Oh ci risiamo, un’altra festa della mamma! 

festa-mamma

Anche oggi, come da 13 anni a questa parte, non ho grosse aspettative su questa giornata. 

La mia fervida immaginazione mi dipinge stesa sul divano, con un calice di Gewürtztraminer gelato in mano, spiluccando qualche salatino dal vassoio sul tavolino mentre mi imbottisco di puntate di qualche serie Netflix che non concluderò. 

In questo quadretto fantastico, mentre io mi rilasso, i miei figliuoli si prodigano a riordinare le loro stanze, a caricare la lavastoviglie, a rassettare il giardino tutti in armonia senza litigare, sotto la direzione vigile del mio compagno. 

La realtà invece mi vede, come ogni anno, disillusa e rassegnata al fatto che se desiderassi una festa, me la dovrei preparare da sola.

Se desiderassi un piatto speciale per rallegrarmi la giornata, me lo dovrei cucinare.

Probabilmente lo farei pure con la difficoltà aggiunta della presenza del mio piccolo Ascanio, che dall’alto della sua learning tower montessoriana afferma perentorio “io faccio con te” (che a due anni e mezzo può solo tradursi in: io pasticcio con le uova mescolando, io imbratto tutto con la farina, io assaggio e affondo entrambe le mani in qualunque composto).

Se desiderassi un ritaglio di tempo per rilassarmi, lo dovrei ricavare facendo la gimkana tra le richieste di aiuto per i compiti, i panni da lavare/stendere/piegare/riporre e tutte le altre mansioni ordinarie per “mandare avanti la casa”, il mio lavoro e, mettiamocelo pure, la mia dolce metà (che più che altro gradisce fare almeno un po’ di conversazione, ogni tanto, non per forza centrata sull’argomento bambini). 

Il mio compagno. Ecco, vi domanderete voi: “non ci si potrebbe mettere d’impegno lui a farmi trascorrere una piacevole e riposante festa della mamma?” 

Forse, non sapete che il mio adorato Angelo, di nome e di fatto, lotta quotidianamente per alleggerirmi il carico.

Ne è sopraffatto lui stesso ma, insieme, resistiamo come quegli alberi che intrecciano i rami in mezzo alla bufera.  Abbiamo perso tutte le foglie oramai, siamo sicuramente piegati e non ci ergiamo più così diritti, ma teniamo duro.

Di certo, nemmeno io sono in grado di offrirgli una festa del papà completamente scevra da mal di testa, incombenze, liti da sedare, capricci da disinnescare. 

Mia madre dice sempre che tutto lo sconforto e la stanchezza che mi investono adesso, più o meno ogni giorno, in un futuro non troppo lontano mi mancheranno.

Quando i bambini cresceranno la casa sarà sempre ordinata ma molto vuota.

La cucina sarà sempre pulita ma poco sfruttata, il tempo libero sarà abbondante, ma molto lento da trascorrere, silenzioso, privo dei richiami martellanti “mammamammamamma” che erano soliti provenire da quattro altoparlanti umani. 

Sarà vero? Non credo, perché io già da ora mi immagino nella mia veste di backpacker sessantenne saltare su un treno o un volo, pronta ad esplorare il mondo in modo avventuroso ed imprevisto, magari mandando ogni tanto un mio selfie accanto ad un monumento via whatsapp ai miei figli. 

Non avrò il tempo di rimpiangere questi anni vissuti così intensamente e vorticosamente.

Anni in cui ogni giorno mi sveglio con un programma di massima della giornata ma, poi, mi ritrovo verso le quattro del pomeriggio ad aver già dovuto aggiustare il tiro più volte perché qualcuno ha avuto una brutta giornata a scuola, qualcun altro si sente insicuro per la verifica di domani, il più piccolo ha saltato la sua siesta o il terzo ha rovesciato un barattolo di olive in salamoia sul divano (ogni riferimento a persone o fatti é PURAMENTE CASUALE).

Quello che temo, invece, é di rimpiangere la me di adesso.

Quella che riesce a guardarsi allo specchio, sfatta-spettinata-con gli occhi cerchiati di blu-fuori forma e un po’ di malumore, ma che riesce a fare spallucce e dire che ne é valsa la pena, che vale la pena anche affaticarsi di più per portare i bambini a fare trekking alla domenica mattina tra mille lamentele, che vale la pena cucinare con loro anche se poi passerà mezz’ora in più a pulire, che vale la pena non avere mai una casa presentabile se quello che ha regalato ai figli è una serie di ricordi un po’ strampalati, non convenzionali, ma indelebili. 

Insomma, non importa.

Anche per questa festa della mamma non avrò in regalo una giornata alla spa.

Più probabilmente avrò l’ennesima impronta della manina nella creta o il diciottesimo mio ritratto cosparso di cuori.

Anche questa festa della mamma mi capiterà di urlare e perdere la  pazienza, anche questa festa della mamma non andrò al ristorante e non ci sarà nulla da festeggiare.

Ma la trascorrerò nella sicurezza che, sebbene nessuno possa mettere in pausa le catastrofi che accadono a casa nostra, avrò la forza di riderci su e contare un giorno in meno ai miei giorni da backpacker! 

Buona festa della mamma a tutte voi e coraggio, siamo sulla stessa barca!

festa-mamma-figli

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi