooklyn,  come amava ricordare. Anni dopo è andata a visitare la chiesa e ha chiesto di poter visionare l’archivio di quel periodo.

Ha letto della sua nascita , del battesimo e della sua presentazione alla comunità . Il suo passaporto americano è sempre stato motivo di grande orgoglio, nonostante la famiglia fosse rimasta negli Stati Uniti solo fino alla fine della guerra.

La mia famiglia

Mia nonna ,dopo la morte prematura di mio nonno è tornata ad Oslo.

Mia mamma Astrid è  poi cresciuta e ha studiato  in Norvegia fino a quando ha conosciuto mio padre e si è trasferita in Italia.

Io sono emigrata da sola dall’Italia alla Norvegia senza motivi scatenanti.

La prima volta è successo quando avevo diciotto anni e non mi sono mai più fermata. Faccio fatica a vedere le migrazioni come qualcosa di pericoloso verso i paesi che le ricevono. I movimenti da un posto all’altro del mondo sono, e sempre saranno,  necessari per lo sviluppo dell’ essere umano. Portano sempre conoscenza, esperienza e miglioramento.

L’unica differenza tra i migranti di oggi e quelli dell’epoca prima di noi è il modo in cui si viaggia.

Con i corsi e ricorsi storici tornano poi le migrazioni dovute alla povertà e anche queste credo che saranno cicliche e termineranno .

E come sempre ci si accetterà gli uni e gli altri sempre più facilmente della generazione precedente.

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