Fibroma ti odio e ti dico addio

Da una decina di anni sono pereguitata da un fastidiosissimo fibroma, o mioma che dir si voglia. Ero stata gia’ operata in Italia ma si e’ purtroppo riformato facendomi passare le pene dell’inferno. Chi ne e’ affetto sa che le emorragie non sono per niente facili da gestire e sono molto invalidanti nella vita di ogni giorno. Da quando mi sono trasferita in Norvegia sembrava che “lui”, il fibroma , si fosse ripiazzato bello bello al suo posto e che non avesse voglia di andarsene . Negli anni ho usato varie terapie farmacologiche ma lui sembrava non ne volesse sapere di lasciarmi in pace. Nonostante la mia insistenza, la mia dottoressa di famiglia non mi ha mai proposto di toglierlo. Alla fine, presa dallo sconforto , due mesi fa , ho deciso di fare una visita specialistica.La ginecologa mi ha detto che assolutamente si doveva togliere perche’ stava crescendo. Due mesi dopo sono stata chiamata dall’ospedale di riferimento per essere operata ed e’ stata decisa la data. Arriviamo ad oggi .Ho l’adrenalina alta, devo pensare a chi lasciare i cani, non ho idea se saro’ ricoverata o se si fara’ tutto in day hospital. Ci metto un po’ ma finalmente trovo una signora che mi puo’ guardare i pelosi ,Gentilmente mi dice che quando tornero’ a casa me li portera’ li’ in modo che io non debba preoccuparmi di andare a riprendermeli. So che quando mi dimetteranno non potro’ guidare quindi devo pensare anche a come arrivare in ospedale. Vivo a 30 km dal policlinico e per arrivarci alle 7 di mattina devo prendere un taxi per arrivare alla fermata del primo autobus e cambiarne altri tre. Sembra un viaggio della speranza. Arrivo in reparto e mi dicono subito che non ci sono camere disponibili, quindi mi devono piazzare in corridoio. Se tutto va bene, al ritorno dall’operazione qualcuno sara’ stato dimesso e avro’ un posto. Quella mattina sembra che una congiunzione astrale negativa non faccia trovare alle infermiere le vene quindi mi devono piazzare tre diverse cannule che useranno per iniettare le varie anestesie , antidolorifici ecc. ..

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Sono gia’ molto impaurita , lo vedo come un presagio negativo. Per fortuna saro’ la prima.Penso : tolto il dente tolto il dolore. Alle 9 , dopo una serie di domande di rito, mi portano in sala operatoria.Parlo con l’anestesista che mi seguira’ e mi spiega come sara’ la sedazione. Improvvisamente tutti si agitano, allarme rosso. Fuori subito con la paziente, c’e’ un cesareo d’urgenza da fare. Vengo riportata in reparto in attesa di altre notizie. A quel punto sono molto nervosa e affranta ma so ovviamente che non si poteva fare altro. Aspetto altre due ore prima di essere riportata in sala. Mi operano in anestesia totale e mi risveglio che mi sembra di essere stata travolta da uno schiacciasassi . Sono stata intubata e quindi faccio anche fatica a parlare . Per fortuna non ho dolori e il chirurgo mi fa il resoconto dell’operazione dicendomi che devo solo stare tranquilla nei prossimi giorni e prendere del paracetamolo. Devo stare attenta a non avere febbre ed emorragie che possono indicare infezioni. Mi domanda se ho bisogno della malattia . Rimango basita , spero non si aspettasse che dopo una giornata cosi’ io fossi in grado di tornare a lavorare il giorno dopo. Alla mia risposta affermativa mi scrive i fogli che devo consegnare e mi saluta dicendomi : spero sia soddisfatta dell’operazione. Mi sembrava parlasse del frigorifero che mi aveva venduto. Dopo tre ore mi fanno mangiare una fetta di pane e bere un bicchiere di succo di frutta all’arancia e mi dicono di andare in bagno. Vedono che sono in grado di farlo e mi dicono che posso andare a casa. Non che mi senta proprio in forze, ho la testa che scoppia e ci metto dieci minuti a vestirmi, sono abbastanza confusa. All’uscita chiedo aiuto per prenotare un taxi. Qui abbiamo la possibilita’ di tornare a casa in taxi pagando una piccola percentuale del totale. La segretaria mi dice dove aspettare la macchina e scendo giu’ barcollando. Nell’attesa vomito un paio di volte in un cestino dell’ immondizia. Il tassista mi telefona da fuori e gli vado incontro. Durante il viaggio ho la nausea e prego che faccia veloce perche’ non gli voglio fargli brutte sorprese . Cerco di chiudere gli occhi e stare calma. Dopo mezz’ora arrivo a casa e mi butto sul divano. Scrivo alla signora che mi deve portare i cani e aspetto che arrivino. Sto ancora male e continuo a vomitare . Arrivano i cani e comincio a rilassarmi, sono distrutta, sono arrivate le 18.00. Ripenso a questa giornata e mi fa strano pensare che ho fatto tutto da sola, senza nessuno che mi abbia aiutato, tenuto la mano. Mi rendo conto che sono molto piu’ forte di quanto penso di essere . Posso fare qualsiasi cosa , nonostante ogni volta mi faccia mille paranoie e abbia mille paure.

7 commenti
  1. Tatiana
    Tatiana dice:

    Il fatto e’ che adesso cercano di fare meno ricoveri possibili.In ospedale c’erano cartelli che parlavano di parti veloci : entri in giornata ed esci il giorno dopo.Non so se sia la normalita’, a me mette ansia sapere che tutto debba essere cosi rapido.Mi sembra che i rischi siano alti, ma non essendo un medico non so se esagero nella mia apprensione.So per certo che nel mio caso avrei dovuto rimanere li’ una notte.Mi sono ripresa dall’ anestesia il giorno dopo.Da da voi come e?

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    • L'angolo di me stessa
      L'angolo di me stessa dice:

      In Francia mi sono trovata molto molto bene, tutto è abbastanza fluido, facile, nessuna lunga coda per il ticket, almeno che non ti ritrovi una domenica mattina al PS in codice verde, ma quello mi sa che è pure normale. Ti spiegano tutto nei minimi dettagli ed hai libera scelta, nessun giudizio.
      In Italia varia da ospedale a ospedale, anche se comunque sei sempre considerata una povera mentecatta a cui non serve spiegare niente.
      In Spagna solo una volta mi sono trovata in ospedale ed è stata una delle peggiori esperienze della mia vita, ma magari è stato un caso, chissà…

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  2. Fiorella
    Fiorella dice:

    Che orrore,mi dispiace x Lei…
    Io invece ho avuto lo stesso problema 10 anni fa e sono stata operata in Milano .Mi sono trovata molto,molto bene.
    Gli faccio le mie sinceri auguri !

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  3. Carla
    Carla dice:

    Ciao, la tua storia rispecchia la situazione in cui tante di noi si trovano lontane da casa da sole… Spero tu ti stia riprendendo o ti sia ripresa al meglio, probabilmente tra pochi mesi dovrò subire la tua stessa operazione per un fibroma (in Italia) ma ne ho altri tre che stanno crescendo e dovrò tornare i
    UK dove vivo a lavorare. Dicono tutti che non è un gran problema, intanto come dicevi durante il ciclo non è facile, ci si sente invalide ogni mese e sono un po’ preoccupata per la convalescenza. Tu sei stata fortissima, ci vorrebbero più donne così nel mondo. Un abbraccio.

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  4. Daniela
    Daniela dice:

    Ciao Tatiana.
    Mi dispiace che tu abbia avuto questa esperienza, ma ti faccio i miei complimenti perché non è stata proprio una passeggiata!
    Ho tolto due miomi uterini la scorsa estate, troppo grandi per la laparoscopia per cui mi trovo una cicatrice simil cesareo. Ho fatto gli esami preliminari a inizio luglio e a metà mese l’intervento. Ricovero mercoledì pomeriggio, intervento giovedì in anestesia lombare e dimissioni lunedì. Non ho più visto il chirurgo (ginecologo che mi ha seguito in consultorio), ma è passato il primario e i vari medici di turno. Mi hanno fatto alzare il giorno dopo con la fascia, però sono stata male e ho visto le stelle. Ho avuto febbre e dolore fortissimo alla testa e mi hanno somministrato una flebo. Mi controllavano pressione e temperatura 3 volte al giorno. Tutto questo nell’ospedale di Chivasso, in Piemonte.
    Spero in una tua buona guarigione. Io non sono proprio in formissima, ogni tanto ho delle fastidiose fitte, ma ad inizio maggio ho la visita di controllo ed esporrò il mio malessere.
    Auguri, ciao!

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  5. Tatiana Mazzotta Malme
    Tatiana Mazzotta Malme dice:

    Sono completamente ristabiluta.Ho iniziato a lavorare dopo una settimana e non ho avuto nessuna infezione per fortuna.Solo fastidio per un periodo,come avessi la cistite.Comunque tutto e’ andato bene e ho il controllo ad agosto.Intanto anche la biopsia era positiva.Mando un saluto ed abbraccio collettivo a tutte voi che state per affrontare la stessa operazione.Forza e coraggio, bisogna pensare che non puo’ essere peggio di quello che state passando adesso.Vedo che questo e’ un grande problema, sto.conoscendo tantissime donne che hanno subito o devono subire l’ intervento.

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