Ferragosto all’aeroporto

ovvero tragicomiche estive di viandanti sfortunati dall’indole sportiva

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photo credits: Haiqal Osman

Praticare sport senza iscriversi in palestra: dieci categorie di persone da cui tenersi alla larga…


Il Taekwondo

Aka il quartiere cinese

I cinesi sono ovunque, anche all’aeroporto. Sono riuniti in gruppi di piccole dimensioni, parlano inglese con marcatissimo accento asiatico – se parlano inglese. Le donne più occidentalizzate hanno un cappello a falda larga e occhialoni da sole. Fanno comunella stazionando in punti sparpagliati.

Il salto a ostacoli

Aka le maledette valigie sbracate per terra in corridoio, nei bagni, accanto agli ingressi, al check-in

Appartengono a caotici disorganizzati – da soli o in coppia. Le maledette valigie si aprono a molla e, come le molle, non si richiudono affatto quando tenti di premerle. Vengono aperte perché i disorganizzati si ricordano all’ultimo che hanno in valigia l’acetone / la magliettina portafortuna / il portafoglio / il passaporto / l’assorbente.

La lotta

Aka l’asilo nido

Dicesi asilo nido la prole urlante di una qualunque famiglia incapace di mettere un freno ai piccoli demoni selvaggi, che nel frattempo scappano da tutte le parti. È un aeroporto, per l’amor del cielo, non il parco con l’altalena sotto casa. Lo devi controllare tuo figlio. Te lo hanno detto che i bambini spariscono in un attimo?

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incoscienza genitoriale. (photo credits: credits Jonathan Borba)

Il podismo

Aka la sciantosa

Questa la amo particolarmente. Lei parte in tacchi e va sempre in bagno a rifarsi il trucco. Ma quale scomodità è partire in tacchi? Ma chi ti deve vedere?

Il curling

Aka lo sciatto (scusate, giocatori di curling, siete i primi che mi siete venuti in mente da abbinare)

Lo sciatto è l’opposto della sciantosa. Lo sciatto/a parte in ciabatte, possibilmente da piscina. Si aggira con valigie gigantesche, sale e scende da gradini e scale mobili visibilmente scomodo, lo vedi che rattrappisce le dita dei piedi per non farsi cadere la ciancla. Nonostante l’immane fatica dettata dallo sport agli arti inferiori, non demorde e si ostina a non cambiare calzatura. Menzione specialissima, poi, per lo sciatto con il calzino – perché si sa, magari fa freddo senza protezione.

Il calcetto

Aka il branco

È la comitiva di ragazzi in vacanza, in età variabile dai 20 ai 30, e in gruppi da 6 fino a 15 persone. Se particolarmente organizzati, prima di partire si stampano pure le magliette uguali così quando girano si vede che stanno tutti insieme. Se la meta è il mare, l’obiettivo non è la spiaggia ma il letto di giorno e la discoteca di notte. Se la meta è Amsterdam, l’obiettivo non è Van Gogh ma il coffee shop di giorno e il quartiere a luci rosse di notte.

Il triathlon

Aka l’accampato

Si distinguono accampati di tre tipi: colui che non ha un albergo e dorme in aeroporto per scelta; colui che ha il volo alle sei di mattina, e dorme all’aeroporto da mezzanotte della sera prima perché così non paga il taxi; colui che fa uno scalo da dodici ore e dorme all’aeroporto per disperazione. Tutti gli accampati sono liquefatti sulle sedie o comunque sdraiati sulla prima superficie utile.

caso particolare di accampato, che si spera non vi accada (photo credits: wallup.net)

Il ciclismo

Aka il Gruppo Vacanze Piemonte

Con il nome tratto da un celebre Carosello di quando mia mamma era giovane, il gruppetto in questione definisce due o tre coppie di amici in vacanza insieme. Gente adulta con figli grandi, a loro volta amici tra loro. Si muovono tutti contemporaneamente, levando spazio fisico agli altri. Sono impossibili da sorpassare.

Il bob

Aka la coppietta

Sembrano i più carini e teneri di tutti. Silenziosi, passano il tempo a consultare guide turistiche e cartelloni di arrivi e partenze. Comprano cartoline e souvenir, si infilano nei negozi del terminal: lui guarda la zona alcolici, lei entra da Victoria Secret. Attenzione: sembrano i più carini e teneri di tutti. Girano mano nella mano. Provate anche solo a separarli e a passarci in mezzo.

Il tiro con l’arco

Aka il viaggiatore solitario

Nel trambusto generale, lui è lì. Solo. Accovacciato a terra, su un sedile, contro il muro, in un angolo. Sembra la versione di Into The Wild catapultata del delirio societario. Lo trovi a gambe incrociate a leggere un libro, studiare una mappa o navigare sul telefonino agganciato a una presa di corrente all’ingresso del bagno.

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… e una da venerare


L’arbitro

Aka il personale di servizio

Gli unici con un badge e in divisa, anche con quaranta gradi. Ciondolano tutti sui treni in arrivo e sui tapis roulant, percorrono la strada ad occhi chiusi, schivano i demoni selvaggi, aggirano il quartiere cinese, saltano gli ostacoli e arrivano a destinazione. Sono i vostri salvatori nel delirio da schivare, utili per chi si perde o non sa dove andare: basta seguirne uno, se proprio non sapete la strada per l’entrata. O per l’uscita.

1 commento
  1. Alessandra-Cina
    Alessandra-Cina dice:

    Ahahha io sono un mix tra la sciatta (con le ciabattine, il maglione pesante sopra il vestito leggero, i capelli legati a caso, zaini e trolley e tappetini yoga legati tra loro), l’accampata che ha dormito negli aeroporti più improbabili del mondo e la viaggiatrice solitaria, a gambe incrociare sul tappetino yoga in una angolo a leggere.
    Poi spesso e volentieri mi ritrovo incasinata nel quartiere cinese perché se non sanno una parola di inglese mi ritrovo a fargli da guida.
    Sono da evitare!

    Rispondi

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